Solo poche ore e sapremo se per il quarto Slam consecutivo a contendersi il titolo saranno ancora una volta Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, i dominatori del circuito che si spartiscono i Major da due anni. E nessuno si stupirebbe se dovesse andare così, nonostante Alexander Zverev e Novak Djokovic.
Le prime quattro teste di serie in semifinale: non succedeva dal Roland Garros 2019
L’Australian Open 2026 è stato infatti avaro di sorprese. Anche se i colpi di scena non sono mancati, come ad esempio il ritiro di Lorenzo Musetti quando era avanti di due set su Djokovic.
Le semifinali vedono contrapposte le prime quattro teste di serie. E se fosse proprio questa la grande notizia? Quella che sembra una contraddizione in termini è, in realtà, un evento che non si verificava da quasi sette anni a livello maschile.
È dal Roland Garros 2019, infatti, che le prime quattro forze del seeding non rispettavano tutte insieme i pronostici e si spingevano contemporaneamente fino al penultimo atto di uno Slam. All’epoca furono, in ordine di testa di serie, Novak Djokovic, Rafael Nadal, Roger Federer e Dominic Thiem i protagonisti. In finale poi approdarono Rafa, che ça va sans dire vinse l’Open di Francia, e l’austriaco, rispettivamente il numero 2 e 4 del tabellone. Uno scenario analogo a Melbourne non sarà possibile, dato che Sinner e Djokovic, seconda e quarta forza, si affronteranno in semifinale.
Semifinali tra i primi quattro del seeding: è la diciassettesima volta nell’Era Open
Dal 1968, anno che inaugura l’Era Open, è la diciassettesima volta che, in uno Slam, i semifinalisti coincidono con i quattro favoriti del tabellone, la quinta all’Australian Open, dopo il 1988, 2005, 2012 e 2013. Questa circostanza si verificò per la prima volta in occasione dello US Open del 1969, quando il numero 1 Rod Laver ebbe la meglio su Arthur Ashe, quarta testa di serie, per poi sconfiggere in finale Tony Roche, a sua volta vittorioso su John Newcombe in semifinale.
Volendo approfondire, i sette anni che separano l’edizione in atto dell’Happy Slam e il Roland Garros 2019 è la terza striscia di digiuno più lunga, dopo i tredici anni tra lo US Open 1969 e il 1982 e i dieci tra Wimbledon 1995 e l’Australian Open del 2005. Numeri che ci raccontano di classifiche volatili e di quanto i Major, con il formato al meglio dei 5 set, siano fucina di insidie anche per i giocatori più accreditati.
