Ben Shelton esce sconfitto anche dal suo secondo incontro nel gruppo “Bjorn Borg” alle Nitto ATP Finals di Torino, ma lo fa al termine di una battaglia intensa e spettacolare. L’americano, numero 5 del ranking mondiale, si è arreso a Felix Auger–Aliassime dopo quasi due ore e mezza di bel tennis, con il punteggio di 4-6 7-6(7) 7-5.
Un match equilibrato e ricco di colpi di scena, che ha visto Shelton partire forte ma poi subire la rimonta del canadese, ora pienamente in corsa per le semifinali. Nonostante la seconda sconfitta nel torneo, il giovane statunitense ha mostrato momenti di grande qualità e determinazione. Di seguito, le parole rilasciate da Shelton in conferenza stampa subito dopo il match.
D: Ben, un match molto duro e combattuto. Puoi analizzarlo per noi?
Ben Shelton: “Sì, è stata una partita difficile, che però sentivo di avere sotto controllo per buona parte. Non credo di aver fatto tutto benissimo, ma pensavo di stare competendo nel modo giusto. Devo dare merito a Felix: ha fatto davvero tante cose bene oggi. Ha servito alla grande, ha colpito molto bene dal fondo, soprattutto con la prima palla dopo il servizio. È stato aggressivo, ha cercato spesso la rete e ha saputo eseguire nei momenti chiave. Io, invece, in quei momenti non ci sono riuscito”
D: Quanto ha inciso il problema al ginocchio? Cosa è successo esattamente e come stai ora?
Ben Shelton: “È tutto a posto, penso che non sia nulla di serio. Ho semplicemente sbattuto molto forte il ginocchio a terra, mi ha fatto parecchio male per una decina di minuti. Non volevo fermarmi per chiamare il fisioterapista e poi tornare in campo sotto di un mini-break nel tie-break, quindi ho continuato. Forse l’adrenalina mi ha aiutato, ma nel terzo set non ho sentito più dolore”
D: Nel tuo primo match qui hai avuto un bel momento con il bambino che ti ha accompagnato in campo. Quanto è importante per te questo lato umano, al di là del risultato?
Ben Shelton: “Penso che, a dire il vero, avrebbe ballato comunque con chiunque (sorride). Ma sì, è fantastico. Amo poter ispirare la nuova generazione. Vedere bambini entusiasti del tennis è qualcosa che mi riempie di gioia. È bello constatare che il nostro sport sta attirando fan sempre più giovani. Ogni volta che interagisco con dei bambini durante i tornei o gli allenamenti e li vedo felici, anche per me è un momento speciale”
D: Ti resta ancora una partita nel girone, ma guardando all’intera stagione 2025, come la valuteresti da 1 a 10? E su cosa vuoi lavorare per migliorare il prossimo anno?
Ben Shelton: “Direi 7 o 8 su 10. Ho fatto grandi progressi rispetto alla scorsa stagione. Non sono contento di come ho giocato dopo lo US Open, ma per gran parte dell’anno ho trovato un ottimo ritmo. Sono uno che rende meglio quando gioca tante partite consecutive: quest’estate avevo chiarezza sul mio gioco, su cosa fare nei momenti chiave, su quale fosse la mia identità in campo. Ora sto cercando di ritrovare quelle sensazioni. Negli ultimi tornei – Shanghai, Basilea, Parigi e qui – mi è mancato qualcosa, specie nel dritto, che di solito è il mio colpo vincente. È frustrante, ma nel complesso ci sono molti motivi per essere soddisfatto di questa stagione”
D: Hai annullato un match point con una seconda di servizio potentissima. Sei uno dei giocatori che rischiano di più con la seconda: è una tendenza del circuito?
Ben Shelton: “Sì, penso di sì. È qualcosa che faccio da sempre. Da ragazzino facevo più doppi falli proprio perché cercavo di essere aggressivo anche sulla seconda. È un po’ la mia mentalità: cercare di avere un vantaggio in ogni punto, anche con la seconda di servizio. Se guardi i giocatori in top 10, molti hanno seconde molto veloci, difficili da leggere – penso a Felix, Sinner, Zverev. È sicuramente una direzione verso cui il gioco si sta muovendo”
D: Due sconfitte qui a Torino, ma molte opportunità avute. Cosa ti porti via da questa prima esperienza alle Finals? E quanto desideri tornare a casa ora?
Ben Shelton: “In realtà non mi sento troppo nostalgico di casa, ho già avuto una pausa lunga dopo lo US Open. Sono felice di essere qui, è un privilegio. Certo, non è stata una settimana positiva, ed è frustrante, considerando l’importanza del torneo.
Storicamente non sono uno che arriva in un posto nuovo e gioca subito alla grande. C’è sempre una curva di apprendimento: ambientarsi, capire il formato, affrontare i migliori del mondo.
Ora il mio obiettivo è tornare al lavoro, essere orgoglioso della stagione che ho fatto, ma anche lasciare che la delusione mi serva da motivazione per l’anno prossimo.”
