Il sogno è diventato realtà per il Francesco Maestrelli, 23 anni da Pisa: dopo aver conquistato la prima qualificazione in un torneo dello Slam qualche giorno fa, è arrivata anche la prima vittoria in un major nel primo incontro in cinque set.
Come la vogliamo definire questa giornata, per la tua carriera, che cosa significa questo giorno magico?
FRANCESCO MAESTRELLI: Significa moltissimo, perché è una di quelle giornate che sogno fin da bambino, quando vedevo questo torneo in televisione, ed è un sogno poter partecipare, essermi guadagnato l’opportunità di giocare in tabellone e, ancora di più, vincere la prima partita in tabellone al quinto set. È veramente bellissimo, stasera andrò a dormire con il sorriso fino a tutti i denti e poi cercherò di recuperare per la prossima partita.
A proposito di questa partita: stavamo commentando anche con i colleghi la personalità con cui l’hai affrontata, soprattutto dopo il tie-break del terzo perso, il quarto e soprattutto il quinto set. Sembravi più un veterano che un esordiente.
FRANCESCO MAESTRELLI: È stato un colpo duro perché cercavo di vedere la partita lunga, ma perdere il tie-break del terzo e avere comunque due set ancora per poterla vincere è stato duro. Lì ho accusato un po’ di problemi fisici, un po’ di fatica, qualche crampo, e in verità quella è stata la svolta, perché mi sono rilassato, ho cominciato a servire come mai fino a quel momento e mi sono sbloccato negli scambi. Sembrava che avessi alzato molto la qualità del mio gioco e, col passare del tempo, mi sono sentito sempre meglio e mettendo insieme queste due cose credo che abbia fatto la differenza.
Il quarto e il quinto set, secondo me, sono stati anche piuttosto diversi, perché nel quarto, quando gli sei scappato via subito, lui dopo un po’ l’ha un po’ data su, si è visto che non ha lottato fino alla fine; il quinto set invece l’hai “ammazzato” subito.
FRANCESCO MAESTRELLI: Nel quarto set mi è sembrato che lui abbia accusato il colpo del primo break; magari pensava che, dopo aver vinto il terzo in lotta, potesse essere in discesa, mentre non è riuscito a sopportare il fatto che l’avessi brekkato subito. Vedendo che avevo cominciato a servire meglio, l’ha vista dura per poter rimontare quel set, quindi forse si è focalizzato sul quinto. Il quinto è stato molto diverso: ho alzato il mio livello di gioco in maniera vertiginosa e sono contento, perché non mi aspettavo di poter raggiungere un livello tale da mettere così tanto in difficoltà un giocatore come lui.
Tu sei uno che guarda i tabelloni, fai i conti, oppure vai in campo, giochi e chi se ne importa?
FRANCESCO MAESTRELLI: Io è un po’ che non guardo mai il tabellone; preferisco guardare solo con chi gioco per preparare la partita, poi il resto lo scopro se vado avanti.
Ok, quindi ti hanno detto… [che potresti incontrare Djokovic al prossimo turno?]
FRANCESCO MAESTRELLI: Mi hanno detto, sì. Sono un po’ emozionato: mi piacerebbe poterlo affrontare, anche se chiaramente sarebbe una partita molto dura, un po’ complicata. Però sarebbe bellissimo fare un’esperienza di questo tipo e, chissà, vorrei giocare anche con le mie armi.
È chiaro che non si sceglie, ma preferiresti un avversario un po’ più “malleabile”, dove magari c’è la possibilità di arrivare al terzo turno, oppure affrontare una partita molto più difficile ma su un palcoscenico di un altro tipo?
FRANCESCO MAESTRELLI: Affrontando un giocatore fuori dalle teste di serie al primo turno c’è una grande probabilità di incontrarne uno tra i primi, e quindi è un avversario che sulla carta è molto più proibitivo. Io però la interpreterò come un’altra partita: il mio obiettivo non è fare il terzo turno quest’anno, ma mettere tante partite, alzare il mio livello di gioco, migliorare, trovare un po’ di stabilità e provare a giocare più spesso questo tipo di tornei. Il resto mi interessa meno.
Le emozioni che stai vivendo in questi giorni in che modo ti cambieranno come giocatore, secondo te?
FRANCESCO MAESTRELLI: È molto bello ricevere messaggi e avere a che fare con vittorie di questo tipo, ma non penso che mi cambieranno, perché il tennis è molto mutevole. Magari una settimana sei sulle ali dell’entusiasmo, poi ci saranno tante settimane in cui le cose andranno meno bene. Penso tanto a fare il mio percorso: stiamo facendo un grande lavoro con il mio team e con tutte le persone che lavorano con me, e cercheremo di tenere la testa sul nostro percorso e sul lavoro quotidiano; poi, chiaramente, fa piacere.
Ti ricordi il momento più alto, la vittoria più bella di Djokovic, magari quando eri bambino davanti alla tv? C’è un match o una vittoria di Nole che ti ricordi in modo particolare?
FRANCESCO MAESTRELLI: Me ne ricordo diverse; chiaramente quella finale a Wimbledon con Federer e con il tie-break lungo. Ho seguito con molta curiosità l’anno in cui ha rischiato di fare il Grande Slam, in particolare la partita che ha giocato con Medvedev: me la ricordo, l’ho vista dal primo all’ultimo punto. Per il resto penso che abbia avuto tante vittorie importanti.
Soprattutto in Australia.
FRANCESCO MAESTRELLI: Soprattutto in Australia: mi sa che sono 10, 9 o 10. Qualche volta il torneo l’ha portato a casa.
