Un buon Gulbis non basta Nadal in semifinale a Doha

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Un buon Gulbis non basta Nadal in semifinale a Doha

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TENNIS – Il lettone gioca un buon match ma lo spagnolo nei momenti chiave fa la differenza. Il maiorchino vince per la 7a volta su 7 contro Gulbis e approda in semifinale( 7-5 6-4). Affronterà il qualificato tedesco Gojowczyk. L’altra semifinale sarà Monfils-Mayer.

Dopo Giove Pluvio, scendono finalmente in campo sul centrale di Doha il n. 1 del mondo Rafa Nadal e il talentuoso genio e sregolatezza Ernest Gulbis, attuale n. 24 del ranking.

 

Nei loro 6 precedenti incontri la vittoria è sempre stata di Rafa. Ce la farà oggi Gulbis ad impensierirlo? Certo, dovrà dar prova di grande equilibrio e tenuta, soprattutto mentale, nonché avere il tempo di eseguire al meglio i suoi ampi movimenti, cosa non facile con il Toro di Manacor.

Il campione maiorchino ha subito a disposizione 2 palle break, grazie soprattutto a errori evitabili da parte del lettone. Rafa si trova dunque in vantaggio e servizio. Il campo però è ancora molto scivoloso e il gioco viene interrotto nell’attesa che si asciughi.

Dopo circa 7 minuti si riprende e, non solo il lettone fa il controbreak, ma si porta in vantaggio 3-2. Rafa non si lascia sorprendere e pareggia 3-3. I due giocano alla pari, deliziando pubblico e telespettatori con prodezze sopraffini come, per esempio, un pallonetto calibratissimo di Rafa.

Nonostante ciò, Ernest sale ancora in vantaggio 4-3, tenendo testa a Nadal negli scambi accelerati e vertiginosi; ma il campione spagnolo non gli permette di prendere il largo e pareggia di nuovo. Il lettone sembra però in stato di grazia e vince il proprio turno di servizio a zero, chiudendo con un ace.

Durerà?

Per ora il tennis di Gulbis sembra funzionare alla grande.
Il n. 24 del mondo spinge all’impazzata. Butta in rete però una palla corta permettendo così a Nadal di restargli ancora attaccato sul 5-5. Ma Gulbis continua con un pressing davvero inarrestabile e costringe Rafa a perdere campo. La differenza però, almeno per adesso, la fa Nadal che, appena può, va verso la rete per rubare il tempo all’avversario. Ma questi non si scompone e continua a martellare all’impazzata da fondo. Ma ecco che arriva la palla break per lo spagnolo dopo un rovescio fuori giri di Ernest.

E c’è la svolta.

Il lettone cerca di sorprendere il n. 1 con una smorzata di dritto che però esce di poco in corridoio, permettendo a Rafael di salire in vantaggio 6-5 e servizio per tentare di portare a casa la prima frazione. Il n. 1 del mondo continua ad essere estremamente aggressivo, chiudendo a rete appena possibile, procurandosi così 3 setpoint. Ernest annulla il primo pressandolo ancora ma poi Rafa non fallisce e si aggiudica il primo parziale per 7/5.

Nella seconda frazione il tennista di Riga non ci sta a subire e, non solo vince subito il primo gioco, ma strappa poi il servizio a Rafa allungando il vantaggio sul 2-0, per poi allontanarsi ancora sorprendendolo con il 3-0.

Le bordate di Gulbis non risparmiano Nadal che, nonostante tutto, a fatica, tiene la battuta e fa un passo in avanti portandosi sull’1-3. Ernest sembra davvero concentratissimo e determinato a non dar tregua all’avversario, mettendo a segno il terzo ace del secondo set. Il suo servizio è devastante. Sul 40-40 Gulbis si decide a prendere la rete dopo essersi aperto benissimo il campo con il rovescio bimane davvero profondo e incisivo e si porta in vantaggio. È di nuovo parità ma poi ha nuovamente una palla per il 4-1. Ma Rafa gli annulla il vantaggio in maniera magistrale e tempestandolo con le sue uncinate velenosissime.

Ed ora è lui ad essere in vantaggio con una palla per il controbreak. Il 12esimo punto però è a favore di Ernest dopo che Rafa mette fuori un rovescio. Il gioco è combattutissimo e Gulbis cede una seconda palla break sbagliando malamente una palla di controbalzo a rete. Alla fine, dopo aver annullato 4 vantaggi all’avversario, Rafa si avvicina e si porta sul 2-3. Ma il campionissimo di Manacor non si accontenta e riesce a recuperare tutto lo svantaggio pareggiando 3-3.

