Roland Garros, Leconte elogia Musetti: “E’ il tennista che mi somiglia di più” [ESCLUSIVA]

L'ex numero 5 del mondo analizza il momento di Musetti e di Sinner: "Jannik è incredibile, quando ha demolito Ruud a Roma ho ripensato alla mia vittoria con Lendl a Forest Hills in 57 minuti"

Di Jacopo Gadarco
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Henri Leconte - La Grande Sfida 4, Verona 2015 (foto di Fabrizio Maccani)

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Il direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato in esClusiva per i nostri microfoni l’ex numero 5 del ranking mondiale Henri Leconte: l’istrionico talento francese ha parlato della classe di Lorenzo Musetti, della forza di Sinner e dell’eventuale sfida tra il numero 1 e Carlitos Alcaraz.

Scanagatta ha subito stuzzicato Leconte “Sei stato un giocatore di grande talento e fuori dagli schemi, completamente diverso da tutti gli altri fondocampisti. C’è qualche giocatore attuale che ti può ricordare il tuo stile?”

Leconte ha riflettuto e ha scelto un tennista italiano: “Probabilmente direi proprio Lorenzo Musetti, in un certo senso mi somiglia. Ha una tattica ben precisa ma allo stesso tempo si adatta alle situazioni e alle fasi dello scambio, riesce a mischiare le carte e a inventarsi soluzioni fantasiose. Questo tipo di strategia funziona in particolare sulla terra battuta, perchè è una superficie che ti concede il tempo per creare. Musetti nel match con Rune ha messo in mostra tutte le sue qualità: il danese è un tennista molto talentuoso ma Lorenzo è riuscito a mandarlo in confusione con le sue traiettorie e a mantenere la concentrazione per tutto il match”.

Ma quali sono le differenze tra lui e Musetti? Si parla oltretutto di epoche molto diverse: “Direi che Musetti si muove in maniera molto leggera in campo mentre io ero più aggressivo ed ‘elettrico’, anche a livello di strategia: giocavo molti serve and volley, attaccavo in maniera ossessiva, puntavo tutto sul mio gioco al volo”

Il direttore ha infine chiesto a Leconte un parere sul rendimento di Jannik Sinner: “E’ semplicemente incredibile: gioca bene, si muove sempre meglio, è sempre concentrato. E’ rientrato in campo dopo oltre tre mesi ed era già in formissima, oltretutto nel torneo di casa, dove c’è una pressione molto forte. Nei quarti di finale ha lasciato un solo game a Ruud, che aveva appena vinto a Madrid: mi ha ricordato il mio match con Lendl a Forest Hills, lui era il numero 1 del mondo e vinsi per 6-1 6-2 in 57 minuti, senza nemmeno sapere come. Sulla terra battuta però in un’ipotetica finale vedo ancora favorito Alcaraz su Sinner, perchè su questi campi lo spagnolo è più rapido negli spostamenti, e ha una tecnica migliore a livello di scivolata. Ma Jannik sta migliorando molto anche da quel punto di vista”.

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