Challenger: in Romania McDonald e Balshaw si prendono il palcoscenico

Un tedesco e un francese, entrambi curiosamente nati in Gran Bretagna, regalano lampi di futuro

Di Massimo Gaiba
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Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

Niels McDonald ha 18 anni e batte bandiera tedesca, anche se è nato a Cardiff il 26 gennaio 2008 da madre tedesca e padre scozzese. Solo un anno fa vinse il Roland Garros junior eliminando a sorpresa in semifinale lo spagnolo Andrés Santamarta Roig e poi in finale il suo connazionale Max Schoenhaus, risultando il primo tedesco dai tempi di Alexander Zverev (2014) a vincere un titolo del grande Slam. E anche il passaggio al professionismo, che ha fatto negli anni più vittime della peste, è andato abbastanza bene perché in questo mese di giugno ha infilato due vittorie una dietro l’altra, prima in casa all’ITF M15 di Rosbach e poi in Svezia all’M25 di Varnamo. E ora, sulla terra battuta del Challenger 75 di Targu Mures, ha indossato i panni, per noi un po’ sgradevoli dell’ammazza italiani. Infatti, in tabellone grazie alla quota riservata ai migliori juniores, ha prima fermato in tre set un lanciatissimo Michele Ribecai per poi concedere la replica, sempre in tre set, a spese di un Francesco Passaro, ancora in rodaggio dopo i quattro mesi di stop per infortunio.

Poi nei quarti di finale gli è stato fatale l’incrocio col rumeno Cezar Cretu (n.287) che, a dispetto dei suoi 25 anni, si può già definire vecchio filibustiere di questi mari agitati. Ma a questo punto cosa dovevamo fare? Riscrivere il pezzo? Neanche per sogno, anzi raddoppiamo dando appuntamento alla prossima settimana al Challenger di Milano dove il ragazzo tedesco cercherà di scalare altre posizioni in classifica dopo aver appena ritoccato il suo best alla posizione n.452 ATP. E nel concetto di raddoppio ci sta anche un accenno al 20enne francese (nato però a Leeds) Felix Balshaw (n.320) che ha raggiunto le semifinali dopo aver ingranato le marce alte in una primavera che l’ha visto trionfare in due ITF (Prijedor e Deauville) e raggiungere la finale al Challenger di Lione. Venerdì si è ripetuto a spese del bosniaco Andrej Nedic (n.277), di un anno più grande di lui. Giocherà la finale con Sumit Nagal.

A risollevare in parte le sorti del tennis azzurro ci ha pensato, come gli capita ormai con una certa regolarità, il marchigiano Tommaso Compagnucci che al Challenger 50 bulgaro di Plodviv (terra battuta) ha centrato i quarti di finale dopo aver battuto il 18enne ceco Maxim Mrva (n.290 ATP e seconda testa di serie) e poi il polacco Tomasz Berkieta. Si è infine fermato di fronte al padrone di casa Petr Nesterov che, a 23 anni compiuti, negli ultimi tempi sta giocando il miglior tennis della sua non irresistibile carriera.

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