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Interviste

US Open, Sinner: “Alcaraz? Mi spinge al limite. Ma a volte è anche bello non giocare contro di lui…”

"Ho sentito un piccolo spasmo dopo un servizio - ha detto Jannik, circa il piccolo fastidio addominale avvertito durante la semifinale - nulla di cui preoccuparsi".

Ultimo aggiornamento: 06/09/2025 10:53
Di Pietro Sanò Pubblicato il 06/09/2025
13 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Jannik Sinner - US Open 2025 (foto X @rolandgarros)

È mezzanotte passata a New York quando Jannik Sinner arriva in sala stampa per commentare la quinta finale Slam consecutiva raggiunta e per la terza consecutiva la giocherà contro Carlos Alcaraz:

D. Prima di tutto, puoi aggiornarci sull’infortunio e spiegarci perché hai lasciato il campo, qual era la natura del problema? 
JANNIK SINNER: “Sì, ho sentito un piccolo spasmo dopo un servizio, quando ho servito nel secondo set sul 4-3. Dopo il trattamento mi sono sentito molto, molto meglio. A un certo punto non sentivo più nulla. Stavo servendo nuovamente al ritmo normale, quindi era tutto a posto. Nulla di cui preoccuparsi. Ho preferito uscire dal campo perché era in un punto diverso. Ma è tutto ok“.

D. Era lo stomaco? 
JANNIK SINNER: “Sì, lo stomaco”. 

D. Riguardo Carlos, vi siete affrontati negli ultimi cinque tornei in cui avete partecipato entrambi. Vi incontrate anche nei ristoranti. C’è mai stato un momento in cui ti sei stancato di vederlo, di averlo intorno? 
JANNIK SINNER: “Sì, in campo ci piace vederci, perché significa che visto il nostro ranking, stiamo facendo bene nel torneo. Fuori dal campo capita che ci incontriamo. Non so se siamo contenti o meno (sorride), però no, penso sia bello. Come ho sempre detto, abbiamo un ottimo rapporto anche fuori dal campo, e tutto va bene tra me e lui e anche tra le nostre squadre. La mia squadra e la loro squadra, lavoriamo duramente, ma allo stesso tempo siamo persone normali. È davvero bello. Quindi, sì, non vedo l’ora“.

D. Jannik, quali diresti siano i più grandi miglioramenti che lui ha apportato al suo gioco negli ultimi anni e quali tu hai apportato al tuo? 
JANNIK SINNER: “Ha migliorato molto il servizio. Sento che sta servendo molto meglio, con più velocità e la percentuale è sempre molto alta. È molto più solido rispetto a prima, dove forse c’erano più alti e bassi. Ora è molto costante. Se si guardano tutti i tornei, va molto avanti. Quindi tanti, tanti miglioramenti. Ma dico sempre che quando si è giovani, uno o due anni fanno una grande differenza. Lo stesso vale per me. Anche io ho migliorato il servizio. Il mio gioco a rete è cresciuto, non è ancora dove vorrei, ma ci stiamo lavorando. Anche il movimento, la condizione fisica è migliore. In passato, magari facevo fatica se si andava al terzo o quarto set. Ora sto bene. Sì, penso che stiamo migliorando“.

D. Molti anni fa chiesero a Federer quando lui e Nadal si ritrovavano spesso in finale: ti piace questa sfida o preferiresti affrontare qualcun altro? Lui disse: Ma che domanda, ovviamente preferisco giocare contro qualcuno di più facile invece di Rafa. Ti chiedo quindi, ti piace affrontare Carlos ogni volta e la sfida che comporta il cercare di battervi, o a volte pensi che sarebbe ora di giocare contro qualcun altro in finale Slam? 
JANNIK SINNER: “Beh, sì e no. Proprio come ha detto Roger. Penso che tutti pensiamo allo stesso modo, però adoro queste sfide; mi piace mettermi in queste situazioni. Carlos è qualcuno che mi spinge al limite, ed è bellissimo, perché così ottieni il miglior feedback che puoi avere come giocatore. Ci siamo affrontati parecchio ultimamente, quindi le cose stanno diventando un po’ diverse. Ogni volta che entriamo in campo, siamo consapevoli di più cose, perché sia lui che io cerchiamo di preparare la partita anche tatticamente in modi diversi, sì. Ma a volte è anche bello non giocare contro di lui (sorride). È bello, ma come ho sempre detto, è fantastico per lo sport avere rivalità e, si spera, grandi partite davanti a noi. Poi si vedrà. Io amo queste sfide e mi piace mettermi in queste situazioni per vedere come va“.

D. Jannik, ci sono grandi numeri legati a te: cinque finali Slam consecutive, tutte e quattro le prove quest’anno, e un altro, 27 vittorie consecutive negli Slam sul cemento. Non so quanto attenzione tu faccia alle statistiche, ma ce n’è qualcuna che ti rende più orgoglioso o che preferisci? Perché solo pochi ci sono riusciti. 
JANNIK SINNER: “Numeri incredibili. Non avrei mai pensato di arrivare a questo quando sono passato professionista, e ora mi ritrovo qui. Quindi è incredibile. Penso che cinque finali Slam consecutive sia qualcosa di speciale. La costanza e il fatto di essere sempre tra i migliori nei tornei più importanti che abbiamo è pazzesco. Ma allo stesso tempo so che sono cose che mi restano in testa, qualunque cosa faccia, ma quello che è fatto è fatto. Ora sono qui, domenica è una giornata molto importante, e poi si vedrà“.

