Il programma diurno del venerdì allo US Open è stato inizialmente accompagnato da qualche raffica di vento particolarmente fastidiosa sui campi più esposti, Grandstand compreso. In campo i match di terzo turno della parte alta del tabellone femminile e di quella bassa del maschile. Nessun rischio per le favorite Aryna Sabalenka e Marta Kostyuk, autrici tuttavia di prestazioni differenti anche per valore (nominale) delle avversarie, mentre Jessica Pegula ha dovuto rimediare a una falsa partenza.
[11] M. Kostyuk b. [18] E. Alexandrova 6-3 6-2
Una Marta Kostyuk in grande spolvero (e chiaramente in missione) batte Ekaterina Alexandrova 6-3 6-2 in 77 minuti. Solo un piccolo calo a cavallo dei sue set per lei, accompagnato dal tentativo di reazione di una Ekaterina troppo fallosa.
IL MATCH – Marta annulla subito una palla break con Alexandrova che non controlla la risposta alla seconda di servizio, poi inizia a giocare benissimo, sia in spinta – il terreno preferito dell’avversaria – sia in contenimento ed eventuale contrattacco. Con un repertoria più vario, prende anche la rete con successo e ci è piaciuta particolarmente una volée “colpita”, ma non lo diciamo certo per spernacchiare quei maschi che si rifugiano continuante nelle stop volley, che l’avversario parte prima e li infila come tonni. Poi ci mette anche un’imprendibile stek volley – vabbè, la fortuna aiuta i fortunati.
Alexandrova, una che giocherebbe indoor tutto l’anno (e come darle torto, senza ombre, sole, vento a rovinare lo spettacolo), sbaglia tanto, anche e soprattutto con il suo colpo più solido, il rovescio, e Kostyuk va a servire sul 5-1, ma regala il game con due doppi falli consecutivi. Ekaterina accorcia non senza difficoltà, vale a dire annullando un set point, ma l’ucraina tiene a zero il turno successivo assicurandosi il parziale dopo 40 minuti. 12 vincenti e 7 errori per lei, 4-15 per la trentunenne di Čeljabinsk che però nel secondo set sembra trovare più continuità e parte 2-0.
Kostyuk però non vuole farla scappare e riesce a riprendersi il break in un fondamentale terzo game. La conferma a zero riporta la sfida sulla rotta della prima frazione: Marta sostiene il ritmo di Alexandrova, sbaglia meno, tira accelerazioni fulminanti, fa qualche punto a rete. Sei game consecutivi e ottavi con Noskova o Li.
[1] A. Sabalenka b. K. Rakhimova 6-3 6-4
Impiega un’ora e mezzo Aryna Sabalenka per battere 6-3 6-4 la n. 92 WTA Kamilla Rakhimova. La tennista uzbeka ha comunque sempre dimostrato di crederci e non potrebbe essere altrimenti di fronte sì alla numero 1 del mondo, ma con zero titoli Slam quest’anno – finale all’Australian Open, quarti a Parigi, ottavi a Wimbledon, quindi un terzo turno turno qui ci starebbe, avrà pensato Kamilla. Forse per questo Aryna scade nella maleducazione nei confronti di chi non le fa le domande giuste.
Tra crederci e farcela però ne passa e una Sabalenka peraltro dominante nelle statistiche si è accontentata di capitalizzare al meglio un break per set, entrambi ottenuti con un po’ di complicità dell’avversaria. Il doppio fallo e gli altri errori nel suo primo turno del match, mentre sul quattro pari del secondo Rakhimova non ha chiuso dal 40-15, andando piano con la mano sulla seconda e vera chance con l’apertura di campo. Brava poi Sabalenka a prendersi il break e la sfida, nonostante abbia aperto l’ultimo game con una smorzata che purtroppo non potremo più toglierci dagli occhi.
Ottavi di finale contro Taylor Townsend che ha battuto in tre set a sorpresa Diana Shnaider col punteggio di 6-2 6-7(3) 6-3. Non ci sono precedenti tra la bielorussa e l’americana
[3] J. Pegula [31] L. Fernandez 1-6 6-4 6-3
Inizia male Jessica Pegula, ma si riprende e supera 1-6 6-4 6-3 una Leylah Fernandez che si lascia sfuggire l’occasione – magari non clamorosa, ma almeno buona – di tornare agli ottavi di finale, risultato che le manca dal 2021, l’anno della finale persa contro Emma Raducanu.
Il punteggio tutt’altro che bugiardo evidenzia la pessima partenza di Pegula, 3 vincenti e 11 unforced. Nel secondo set l’equilibrio si rompe al sesto game, quando Jessica sta ormai trovando direzione e profondità, con l’errore pesante di Fernandez recuperando la smorzata sulla palla break. Il game successivo è quello che segna più l’incontro: 20 punti, quattro palle del contro-break annullate e 5-2 Pegula. Leylah tenta la rimonta, due giochi di fila, ma poi cede battuta e set, 6-4. Nella partita finale, la statunitense allunga al quarto gioco e, facendo segnare 10 vincenti e 5 gratuiti contro il 5-11 dell’avversaria, tiene il vantaggio fino alla fine. Prossimo turno con Sorana Cirstea, comoda vincitrice di Jasmine Paolini.
