[3] S. Cirstea b. [1] E. Raducanu 6-0 6-2
Una finale che non c’è stata in Romania a Cluj-Napoca, per la gioia degli spalti casalinghi. Sorana Cirstea si divora Emma Raducanu, trionfando 6-0 6-2 al Transylvania Open in poco più di un’ora di partita. La britannica è scesa in campo non in condizione di competere, completamente svuotata dalle tre ore di gioco della semifinale con Olijnykova – qui un profilo dell’ucraina. Al contrario della veterana di Bucarest, che è apparsa galvanizzata dall’opportunità di giocare per l’ultima volta davanti ai suoi compatrioti – ha annunciato che il 2026 sarà l’ultima stagione trai pro. Dopo le lamentele per l’atteggiamento di Osaka a Melbourne, Sorana si regala il quarto titolo in otto finali disputate. Consegnatole dall’ex n.1 al mondo, la miglior giocatrice romena di tutti i tempi, Simona Halep.
Primo set: bagel di Cirstea, Raducanu crolla quando conta
La pagnotta sfornata e confezionata dalla panetteria rumena, direbbe già tutto per conto suo su quanta opposizione britannica si è vista in campo. Tuttavia c’è stata più lotta di quel che si potrebbe presumere, osservando in maniera serafica il punteggio. Quattro games su sei decisi ai vantaggi, di cui però tre sul servizio di Raducanu, dove ogni volta la caparbietà di Cirstea si è dimostrata superiore. 6-0 in mezz’ora e 0 palle break offerte da Sorana.
Secondo set: un piccolo calo, poi Cirstea torna schiacciasassi e si prende il titolo
All’ultimo ballo in carriera nel torneo di casa, la versione della veterana di Bucarest è da fotogramma istantaneo alla Wawrinka australiano. Vuole che i connazionali la ricordino in modo speciale. Chiaramente Emma (tornata a disputare una finale a cinque anni di distanza dal titolo Slam a New York) con l’andare del match qualcosa in più la fa vedere, ma è troppo poco per impensierire questa Cirstea: dominante con tutti i fondamentali. L’unico sussulto si ha ad inizio ripresa, quando Sorana dal 2-0 si fa riagganciare. Ma è soltanto un momento, un piccolissimo sbandamento da cui si riprende subito con una reazione brutale al contro-break. La rumena vince i successivi quattro games e conquista il titolo.
