ATP Toronto: Raonic si arrende a McDonald, splendide rimonte di Davidovich-Fokina e De Minaur

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ATP Toronto: Raonic si arrende a McDonald, splendide rimonte di Davidovich-Fokina e De Minaur

Troppo solido l’americano per il redivivo canadese. Lo spagnolo e l’australiano più preparati fisicamente di Ruud e Fritz

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Primi ottavi di finale al National Bank Open presented by Rogers in scena a Toronto. due teste di serie saltano, superate alla distanza dai loro rivali.

A. Davidovich-Fokina b. [3] C. Ruud 7-6(4) 4-6 7-6(4)

Nonostante le prime palle break (entrambe annullate, nel secondo gioco) siano a favore di Ruud, a brillare maggiormente è Davidovich, che manovra lo scambio e comanda con un dritto in condizioni inizialmente straripanti. C’è Qualche errore di troppo però, sfruttato dal norvegese per arrampicarsi sul servizio e cercare di tenere un ritmo basso per non mettere in condizione l’avversario. Il n.37 al mondo sta giocando una partita decisamente positiva, per quanto discontinua e con qualche rischio di troppo.

Appare l’unico modo però per tenere botta a Ruud, che (nonostante altre due chance di break annullate) via via prende confidenza da fondo e il dritto inizia a fare male, specie quando riesce a girare intorno alla palla e trovare l’angolo opposto. A risolvere il primo parziale, equilibratissimo e ostacolato da qualche folata di vento sul finale, è il tie-break, giocato da Ruud con il freno a mano tirato e da Davidovich Fokina con la quinta ingranata, anche controvento. E alla fine il coraggio premia lo spagnolo, che, trovando un paio di gran servizi esterni, oltre che andando a scovare gli errori dell’opaco norvegese visto finora, e rimontando uno svantaggio di 2-1 e servizio, si porta avanti, chiudendo il set per 7 punti a 4 nel tie-break.

Palla break annullata, break subito, parafrasando un noto detto calcistico, per inaugurare il secondo set. La tds n.3 mantiene polso e sangue freddo, per tenere lontano l’avversario e, in un terzo game in risposta in cui il dritto torna ad funzionare, unito a una giusta dose di rovesci in slice, destabilizza lo spagnolo e strappa il servizio per la prima volta. Gioia però effimera, condizionata anche dall’interruzione per pioggia, durata ben più di un’ora.

Il rientro è pessimo, Ruud appare deconcentrato, in ritardo sulla palla e molto falloso sul dritto, colpo fondamentale per il suo gioco. Davidovich ne approfitta, spinge di rovescio, variando anche lungolinea, così da recuperare il break. La “fortuna”, però, sotto forma del nervosismo dello spagnolo, bacia il norvegese. Un netto calo di lucidità nel nono gioco, con tre errori e correndo rischi inutili considerando il Ruud visto dopo la pausa, regala la chance a Casper di servire per chiudere il parziale. E, stavolta, il treno lo prende al volo. Con un game di ordinaria amministrazione, in cui comunque non mancano i regalini da parte di Davidovich, ma nel quale al contempo i suoi colpi tornano a brillare, il semifinalista uscente forza il set decisivo, in cui partirà con decisamente più fiducia.

Il toilet-break pre-terzo set non aiuta l’atleta andaluso, che gioca in maniera scellerata il game iniziale alla battuta. Davidovich apre la frazione con un doppio errore, si fa attaccare sul secondo punto e successivamente affonda in rete un dritto e un rovescio.

L’aver tolto la battuta al rivale così facilmente consente al norvegese di concentrarsi sulla propria battuta, cercando aiuto nella prima palla e nel robusto palleggio che induce in errore il rivale nella misura dei colpi, in particolar modo sul rovescio. Ruud arriva senza troppo rischiare sul 5-3 e 0-30 sulla battuta di Fokina, ma lo spagnolo si ribella e infila quattro punti consecutivi, di cui un ace per il 4-5.

Il numero 37 del mondo appare fisicamente più vigoroso di Ruud, che soffre maggiormente la temperatura. Davidovich tenta l’ultimo assalto utile e, complice un doppio fallo sul 15-15, “espugna” il servizio del rivale pressando e sorprendendolo in ritardo nell’azione di uscita dalla battuta.

