ATP Roma: ottimo Medjedovic ma non basta per Medvedev. Un Hurkacz cinico si libera di Etcheverry

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ATP Roma: ottimo Medjedovic ma non basta per Medvedev. Un Hurkacz cinico si libera di Etcheverry

Hamad Medjedovic sta arrivando, ma Daniil Medvedev riesce a sfangarla. Tomas Etcheverry gioca meglio il primo set ma non vince neanche quello contro un Hubert Hurkacz letale quando conta

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Daniil Medvedev - Roma 2024 (foto Francesca Micheli/Ubitennis)
 

[2] D. Medvedev b. [Q] H. Medjedovic 7-6(5) 2-6 7-5

Due ore e 50 minuti servono a Daniil Medvedev per avere ragione del promettente qualificato serbo Hamad Medjedovic, evitando per un soffio quello che sarebbe stato un complicato tie-break del terzo set. 7-6(5) 2-6 7-5 il risultato per Medvedev che nella prima frazione ha approfittato dei troppi errori dell’avversario che nonostante tutto ha avuto un set point in risposta, vanificandolo con una brutta smorzata (non l’unica).

Aggiustata la mira soprattutto con il rovescio e continuando a spaccare la palla di dritto, Medjedovic ha velocemente pareggiato il conto dei set. Nella partita finale ha recuperato il break di svantaggio e si è arreso al dodicesimo gioco dopo aver mancato la palla del 6 pari.

A dispetto dei 10 doppi falli, del 42% di conversione con la seconda e dei 7 punti vinti in meno di Hamad, Medvedev continua la difesa del trofeo di Roma, l’unico alzato nelle ultime 52 settimane dallo specialista (sedicente ma anche autentico) delle superfici dure.

Primo set – Medjedovic rischia di vincerlo nonostante gli errori

Lui gioca sempre lontano, quindi fagli delle smorzate” deve aver letto Hamad da qualche parte, ma non è così semplice: se non le giochi bene tecnicamente e tatticamente, il fatto che Daniil sia lontano comporta solo che non arrivi a prenderle a volo, ma il punto te lo fa. Due volte su due. E ti brekka subito. In ogni caso, il 188 cm (per 86 kg) serbo si tranquillizza subito e parte all’inseguimento cercando – spesso con ottimi risultati – di sfondare l’avversario. Medvedev pare in controllo, ma Medjedovic apre l’ottavo gioco con un imprendibile slice corto di dritto, approfitta di due seconde fuori bersaglio e pareggia.

Paga però la rincorsa cedendo il lungo game successivo, anch’egli con il doppio fallo, mandando Daniil a servire sul 5-4; inutilmente, però, perché Hamad continua a mazzolare di dritto e alternare le rotazioni di rovescio e sarà il tie-break a dirimere la faccenda. Medvedev è nettamente più solido e si prende la frazione incassando il 32° errore dell’altro: passino quelli di dritto, anzi, ci stanno perché è un colpo che fa davvero male, ma non bene i 17 di rovescio (2 i vincenti da quel lato).

Hamad Medjedovic – Roma 2024 (foto Francesca Micheli/Ubitennis)

Secondo set – Il ventenne è incontenibile, Medvedev alla finestra

Daniil salva quattro palle break in apertura, ma Hamad non si scompone, tiene la battuta e si prende il terzo game iniziato piantando due risposte imprendibili. Il ventenne allenato da Viktor Troicki è on fire, Medvedev rischia anche al successivo turno servizio e capitola di nuovo al settimo gioco, con l’altro che gli tiene il palleggio sulla diagonale sinistra e poi sfonda con il dritto lungolinea. Battuta tenuta a zero e 6-2. Errori di rovescio di Medjedovic nel parziale: 3.

Terzo set – Medvedev ne esce di esperienza

Una smorzata in rete costringe Hamad a fare un buco per terra con il dritto per salvarsi al secondo gioco. Non ne esce però qualche minuto dopo, quando scherza col fuoco della diagonale bimane (Daniil ha commesso appena 5 gratuiti con quel colpo da inizio match), uno slice volato lungo, un dritto affossato ed è 3-1 Medvedev che conferma senza patemi.

Medjedovic non si abbatte e agguanta il 4 pari con un’altra rispostona di dritto in parallelo – da quel lato si prende sempre un po’ di spazio, mentre di rovescio riesce anche ad anticipare con efficacia. Proprio quella risposta gli dà un promettente 0-30, ma Daniil ne esce con uno scambio ben comandato, un ace slice colpito con i piedi che più a destra non si può e in mezzo una smorzata serbe in rete.

