Sonego: «Voglio un 2024 record. Sogno sempre le Finals» (Bertellino). Evert e Navratilova, una vita da nemiche ora combattono insieme la malattia (Martucci). L'anno d'oro di Jannik: è il più cliccato su Google (Schito). Sonny, oltre la Davis (Bonsignore). A Sinner deve piacere 'o presepio (Sallustro)

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Sonego: «Voglio un 2024 record. Sogno sempre le Finals» (Bertellino). Evert e Navratilova, una vita da nemiche ora combattono insieme la malattia (Martucci). L’anno d’oro di Jannik: è il più cliccato su Google (Schito). Sonny, oltre la Davis (Bonsignore). A Sinner deve piacere ‘o presepio (Sallustro)

La rassegna stampa di martedì 12 dicembre 2023

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Sonego: «Voglio un 2024 record. Sogno sempre le Finals» (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Una decina di giorni alle Maldive per rilassarsi e lasciarsi alle spalle il 2023 chiuso con il trionfo in Coppa Davis, trofeo riportato in Italia dopo 47 anni. Venerdì scorso il rientro a Torino per Lorenzo Sonego, ieri la ripresa degli gli allenamenti in vista della prossima stagione che per lui avrà inizio il 30 dicembre in Australia, nella United Cup. Il 28enne torinese, attuale numero 46 Atp, è stato ospite d’onore in occasione della consegna dei premi Ussisubalpina 2023, in compagnia del suo coach Gipo Arbino. «E’ sempre un piacere essere qui […] perché mi avete seguito anche nelle prime tappe del mio lungo percorso. Non sarei potuto mancare ed è un onore ricevere il premio di atleta dell’anno». La Davis è alle spalle, ma ha lasciato emozioni indelebili: «Se ci penso non ci credo ancora […]. Abbiamo dato tutti il massimo, in campo e fuori, ed è stata veramente la vittoria del gruppo. Nei doppi decisivi la situazione non era facile. Il classico dentro o fuori che da un lato esalta e dall’altro genera timori. Abbiamo affrontato le situazioni, contro l’Olanda e la Serbia di Djokovic, con grande calma e la giusta convinzione di potercela fare. Giocare accanto a Jannik […], con il quale fin dal principio si è instaurato un feeling particolare, è stato rassicurante. In chiave Davis, pensando al domani, proveremo a rivincerla per dare il via ad una serie. Ne abbiamo tutte le possibilità perché le alternative non mancano. Speriamo di poterci ripetere anche con Matteo Berrettini in campo». Una vittoria resa possibile anche dalle prestazioni offerte da Sonego a Bologna, soprattutto nel match contro il cileno Nicolas Jarry. «Gli ho annullato quattro match point e poi ho vinto in rimonta […]. Una piccola impresa che nell’economia della competizione ha rappresentato molto. Sono sempre onorato di vestire la maglia azzurra». Una stagione, quella 2023, comunque importante al di là della Davis. «Gli ottavi raggiunti a Parigi sono stati importanti per avere la conferma della bontà del lavoro svolto. Far bene negli Slam del 2024 è un altro dei propositi che intendo tradurre in realtà» guarda avanti Lorenzo. I piccoli problemi fisici sono risolti. La stagione però è già alle porte e il tempo per lavorare non è molto. «Sono ripartito con le sedute di allenamento, cercando di curare l’aspetto atletico che è sempre più importante pensando alla densità di impegni che presenta una stagione con le più disparate condizioni di gioco. Per quanto concerne l’aspetto tecnico presteremo molta attenzione al rovescio, sia in fase di palleggio che di risposta, e al servizio. In particolare puntando alla precisione e alle percentuali di prime palle, due aspetti che possono sempre più fare la differenza».

[…]

Evert e Navratilova, una vita da nemiche. Ma ora combattono insieme contro la malattia (Vincenzo Martucci, Il Messaggero)