Il “turbillon” degli scambi non diminuisce ma ora Gulbis controlla di meno i colpi, “offrendo” così una palla break allo spagnolo. Il servizio lo aiuta riuscendo però a pareggiare. Con un passante in corsa calibratissimo che cade all’incrocio delle righe, Nadal si procura un altro break point ; Gulbis estrae dal cilindro una pregevolissima volé di rovescio salvandosi ancora. Ma il game alla fine è spagnolo : Rafa sale 4-3 dopo aver intascato 4 giochi consecutivi dallo 0-3. Con una bella volé sul matchpoint lo spagnolo chiude un match davvero combattuto con lo score di 7/5 6/4 e approda così alla semifinale di Doha, dove affronterà il qualificato tedesco Peter Gojowczyk.

P. Gojowczyk b. D. Brown 6/3 3/6 7/6

Il match di apertura di questo giovedì a Doha, è il derby tedesco tra Dustin Brown, n. 111 del ranking e Peter Gojowczyk, n. 162. I due danno vita ad un match equilibrato e ricco di emozioni vinto però alla fine da Gojowczyk 6/3 3/6 7/6 che dà prova di tenacia e grande grinta.

Il simpatico tennista di origine giamaicana soffre parecchio perdendo il primo set 6/3. Recupera poi con il suo tennis rocambolesco e vince la seconda frazione anche lui per 6/3. Ma l’avversario conferma grande concentrazione e tenacia e si porta avanti sul 5-3 avendo un matchpoint a disposizione. Dustin riesce ad annullare la palla match e pareggia i conti sul 5-5 con scambi al fulmicotone. Non solo. Strappa il servizio all’avversario ma non approfitta poi del vantaggio.

Alla fine, dopo un finale combattutissimo al tie-break, è Peter ad uscire vincitore dal match, felicissimo per la sua prima semifinale Atp.

Mayer-Hanescu 64 67(7) 64

Florian Mayer è il secondo tedesco a raggiungere la semifinale a Doha.

Il tedesco batte dopo 2 ore e 15 minuti il rumeno Victor Hanescu in un match dalle mille emozioni con il punteggio di 6-4 6-7(8) 6-4 ed affronterà il francese Gael Monfils.

Primo set dominato dai servizi, c’è una sola palla break in tutto il parziale e la sfrutta Mayer che poi conferma il break e si aggiudica il primo set 6-4.

Nel secondo set cambia totalmente la scena, i servizi perdono efficacia ed i break si susseguono.

Mayer allunga un paio di volte ma Hanescu gli torna sempre sotto, si arriva al tie break dove il rumeno annulla un match point e poi chiude al secondo set point con il punteggio di 10-8.
Il set finale vede ancora una volta dominare i servizi, Mayer non sfrutta una palla break sul 4-3, ma nel decimo gioco al quarto match point chiude la sfida.

Monfils-Brands 62 61

Gael Monfils si trova a suo agio in Qatar.
Per la 4° volta in carriera infatti il tennista francese giunge in semifinale (nel 2006 e nel 2012 ha anche raggiunto la finale, battuto nella prima occasione da Federer e nella seconda da Tsonga) a Doha battendo al 4° tentativo (un numero che ricorre nella circostanza) la sua bestia nera, il tedesco Daniel Brands, sommerso 6-2 6-1.

Partita perfetta quella di Monfils, che quando scende in campo in ottime condizioni fisiche, deciso a non mollare una palle e ben concentrato sulla tattica da adottare, lascia ben poco agli avversari.

Come detto Brands l’aveva battuto 3 volte su 3 (una delle quali proprio l’anno scorso nei quarti a Doha), ma stasera per il nr. 54 del ranking non c’è stato nulla da fare. Il tedesco ha provato a fare la sua partita, ma il suo gioco imperniato su scambi veloci ha trovato un ostacolo insormontabile nel suo avversario, oggi perfetto alla risposta, sontuoso nel servizio e soprattutto disposto a rimandare dall’altra parte della rete quante più palle possibili per far stancare Brands.

Tattica perfettamente riuscita, il tedesco infatti dopo aver retto 4/5 colpi lo scambio provava il più delle volte il vincente trovando raramente il campo, ubriacato dai continui recuperi di Monfils.
La partita per il tennista transalpino è andata via facile, break nel terzo game del primo set, allungo sino al 4-1 e poi nuovo break per il 6-2 in 20 minuti.

Brands prova a resistere ad inizio secondo set, ma Monfils dall’ 1-1 infila 5 giochi di seguito (nessuna palla break concessa nel match) e raggiunge la semifinale dove affronterà Florian Mayer (4-0 i precedenti per il francese, i due non si sono mai affrontati sul veloce).

