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Lo spagnolo Nicola Kuhn torna tedesco

Mamma russa, austriaco di nascita, spagnolo d'adozione, davisboy germanico, “pro” iberico e non è finita

Ultimo aggiornamento: 16/03/2025 11:06
Di Michelangelo Sottili Pubblicato il 20/10/2021
4 min di lettura 💬 Vai ai commenti

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Definire la nazionalità di alcuni tennisti è al contempo incredibilmente complesso e noiosamente facile. Nasci in un posto che non è quello di origine dei genitori, i quali tra l’altro hanno nazionalità diverse tra loro, cresci in un altro Paese, ne rappresenti tennisticamente un altro ancora, poi si scopre che tuo padre era in realtà un agente sotto copertura di una potenza straniera, ma alla fine era solo un sogno. Deriva fiction a parte, tutto ciò si semplifica agevolmente limitandosi a guardare la bandierina nella scheda ATP o WTA dell’atleta in questione. Così, Denis Shapovalov e Leylah Fernandez sono tennisti canadesi, Emma Raducanu e Cameron Norrie britannici, Nicola Kuhn…

Beh, prima di tutto, ricordiamo chi è Nicola Kuhn: ventunenne allenato da Javier Fernandez e n. 249 della classifica, è colui che non ha trasformato otto match point prima di crollare in preda ai crampi contro Mischa Zverev, tedesco ma anche russo, nato nella Mosca allora sovietica da Irina e Alexander senior che però non era ancora senior. Kuhn ha anche vinto due titoli Challenger, arrivando al n. 174 ATP verso la fine del 2019 e parla spagnolo, tedesco, russo, francese e inglese.

Babbo tedesco (Repubblica Federale o Democratica?) e mamma russa (di nuovo, ex sovietica), Nicola è venuto alla luce a Innsbruck, risiede in Spagna a Torrevieja da quando aveva tre mesi e dichiara il duro come superficie preferita. Anche nel caso di questo ex promettente teenager, per evitare di tirare in ballo albero genealogico, storia, geopolitica e chissà che altro, si ricorre alla solita semplificazione e viene definito un tennista spagnolo appunto perché nella pagina ATP di Kuhn c’è la bandiera della Spagna.

Giusto o sbagliato che sia. Sbagliato, in effetti, più che altro perché lunedì 18 ottobre è comparsa la bandiera tedesca sotto il suo nome. Lo sfondo è ancora quello della Rojigualda, ma non possiamo pretendere tutto e subito, specialmente nel giorno in cui il ranking aveva sottratto a Jannik Sinner i 250 punti di Sofia e tre posizioni, mentre la scheda activity di qualsiasi giocatore risultava completamente priva di… attività. Prima di lamentarci, tuttavia, pensiamo al sito user-hostile della WTA.

Nicola Kuhn: prima, dopo e viceversa

Per Kuhn – stavamo parlando di lui? – si tratta in realtà di un ritorno, dal momento che aveva già gareggiato per la Germania mettendosi in mostra alla Coppa Davis Junior del 2015. Nel dicembre dello stesso anno, come spiega Marca, Nicola era passato alla Spagna grazie all’impegno del Consiglio Superiore dello Sport, della Lega Calcio Professionistico e della IMG; curiosamente, lo stesso giorno “diventava spagnola” la nativa di New York Paula Badosa, colei che invece non ha più bisogno di presentazioni. La scorsa settimana ad Alicante, Kuhn ha giocato il suo ultimo derby iberico nello sfortunato sorteggio contro Verdasco ad Alicante, quindi in un torneo di casa. E dovrebbe tornare in campo, sempre da giocatore di casa, la prossima settimana al Challenger di Ismaning in Baviera.


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TAGGED:nicola kuhn
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