Apparentemente diverse, acerrime nemiche sul campo ma amiche fuori, anche nella vita reale Chris […] Evert e Martina Navratilova non riescono a essere comuni. Da sempre, nel contrasto, nella lotta, si congiungono, si identificano proprio, contro lo stesso avversario, un tempo era la vittoria, il successo, la storia dello sport, oggi è un tumore insistente, che bussa ora a una porta, ora all’altra. Fino all’ultima puntata del Reality della vita, con le due signore del tennis in cucina, con le mitiche Evert e Navratilova oggi solo due sessantenni segnate dalle battaglie col male. «Due anni dopo, è tornato: sto di nuovo lottando contro un tumore», denuncia Chris sui social. «Perché non mangiamo insieme?», le propone Martina. «Ci siamo dentro insieme, grazie per il cibo delizioso», dice la foto cult. […] Negli anni 70, l’America non ebbe dubbi: evviva “Chris tennis”, la ragazza yankee della porta accanto, piccola, minuta, educata, precisa, sempre in ordine, abbasso Martina, la sua antitesi, la “grossa speranza”, scappata dalla cortina di Ferro, tutta tiri mancini, discese a rete, ed accessi, dal sovrappeso alle scelte sessuali. «Per 18 anni c’è stata tensione fra di noi: ci alternavamo, dai successi anche in serie, ai primi due posti della classifica, dalla fiducia al dispiacere, così ci siamo ritrovate sempre più spesso da sole, negli spogliatoi, prima e dopo le finali, sempre più vicine. Fino a diventare amiche. E, dopo il tennis, non c’è stata più pressione», ha raccontato Chrissie. «Cinquant’anni: conosco Chris da più tempo di chiunque altro nella mia vita, e lo stesso vale per lei. Le nostre vite sono parallele in un modo inquietante», ha detto Martina, coccolando l’epico testa a testa, da Akron 1973 a Chicago 1988: bilancio 43-37 per la mancina ceca contro la pioniera delle regolariste da fondo, un numero che è solo un dettaglio, mentre gli 18 urrà Slam di singolare, pari, sono uno sberleffo del destino, in 80 sfide, 60 finali. […] Il tennis deve molto a Chrissie e Martina. Che hanno sdoganato l’agonismo più risoluto anche al femminile, che hanno introdotto la palestra e la dieta, come l’esempio, come la forza dei personaggi che le tv hanno cominciato a scrutare nei volti, nei gesti, nel fuori onda. Due anni fa la Evert è stata colpita dal cancro alle ovaie, dopo l’esperienza della sorella […], aveva giocato d’anticipo, ma il male la sta rimettendo alla prova; un anno fa la sfida più difficile s’era riproposta, 13 anni dopo, alla Navratilova, al seno e al collo, e addio progetto di adottare un bambino con la compagna Julia Lemigova. «Combatterò con tutte le mie forze», aveva promesso. E a maggio, al Foro Italico a Roma, nel ricevere la Racchetta d’oro, pur smagrita, pallida, coi pochi capelli salvati dalla chemio, ha ringraziato il tennis: «L’approccio mentale e la determinazione mi hanno aiutata a sconfiggere la malattia. Il trattamento è la cosa più difficile che ho mai fatto». […] Quando Chrissie è entrata la prima volta in ospedale, Martina ha indossato giorno e notte, come un amuleto, la collana che l’amica le aveva regalato, togliendoselo solo per la chemio. Viceversa, quando a gennaio, è toccato alla Navratilova rientrare in ospedale, terrorizzata, Chrissie le ha spedito il classico “Lean on me” (Conta su di me) dei Seventeen, facendola sciogliere. Adesso è lei che corre a sostenere l’amica. «In realtà siamo molto più simili che diverse. Entrambe abbiamo subito delle imposizioni: lei con la sua educazione cattolica, da ragazza per bene, io dal comunismo». Chris e Martina vanno ancora insieme alla guerra. 

L’anno d’oro di Jannik: è il più cliccato su Google (Francesca Schito, Il Tempo)

Sinner sta tracciando una linea di demarcazione nella storia. È diventato uno di quegli sportivi che segnano un’epoca e che appassionano milioni di italiani allo sport che praticano, come è successo con Alberto Tomba, Valentino Rossi, Federica Pellegrini, Sara Simeoni e Pietro Mennea. A dimostrazione del trasporto con cui gli italiani seguono questo ragazzo dai capelli rossi, sceso dalle montagne della Val Pusteria, c’è un dato che lo consacra come il personaggio più cercato su Google nel 2023. Dopo aver conquistato la posizione numero 4 del mondo, aver vinto un Masters 1000 e regalato all’Italia, insieme ai suoi compagni, la seconda Coppa Davis della sua carriera, Sinner continua a fare tendenza, lasciandosi alle spalle Romelu Lukaku e Peppino Di Capri nelle ricerche online. E a testimonianza di come il ragazzo di Sesto sia diventato sempre più un esempio da seguire arriva dalle parole di Joao Fonseca, tennista brasiliano classe 2006, ribattezzato «piccolo Sinner». Questo giovane tennista in erba ha vinto lo Us Open Junior ed è numero uno nella classifica Itf Under-18. «Con chi mi identifico? Direi Sinner […] perché mi piace giocare aggressivo. Il mio rovescio è più consistente del mio dritto, anche se quest’ultimo colpo è la mia arma principale. Ho un buon servizio e gambe molto magre. Per questo in Brasile mi chiamano piccolo Sinner». A ventidue anni l’altoatesino è quindi già un modello da seguire, da emulare, rappresenta un traguardo da raggiungere. E la storia del numero uno azzurro ha ancora tante pagine vuote da riempire. Ma la strada tracciata è quella del campione, di un giovane predestinato che ha dedicato anima, talento, muscoli e cuore a realizzare i suoi sogni. Facendo sognare anche gli italiani. 