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ATP Acapulco: il polso fa ancora male, si ritira Kyrgios

Il dolore al polso sinistro costringe Nick Kyrgios all’abbandono dopo un set contro Ugo Humbert. Nessu problema per Rafael Nadal

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Nick Kyrgios - Acapulco 2020 (foto Twitter @Abiertotelcel)

La sessione serale della seconda giornata all’Abierto Mexicano di Acapulco ha visto in cartellone i rispettivi match di primo turno di quelli che nel 2019 avevano dato vita al match del torneo, ovvero il campione uscente Nick Kyrgios e la prima testa di serie Rafael Nadal.

Un piatto succulento, almeno sulla carta, per gli spettatori del Princess Mundo Imperial, che però hanno lasciato le tribune poco dopo le 23 locali con un po’ di amaro in bocca.

In apertura di serata Rafael Nadal ha rimediato a una partenza estremamente imprecisa e titubante che lo aveva visto andare subito in svantaggio per 2-0 0-30 con un rapido aggiustamento di rotta che gli è valso un prevedibile 6-3, 6-2 di routine nei confronti del suo connazionale Pablo Andujar, n. 54 del ranking ATP. Una volta presa la mira sulle prime accelerazioni di diritto, l’attuale n. 2 del mondo non si è più guardato indietro e non ha mai avuto momenti di difficoltà se non nel tentare di tamponare la sua abbondantissima sudorazione nella calura dell’umidità messicana. La sua cavalcata è stata soltanto temporaneamente rallentata dal break subito sul 4-1 “pesante” del secondo set, quando comunque il suo vantaggio era già molto consistente.

 

In 90 minuti Nadal ha concluso il suo primo match dall’Australian Open, sconfiggendo Andujar per la quarta volta su quattro incontri e avanzando al secondo turno dove incontrerà il serbo Miomir Kecmanovic, n. 50 del ranking ATP, vincitore al primo turno dell’australiano Alex de Minaur.

Ma il piatto forte della serata, almeno per il pubblico messicano, doveva essere l’esordio del campione uscente Nick Kyrgios, che lo scorso anno estrasse dal cilindro una delle più improbabili rincorse al titolo sconfiggendo uno dietro l’altro il nostro Andreas Seppi, Rafael Nadal appunto, poi Stan Wawrinka, John Isner e Sascha Zverev, ovvero tre Top 10 su cinque incontri.

Kyrgios era impegnato contro il giovane e talentuoso francese Ugo Humbert, n. 43 del mondo, ma con grande disappunto di tutta la folla presente non è riuscito a portare a termine il proprio impegno, vedendosi costretto al ritiro dopo la perdita del primo set a causa del persistere del problema al polso sinistro che già lo aveva costretto al forfait la settimana scorsa a Delray Beach.

Humbert, dal canto suo, ha messo in campo una solidissima prestazione, soprattutto nei suoi game di battuta nei quali ha concesso solamente quattro punti in tutto il set, e sicuramente non si è meritato tutti i fischi che hanno accompagnato la sua uscita dal campo. L’australiano è apparso in difficoltà sin dall’inizio, soprattutto dalla parte sinistra ovvero dalla parte del suo rovescio bimane dove ha bisogno della mano sinistra: si è fatto fasciare il polso dal fisioterapista sull’1-4, ma dopo aver giocato qualche altro game e completato il primo set ha capito che era perfettamente inutile continuare ed ha stretto la mano ad arbitro e avversario avviandosi verso gli spogliatoi, non prima però di essersi tolto le scarpe da tennis come di consueto e infilato le scarpe da basket direttamente sul campo.

Il torneo (e con lui anche tutti i party di contorno) perde così il proprio campione uscente ed un sicuro potenziale protagonista che ora però dovrà cercare di recuperare in vista dell’impegno di Davis della settimana prossima ad Adelaide contro il Brasile. Humbert avanza quindi al secondo turno dove trova l’americano Taylor Fritz, vincitore in tre set di John Millman.

I risultati completi:

[1] R. Nadal b. P. Andujar 6-3 6-2
S. Kwon b. [LL] T. Daniel 6-2 2-6 6-3
[8] D. Lajovic b. S. Johnson 6-7(5) 6-4 6-3
P. Martinez b. R. Albot 6-3 6-2
[7] G. Dimitrov b. [Q] D. Dzumhur 6-3 6-3
U. Humbert b. [6] N. Kyrgios 6-3 rit.
T. Fritz b. J. Millman 7-5 3-6 6-1
[4] F. Auger-Aliassime b. [LL] A. Bolt 6-3 7-6(5)
[5] J. Isner b. [WC] M. Zverev 6-3 7-6(4)
[2] A. Zverev b. [Q] J. Jung 7-6(6) 6-1

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ATP Delray Beach: Opelka, doppio turno e trionfo finale

Reilly Opelka vince semifinale e finale nello stesso giorno e conquista il secondo titolo ATP. Salva un match point contro Milos Raonic

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Reilly Opelka (destra) e Yoshihito Nishioka al Delray Beach Open 2020 (foto Twitter @delraybeachopen)

Nel Delray Beach Open by Vitacost.com la vittoria è andata all’americano Reilly Opelka, n. 54 della classifica ATP, che nella giornata di domenica è stato costretto agli straordinari a causa della pioggia caduta sul sud della Florida sabato sera che ha causato lo spostamento della sua semifinale contro Milos Raonic.

