Matteo Arnaldi: "Bellissimo vincere la Davis con Musetti e Sinner. Nel 2024 voglio la top20"

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Matteo Arnaldi: “Bellissimo vincere la Davis con Musetti e Sinner. Nel 2024 voglio la top20”

“Il rapporto è stato splendido con tutto il gruppo, può aprirsi un ciclo” – racconta Matteo Arnaldi. E sulla programmazione: “nel 2024 niente terra fino ad aprile”

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MALAGA, SPAIN - NOVEMBER 23: Matteo Arnaldi of Team Italy plays a backhand during the Quarter Final match between Italy and Netherlands at Palacio de Deportes Jose Maria Martin Carpena on November 23, 2023 in Malaga, Spain. (Photo by Fran Santiago/Getty Images for ITF)
 

Ancora un paio di giorni e la stagione 2023 andrà ufficialmente in archivio. L’affollatissimo calendario tennistico, tuttavia, non permette ai giocatori di prendersi pause troppo lunghe: il 29 dicembre si torna già in campo per il primo evento del 2024, ossia la United Cup. Ci sarà ovviamente anche l’Italia, finalista nell’ultima edizione, i cui protagonisti principali saranno Jasmine Paolini e Lorenzo Sonego.

Il torinese è stato uno degli artefici della cavalcata azzurra a Malaga, portando in dote due punti fondamentali in coppia con Jannik Sinner per permettere ai ragazzi di Filippo Volandri di approdare in finale contro l’Australia. A firmare il primo (e probabilmente decisivo) punto contro gli australiani è stato Matteo Arnaldi, che si è raccontato a Federica Cocchi in una bella intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.

“Ho giocato uno dei peggiori set di tutta la stagione!” – ha esordito Matteo sorridendo, riferendosi al terzo set del match contro Popyrin, comunque portato a casa con grande caparbietà e salvando otto palle break su otto. Arnaldi non giocava da quasi mese esatto prima della sconfitta ai quarti contro l’olandese Van De Zandschulp, per via della dolorosa scomparsa del padre della sua ragazza Mia, australiana come gli avversari dell’Italia (lei è di Melbourne, come raccontato dal sanremese alla fine dell’intervista) ma che, pur andando contro il suo paese, ha sempre tifato per il suo (principe) azzurro. “Non è stato un periodo facile perché suo papà è mancato poco prima della Davis: io gli ero molto affezionato. Quando ero in campo contro Popyrin ho trovato la forza anche pensando a lui”.

Tornando a momenti sicuramente più felici, c’è forse qualcosa di ancor più bello di aver trionfato in Davis a soli 22 anni: averlo fatto al fianco di ottimi amici. “Quello che per me è stato più significativo è stato sicuramente condividere la gioia con Musetti e Sinner. Li conosco da quando eravamo junior e facevamo i tornei insieme. Anche mio papà ha detto che si è emozionato, che vederci tutti e tre con l’Insalatiera l’ha riportato indietro nel tempo.

Proprio come Jannik con lo sci, tuttavia, anche la carriera sportiva di Matteo avrebbe potuto prendere una piega diversa, visto che al tennis inizialmente faceva concorrenza il nuoto. Tuttavia “sott’acqua c’è troppa solitudine, meglio stare in campo con altra gente” – ha raccontato Arnaldi, che ha poi continuato con gli elogi verso il resto del gruppo: “Ho parlato di Muso e di Jannik perché sono quelli che ho conosciuto meglio, siamo coetanei. Il rapporto però è stato splendido con tutti, da Sonego a Bolelli a Berrettini, fondamentale anche fuori dal campo”.

Sarà possibile avviare un ciclo vincente con una squadra di questo genere? Arnaldi non ha dubbi: Abbiamo una squadra talmente forte che può aprirsi un ciclo. Quando sento dire che il prossimo anno ci sarà anche la Spagna, vorrei ricordare che c’era anche quest’anno, solo che ha mancato la qualificazione. E se tornerà la Russia, ci faremo trovare pronti anche per loro.

La Coppa Davis sarà dunque uno dei tanti obiettivi per il 2024, che vedrà anche in calendario le attesissime Olimpiadi. “Ho tanti obiettivi, ma non voglio rivelarli” – ha spiegato Matteo, che però poi è tornato sui suoi passi. “Uno di questi è arrivare tra i primi 20 al mondo – ha raccontato non nascondendo le proprie ambizioni. Anche perché, a livello di ranking, gli obiettivi del 2023 sono stati ampiamente raggiunti: volevamo chiudere in top 50 entro la fine dell’anno e abbiamo raggiunto l’obiettivo con due mesi d’anticipo. Sono molto soddisfatto, poi chiudere con la Davis è stato eccezionale”.

Spazio infine per il programma dei primi mesi in vista del 2024: “Inizierò con gli ATP250 di Brisbane e Adelaide, poi ovviamente l’Australian Open. Quindi ci sarà il cemento americano, perché la mia superficie ideale è il cemento all’aperto. La prossima stagione niente terra per me fino ad aprile, con la rivelata ambizione di far meglio possibile sulle superfici veloci, quelle su cui si compete per la maggior parte dell’annata tennistica.

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