Prima giornata di gare al Khalifa International Tennis Complex di Doha e già ricca di sorprese. È cominciato ufficialmente, dopo l’antipasto delle quali con Cocciaretto sconfitta al turno finale ma poi ripescata e vincente, il primo WTA 1000 della stagione. Denominato, per questioni di sponsorizzazione, Qatar TotalEnergies Open 2026. Tanti nomi importanti già fuori al primo turno, tra forfait (come quelli di Badosa e Krejcikova) ed eliminazioni a sorpresa (Samsonova, Fernandez e soprattutto Shnaider). Vediamo come sono andati i match.
[LL] M. Frech b. [13] L. Samsonova 6-3 4-6 7-6(7)
Le prime palle break dell’incontro si manifestano solamente nel settimo game, quando la polacca riesce a rinvenire dal 15-40. Sfumata la doppia chance, che l’avrebbe mandata a servire per il parziale, l’italo-russa accusa il contraccolpo. Sul 5-3 si va ai vantaggi con Liudmila che spreca anche una palla game, prima di perdere i successivi tre punti e di conseguenza cedere la battuta. Chiamata a sigillare il set, Magdalena è perfetta: dopo 40 minuti di partita, a sorpresa, è Frech al comando.
Samsonova però non ci sta ad arrendersi senza lottare: arriva subito la reazione di Liudmila che trova il primo break del suo match nel quarto game della seconda frazione, pur dovendo attendere la terza opportunità – dopo le due già mancate in precedenza – non concretizzando un altro 15-40. Avanti 4-1, la ventisettenne russa sembra avviata a trascinare la sfida al terzo ma si distrae e permette così alla rivale di agganciarla. Tuttavia, proprio sul più bello la ventottenne di Lodz si fa breakkare: è 6-4 a favore della testa di serie n°13 dopo 90 minuti di gioco.
La tennista russa prosegue nel terzo set e approda fino al match point nel decimo game, ma Frech riacciuffa la parità sul 5-5 e si porta addirittura a servire per il match. Il colpo non riesce anche per alcune sue ingenuità, ma nel tie-break Samsonova farà di peggio, giocando alcuni punti con noncuranza e soprattutto non trasformando altri due match point con altrettanti errori di rovescio. Frech ringrazia e fa sua la partita al primo tentativo e con l’ennesimo dritto in rete della rivale; la prossima avversaria sarà Ann Li.
[Q] V. Gracheva b. L. Siegemund 7-6(3) 6-4
La frazione d’apertura più combattuta, di questi primi match di giornata, è senza dubbio alcuno quella con protagoniste Siegemund e Gracheva. Alla fine, dopo oltre un’ora di lotta – 1h17‘ precisamente – è la francese d’adozione ad imporsi. Varvara vince il tie-break 7 punti a 3, dopo aver gettato alle ortiche in ben due circostanze un break conquistato (2-0 e 4-2) facendosi sempre recuperare dall’esperta tedesca. Quando dilapidi così tanto, la possibilità che tu possa pagarne conseguenze negative è molto alta. Nel nono game, sul 4-4, la ventisettenne moscovita infatti si salva sulla soglia del burrone risalendo da un pericolosissimo 15-40, replicando poco dopo la stessa ricetta sul 6-5. Aver cancellato queste quattro palle break consecutive galvanizza la qualificata n°73 WTA che nel tredicesimo gioco si dimostra più lucida e propositiva.
La tennista tedesca irrobustisce opportunatamente la battuta e può così limitare l’azione della francese di origini russe, ma un break al passivo arriva anche nel secondo parziale, cui Laura non sa più come rimediare: Varvara non permette alla rivale avvicinarsi al break e conclude la fatica dopo due ore e venti di tennis; al secondo turno c’è una tra Noskova e Joint.
[Q] V. Zvonareva b. [WC] P. Stearns b. 2-6 6-2 6-3
In avvio, Peyton fa valere la sua attuale superiorità, vidimata anche dalla classifica oltre che dal gap anagrafico. La statunitense prende immediatamente il largo, volando rapidamente 3-0 che poco diventa anche 4-1. Gli unici piccoli sussulti della prima frazione, l’americana li affronta quando è costretta a difendere i propri turi di servizio ad oltranza: accade nel quinto gioco, prima di ripetersi nel settimo. Sta di fatto che Stearns non offre mai break point, anzi in risposta sul 5-2 suggella il set con il doppio break. E’ 6-2 per la wild-card n°50 WTA al termine di 40 minuti.
