Cinà e Cadenasso illuminano la settimana Challenger italiana

Le loro lunghe trasferte rispettivamente in India e Argentina sono state premiate dai risultati

Di Massimo Gaiba
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Federico Cinà (@Instagram Federico Cinà)

Lo stesso terzetto della scorsa settimana a New Dehli, cioè Federico Cinà, Lorenzo Carboni ed Alexandr Binda, era presente al Challenger 75 di Pune, sui campi in cemento del ‘Mhalunge Balewadi Tennis Complex’. Fuori all’esordio Carboni (6-4 6-4 da Shimizu) e Binda (6-1 6-2 dal cinese di Taipei Wu). A risistemare il bilancio italiano ci ha pensato Cinà che prima ha asfaltato (6-1 6-0) il giapponese Takuya Kumasaka (n.477) per poi riservare analogo trattamento ad un altro figlio del sol levante: il 26enne Yuta Shimizu (n.369) che ha subito un severo 6-1 6-4. Ora nei quarti il tennista siciliano troverà il 27enne britannico Alastair Gray (n.390), ostacolo non insormontabile, anche se la cautela è sempre d’obbligo soprattutto perché Federico sembra sentire la pressione di dover finalmente passare all’incasso della sua prima vittoria Challenger. Diverse persone, anche tra i nostri lettori, hanno cominciato a mugugnare dicendo che dopo tanti anni sulla breccia è ormai ora che il ragazzo metta questo benedetto trofeo in bacheca. Dimenticando che è vero come Cinà sia da tanto sotto i riflettori ma solo per il banale motivo che è stato molto precoce e che nell’ambiente del tennis ci è nato. Vedrete che la vittoria arriverà, e se non sarà qui in India succederà sicuramente nel corso di questa stagione. E ci sbilanciamo anche in un’altra previsione: il 18enne palermitano non rimarrà a lungo nel circuito Challenger ma si trasferirà presto su altri e più importanti palcoscenici. Del resto ora è sulla soglia della top 200, abbondantemente nel numero di chi partecipa alle qualificazioni Slam che ha già giocato a New York e Melbourne. E questo, come tutti sanno, è lo step che certifica l’ingresso nel mondo dei grandi.

Al secondo dei Challenger 50 di Tigre, sempre sui campi del ‘Club Nautico Hacoaj’, a difendere i colori azzurri c’erano Franco Agamenone e Gianluca Cadenasso con quest’ultimo che ha superato il primo turno 6-2 3-6 7-5 a spese del 20enne Carlos Maria Zarate (n.578), sicuramente giocatore abbordabile ma che portava con sé una palla corta velenosa e l’entusiasmo di giocare davanti al proprio pubblico. Eliminato invece Agamenone che, dopo la bella vittoria di Buenos Aires in gennaio, sembra entrato in un tunnel di scontento come conferma il suo quarto primo turno consecutivo. Questa volta ad opera del 28enne brasiliano Igor Ribeiro Marcondes (n.310) che già l’aveva battuto a fine gennaio a Concepcion. Fortuna che intanto nella parte alta del tabellone Cadenasso interpretava, come meglio non avrebbe potuto, il ruolo di salvatore della patria, guadagnandosi i quarti di finale al termine di oltre due ore di autentica battaglia il brasiliano Dutra da Silva (n.319) col punteggio di 4-6 6-1 7-5. Nei quarti troverà il 26enne spagnolo Miguel Damas (n.303) e, comunque vada, il tennista genovese uscirà da questa settimana con il suo nuovo best ranking che dovrebbe essere attorno alla posizione n.296 ATP.

Al Challenger 75 di Lugano il solo Gabriele Piraino è uscito indenne dalle qualificazioni. Fuori invece Federico Arnaboldi, Filippo Romano, Giovanni Oradini, Luca Potenza, Federico Iannaccone, Francesco Forti e Federico Bondioli. Ma poi il tennista siciliano ha trovato un ostacolo insormontabile nel russo Ivan Gakhov (n.253) che si è imposto, dopo dura lotta, col punteggio di 2-6 6-2 7-6(6). Da ricordare, sempre a proposito del primo turno del torneo, il match che ha visto opposti i due 19enni Nicolai Budkov Kjaer e lo svizzero Henry Bernet, di cui qualche anno fa (Campionati Europei a Parma) scrivemmo che, con quel magnifico rovescio ad una mano, era un autentico monumento al bel tennis che fu. Avrebbe solo dovuto imparare che in un campo da tennis ci sono anche, spiacevole incombenza, le righe di fondocampo. Diciamo che qualche passo in questa direzione l’ha fatto, come dimostra la sua vittoria nel 2025 agli AO Juniores e i due successi ITF 25.000$, sul finir dell’estate, a Muttenz e Losanna. In questa occasione ha vinto (6-1 6-4) il norvegese (n.154 e prima testa di serie del torneo) che ha fatto valere la sua maggiore consuetudine al tennis professionistico, e si è anche preso la rivincita di quella sconfitta al Roland Garros Juniores 2024 che probabilmente ancora gli bruciava. Poi il norvegese ha messo il turbo e venerdì si giocherà l’accesso alle semifinali contro il croato Matej Dodig (n.230). Ma noi, testardamente, la nostra monetina la metteremmo sempre sullo svizzero, e non sappiamo se sia una valutazione tecnica o emotiva. In ogni caso abbiamo il sospetto che nei prossimi anni vedremo diverse repliche di questa sfida.

A completare il programma c’era il Challenger 100 di Saint-Brieuc (cemento indoor) dove l’unico azzurro era Jacopo Berrettini che ha purtroppo confermato il suo difficile inizio di stagione (1/4 il bilancio) ed è uscito all’esordio contro l’estone Mark Lajal (n.160 e quinta testa di serie) che gli ha inflitto un pesante 6-3 6-1.

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