Australian Open: Sinner batte Rublev e vola in semifinale con Djokovic senza aver perso un set [VIDEO]

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Australian Open: Sinner batte Rublev e vola in semifinale con Djokovic senza aver perso un set [VIDEO]

Uno Jannik Sinner che controlla il primo parziale e vince i due successivi venendo fuori nei momenti importanti come si confa a un vero campione. Venerdì la semifinale contro Novak Djokovic, battuto due volte nelle ultime tre sfide ma mai a livello Slam

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Jannik Sinner - Australian Open 2024 (Foto Twitter @mubalacitidc)
 

[4] J. Sinner b. [5] A. Rublev 6-4 7-6(5) 6-3

Il numero 4 del mondo Jannik Sinner raggiunge la sua seconda semifinale Slam dopo Wimbledon 2023 battendo il numero 5 Andrey Rublev in 2 ore e 39 minuti con il punteggio di 6-4 7-6(5) 6-3. Sinner conferma così le previsioni della vigilia e la sua superiorità rispetto all’avversario contro il quale ora è in vantaggio 5-2 nei confronti diretti e raggiunge in semifinale Novak Djokovic senza aver ancora perso un set nel torneo.

Un primo parziale sui binari previsti, con l’azzurro in controllo su un Rublev anzitempo frettoloso a dispetto di una superiorità inattesa nei (pochi) scambi lunghi. Andrey è cresciuto nella seconda partita e il tie-break sembrava cosa fatta per lui, quando ha subito il prepotente rientro di Sinner sullo scambio che ha forse deciso l’intero match, se vogliamo valutare gli episodi. Ma, in generale, è la capacità di Sinner di produrre più gioco a dargli un vantaggio anche psicologico, unita a un servizio determinante (anche con la seconda al corpo) sui punti pesanti sia per situazione di punteggio sia perché dopo scambi ben conquistati dall’altro, frustrandone così le possibilità di caricarsi.

Come già dimostrato contro Karen Khachanov, anche nei momenti migliori dell’avversario Jannik ha dimostrato l’abilità di assicurarsi i punti che davvero contano, facendosi bastare le due palle break (su sette) trasformate e annullando tutte le otto concesse. Diventano così 26 su 28 quelle cancellate complessivamente nel torneo.

Piccola preoccupazione nel corsa della seconda partita quando il nostro sembrava avere un problema agli addominali, ma “forse qualcosa che ho mangiato prima del match” dirà poi, “se n’è andato presto”.

Rublev fa così zero su dieci, decima sconfitta in altrettanti quarti di finale nei major che non può non significare qualcosa. Inoltre, nessuno dei due aveva mai battuto un top 5 a livello Slam in otto tentativi e c’è riuscito Jannik.

Primo set – Dalla doppia chance per Rublev al break per Sinner

Andrey sceglie di partire al servizio, è trascinato ai vantaggi al terzo game ma ne esce bene tra dritto al volo e rovescio lungolinea, colpo indispensabile per uscire dalla diagonale sinistra a lui estremamente svantaggiosa sulla carta e su ogni altra superficie contro Jannik. È proprio con il bimane in parallelo che Rublev si guadagna una doppia opportunità di allungo dopo un punto con scelte di direzione non brillantissime da parte dell’azzurro, che però risale tra dritto e servizio per il 2 pari.

Tre errori di dritto – due in uscita dal servizio – e un bel rovescio di Sinner costano il game successivo all’altro Rosso. L’ansia sale in Andrey, cerca di spaccare la palla anche di più e più in fretta del solito, ma quasi mai Jannik perde campo e, quando succede, oblitera le velleità moscovite con l’ace. Rublev rimane in scia trasformando per la prima volta in sette tentativi una seconda battuta, ma al successivo errore (già il dodicesimo) si percuote le cosce con la racchetta. Con il 61% di prime su cui perde solo tre punti, Sinner tira dritto fino a prendersi il parziale, 6-4. Unico dato a favore di Rublev, il 4-1 negli scambi oltre gli otto colpi.