Sonny, oltre la Davis (Filippo Bonsignore, Il Corriere di Torino)

Non è finita, Malaga è stato un punto di (ri)partenza. Lorenzo Sonego non vuole certo fermarsi sul più bello: il campione torinese ha messo la firma indelebile sullo storico successo dell’Italia in Coppa Davis e adesso guarda al 2024 con grandi ambizioni. «Voglio tornare ai livelli di due anni fa e possibilmente migliorarmi ancora, ho accumulato l’esperienza per poter fare ancora meglio il prossimo anno». Sonny è appena rientrato dalle meritate vacanze alle Maldive e ha già ripreso ad allenarsi in vista della stagione che è già dietro l’angolo: la vigilia di Natale partirà per l’Australia, dove si alzerà il sipario della nuova annata con la United Cup […], antipasto dell’Australian Open, il primo Slam dell’anno. E prima di volare dall’altra parte del globo, Lorenzo è stato celebrato dall’Ussi Subalpina, l’associazione dei giornalisti sportivi del Piemonte, che lo ha eletto «Atleta dell’anno», proprio per il trionfo in Davis. «È stata una vera impresa, ora siamo parte della storia e in futuro ci si ricorderà di quello che abbiamo fatto sul campo. È stata una bella emozione e un bel percorso: negli anni scorsi ci siamo sempre andati vicini, dai quarti alle semifinali, ed era rimasto un po’ di rammarico. Siamo sempre stati una squadra competitiva e finalmente quest’anno siamo riusciti ad arrivare al traguardo. Per vincere c’è sempre bisogno di un po’ di fortuna ma sono molto soddisfatto di quello che abbiamo fatto. La squadra più temibile era la Serbia, lo sapevamo, e dopo aver perso il primo singolo e con i tre match point per i nostri avversari non eravamo più così convinti dell’impresa. Il miracolo di Sinner ci ha dato nuova fiducia e ci abbiamo creduto veramente fino in fondo». Sonego più Sinner è stata la formula magica del doppio che ha sorpreso tutti con le vittorie ai quarti sugli specialisti olandesi Koolhof-Rojer e, in semifinale, sul tandem serbo Djokovic-Kecmanovic. «Giocheremo ancora insieme con Jannik? Ora siamo entrambi concentrati sul singolo, il doppio non è la priorità, anche se mi sono trovato benissimo insieme a lui in campo e giocare qualche partita insieme aiuterebbe a cementare ulteriormente l’intesa. Ne avevamo giocati pochi prima di Malaga ma tutto è stato perfetto. Non sono uno specialista, avere accanto un campione come lui mi ha certo aiutato». Al suo fianco anche ieri c’era l’inseparabile coach, Gipo Arbino, che lo coccola con lo sguardo: «La Coppa Davis era un sogno: il primo obiettivo era la convocazione, poi sapevamo di essere tra i favoriti ma il trofeo è arrivato prima del previsto». Ora il pensiero è già rivolto al 2024. Sonego si presenta al via della nuova stagione come numero 46 al mondo e ha un proposito ben preciso in mente: «Il mio obiettivo è fare sempre meglio, per questo voglio migliorare il mio best ranking di numero 21 al mondo raggiunto nel 2021 e poi punto ad esserci alle Olimpiadi a Parigi: ho già già vissuto le ultime a Tokyo, un’emozione incredibile, sotto pressione riesco ad esaltarmi. Il sogno resta invece giocare le Atp Finals a Torino».

A Sinner deve piacere ‘o presepio (Marco Sallustro, La Ragione)

È una star sul rettangolo di gioco, è sempre più richiesto dagli sponsor ed è lo sportivo preferito degli italiani, dopo il trionfo azzurro in Coppa Davis. E la dimensione totale che sta raggiungendo Jannik Sinner, mentre si trova in Spagna per riprendere la preparazione in vista della ripartenza del circuito Atp in Australia fra meno di 20 giorni, viene certificata dalla continua richiesta della sua statuina nella via dei presepi a Napoli, in via San Gregorio Armeno. «È in assoluto il preferito di tutti» ci racconta il maestro dell’arte presepiale Marco Ferrigno. «La Coppa Davis vinta dall’Italia ha fatto scattare una richiesta continua di sue statuine. Non era prevedibile questo boom, pensi che neppure le statuine di calciatori del Napoli […] si avvicinano ai numeri fatti segnare dal pastore Sinner». Insomma, non ci sono più confini. Anche sul presepe napoletano, che è una patente di grandezza e una fotografia del grado di visibilità, non c’è nessun altro che Sinner fra le preferenze degli italiani. Il numero quattro al mondo surclassa anche politici con un appeal riconosciuto come l’ex presidente di Forza Italia e del Milan Silvio Berlusconi, morto qualche mese fa, e anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Devo invece raccontare un aneddoto su Elly Schlein» confida il maestro Ferrigno: «Le abbiamo regalato l’unica statuina che la raffigurava. La seconda è in lavorazione, nessun cliente ne ha fatto richiesta».

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