È morto Henry Kissinger. Quando lo intervistò Rino Tommasi vincendo il Premio Ussi

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È morto Henry Kissinger. Quando lo intervistò Rino Tommasi vincendo il Premio Ussi

“Sono convinto che lo sport debba rimanere fuori dalla politica” pensava il segretario di Stato americano. Ma i nostri politici, e politicanti, sono dello stesso parere?

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Nel giorno della morte di Henry Kissinger, storico Segretario di Stato americano, ricordiamo il celebre uomo politico scomparso a 100 anni con un’altrettanto celebre intervista che rilasciò nel settembre 1979 a Rino Tommasi per La Gazzetta dello Sport. Kissinger acconsentì a ricevere Rino nella sua abitazione di Manhattan, a New York, per una chiacchierata avente ad oggetto il suo rapporto con lo sport. “Amo il calcio per la sua capacità di riflettere sul gioco il carattere di un paese, di un popolo. Dopo il calcio mi piacciono il football americano, il baseball e il tennis”, disse l’ex Segretario di Stato.

“Sono per il calcio offensivo. In Italia avete grandi giocatori ma state troppo in difesa. I migliori calciatori del mondo sono stati Pelé e Beckenbauer. Ricorderò sempre il passaggio di Pelé a Carlos Alberto in occasione del quarto gol segnato dal Brasile all’Italia nella finale del mondiale del Messico”. E ancora: “Il personaggio sportivo che più mi ha colpito è Cassius Clay. Non ha educazione ma è molto intelligente”. “Le Olimpiadi debbono essere open. Uno che vince una medaglia d’oro deve potersi sentire il più bravo del mondo nella sua specialità. L’attuale situazione favorisce troppo certi paesi che ufficialmente non accettano il professionismo ma di fatto lo praticano impiegando nell’esercito o in altri pubblici uffici i loro atleti migliori. Troppo spesso lo sport viene usato come strumento politico anche per la grande pubblicità che ne deriva. Io, invece, sono convinto che lo sport debba essere tenuto fuori dalla politica”.

Tante dichiarazioni di Kissinger rilasciate nell’intervista a Tommasi hanno molto valore. Non è questa la sede adatta per la discussione sull’eredità politica di uno tra i volti principali del Novecento. Curiosamente, tuttavia, si può notare che Kissinger esprimeva così le sue predizioni per lo sport del futuro: “Per i Giochi di Mosca non ci saranno problemi. I sovietici avranno addosso gli occhi di tutto il mondo e non possono permettersi di sbagliare. In America presto il calcio raggiungerà il football”. Affermazioni che fanno capire come le doti “divinatorie” non fossero proprio il pezzo forte di Kissinger: di lì a poco, nel dicembre 1979, la Russia invase l’Afghanistan e, in risposta, gli Stati Uniti decisero di boicottare le Olimpiadi dell’anno successivo. Inoltre, il calcio negli Stati Uniti ha di certo guadagnato in popolarità ma, nel 2023, non si può dire che abbia raggiunto il football.

Ad ogni modo, in Italia l’intervista ha procurato a Rino Tommasi grandi consensi e anche un premio giornalistico attribuitogli dall’Ussi. Il grande Rino commentò così quella vicenda: “Kissinger è un grande appassionato di Sport, non mi disse granché di straordinario, ma fu una conversazione piacevole, inizialmente da mezz’ora si è protratta per due ore. Fu tale l’eco di quello scoop, che vinsi un importante premio giornalistico. Ma io non sono un buon giornalista secondo i canoni tradizionali. Non mi piace lo scoop, non li ho mai inseguiti. Nemmeno le interviste, sebben con quella a Henry Kissinger abbia vinto un premio giornalistico. Infatti gli intervistati non hanno nulla di interessante da dirmi. C’è poco che io non sappia già di loro”-

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