Un fiume in piena Jo-Wilfried Tsonga in un’intervista con lo YouTuber Kevin Ferreira. A lungo n. 1 di Francia, il francese ha raccontato alcuni aneddoti della sua lunga carriera. Qualche rammarico, qualche rimpianto, ma la soddisfazione di quanto fatto in un’epoca in cui, per emergere, bisognava aver la meglio su Federer, Nadal o Djokovic, da ordinare a piacimento.
Oltre due ore e mezza di intervista in cui l’ex n. 5 del mondo ha raccontato della sua carriera. Si è ritirato nel 2022 e a cuore aperto, pur esponendosi alle eventuali critiche del pubblico, ha raccontato di quanto accettò di giocare un’esibizione da infortunato. Non era in grado di tenere in mano un bicchiere, eppure accettò di giocare l’esibizione.
Veniva dalla finale di Davis del 2014 vinta da Roger Federer, Stan Wavrinka, Michael Lammer e Marco Chiudinelli. Aveva preso parte solo alla prima sfida con il n. 2 di Svizzera, poi si era fatto da parte perchè non in grado di giocare. Poco dopo la presenza a questa esibizione solo ed esclusivamente per soldi. Dinanzi a lui il bivio: rinunciare alle critiche o accettare l’offerta di un milione di dollari. Jo alla fine cedette alle tentazioni e si andò a prendere “il bottino”. Portò a casa 500.000 dollari e “la domanda nasce spontanea” come diceva un famoso giornalista italiano: calendario fitto o per gli interessi va bene sopperire alle sofferenze del fisico? Il dibattito rimane e rimarrà aperto.
Duro il ricordo del Masters 1000 vinto in Canada. Prova che lo ha messo fisicamente a repentaglio tanto da orinare sangue: “Ti spingevano ad andare oltre i limiti in maniera feroce. Dopo averli battuti consecutivamente sentivo di aver dato oltre di quello che potevo. Anche battendo Djokovic ne esci malconcio, con Federer devi esser pronto e Murray ti spinge in una lotta durissima“. Tsonga aveva battuto Djokovic al terzo turno, Murray agli ottavi e in finale Federer.