I contendenti arrivano al tie-break e Davidovich sale 5-1 al primo cambio di campo: Ruud è stanco e sbaglia quasi tutto nel palleggio. Trova un punto grazie a uno smash in rete del rivale, che però si riscatta subito con un ace. Con quattro palle-match consecutive il tennista iberico trionfa al terzo tentativo, con l’ultimo errore, di dritto del seeded three. Per Alejandro ora il quarto di finale con l’americano McDonald.

M. McDonald b. [WC] M. Raonic 6-3 6-3

Inizio in salita per il padrone di casa, che subisce il break in apertura, non trovando subito l’apporto del servizio, e sbagliando, complice il vento, tre comodi dritti. McDonald dal canto suo è bravo a muoverlo e a non concedergli spesso comodità da destra, così da stancarlo e impedirgli di far male da fondo, come dimostrano le due palle break annullate nel quarto game.

Nonostante l’interruzione, il servizio perso all’inizio si dimostra fatale per Raonic, opaco, incapace anche di fare la differenza con la battuta. Complice però un’ottima prestazione dell’americano, rapido con i piedi, e con un chiaro piano tattico che gli permette di tenere il pallino del gioco, cercando quasi sempre gli angoli e il rovescio di Milos. Ma, oltre ai meriti di McDonald, da sottolineare sono le eccessive colpe dell’ex n.3 al mondo.

Poco cambia nel secondo parziale, con il break subito ancora una volta immediatamente, complice un suo doppio fallo, e un ennesimo gioco in cui neanche dà l’impressione di potersela giocare. La seconda frazione si chiude con il medesimo risultato di 6-3 e lancia McDonald alla sfida nei quarti con Davidovich-Fokina.

Ha collaborato Pellegrino Dell’Anno

A. De Minaur b. [8] T. Fritz 7-6(7) 4-6 6-1

L’americano è da subito tremendo con la battuta tra ace e servizi vincenti grazie anche a un kick sulla seconda particolarmente indigesto per il tennista australiano. Dal canto suo De Minaur cerca di intrappolare Fritz nella rete del suo palleggio preciso e profondo.

I conti però non tornano per il numero 18 del mondo, che non riesce a superare il 50% di prime palle in campo e viene in tal modo aggredito dal rivale, che sa bene quanto sia meglio accorciare gli scambi con un maratoneta come De Minaur.

Fritz arriva a 5-1 e sul 40-30 ha un primo setpoint, che vanifica con un rovescio che supera nettamente la linea di fondo. L’atleta di San Diego si vede annullare una seconda opportunità da uno splendido rovescio in cross dell’avversario. Il servizio però è meno brillante e De Minaur confeziona il primo controbreak.

L’eclissi di ace per il californiano continua e il match torna incredibilmente in equilibrio con l’australiano che toglie un’altra volta la battuta al rivale. A questo punto sul 5-5 Taylor torna a vincere un game alla battuta con quattro ace consecutivi!

Il tie-break è la soluzione più ovvia. Fritz risente delle occasioni mancate mentre nel cuore dello shootout il tennista oceanico effettua un lob vincente e subito dopo un cross di rovescio che sottolineano il suo momento migliore. Sul 6-2 l’epilogo sembra a un passo, ma Fritz riesce a issarsi a 6-6, firmando la rimonta con un ace.  De Minaur non si perde d’animo e chiude alla sesta occasione, con un dritto oltre la riga del suo contendente.

La seconda frazione si apre con De Minaur alla battuta e Fritz tenta subito la sortita a sorpresa: spinge in risposta e trova qualche imprecisione di troppo da parte del rivale, forse ancora scarico dopo l’insperata impresa del primo set. E quindi subito break per l’americano, che nella frazione serve solo due ace contro i 10 del set precedente, ma è più continuo e non concede palle break. Il parziale è suo per 6-4 in 47 minuti.

L’equilibrio appena ritrovato svanisce ben presto con l’inizio della frazione decisiva. Fritz si spegne dal punto di vista atletico, mentre De Minaur sembra trovare nuove energie. Per il californiano solo il 41% di prime palle in campo, due ace ma anche un doppio errore, l’unico del suo match. De Minaur arriva ovunque e sale ben presto 5-0. Fritz riesce solo a tenere l’ultimo turno di battuta e a salire 0-40 nel game successivo. Qui 5 punti consecutivi dell’australiano pongono fine al match. Per Alex un turno di quarti con Medvedev.

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