De Minaur e Boulter celebrano le nozze nel giorno della finale di Wimbledon. La scelta che ha diviso il web

Sposarsi nel giorno della finale dei Championships ha scatenato le critiche degli utenti che hanno accusato il tennista australiano di avere una mentalità perdente

Di Matteo Beltrami
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Alex de Minaur e Katie Boulter (foto Instagram @katiecboulter)

Katie Boulter e Alex de Minaur hanno celebrato le loro nozze il giorno della finale di Wimbledon. Fidanzati da tempo (dalla fine del 2024, quando Katie lo aveva annunciato con un post su Instagram) secondo il Daily Mail la tennista britannica e il tennista australiano si sono giurati eterno amore in una storica chiesa del Leicestershire, nei pressi della città natale di Boulter. Cerimonia per pochi intimi: familiari e un ristretto numero di amici.

La curiosa scelta di celebrare le nozze nel giorno della finale dei Championships ha diviso il web, tra chi ha fatto le congratulazioni ai novelli sposi, e chi ha contestato la scelta di farla lo stesso giorno della finalissima dello slam londinese tra Sinner e Zverev. La mancanza di ambizione è stato l’argomento di critica principale nei confronti del n.5 del ranking ATP, con diversi utenti che lo hanno additato di avere una mentalità ‘perdente’, sostenendo in parole povere che sapeva a priori di non poter andare in finale, altrimenti avrebbe scelto una data differente. In ogni caso, l’evento è stato riservato a pochi intimi: i due sono da sempre molto attenti alla loro privacy.

A Wimbledon entrambi hanno perso con giocatori italiani. Alex de Minaur è uscito sconfitto in tre set contro Flavio Cobolli, mentre Boulter è stata sconfitta all’esordio dalla giovanissima Tyra Caterina Grant.

Adesso i due neo sposini si godranno qualche giorno di relax, con la festa che non è finita: secondo quanto riporta il Daily Mail, i due avrebbero prenotato, infatti, una location segreta in Europa per condividere questo momento con una fetta più ampia di parenti, amici e anche colleghi tennisti provenienti da tutto il mondo. prima di volere oltreoceano per affrontare una serie di tornei sul cemento.

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