La tensione è alle stelle, anche il classe 2003 risale da uno 0-30 (o, detta in altri termini, tre occasioni consecutive per Meddy Bear di andare a palla match), il tie-break è a un solo punto ma il gioco resta aperto e arriva il match point: Daniil la mette sulla diagonale sinistra da cui Medjedovic esce con il lungolinea per poi imporre il dritto, l’attacco dalla parte sbagliata è comunque preciso, ma la volée in allungo gli resta sulle corde e Medvedev può… andare a controllare il segno, prima di stringere la mano all’avversario e raggiungere Tommy Paul agli ottavi. Lo statunitense ha perso tutti i tre precedenti duelli con il ventottenne moscovita.

“Non sono molto soddisfatto” ha poi commentato Daniil. “Avevo preparato bene il match, ma in certo senso è andato tutto per il verso sbagliato. Il servizio non andava, i colpi non erano abbastanza aggressivi… quando ne avevo bisogno, perché tante volte mi piace giocare al mio solito rimo, ma di tanto in tanto mi piace anche sorprendere l’avversario con qualche bel colpo, però non sono stato in grado di farlo. In qualche momento ho pensato che quello che stavo facendo non sarebbe bastato per vincere, quindi sono contento di esserci riuscito senza giocare il mio tennis migliore che spero di ritrovare domani”. Riguardo agli accorgimenti tattici, dice che “il suo dritto era on fire a certo punto, ma non nel primo set, cercavo di muoverlo che è quello che vuoi fare sulla terra battuta. Nel terzo ho giocato soprattutto sul suo rovescio, a volte è andata bene, altre no, ma alla fine ha funzionato”.

Hubert Hurkacz – Roma 2024 (foto Francesca Micheli/Ubitennis)

[7] H. Hurkacz b. [25] T.M. Etcheverry 7-6(7) 6-2

Il settimo del seeding Hubert Hurkacz fa suo il primo confronto con il n. 28 ATP Tomas Martin Etcheverry annullando un set point (e mezzo) nel primo parziale per dilagare nel secondo. 7-6(7) 6-2 in due ore esatte per Hurkacz che ha cancellato le tre palle break concesse e sfruttato le due che si è guadagnato. Un match di qualità come testimoniano i saldi winner/unforced positivi, anche se non proprio trascinante, probabilmente complice il carattere tranquillo dei due contendenti.

Primo set – Occasione all’inizio per Etcheverry, ma regna l’equilibrio

Hubert sceglie di partire in battuta e, nonostante metta cinque prime (due ace), si ritrova nei guai perché Tomas tre volte fra volo e rimbalzo smorza con nonchalance, ma vede sfumare la palla break perché tira ripetutamente dalla parte sbagliata (verso il rovescio dell’altro). Rimarrà l’unico rischio corso nel parziale da chi serve, con i due che superano quota 300 nel rating dell’ATP. Certo influisce anche il fatto che in risposta Hurkacz sia tra i peggiori in top 100, ma intanto il match si lascia vedere: Hubi superiore negli scambi brevi, Etcheverry quando il punto si allunga, ci sono anche smorzate ben eseguite da entrambi che portano quasi sempre il punto.

Sul 4 pari, il numero 9 del mondo risolve un insidioso 15-30 con il dritto al volo dalla terra di nessuno dopo la seconda esterna, praticamente mai attaccata dall’argentino. Nel finale al tie-break, Etcheverry recupera due volte lo svantaggio ed è il primo ad avere il set point in risposta, ma Hubert mette la prima e prende la rete. Bravo anche il ventiquattrenne di La Plata ad annullare la palla del set entrando con il bimane, ma il successivo errore e un Hurkacz che comanda lo scambia chiudono la questione. Saldo vincenti/non forzati positivo per entrambi, un punto in più per Etcheverry ma non era quello che contava.

Secondo set – Altra chance iniziale per TME, poi Hurkacz dilaga

Come nella prima frazione, Tomas Martin si procura un’opportunità di strappare subito la battuta polacca, però resta ancora molto indietro sulla seconda permettendo all’altro di prendere in mano lo scambio. Il match finisce lì, perché Etcheverry comincia a sbagliare troppo, Hurkacz gioca completamente libero e, annullata una palla break con l’ace, vola 4-1 per andare in discesa verso il 6-2. Agli ottavi troverà Sebastian Baez che si è imposto in rimonta su Holger Rune.

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