La seconda settimana è alle porte, ma prima che il cerchio inizi a stringersi c’è ancora tempo per non fare sul serio, andando a sottolineare proprio gli intramezzi singolari che vanno a smorzare la tensione di alcuni match tirati come quello regalato da Sascha Bublik e Tommy Paul, con l’americano a spuntarla in cinque set. Le tre curiosità del Day 6 sono annoverabili tra il goliardico e il nostalgico con protagonisti Alcaraz e Medvedev da un lato, mentre per il versante sentimentale fa capolino anche il nostro Flavio Cobolli.
La canottiera di Alcaraz e il capezzolo sgradito
Uscire fuori di seno. Alla base del primo siparietto comico del Day 5 c’è proprio questa rivisitazione dell’espressione riferita alla perdita della ragione. Nessuna sfuriata, infatti, per il protagonista della vicenda: solo un accorgimento nell’outfit. Alcaraz è ritornato in campo dopo 4 mesi dall’infortunio al polso destro, presentandosi a New York con una canotta stile Rafa Nadal prima maniera. Tutto bene nei primi due turni contro Safiullin e Faria, ma nella sfida di terzo turno contro il cinese Wu, il murciano ha scelto di coprirsi con un’altra canottiera sotto quella firmata Nike. Motivo? Carlos lo svela con il sorriso sulle labbra al reporter Ben Rothenberg confermando sia stata una sua decisione e non del brand: “Ho visto troppo il mio capezzolo ultimamente. Lo posso nascondere almeno per un match. Così sto bene, penso che rimarro così”
Schoolkate, Cobolli e il tempo che passa…
Schoolmate. No, non propriamente compagni di scuola, ma l’età è pressamodo quella. Avversari sì, nemici mai. Non vale per tutti, chiaramente, e allora il gesto di Tristan Schoolkate è uno di quelli che certifica che questi ragazzi, al di là di competere per gli stessi obiettivi, sono cresciuti insieme e si conoscono da bambini. Sì, anche i tennisti sono stati bambini e ce lo ricorda proprio l’australiano fresco di eliminazione con Flavio Cobolli che lo elimina in quattro set. Nel day after della sconfitta, il tennista oceanico ha pubblicato una foto di gruppo sul proprio account Instagram che lo ritrae insieme al connazionale Dane Sweeny, l’azzurro e il fratello minore Guglielmo (classe 2008): tutti in età infantile. La didascalia a corredo è il tocco finale in salsa nostalgica: “Il tempo vola, goditi il viaggio”.
La figlia di Medvedev e le racchette lanciate
Buon sangue non mente. Con il DNA non si scherza, ma in questo caso il padre è molto incline a farlo. Daniil Medvedev è un altro dei protagonisti dell’US Open e se sul campo sta tentando di ritornare ai livelli che lo videreo trionfare a Flushing Meadows nel 2021, con un microfono davanti è costantemente un fenomeno. Il russo si è qualificato per gli ottavi di finale al termine del match vinto con Arthur Rinderknech e, a fine partita, è arrivato il siparietto comico. Il moscovita ha rivelato come anche la figlia giochi a tennis, ma vedendola maltrattare una racchetta qualche dubbio gli è sorto: “l’altro giorno mia figlia ha lanciato una racchetta giocando a tennis. Il suo allenatore mi ha guardato e gli ho detto: non so dove lo abbia visto fare”. Semplicemente fantastico.
