(a cura di Silvia Frigeni)
Alla Pat Rafter Arena di Brisbane c’era attesa per la terza sfida in carriera tra Daniil Medvedev e Alex Michelsen. Arrivato in semifinale dopo aver battuto l’australiano Duckworth e i connazionali Tien e Korda, lo statunitense ha riproposto il gioco aggressivo che lo ha condotto in semifinale dando battaglia fin dal primo game, durato sedici punti e nel quale ha annullato due palle break.
Michelsen riesce poi a sfruttare la prima palla break concessa da Medvedev nel game successivo, portandosi sul 2-0. Il russo, però, reagisce immediatamente con il controbreak e ristabilisce la parità sul 2-2, portandosi a due break di vantaggio. Dopo che Michelsen spreca l’unica altra palla break concessagli sul 3-2, Medvedev prende il controllo del set e lo chiude senza ulteriori difficoltà per 6-4.
Nel secondo set, Medvedev si porta in vantaggio quasi subito, ma deve faticare per tenere il servizio sul 2-1, annullando tre palle break. Nonostante Michelsen riesca a tenere la battuta nel turno successivo, non è più in grado di tenere il ritmo dell’avversario e Medvedev chiude l’incontro con il punteggio di 6-4 6-2, dopo un’ora e quarantaquattro minuti di gioco. Prosegue così la risalita del campione Slam, che recupera una posizione nel ranking salendo al n. 12.
A Nakashima il derby USA
Più equilibrata la semifinale tra Brandon Nakashima e Aleksandar Kovacevic, caratterizzata da game rapidi in cui la differenza l’ha fatta il servizio, in particolare la seconda palla. Proprio Nakashima, che ha concesso (e annullato) le uniche due palle break di tutto il primo set, ha finito per infliggere all’avversario due minibreak consecutivi nel tie-break, chiudendo il primo parziale 7-6(4).
Nel secondo set Nakashima sfrutta la prima palla break sull’1-1, ma manca l’occasione di doppio break nel game successivo, sul 30-40. Kovacevic riesce a tenere il servizio e ad accorciare sul 3-2, dopo un game durato tredici punti. Nakashima spreca un’altra palla break sul 40-30 del 4-2, ma chiude l’incontro al primo match point utile, imponendosi per 7-6(4) 6-4 dopo un’ora e quarantacinque minuti di gioco.
Quarta finale in carriera per il classe 2001, che in caso di vittoria nella finale di domenica contro Medvedev entrerebbe per la prima volta tra i primi 25 giocatori del mondo. Finora i precedenti hanno premiato il russo, vittorioso contro lo statunitense a Indian Wells nel 2023 e a Madrid nel 2025.