Secondo set – Andrey sposta l’equilibrio a proprio favore, ma a Jannik basta un punto per tornare padrone

Sinner risponde con continuità, fatto che dà fiducia a lui e aggiunge pressione a Rublev che nel terzo game va sotto 15-40, ma le due prime stavolta non tornano indietro e si salva. Il dritto di Andrey comincia a far male e trova notevoli ampiezze di campo con entrambi i colpi a rimbalzo; Sinner reagisce mantenendo la calma, annulla un vantaggio esterno con l’ace, un altro arriva con il doppio fallo poi graziato da un drittone che manca di poco la riga, 2 pari.

Come nella prima partita, le occasioni mancate si ripercuotono nel gioco successivo, ma la risposta azzurra sulla seconda non è abbastanza incisiva e sfuma la possibilità del sorpasso. Sinner lamenta un problema agli addominali senza per adesso richiedere l’intervento del fisioterapista, mentre la mente di tutti cerca di non andare allo storico dei confronti, con Rublev vincitore solo per ritiro dell’avversario: appunto…

Jannik ancora in difficoltà, ma il classe 1997 butta un paio di punti importanti, palla break compresa, e all’ottavo game si rimane in parità. Sinner non riesce ad approfittare appieno di un’attenzione intermittente da parte di Rublev, che al cambio campo corre in bagno, e si arriva al tie-break con il n. 5 decisamente più in partita rispetto alla prima ora di gioco.

Andrey mette sempre la prima e risponde benissimo in due occasioni, quando gli gira bene è incontenibile, sale 5-1, poi 5-2 e servizio. Subito diventa evidente che l’ottavo punto diventerà decisivo per le sorti del game e quindi del set e… Lo scambio si allunga e se lo aggiudica Sinner con un tracciante di dritto, il ventiquattresimo colpo. Da lì a completare la rimonta con sei punti consecutivi è una passeggiata (si fa per dire) e Sinner va a sedersi sul 2-0.

Per quello che può valere, Rublev ha ribaltato questa situazione di punteggio solo una volta, contro Querrey allo US Open 2020. Com’era successo contro un ottimo Khachanov che per larghi tratti “giocava meglio” e aveva pure messo a segno un paio di punti di quelli che “non posso perdere il set dopo questo” e invece, Sinner si è fatto bastare uno spiraglio per vincere il parziale.

Terzo set – Sinner riparte con più fatica, ma è lui a piazzare l’allungo decisivo.

L’inizio della frazione è una gara interiore per entrambi: Jannik deve combattere l’inevitabile calo di tensione e le energie mentali spese nella rimonta finale, Rublev rischia di uscire dal match con quel parziale che pareva ormai in cascina. Entrambi resistono e tengono i servizi, con il Rosso di Sesto Pusteria che deve salvarsi due volte da sinistra nel terzo gioco. A forza di cariconi incrociati di dritto un Sinner sornione riapre e fa suo il game di risposta che lo proietta 4-2: da un momento di equilibrio con Rublev che pareva pronto a prendersi il vantaggio, allo strappo caratteristica del campione.

Facile conferma, game di passaggio e momento della verità sul 5-3 che si apre con il dritto di Andrey che buca il campo, due volte il servizio non torna indietro, poi il doppio fallo: 30 pari e un po’ d’ansia? Solo per chi guarda, perché Sinner mette due prime che gli permettono di piazzare altrettanti vincenti ed è il 6-3 che vale la semifinale raggiunta, lo ripetiamo, senza lasciare per strada alcun set. È il secondo italiano negli ultimi quattro all’Australian Open dopo Matteo Berrettini.

Si materializza dunque la prevista e sperata (dagli organizzatori senza dubbio) sfida contro Novak Djokovic. I confronti diretti dicono 4-2 per il numero 1 del mondo, con le due vittorie azzurre negli ultimi tre, nel girone delle Finals e in Coppa Davis. In mezzo l’atto decisivo del “Masters”, con Jannik – arrivato stanco (per “colpa” propria) e contro Nole (idem) – che ha pagato la tensione della finale più importante fino a quel momento, un po’ come gli era successo a Miami nel 2021 contro Hurkacz. In questo senso, è meglio essere stato estratto nella parte alta del tabellone e trovare Nole in semifinale. L’appuntamento è per venerdì.

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