Incredibilmente, però, nonostante i suoi 41 anni Vera (ex n°2 mondiale) si esibisce in una seconda frazione dal sapore antico. Una versione d’antan che annichilisce la ventiquattrenne dell’Ohio, restituendo esattamente lo stesso score inflittole una mezzoretta prima. Anche la due volte finalista Slam si porta velocemente 4-1, ma nel suo caso è “pesante”. Dopodiché Zvonareva non si volta più indietro e passa all’incasso: trascorsi 76 minuti di match si va al terzo.
La terza frazione è un piccolo capolavoro della veterana russa, che si aggrappa alla prima palla di servizio e la rende inespugnabile con l’aiuto del proprio dritto e, come nel set precedente, non offre all’americana nemmeno un’occasione per toglierle la battuta. Vera coglie il break nel terzo game dopo aver sfiorato l’impresa nel primo e chiude la vicenda oltraggiando di nuovo l’americana sul suo servizio: per lei è il ritorno alla vittoria in un main draw dall’ottobre del 2023 a Nanchang; ora c’è Mboko.
[Q] A. Parks b. [15] D. Shnaider 1-6 6-4 7-6(5)
Inizialmente sembra tutto semplice per la mancina russa dal dritto di granito, che mette in tasca il parziale d’esordio perdendo nel cammino solamente un game. L’andamento della frazione successiva è piuttosto curioso perché l’atleta russa trova il break al quinto game ma nel corso gioco successivo per la prima volta Parks si ribella al dominio del servizio dell’avversaria. Nel corso del parziale l’atleta americana in due casi ingaggia una lotta irriducibile che si sostanzia in un bottino di nove palle-break, con esito finale 2-7.
Per due volte, dunque, Parks toglie la battuta alla russa, una è appunto il game numero sei, l’altra è proprio mentre Shnaider serve per rimanere nel set. La contesa allora sfocia nel decider ma ora è la russa che sconta le fatiche spese sin lì e deve indietreggiare di fronte alla spinta della rivale. Diana annulla altre cinque chance di break e sul 3-3 prova la sortita per un break a suo vantaggio ma Parks, che ha avviato un particolare soliloquio con il quale si incita quando pesca una soluzione vincente, cancella tre opportunità per la rivale e si porta sul 4-3.
Non ci sono break fino al 6-6, ma va segnalata la difficile demi-volée di rovescio su cui Parks costruisce il 6-5. il tie finale vede crescere Parks, che però sul 4-2 arriva pesante su un appoggio della russa e spedisce un rovescio slice a una mano ampiamente in corridoio. Il 5-3 è un ace, Shnaider ritrova comunque la parità con due errori di dritto della statunitense ma in seguito è il suo dritto a perdere di precisione, e Parks chiude 7-5. Per lei ora c’è Zheng o Kenin.
A. Li b. L. Fernandez 6-4 6-3
Leylah Fernandez conferma le sue qualità agonistiche e tattiche per difendere le proprie prerogative in battuta, esibendo ottima sensibilità quando deve variare gli schemi, per esempio, con la palla corta ma anche con la volée bassa di rovescio. Il problema cui non verrà a capo è il contrattacco; Li fa valere il maggiore peso del proprio forcing e concede nel corso dell’intero match soltanto una palla-break, nel primo game di corvée. Passato il pericolo, la statunitense non compila alla battuta numeri sensazionali; tuttavia, non soffrirà più momenti delicati e potrà dedicarsi ai game in risposta.
Nel primo set Li toglie la battuta alla rivale nel quarto gioco con un elegante cross di dritto, per poi chiudere per 6-4 con un altro drive, questa volta lungolinea con impatto sulla riga bianca. Nel secondo parziale la tennista nordamericana lotta strenuamente ma un passante di rovescio la trafigge e la costringe alla resa mentre serve sull’1-1. L’incontro è divertente in più di un frangente e si conclude con un altro break per Li, che vince con merito e si accomoda al secondo turno, che condividerà con Magdalena Frech.
(Ha collaborato Cipriano Colonna)
