PREMIUM US Open, doppio misto: Cobolli si ferma in finale, ma questa formula funziona

Il doppio misto reinventato dallo US Open è un successo. Bencic e Cobolli sono finalisti, sconfitti da Muchova-Mensik

Di Vanni Gibertini
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Belinda Bencic (sinistra) e Flavio Cobolli (destra) - US Open 2026 (foto X @wta)

Da New York, Vanni Gibertini

Sinner o non Sinner, gli italiani ormai si sono abituati ad arrivare in finale negli Slam, non importa in che specialità.

Per il secondo anno consecutivo la finale del doppio misto “star-based” ha visto un rappresentante tricolore in campo. Flavio Cobolli e Belinda Bencic si sono dovuti inchinare in finale alla “Burgundy Brigade” (la brigata borgogna, dato il colore dei loro abiti), come l’ha soprannominata il giornalista americano Ben Rothenberg, ovvero i cechi Jakub Mensik e Karolina Muchova

Belinda, sei un dono – ha detto Cobolli durante la premiazione – adoro giocare con te, adoro stare con te… anche se non in quel senso“. Era appena passata la mezzanotte, ci poteva stare anche questa dichiarazione un po’ disinvolta. “Abbiamo cominciato un po’ per caso, ma ora non puoi giocare con nessun altro,” ha risposto Bencic. Un peccato che non possano giocare le Olimpiadi insieme.

Doppio misto “reinvented”

Un anno fa era una scommessa o poco più, con accuse di esibizione dal montepremi ridicolmente gonfiato che piovevano da tutte le parti e le due opposte fazioni di singolaristi e doppisti che si punzecchiavano a vicenda. 

Dodici mesi dopo, piaccia o non piaccia, questa nuova formula inventata dalla USTA ha trasformato il doppio misto dello US Open da un’appendice inconsequenziale di cui non importa nulla a nessuno (o quasi) in un evento di cui, nel bene o nel male tutti parlano. 

La serata conclusiva della manifestazione vede semifinali e finali in una sola sessione, ancora una volta un “tutto esaurito” per questa macchina da pubblico e da soldi che è lo Slam statunitense. Un pubblico non necessariamente competente e magari più attendo ad andare a prendere un altro “Honey Deuce” (il cocktail a base di vodka divenuto il simbolo del torneo) che non alle palle break, ma come si dice da queste parti “anche i loro soldi sono verdi”.

Con l’eliminazione al primo turno dei campioni dello scorso anno Errani/Vavassori per mano della coppia russa Andreeva/Rublev, l’unico rappresentante italiano era rimasto appunto Flavio Cobolli, impegnato a fianco della svizzera Belinda Bencic, con la quale ha vinto il torneo di misto di Indian Wells lo scorso marzo.

Belinda Bencic (sinistra) e Flavio Cobolli (destra) – US Open 2026 (foto X @usopen)

La coppia italo-svizzera ha battuto nella prima semifinale la coppia “in campo e nella vita” (come dicono quelli bravi) Elina Svitolina e Gael Monfils con il punteggio di 4-5(7) 4-1 10-5. E sì, per chi se lo chiedesse, hanno giocato a tennis. E anche piuttosto bene.

“Cobencic” in finale

Nonostante il pubblico ancora in fase di arrivo (e di approvvigionamento cibarie) il match è stato a tratti piuttosto divertente. Era palpabile il nervosismo dei giocatori in campo: un quarto di milione di dollari e la possibilità di giocarsi un titolo Slam non sono proprio trascurabili. Soprattutto Bencic, che nel primo set ha sbagliato diversi colpi da fondocampo e alcuni a rete che solitamente non manca.

Nel corso del tie-break del primo set la svizzera ha anche corso un rischio piuttosto insensato, tirando una pallata di stizza verso il LED wall di fondo che ha mancato il bordo superiore per meno di mezzo metro, facendo correre con la mente in quell’assurda giornata del 2020 quando Novak Djokovic si fece squalificare da uno US Open nel quale era ampiamente favorito per un simile attimo di follia. Almeno in questo caso non c’erano i giudici di linea.

Sul 7-7 il colpo più curioso del match: Cobolli tenta di intercettare a rete, mettendosi fuori posizione, Bencic gioca un incrociato e colpisce Cobolli che sta rientrando dalla sua parte. Dopo due set point mancati, Cobolli e Bencic cedono due punti consecutivi (altro errore di Bencic) e mollano il set.

I coniugi Svitolina-Monfils provano ad andare via, ma non riescono ad allungare sul 2-0. Monfils trova alcuni punti da circo, ma cerca troppo lo spettacolo, mentre gli altri tre giocano per davvero. Bencic e Cobolli vincono il secondo set 4-1, nel tie-break ci sono un paio di errori da fondocampo di Svitolina che lanciano il duo italo-svizzero sul 5-2, che da lì vola in finale.

Talento ceco

Nella seconda semifinale la coppia ceca composta da Karolina Muchova e Jakub Mensik ha battuto i russi Andreeva/Rublev per 5-4(6), 3-5, 11-9, annullando due match point nel super tie-break finale.

In finale il primo set vola via in un lampo: Cobolli continua ad entrare a rete, ma non chiude i colpi. Sul suo servizio si salva da 15-40, ma due game più tardi è Mensik a prendere possesso della rete e poi ad allungare sul 4-1 dopo soli 17 minuti. Al servizio i due cechi sono intoccabili e il primo set va velocemente in archivio.

Nel secondo è ancora il gigante di Prostejov che fa sentire il suo peso: con la battuta rimonta da 0-40 sul suo servizio per poco non breakka Bencic da 40-0, e aiuta la sua compagna a risalire da 0-40.

Ma sul punto decisivo Bencic infila una risposta di diritto lungolinea che dà il 3-1 alla coppia italo-svizzera. L’allungo per 5-1 arriva subito dopo, e allo scoccare dell’ora di gioco Bencic chiude il set con un diritto vincente (toccato dal nastro) in un altro punto decisivo.

Il tie-break decisivo inizia a favore dei cechi: Bencic mette in rete una volée sul servizio di Cobolli e Muchova consolida il 4-1. Un’alta volée fuori della Svizzera dà il doppio break ai cechi, che al servizio non sbagliano più. E come forse era giusto che fosse, è un ace di Mensik a chiudere il match.

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