Torneo grande mangia torneo piccolo. Sembra essere questa la direzione che sta prendendo il circuito maggiore, con il Master 1000 in Arabia Saudita a sgomitare per cercare spazio nel fitto calendario stagionale, con febbraio a rappresentare una delle ipotesi più accreditate. E allora ci rimettono sempre gli ultimi, per quanto concerne la portata dell’evento. “L’obiettivo è continuare a ridurre il numero dei tornei 250”, musica e parole di Andrea Gaudenzi. L’ex giocatore azzurro, rieletto come presidente dell’ATP, non ha mai nascosto quanto sia diventato necessario aprire le porte del tennis agli investitori arabi, a discapito, ovviamente, di una componente romantica destinata a sparire nel tempo.
Uno scenario che non intriga particolarmente Marin Cilic. Intervistato da CLAY, l’ex numero 3 al mondo si schiera a favore dei tornei 250, considerati un volano sociale per lo sviluppo tennistico in ogni angolo del mondo. Il croato si è detto contrariato qualora questi eventi venissero meno, reputandoli propedeutici per la gavetta di un aspirante atleta: “Mi dispiacerebbe perdere i 250. Sono un ragazzo tradizionale, amo i tornei piccoli. Quando ho iniziato la mia carriera sono passato dai Satellites, dai Futures, poi ai Challenger e infine i 250. Ogni cosa ha il suo fascino”.
Nonostante l’aspetto emotivo, il classe 1988 è consapevole della complessità della situazione alla luce dei tempi che corrono e le dinamiche economiche che intercorrono nel mondo tennistico: “E’ un grande argomento, un grande dibattito, una grande decisione su quale direzione il tour voglia prendere…staremo a vedere quello che diranno”. Una questione che non potrebbe lasciarlo indifferente, oltre allo storico US Open 2014, Cilic ha militato con successo nella categoria vantando in bacheca 17 titoli 250.
