Jannik Sinner: "Lavoro per essere la versione migliore di me stesso. Se un giorno tutto questo significherà 'n. 1 al mondo ' ne sarò felice"

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Jannik Sinner: “Lavoro per essere la versione migliore di me stesso. Se un giorno tutto questo significherà ‘n. 1 al mondo ‘ ne sarò felice”

L’altoatesino fissa i suoi scopi in vista della terra rossa: “L’obiettivo principale è Roland Garros e naturalmente Roma, un torneo speciale dove potrò sentire ancora di più il calore del tifo”

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Cosa si fa dopo aver vinto un titolo a Miami alla terza finale in Florida? Dopo aver dominato la finale con Dimitrov – 6-3 6-1 – dall’alto dei suo vent’anni, che sembrano molti di più quando indossa calzettoni e maglietta da gioco? “Sapete che cosa ho proprio voglia di fare? Un bel giro in macchina sulle strade di Monaco. Quando sono in macchina mi rilasso. rifletto, mi scarico. Ecco, sì. Mi metterò al volante”. Ora che ha conquista il numero 2 della classifica mondiale Jannik non ha proprio voglia di fermarsi. Oggi il campione altoatesino atterrerà a Montecarlo per preparare la stagione sul rosso con vista sul Roland Garros – vero obbiettivo – senza dimenticare gli Internazionali d’Italia.

Prima però qualche riflessione su Miami, dove si è sempre trovato bene, e dove finalmente, dopo due finali perse, è arrivata la vittoria. “E un torneo molto speciale per me. Ho gestito bene tutti gli aspetti, in campo e fuori. Abbiamo avuto un approccio un po` diverso per questo torneo, ci siamo riusciti molto bene e cercheremo di usarlo nei prossimi. Ci sono tante cose positive: abbiamo visto che ogni giorno può essere diverso, una volta c`era un po` di pioggia, poi il caldo, il vento, tante situazioni a cui sono riuscito a trovare una soluzione“.

Ora parte la stagione sulla terra rossa, si comincia da Montecarlo. Sì, c`è poco tempo. Meno di una settimana per adattarsi alle nuove condizioni. Infatti a Montecarlo a volte i risultati sono un po` strani”. A Monaco ci sarà un nuovo atto della sfida con Alcaraz, suo grande amico? “Con lui ci stimiamo molto, andiamo d`accordo perché siamo simili, persone semplici che amano profondamente quello che fanno. In campo, però, dall`altra parte della rete sia io sia lui vediamo un avversario”.

Che cos’è l’amicizia per Jannik Sinner? I miei amici sono quelli di sempre di quando ero bambino, quelli che mi conoscono e mi vogliono bene da prima che io diventassi … un personaggio. Cerco di stare con loro appena posso, rido, mi rilasso, corro sui kart, gioco alla play. Soprattutto so di poter avere un rapporto sincero, mi confido con loro e loro lo fanno con me. Anche se in ambienti diversi, abbiamo più o meno tutti gli stessi problemi”.

Tra gli amici di “campo” c`è Lorenzo Sonego, con cui avete costituito un doppio affiatato e che ora sta passando un momento simile al suo quando lasciò Piatti. “Lorenzo ha fatto una scelta difficile e coraggiosa. Non mi sono sentito di dargli consigli in questo momento, ma lui sa che sono sempre disponibile per parlare, quando vuole. Sono argomenti che vanno trattati di persona, messaggini e telefono nei momenti importanti sono riduttivi. Io sono per i rapporti veri, a quattr`occhi”.

Il suo allenatore, Darren Cahill, ha detto che vincere la Davis ha dato alla stagione di Sinner una grande spinta. Una carica che si è portato sino all’Australia. “Vero, vincere la Davis è stato bellissimo. Condividere la gioia con i compagni… Una cosa che non siamo abituati a vivere noi tennisti. E sono felice perché abbiamo potuto ricambiare in qualche modo l’amore che i tifosi italiani ci hanno dato. L’Italia si meritava questa gioia”.

Che effetto fa ad un 22enne avere un tale seguito in patria? Avere la capacità di incollare un paese davanti al televisore come solo la nazionale di calcio può fare? “Mi fa stare bene. Perché ormai ovunque vada sento le persone vicine. E spero che non sia soltanto per le partite che vinco ma anche per la persona che sono. Arrivo da una famiglia normale, i miei lavorano ancora, insomma per quanto sia fortunato a fare questa vitae questo lavoro, resto una persona normale”.

Ad Indian Wells c’è stato il siparietto con Serena Williams, che ha confessato a Sinner che avrebbe voluto il suo dritto. “Beh, non me lo aspettavo. Lei è una leggenda, una campionessa incredibile. I complimenti certo che li ho apprezzati. ma sapete come sono fatto…Non avevo mai incontrato Serena, è stata una bella sorpresa”. A proposito di numeri 1, è un obbiettivo realizzabile già quest’anno? “Ora sono numero 2 e sono molto felice di esserci arrivato. Lo sono per me e per la mia squadra che mi supporta e mi dà tanto. Io lavoro sempre per essere la versione migliore di me stesso, per crescere in campo e possibilmente anche come persona. Se un giorno tutto questo significherà “numero 1 al mondo ne sarò felice“.

Ma non chiedetegli di bruciare le tappe. Procediamo per gradi. La terra è sempre particolare, lo scorso anno non ero in una buona forma, ma quest’anno ci arrivo in modo completamente diverso, sono curioso di vedere come andrà. L’obiettivo principale è il Roland Garros e naturalmente Roma, un torneo speciale dove potrò sentire ancora di più il calore del tifo“.

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