Quest’ultimo Slam dell’anno non è formalmente finito con un ritiro per Lorenzo Musetti, ma poco ci manca. Quello che molto probabilmente è stato un colpo di calore lo ha messo fuori combattimento nel match contro Dane Sweeny.
I sintomi
Ti sentivi vicino a svenire o a vomitare? Non avevi energia nelle gambe e hai provato a finire la partita, ma non è andata come avresti voluto. Félix stava vivendo qualcosa in campo oggi: pensi sia stato il caldo o altro?
LORENZO MUSETTI: «Potrebbero essere tante cose. Sicuramente il caldo non mi ha aiutato. E poi anche l’aria condizionata qui: penso che la temperatura sia troppo bassa e ci sia troppo contrasto tra l’interno e l’esterno. Quest’anno non abbiamo la possibilità di riscaldarci fisicamente fuori e di acclimatarci un po’. Credo quindi che lo shock, in termini di temperatura, sia stato abbastanza importante e possa avere contribuito a questo malessere.»
Quando dici che l’aria condizionata è troppo bassa, intendi dire che la temperatura è troppo bassa e che all’interno fa troppo freddo?
LORENZO MUSETTI: «Penso soprattutto alle aree in cui ci riscaldiamo, come palestra, fisioterapia o area giocatori: credo che lì faccia troppo freddo.»
Ti sembra più una questione di circostanze che un virus o qualcosa di simile?
LORENZO MUSETTI: «Questo non lo so. Devo approfondire un po’ di più per trovare una risposta, ma immagino sia stato una sorta di colpo di sole.»
Non ti sentivi male questa mattina, prima della partita?
LORENZO MUSETTI: «No.»
Musetti-Ulisse nel mare del 2026
LUCA BALDISSERA: Ti stavo chiedendo, dopo quello che hai detto in inglese, come ti senti e cosa pensi sia successo: stai ancora cercando di capirlo?
LORENZO MUSETTI: «È difficile saperlo dopo venti minuti. Credo che, come ho già detto in inglese, ci sia stato sicuramente uno shock importante dal punto di vista della temperatura e l’ho accusato molto. Purtroppo non sono mai riuscito, nonostante abbia preso determinate pause, a ritrovare energia e una condizione fisica accettabile. Onestamente sono stufo di ritirarmi, sono stufo di queste cose. Quest’anno mi sembra veramente un’odissea; visto che è uscito anche il film, sembra il mio 2026. C’è da accettarlo e andare avanti.»
UBALDO SCANAGATTA: Durante la partita pensavi che, con il passare dei minuti, avresti potuto stare meglio, oppure eri convinto che non saresti mai migliorato?
LORENZO MUSETTI: «Pensare di vincere la partita non mi è mai passato per la testa. Purtroppo non ho avuto miglioramenti da quando è iniziato questo malore, alla fine della partita; anzi, forse andavo quasi peggiorando. Ho cercato di fare quello che potevo dal punto di vista medico e fisico, per trovare una soluzione a quello che stava succedendo, ma non ci sono riuscito. Lui ha giocato anche, secondo me, una buona partita e, a dire la verità, negli ultimi tre set oggi è difficile parlare di tennis.»
Durante la partita pensavi che, con il passare dei minuti, avresti potuto stare meglio, oppure eri convinto che non saresti mai migliorato?
LORENZO MUSETTI: «Pensare di vincere la partita non mi è mai passato per la testa. Purtroppo non ho avuto miglioramenti da quando è iniziato questo malore, alla fine della partita; anzi, forse andavo quasi peggiorando. Ho cercato di fare quello che potevo dal punto di vista medico e fisico, per trovare una soluzione a quello che stava succedendo, ma non ci sono riuscito. Lui ha giocato anche, secondo me, una buona partita e, a dire la verità, negli ultimi tre set oggi è difficile parlare di tennis.»
Tentativi per resistere
Che cosa ti hanno dato per cercare di rimetterti in condizione?
LORENZO MUSETTI: «Niente: fondamentalmente non possiamo prendere niente. Ghiaccio, cercare di abbassare la temperatura, zuccheri. Quando l’abbiamo visto anche con Jannik a Parigi, è stata secondo me una situazione simile: una volta che, diciamo, varchi una soglia, è difficile tornare alla situazione precedente. Purtroppo portiamo spesso il nostro corpo al limite e oggi è stata una di quelle situazioni. Per me forse era una prima volta di questo tipo, ed è stato difficile da ripristinare.»
C’è comunque qualcosa di positivo che porti via da New York, tra il primo turno, il primo set di oggi o qualche sensazione alla quale aggrapparti?
LORENZO MUSETTI: «Non so se sia positiva o meno. Più che altro, il livello di questa trasferta: non sento veramente di meritarmi tutto quello che mi sta succedendo, per gli sforzi che sto facendo per rientrare e per i sacrifici che ho fatto in questi ultimi due mesi, saltando lo Slam. Nell’ultimo Slam ho dovuto ritirarmi e qui non mi sono ritirato per onorare la partita e cercare di vedere se riuscivo a ritrovare un attimo di energia. C’è poco da portare. Spero di riuscire a trovare una sorta di equilibrio. Oggi, a dire la verità, secondo me non c’entra tanto la preparazione atletica: è più una condizione climatica che è stata così e va accettata.»
“Non so cosa è successo a Sinner”
UBALDO SCANAGATTA: Quello che è successo oggi ti fa capire meglio ciò che era successo a Sinner rispetto a quanto pensassi prima?
LORENZO MUSETTI: «No, onestamente no, anche perché è successo venti minuti fa. O ho dei superpoteri di analisi di una partita e di una situazione come questa, oppure non posso saperlo. Esattamente quello che è successo a Jannik l’ho visto in TV, ma non l’ho vissuto e non ci ho parlato. Non so: sicuramente avrà fatto le sue analisi. Quindi no.»