Complimenti per questo traguardo, sei in finale di nuovo qui a New York, un torneo speciale, come hai detto davanti a un pubblico speciale. Domenica ci sarà anche il presidente degli Stati Uniti. Non succedeva da 20 anni, quando venne Clinton. Che effetto ti fa? 
JANNIK SINNER: “Credo che qui al torneo ci siano tante persone importanti. Noi giocatori lo percepiamo, tiriamo fuori un’altra parte di noi stessi, siamo orgogliosi di essere in campo, vuol dire che il tennis è importante e ci farà piacere”.

Domenica c’è in palio tanto: il titolo che difendi, il ranking. Nel preparare la partita, sono argomenti che prendete in considerazione o si cerca di tenerli fuori per evitare pressioni? 
JANNIK SINNER: “Non ne parleremo sicuramente. C’è un avversario molto difficile da affrontare domenica e questo è il nostro obiettivo. Non parliamo di ranking o di altri titoli. Quello va e viene. Sono contento di essere qui, contento di fare un’altra finale Slam e di misurarmi contro il miglior giocatore al mondo in questo momento. Lui, come è arrivato in finale, sta giocando un tennis incredibile e non vedo l’ora di scendere in campo e vedere come vanno le cose. Dopo la partita, vinta o persa, si porta sempre qualcosa di positivo, soprattutto su cosa migliorare, e vedremo anche nel futuro“.

Hai giocato le prime partite di giorno, che era la collocazione che preferivi, poi le ultime due di notte e ora la finale è di giorno. Il cambiamento, è qualcosa che avete già automatizzato oppure ogni volta pensate a come gestirlo? 
JANNIK SINNER: “Dipende contro chi si gioca e da tutta la situazione. Io, se gioco tardi, vado a dormire tardi, così il ritmo resta più simile. Nei tornei dello Slam, se giochi di giorno, puoi risparmiare energie, finisci prima, fai i trattamenti prima di cena, puoi cenare ad orari normali e dormi di più, le ore prima di mezzanotte sono importanti per riposare. Ma i migliori giocatori devono anche giocare di sera, quindi lo accetti e basta, non è un problema. La finale ora è di giorno, sarà una situazione diversa, vedremo come va“.

Hai vissuto le due situazioni: quella in cui non si poteva parlare con gli allenatori e quella attuale, con il coaching consentito. In serate come queste, dove magari hai avuto qualche problema, avere un rapporto continuo con l’angolo ti aiuta. Ma la tua filosofia qual è? Dato che hai sempre detto che in campo siete da soli, che ti aspetti dal tuo box? 
JANNIK SINNER: “Credo che il tennis sia uno sport dove il giocatore trova la soluzione, indipendentemente dal coaching. Spesso l’allenatore dice una cosa, magari il giocatore ne fa un’altra perché non se la sente, ci sono tante cose in palio. È abbastanza relativo. Se uno ha un problema fisico, magari ti può aiutare col respiro, darti un consiglio al cambio campo, lì può essere utile. Prima si facevano dei segni, quindi c’è sempre stato un contatto con l’angolo. Ora non serve preoccuparsi se si riceve coaching, però secondo me non ha cambiato più di tanto. È solo la mia opinione, poi ognuno la vede a modo suo“.

Terza finale consecutiva con Carlos su tre superfici diverse. Da fuori sembra che per voi sia indifferente dove giocate: terra, erba o cemento, arrivate sempre voi due. Che sensazione ti dà? Te ne rendi conto? 
JANNIK SINNER: “Sulla terra forse lui è più avvantaggiato, ha un gioco fatto per quella superficie, soprattutto dal punto di vista fisico. Sull’erba ha già vinto due Wimbledon, sul cemento sta giocando incredibile. Io uguale, quindi direi che siamo giocatori completi, capaci di cambiare gioco. Lui lo fa meglio nel suo modo, io nei miei aggiustamenti. Questa stagione nei tornei importanti è andata così, dalla mia parte sono molto contento di essere il secondo giocatore a riuscirci. Ma alcune cose sono cambiate negli ultimi due anni, vedremo in futuro“.

Alcaraz non ha perso nemmeno un set in questo torneo, però oggi ha fatto 30 errori gratuiti, ha detto che non ha giocato benissimo. Tu pensi di aver giocato molto bene? E cosa può cambiare in due giorni, sia per lui che per te? Pensi di poter migliorare come è successo ad Aliassime da Cincinnati a qui? 
JANNIK SINNER: “Fare la differenza in due giorni è molto difficile. Nel caso di Felix c’è stato una settimana e mezzo di allenamento e condizioni diverse: a Cincinnati è difficile giocare, la palla vola e rimbalza, invece qui oggi ha giocato meglio di rovescio, più solido, ha servito meglio, ha fatto tutto meglio, e si è visto il Felix di altissimo livello. Può ancora migliorare, ma è un altro giocatore rispetto a Cincinnati“.

Tu come hai giocato? 
JANNIK SINNER: “Penso di aver giocato una partita ottima, considerando tutte le condizioni abbiamo sbagliato poco. Ho cercato di rispondere a più palle possibile, ho avuto delle chance anche nel quarto set, magari potevo chiuderla prima, non ci sono riuscito, ma questo è il bello dello sport. Ci sono alti e bassi. Quando conosci meglio un giocatore, come tra me e Carlos, tra me e Nole, si tende a fare più errori perché si mettono dentro anche tante tattiche, quindi non è sempre facile. La prima volta che abbiamo giocato io e Carlos eravamo ancora piccoli e tiravamo. Ora il tennis è diverso, bisogna pensare, fare aggiustamenti tattici. Vedremo come va domenica… “


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TAGGED:Carlos AlcarazFelix Auger AliassimeJannik SinnerUS Open 2025
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