Ben Shelton è all’esordio alle ATP Finals e lo farà da numero 6 del mondo. Durante il media day delle Nitto ATP Finals, lo statunitense dichiara di essere fiero di se stesso per aver centrato la qualificazione tra i migliori otto della stagione. Il sorteggio ha messo sul suo percorso verso l’eventuale finale Jannik Sinner, Alexander Zverev e uno tra Felix Auger-Aliassime e Lorenzo Musetti.
D: Ben è l’unico a esordire. Cosa ti ha impressionato dell’evento fino a ora?
Shelton: “Per me è tutto impressionante, però la cosa che più mi ha colpito sono i fan, quando questo evento interessa loro e in quanti si sono presentati qui, quanto appassionati siano e emozionati che il torneo sia a Torino. Per me è la prima esperienza ed è bello, sono sensazioni senza eguali in paragone agli altri tornei dell’anno. È bello.”
D: Cosa pensate della disputa con i tornei del Grande Slam? Siete preoccupati per la situazione attuale? Cosa pensate che i giocatori dovrebbero fare se non cambia nulla prima dell’Australian Open?
Shelton: “È una situazione che sto seguendo. ‘Disputa’ è una parola forte, però noi giocatori teniamo a determinate cose. Non siamo persone avide, non chiediamo mai più di ciò che pensiamo di meritare o che sia giusto. Credo anche che questo gruppo di giocatori sia sempre pronto a farsi sentire se qualcosa non va nella direzione giusta, e penso che questa sia la situazione.”
D:(Scanagatta) Spesso è difficile ottenere una risposta onesta a questa domanda, ma ci provo ugualmente… Prima del sorteggio speravate di essere nello stesso gruppo di Alcaraz o di Sinner? C’era una preferenza e perché?
Shelton: “La mia prima volta in questo evento, qui in Italia, mi piace molto sentire l’energia del pubblico, sia a favore che contro. Mi sarebbe piaciuto essere nel gruppo con un italiano per vivere quell’atmosfera. Non so se è la risposta che cercavate, ma penso sarebbe stato molto bello.”
D: Ben, avevi detto a inizio stagione che qualificarti a Torino era il tuo obiettivo. Che sensazioni provi ad essere qui? Cosa significa anche per la tua crescita come tennista? E, se puoi raccontarlo, qual è il significato della collana che hai al collo? È un ciondolo portafortuna?
Shelton: “È un regalo della mia ragazza. Per me, essere qui è davvero importante. Lui si prende gioco di me, ha vinto due volte, gioca qui da quando aveva 13 anni. Io invece lo scorso anno ero fuori dai primi 20, ho fatto molta strada e progressi nel mio gioco negli ultimi due anni, e questa è la cosa che più conta per me più che i risultati in sé: come progredisco, come riesco a giocare bene su diverse superfici e durante tutto l’anno. Per essere tra gli otto finalisti e a Torino serve molta costanza, più che per essere solo tra i primi 20. Quindi, il fatto di essere qui significa che sono migliorato abbastanza da meritarmelo, ed è ciò che mi rende più felice.”
