PREMIUM ATP Montreal, Arnaldi: “Ora ho male all’altro piede, ma so come gestirlo” [ESCLUSIVA]

Matteo Arnaldi fa luce sul problema ai piedi che lo assilla da più di un anno: "Nel piede destro c'era una microfrattura, nel sinistro solo un edema"

Di Vanni Gibertini
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Matteo Arnaldi - Montreal 2026 (foto Florin Baltatoiu)

Completa il due-su-due italiano della quarta giornata a Montreal Matteo Arnaldi, che scaccia i dubbi arrivati sulla sua condizione dopo il ritiro di Washington con una convincente vittoria in tre set su Marozsan.

Come ti sei sentito in campo? Fisicamente, intanto, bene, mi pare, no?

MATTEO ARNALDI: “Sì, rispetto alla settimana scorsa sicuramente ci sono stati dei miglioramenti. Oggi era più una partita di gestione, sinceramente. Nel primo set siamo stati, come hai detto tu, abbastanza vicini. Ho giocato un brutto game prima del terzo, ho lasciato abbastanza andare perché ancora non mi sento così sicuro da riuscire magari a giocare tre set pieni a fuoco. Poi invece nel terzo sono riuscito a risalire, è stato il set in cui mi sono mosso meglio, ho giocato meglio, quindi sono contento. Se guardo com’ero una settimana fa, sono molto contento.”

Adesso hai Griekspoor invece di Zverev, che è una buona notizia, anche se Tallon ovviamente è fortissimo. Come ti approcci? C’è un buco nel tabellone bello goloso: ci pensi o dici che giochi partita per partita?

MATTEO ARNALDI: “Ovviamente uno dà sempre un occhio al tabellone, sicuramente, però, come ho detto, fisicamente ancora non sono al meglio. Ho sempre questi problemi ai piedi, quindi sono contento di aver vinto questa partita perché, come ho detto, se guardo dov’ero una settimana fa, quando non potevo neanche muovermi benissimo in campo, e per quanto mi sono allenato, oggi devo dire che è quasi una sorpresa. Quindi sono contento di come ho giocato, sono contento di non aver avuto troppo fastidio. Vediamo domani come mi sveglio e poi penserò al resto.”

L’odissea del piede

La settimana scorsa è stato uno spavento? Hai pensato magari che si fosse tornati indietro di settimane, se non di mesi?

MATTEO ARNALDI: “Più che altro è l’altro piede, adesso. Ho esattamente la stessa cosa sull’altro piede e l’altro aveva una microfrattura; in questo non c’è microfrattura, c’è edema e queste cose, quindi so come gestirlo. Ho già fatto la stessa cosa che ho dovuto fare sul destro, quindi so già come gestire e fare tutto. La settimana scorsa forse non dovevo andare in campo; ho provato ad andare in campo perché ero già lì, quindi volevo vedere com’era, però sicuramente non ero pronto, quindi stiamo lavorando. I miei piedi sono abbastanza problematici, però, come ho detto, il destro sta molto meglio, quindi se continuiamo con la stessa strada che abbiamo fatto sul destro anche sul sinistro, sono sicuro che non ci saranno troppi problemi.”

Ma è stato un effetto della compensazione, del non voler spingere troppo su un piede?

MATTEO ARNALDI: “Ci sono tante cose, quello potrebbe essere un motivo, però sinceramente ho giocato tante ore e non ho mai avuto problemi, quindi è più un fatto sia di conformazione, sia di come appoggio i piedi e tutto, quindi c’è del lavoro da fare che stiamo facendo. Come ho detto, non ho problemi a giocare col dolore, quindi ci posso giocare; ci ho già giocato l’anno scorso. Non è messo male come l’anno scorso, come era messo male il destro, quindi sono tranquillo da quel lato e, ripeto, sappiamo, noi e tutto il team, come gestire e come fare tutto perché l’abbiamo già fatto con l’altro piede, quindi non sono troppo preoccupato, sinceramente.”

Pensare… su due piedi

Ma dal punto di vista mentale, quanto ti occupa il cervello? Perché uno dovrebbe giocare pensando a dove tirare, a che gioco fare, e invece devi giocare pensando a proteggere i piedi e a cercare di non danneggiarli troppo.

MATTEO ARNALDI: “Sicuramente, per come gioco io, non mi aiuta tantissimo, però ci sono stati periodi peggiori, ci sono stati periodi in cui facevo fatica proprio a giocare per questo motivo, perché dovevo pensare a tante cose e avevo tanto fastidio. Adesso credo che i mesi a inizio anno e anche fino a qualche settimana prima del Roland Garros mi siano serviti tanto, mi abbiano fatto crescere tanto e una partita così, sinceramente, non so se l’avrei vinta qualche mese fa. Sono riuscito a gestirla secondo me molto bene, quindi, come ho detto, non mi porto aspettative troppo alte. Vediamo domani come mi sveglio, ma sono molto contento della prestazione, sicuramente.”

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