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WTA

WTA Abu Dhabi: Bejlek è diventata grande, batte Alexandrova per il primo titolo

La ceca vince il primo titolo in carriera e lo fa da qualificata in un 500. Ha iniziato il torneo da n°101, lunedì sarà trentottesima nel ranking

Ultimo aggiornamento: 07/02/2026 16:41
Di Cipriano Colonna Pubblicato il 07/02/2026
7 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Sara Bejlek - WTA Abu Dhabi 2026 - Via X @WTA

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[Q] S. Bejlek b. [2] E. Alexandrova 7-6(5) 6-1

Sezioni
Primo set: durissima frazione, spicca il carattere di Bejlek su AlexandrovaSecondo set: Bejlek funambola, Alexandrova crolla. Il titolo è suo

E’ approdata una nuova stella nel tennis femminile, decisa a far brillare la vetrina WTA. Finalmente una giocatrice capace di essere qualcosa di differente, ma allo stesso tempo dal sapore rétro. Sara Bejlek personifica un tennis di completezza tecnica e strategica, in grado di abbinarsi ad un strapotere fisico in termini di resistenza. Vince il primo titolo della sua giovanissima carriera, al termine di un cammino straordinario. Una settimana fa disputava il primo turno di quali: sette partite vinte, tre top 20 battute e un incremento in classifica impensabile. Un 7-6(5) 6-1 in 1h41‘ con frazioni agli antipodi, una soffertissima l’altra dominata, che le regala il 500 degli Emirati. Da lunedì, lei che ha iniziato il torneo da n°101, sarà trentottesima nel ranking mondiale.

Ekaterina Alexandrova satura di testa, annichilita in personalità e carattere, perde contro Bejlek la quinta finale nelle ultime sei giocate (la quarta consecutiva). Undici anni in più, ma un tennis notevolmente più povero. Sicuramente il problema alla spalla avvertito nel primo set l’ha condizionata pesantemente nella spinta del servizio, ma ciò non giustifica i tremori mostrati nei momenti clou. Adesso per la russa – riserva alle ultime WTA Finals – la possibilità di riscattarsi nella finale di doppio, soprattutto per riprendersi in vista della pesante cambiale da difendere a Doha.

Primo set: durissima frazione, spicca il carattere di Bejlek su Alexandrova

La giovane ceca è la prima a rompere l’equilibrio nel quarto gioco avviando i presupposti per il break tramite uno splendido cross strettissimo di dritto. Vantaggio poi vidimato dalla stessa Alexandrova, vittima di un evidente passaggio a vuoto con diversi gratuiti. L’illusione ceca dura pochissimo, arriva immediatamente il contro-break: anche in questo caso a zero, ci erano andate vicine a scambiarsi i favori già nei primi due turni di servizio tenuti ai vantaggi (3-2).

Si vede limpidamente come gli sforzi profusi in semifinale abbiano lasciato delle scorie, l’eccezionale mobilità che sono solite mostrare non si ammira con la stessa puntualità. La russa cerca di verticalizzare di più, ma soffre ancora e la spunta sempre ad oltranza (3-3). A proposito di energie spese, la n°11 WTA richiede un MTO per farsi trattare la spalla sinistra.

Quando il gioco riprende, la fase del match che segue è tutto fuorché esaltante: tanti errori e rarissime giocate di qualità. Ma come detto, ambedue hanno un discreto alibi con il serbatoio quasi svuotato. Sul 4-4, sfruttando le difficoltà sempre più impellenti di Sara nello spostamento laterale, Alexandrova si procura una ghiotta palla break ma non è abbastanza fredda. Allora Bejlek sale in cattedra con il suo tennis liftato, iniziando a far male più spesso grazie al lungolinea bimane. La partita d’improvviso riacquista tono e vigore, con la sensazione che una dose di forze straordinarie le abbia pervase ed irrorate di nuova carica energetica.

Non succede nulla di rilevante fino al 6-5, quando con la russa al servizio per agganciare il tie-break, la giovanissima ceca rimonta dal 30-0 vincendo tre punti consecutivi con lo stesso motivo tattico. Accorciare la gittata dei suoi colpi per poi rialzare immediatamente la traiettoria rispolverando profondità. Sul set point, Sara prova ad essere aggressiva in risposta tentando una soluzione definitiva ma la palla si ferma in rete. Tuttavia, in questo frangente Ekaterina è completamente imballata dalla paura: cerca di sfogarsi con Andreev per scuotersi. Purtroppo però anche Sara sul secondo set point è troppo passiva. Alla fine, dopo un’interminabile game da 15 punti alla quinta occasione la russa centra il 6-6.

Due mini-break a fare da antipasto, poi un durissimo braccio di ferro nel terzo punto del tie-break indirizzano l’esito del set. Il punto lo vince Alexandrova con un recupero in avanzamento, ad infliggere il colpo di grazia a Bejlek un altro interminabile scambio che la vede soccombere per un nastro in grado di accomodare l’avanzata russa.

Ora la ceca ha perso eccessivamente campo e i metri da percorrere aumentano a dismisura. Ma Ekaterina sentendo vicino l’obiettivo, si fa nuovamente attanagliare dalla tensione e dal 4-2 perde tre punti in fila che portano Sara sul 5-4. Nell’ultimo scatto, infine, sale su di giri la resistenza fisica e mentale della ceca che si mostra più forte di testa. Il rovescio lungo di Alexandrova, dopo il terzo scambio di durezza inaudita che la ventenne vince in modo incredibile quasi sdraiata dalla fatica con un diritto che ricade all’incrocio delle righe, sigilla una prima frazione soffertissima e tostissima.

Secondo set: Bejlek funambola, Alexandrova crolla. Il titolo è suo

Sara non cala di un millimetro dopo il set vinto, anzi continua ad osare in maniera straripante. Ubriaca la russa con attacchi in slice e una copertura delle rete da assoluta giocoliera circense. Alexandrova va ancora più in confusione, la bussola della lucidità è ormai smarrita. Ekaterina commette doppio fallo e alla seconda chance offerta lancia la ceca già avanti di un break in avvio di secondo parziale. Bejlek coglie la palla al balzo e accelera le operazioni (2-0).

La n°2 del seeding è completamente esausta di testa, la sua più giovane avversaria sta dimostrando superiore carattere e maggiore personalità. Ma soprattutto Sara è in grado di arrivare su qualsiasi palla, anche su colpi che sembrano irraggiungibili dove non solo riesce ad essere col tempo giusto per trovare l’impatto ma restituisce sempre un’opposizione fastidiosa. Il fisico eccezionale, considerate anche le sette partite in 8 giorni, fa il resto. La russa lascia andare l’ultimo appiglio di speranza, subendo il doppio break – per la seconda volta nel match servizio ceduto a zero – che ratifica nella sostanza il successo ceco. Il 3-1 diventa 4-1. La partita è finita, negli ultimi quattro giochi il parziale recita 18 punti a 3 per altrettanti games cechi. Sara Bejlek da favola, Abu Dhabi è sua. 6-1 in 29 minuti.


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TAGGED:Ekaterina AlexandrovafeaturedSara Bejlekwta abu dhabi 2026
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