L'Italia di Davis al Quirinale. Mattarella: "Grazie, anche per i valori umani che avete mostrato nella vittoria"

Coppa Davis

L’Italia di Davis al Quirinale. Mattarella: “Grazie, anche per i valori umani che avete mostrato nella vittoria”

Il Presidente Mattarella riceve in dono la racchetta da Jannik Sinner. Binaghi: “Faremo diventare questa occasione una consuetudine”. Malagò si aspetta più di una medaglia dal tennis a Parigi 2024

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Sergio Mattarella e Jannik Sinner credits Sposito/FITP

Nel Salone degli Specchi del Palazzo del Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto la squadra italiana di Coppa Davis al gran completo per celebrare con loro la vittoria della Coppa Davis ottenuta a Malaga il novembre scorso, la seconda della storia del tennis italiano dopo quella vinta in Cile nel 1976.

Molto emozionati e sorridenti, in abito blu d’ordinanza, erano certamente più a loro agio di Berrettini e Santopadre quando in quella torrida giornata di luglio del 2021 furono chiamati insieme alla Nazionale di Calcio neo-campione Europea a celebrare la finale di Wimbledon di Matteo. In quella giornata Matteo e Vincenzo, stozzati dalle cravatte, sudarono le proverbiali sette camicie mentre i calciatori più preparati avevano la maglietta ufficiale della FIGC, più adatta al clima di quel giorno.

Il Presidente del Coni Malagò ha aperto l’evento, come sempre accade quando gli sportivi italiani sono ricevuti al Quirinale: “Signor presidente, grazie. L’incontro al Quirinale sta diventando una bellissima consuetudine. Mi permetto di pensare che sia dovuto a due fattori: innanzitutto alla sua vicinanza al mondo dello sport. E poi alle occasioni che lo sport italiano ha saputo creare negli ultimi tempi.

Sergio Mattarella e la Nazionale Italiana di Coppa Davis credits Sposito/FITP

Ricordando la vittoria nel medagliere da parte della spedizione italiana alle Olimpiadi Giovanili appena conclusesi a Gangwon, Il Presidente Malagò ha menzionato naturalmente la splendida sorpresa della vittoria di Sinner all’Australian Open, passando poi ai momenti bui vissuti dalla squadra italiana di Davis nei gironi di serie C, per poi arrivare a un augurio olimpico: “A distanza di 100 anni le Olimpiadi tornano a Parigi, al Roland Garros. Dove nel 1924 fu vinta l’unica medaglia del tennis dal Barone De Morpurgo – un bronzo. Ci aspettiamo una medaglia, anche più di una.”

Successivamente il Presidente della FITP Angelo Binaghi si è rivolto direttamente al padrone di casa Mattarella dicendo: “Abbiamo mantenuto la promessa di due anni fa, quando con Berrettini eravamo venuti a celebrare la finale. Le avevamo detto che saremmo tornati come vincitori, e ce l’abbiamo fatta”.

Binaghi ha celebrato la Coppa Davis come “forse non la gara più importante, ma la più bella. Perché permette di combattere per i compagni, per la famiglia, per la comunità e per il Paese, e questo crea delle emozioni che sono le più belle e le più importanti di tutti.” E ha poi concluso anche lui con un augurio: “Ce la metteremo tutta perché questa splendida giornata possa diventare una consuetudine nei prossimi anni.”

Un emozionatissimo Jannik Sinner ha preso la parola a nome di tutta la squadra azzurra, che comprendeva Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini, Simone Bolelli, Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego, Andrea Vavassori, oltre al capitano Filippo Volandri e l’ambasciatore del tennis nel mondo Nicola Pietrangeli.

“Per noi è un onore essere qua, parlo non solo per me ma per tutta la squadra. Portare qui un successo dopo 47 anni rappresenta una squadra che ha fatto tanti sacrifici e che ha tanta voglia di vincere. Siamo tutti ragazzi normali, ognuno di noi ha le sue caratteristiche e grazie al capitano siamo riusciti a fare una cosa molto bella per questa Nazione. C’è da dare tanto credito anche a Matteo che ha sostenuto tutta la squadra, siamo riusciti a tirarci fuori da una situazione molto difficile, ho provato a dare il mio contributo a Malaga.”

Abbiamo giocato un ottimo tennis, ma la cosa più importante è di capirci ed essere contenti in campo. Questa coppa ci ha portato tante emozioni, e dobbiamo ringraziare non solo le persone che sono qui ma anche tutti quelli che ci guardano da casa.”

Ci sono le Olimpiadi, ognuno di noi proverà a fare il proprio meglio anche lì. Il futuro nessuno lo conosce, ma ce la metteremo tutta.”

Alla fine del discorso ha poi presentato un omaggio al Presidente Mattarella: la cravatta della Coppa Davis e la racchetta di Jannik Sinner con un fiocco-regalo.

In chiusura la parola al Presidente Mattarella

Sergio Matterella, credits Sposito/FITP

Le parole di chiusura, naturalmente, sono state riservate al padrone di casa, il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha ricordato tutti i membri della squadra uno per uno.

Da quel 26 novembre sono trascorsi oltre due mesi, ma non si è attenuato l’entusiasmo suscitato nei concittadini. Tutti hanno seguito le vostre tappe, l’ho fatto anch’io, nei limiti del possibile. Non ho visto la prima partita con li Canada, è stata importante per registrare la squadra.”

“Quarantasette anni sono un lungo periodo. Vi ringrazio non solo per la vittoria, ma anche per quel che avete fatto vedere in quei giorni, affiancando a un valore sportivo, anche un grande valore umano.”

“Ricordo la vittoria della prima Coppa Davis in Cile nel ’62 [era il 1976, ma al Presidente una piccola imprecisione si può perdonare n.d.r.] e anche una semifinale nel ’60 vinta da Sirola e Pietrangeli in rimonta”.

Naturalmente non potevano mancare alcune parole sulla vittoria di Sinner: “Ho potuto guardare la TV soltanto all’inizio del quarto set, e questo ha giovato al mio umore. Avevo visto la tranquillità e pensavo che avrebbe vinto.”

“Ora tutti si aspetteranno che lei vinca sempre: siamo sicuri che giocherà sempre al meglio, ma non bisogna che le vengano fatte pressioni, così come lei ha detto non hanno fatto i suoi genitori.”

“Complimenti anche a Bolelli e Vavassori per essere arrivati in finale.”

“Ci sono altri appuntamenti, le Olimpiadi, anche qui nessuna pressione, siamo sicuri che farete il vostro meglio. Auguri.”

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