Paolo Lorenzi: “In Italia tennis e calcio ora sono allo stesso livello. Il segreto? I tanti tornei in casa”

Il direttore degli Internazionali BNL d'Italia è stato ospite nel podcast della BBC "More than the score", dove ha discusso dell'ottimo stato del tennis italiano

Di Matteo Beltrami
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Paolo Lorenzi - Roma 2026 (x @InteBNLdItalia)

“Negli ultimi anni la mentalità in Italia è cambiata profondamente”, ha affermato il direttore degli Internazionali BNL d’Italia Paolo Lorenzi, intervenuto ai microfoni della BBC nel podcast sportivo “More than the score”. Nel corso dell’intervista, l’ex tennista romano ha toccato diversi temi, tutti con un denominatore comune: il recente successo dell’Italia come modello tennistico vincente.

Un percorso che ha portato il nostro Paese al vertice del tennis mondiale, grazie ai successi di Jannik Sinner in singolare e quelli della squadra di Davis di Filippo Volandri. Questo processo è iniziato molti anni fa, direi circa 15 o 20 anni fa. Quello che vediamo oggi, tutti questi risultati, arriva da un lavoro partito da lontano”, ha esordito l’ex n.33 ATP.

Lorenzi si è soffermato sulla capillarità dell’impianto organizzativo in cui è attivamente coinvolto. “Organizziamo tantissimi eventi e tornei. Non abbiamo soltanto i tornei più prestigiosi, ma anche Future, Challenger e tornei WTA 125, e naturalmente sosteniamo anche i circoli italiani che li organizzano. Inoltre utilizziamo tutte le wild card disponibili per i giocatori italiani. Credo che anche questo sia stato un passo molto importante perché, alla fine, li aiutiamo a crescere, a disputare molti tornei, a confrontarsi con giocatori provenienti da altri Paesi. In più non devono spendere grandi somme per viaggiare” ha spiegato.

Tutto questo lavoro è mirato ad agevolare giocatori e giocatrici di fascia medio bassa: “Se devi giocare un Future o un Challenger fuori dall’Italia, devi pagare voli e spese di viaggio, e naturalmente tutto diventa un po’ più complicato. Se invece giochi in Italia, magari il tuo allenatore può venire a vederti, stare con te qualche giorno, osservare le partite, capire meglio come stanno andando le cose” ha affermato.

In questo Rinascimento del tennis italiano, il nostro paese ospita grandi eventi come gli Internazionali BNL d’Italia, le Nitto ATP Finals o le finali di Coppa Davis, e sono manifestazioni come queste ad attirare un gran numero appassionati, fungendo da megafono anche per i novizi chi si vogliono approcciare a questo sport. “Portiamo tantissimi bambini ai nostri eventi. Quest’anno, a Roma, sono arrivati oltre 70.000 bambini durante le due settimane del torneo. Non vogliamo tenere i soldi per noi, ma investirli nei ragazzi e permettere loro di giocare a tennis.

Oggi siamo molto fortunati, perché in Italia tutti vogliono seguire il tennis, vogliono giocarlo”, prosegue il direttore. “A Roma dobbiamo trovare sempre più spazio per il pubblico, e direi che questo è un bellissimo problema da avere. Siamo pronti a continuare su questa strada ancora per tanti anni”.

Dato lo stato più che florido del tennis nostrano, con Sinner che vince il suo secondo Wimbledon consecutivo, con Cobolli alle sue spalle che spinge per sedersi al tavolo con i grandi, senza tralasciare i redivivi Berrettini e Cobolli, è lecito aspettarsi sempre grandi risultati dal nostro tennis. Complessivamente, negli ultimi sette Slam l’Italia ha sempre portato almeno due giocatori nei quarti in singolare maschile. Risultati che si riflettono poi nelle squadre azzurre, come dimostrano le tre Insalatiere d’argento della nazionale maschile, e le ultime due Billie Jean King Cup vinte dal team femminile.

“Non so se sia possibile vincere ogni anno. Naturalmente sarà il nostro obiettivo. Se guardiamo ai nostri giocatori, sono tutti molto giovani. Abbiamo Sinner, Cobolli, Musetti, Tyra Grant. Sono tutti ragazzi giovanissimi. Poi ci sono Berrettini e Paolini, che possono trasmettere esperienza ai più giovani. Credo che questo mix sia davvero fondamentale” ha detto Lorenzi.

A proposito di giovani promesse, la 18enne Tyra Grant ha vinto a Wimbledon la sua prima partita in uno Slam. “Ci sono molte aspettative, ma credo che la Federazione possa aiutarla tantissimo. L’anno scorso faceva già parte della squadra che ha vinto la Billie Jean King Cup. Ha quindi avuto la possibilità di stare accanto a Jasmine, Sara Errani e a tutte queste campionesse. Questo le permetterà di crescere molto più rapidamente” ha affermato il classe 1981. 

Un’ultima riflessione Lorenzi la dedica all’attenzione popolare che il tennis ha suscitato in questi ultimi anni, riprendendo terreno nei confronti del calcio.  Credo che oggi tennis e calcio siano allo stesso livello. Una cosa è certa: il tennis in Italia sta vivendo un vero boom. Quando vai al lavoro, oppure entri in un bar a prendere un caffè, la gente ti chiede: “Come sta andando Sinner? Che cosa ha fatto Musetti?” Significa che tutti parlano di tennis, ed è una cosa che fino a quattro o cinque anni fa semplicemente non accadeva”.

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