Sakamoto sull’allenamento con Sinner: “Ogni colpo aveva uno scopo. È stata una grande lezione”

L'ex numero uno del mondo junior Rei Sakamoto loda la metodologia d'allenamento di Jannik Sinner: "Mi ha fatto capire che ciò non serve a vincere i punti, ma a lavorare sul proprio gioco"

Di Pietro Sanò
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Rei Sakamoto – Australian Open 2026 (foto via Twitter @AustralianOpen)

La prima tappa del Sunshine Double si è conclusa con lo splendido trionfo azzurro firmato Jannik Sinner. Il numero due del mondo, impegnato – così come tutti i colleghi – in una delle fasi più intense del calendario tennistico, ha subito rifatto le valigie in direzione Miami, dove esordirà nella giornata di sabato contro il bosniaco Damir Dzumhur.

Ma facciamo un piccolo passo indietro, tornando alla settimana californiana che ha incoronato Jannik come il più giovane tennista a trionfare in tutti i Major sul cemento.

“Sinner stava lavorando sul suo gioco. Per questo ho vinto un set…”

Nella meravigliosa cornice del Tennis Paradise, il quattro volte vincitore del Grand Slam ha condiviso un’intensa sessione d’allenamento col talentuoso atleta giapponese Rei Sakamoto, nonché ex numero uno del mondo Junior. Il classe ‘2006, da poco addentratosi nel circuito maggiore, ha raccontato, mediante un video pubblicato sul proprio canale Youtube – Reivolution Channel – l’esperienza di confrontarsi con il fuoriclasse azzurro, confessando con genuinità anche di esser parecchio teso in vista della sesione: “Ho avuto l’occasione di allenarmi con Sinner – esordisce, all’inizio del docu-video – Abbiamo fatto riscaldamento e giocato quasi due set. Il punteggio era 6-4 5-3… no, aspetta, era 6-4 3-5. Sinner chiaramente non stava cercando di vincere l’allenamento. Stava lavorando sul suo gioco. Probabilmente è per questo che sono riuscito a vincere un set“, aggiunge scherzosamente.

“Ogni colpo aveva uno scopo”

Il giovanissimo nipponico, riuscito a ottenere una wild card per il main draw, ha sottolineato particolarmente questo concetto. Imparando da Jannik una metodologia di lavoro ben diversa, improntata sulla ricerca di nuove soluzioni, aspetti del proprio gioco e poco sull’ossessione di vincere il punto o il set durante un allenamento che va sfruttato in maniera differente: “Ciò che mi ha colpito di più sono stati gli scambi. Quasi nessuna palla corta. Ogni colpo aveva uno scopo”. Rei non ha nascosto i dubbi e l’emozione che lo hanno assalito prima di metter piede in campo contro un volte vincitore dello Slam, seppur si trattasse di un semplice allenamento: “L’intensità era notevole. Prima di iniziare, ho pensato: “E se non riuscissi a rispondere nemmeno a una palla?”. “E se non riuscissi nemmeno a riscaldarmi come si deve?” – ammette Sakamoto durante il video -. Ma, sorprendentemente, negli scambi più lenti me la sono cavata. È stata un’esperienza fantastica. La mia seconda di servizio ha funzionato davvero bene. Ho tirato una seconda di servizio in kick sul corpo e Sinner l’ha mancata. Questo mi ha dato fiducia. Anche la mia seconda di servizio può mettere in difficoltà Sinner“.

“Mi ha fatto capire una cosa: l’allenamento non serve a vincere punti, ma…”

L’attuale n.164 del mondo ha poi ribadito la vera lezione appresa da Jannik nel corso delle due ore passate in campo assieme a lui: “Si vede quanto lui si spinga in avanti sul dritto. Questo mi ha fatto capire una cosa. L’allenamento non serve a vincere punti. Serve a lavorare sul proprio gioco. Nelle partite si gioca per vincere. Ma in allenamento si gioca per migliorare. Non solo per vincere il punto che hai davanti. Ma per continuare a migliorare il tuo tennis. È stata una grande lezione”.

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