Justine Henin: “Novak Djokovic è il più grande di sempre, a New York l’ennesima prova”

La sette volte campionessa Slam loda il serbo di nuovo numero uno del mondo e lo incorona GOAT

Di Danilo Gori
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Ogniqualvolta Novak Djokovic ottiene un gran risultato, per esempio un titolo Slam, si riapre la disputa su chi sia il più grande tennista di tutti i tempi. C’è chi afferma senza ombra di dubbio che sia possibile indicare un nome come c’è chi relega l’esercizio in questione a una categoria più ludico-speculativa.

Insomma, un gioco. Sull’edizione online di “Le Soir” di lunedì 11 settembre pare iscriversi al primo gruppo una grande campionessa del recente passato: la belga Justine Henin. Il parere è indubbiamente autorevole, avendo la quarantunenne atleta di Liegi conquistato nella sua non lunghissima carriera, segnata oltretutto da alcune pause, ben sette titoli Slam, due WTA Finals e una medaglia d’oro olimpica.

Di fronte all’ennesima, sontuosa prova di forza, resistenza, sagacia tattica e freschezza mentale, Henin ha apertamente lodato le qualità dell’asso di Belgrado.

Novak” – dice l’ex campionessa vallona – “ha dimostrato di essere il più forte su più livelli. Si sapeva che sarebbe giunto pronto alla partita, ma lo ha fatto in una maniera incredibilmente precisa e intensa, dimostrando di essere coinvolto come meglio non avrebbe potuto”.

Prosegue Justine: “tutto quanto ha proposto dal punto di vista tattico è risultato perfetto. Medvedev è entrato lentamente in partita e questo ha senz’altro fatto una differenza importante. Il livello di gioco nel secondo set poi è stato eccezionale fino a quando Novak è calato un po’. Era su un filo, ma ha resistito ed è tornato a essere chirurgico. Ha sofferto ma una forza mentale gigantesca, che risulta scoraggiante per i suoi avversari”.

La quattro volte campionessa di Parigi, entrata ufficialmente nella Hall of Fame il 16 luglio 2016, conclude in maniera perentoria: “ormai quando si parla di Djokovic è ben difficile trovare parole nuove per descriverne caratteristiche e imprese. Quando alla fine del match lo vediamo esternare le proprie emozioni, capiamo i sacrifici, la passione e il desiderio di mettersi in discussione ogni volta, anche a 36 anni. Per me il dibattito è chiuso, non abbiamo mai visto un giocatore così forte, e domenica ce l’ha ancora dimostrato, con stile”.

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