Reilly Opelka – Delray Beach 2020 (foto Twitter @delraybeachopen)

Sceso in campo alle 10.30 del mattino, il giocatore di casa (è originario di West Palm Beach, a poche decine di chilometri dalla sede del torneo) ha rimontato un set di svantaggio al campione canadese annullandogli pure un match point nel tie-break del terzo set, un tie-break dall’andamento molto bizzarro: Opelka è andato prima avanti per 5-0, poi ha subito sei punti consecutivi andando sotto 5-6 e quindi, annullato il match point con il quattordicesimo ace, ha conquistato gli ultimi due punti per portare la partita al terzo set. Lì ha saputo piazzare l’accelerazione decisiva a metà parziale, quando dal 2-3 ha vinto quattro giochi consecutivi mettendo a segno un parziale di 16 punti a 5.

Dopo soltanto poche ore il gigante della Florida (2 metri e 10) è dovuto tornare in campo per la finale contro il giapponese Yoshihito Nishioka (n. 63 ATP) che gli rende ben 40 centimetri d’altezza. Opelka è riuscito ad avere la meglio del nipponico dopo 2 ore e 11 minuti di gioco nelle quali, dopo aver vinto per 7-5 un primo set nel quale è stato quasi sempre in vantaggio, ha perso al foto finish il secondo parziale al tie-break, prima di dilagare nel terzo set nel quale ha ottenuto ben due break lasciando solamente cinque “quindici” nei suoi turni di battuta.

 
Yoshihito Nishioka – Delray Beach 2020 (foto Twitter @delraybeachopen)

Si tratta del secondo titolo in carriera per lo statunitense, dopo quello vinto lo scorso anno al New York Open, che lunedì prossimo salirà di ben 15 posizioni in classifica raggiungendo la posizione n. 39. Anche Nishioka, con la finale ottenuta, guadagnerà 15 posizioni nel ranking arrivando così ad entrare per la prima volta in carriera nei Top 50 assestandosi al n. 48.

Risultati, semifinale:

[4] R. Opelka b. [2] M. Raonic 4-6 7-6(6) 6-3

Risultati, finale:

[4] R. Opelka b. Y. Nishioka 7-5 6-7(4) 6-2

Il tabellone completo

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Si ferma in finale la corsa di Mager, Garin è il campione di Rio de Janeiro

Gianluca Mager ha avuto chance in entrambi i set, ma è stato Cristian Garin a sollevare il trofeo. Best ranking per entrambi la settimana prossima

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Cristian Garin con Gustavo Kuerten alla premiazione di Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

[3] C. Garin b. [Q] G. Mager 7-6(3) 7-5

Si è chiusa con una sconfitta la settimana magica di Gianluca Mager, ma ci sono tutti i motivi per essere soddisfatti di questo torneo che probabilmente segnerà uno spartiacque nella carriera del 25enne di Sanremo. Partito dalle qualificazioni ha infilato due scalpi di assoluto prestigio (Ruud e Thiem sulla terra sono vittorie di cui andare fieri, anche se nessuno dei due era al meglio della condizione) ed ha portato a casa 320 punti (300 per la finale più 20 per la qualificazione) che lo proiettano al 77° posto della classifica ATP, con la pressoché matematica certezza di entrare in tabellone in tutti i rimanenti tornei dello Slam di quest’anno, oltre ad una chance di giocarsi un posto alle Olimpiadi di Tokyo.

Che Mager potesse partire piuttosto lentamente dopo la grande battaglia vinta in semifinale solo poche ore prima era tutto sommato piuttosto prevedibile, quindi in pochi hanno battuto ciglio quando il ragazzo di Sanremo è andato subito sotto 2-0 contro un avversario che aveva invece chiuso molto velocemente il suo impegno precedente contro Borna Coric. Un po’ meno prevedibile era che il buon Gianluca, una volta presa coscienza della sua presenza in finale, rimontasse da 1-3 a 4-3 e si procurasse addirittura due palle break per il 5-3, principalmente grazie alle sue accelerazioni di rovescio che con quella preparazione così lineare e così minima mascherano meravigliosamente la traiettoria dei colpi.

 

Svanite le tre opportunità per andare a servire per il set, si è arrivati abbastanza tranquillamente al tie-break, nel quale Mager, forse sentendo di dover fare qualcosa di più, ha commesso almeno tre errori non forzati che gli sono costati il set con il punteggio di 7 punti a 3 in 50 minuti.

Gianluca Mager – Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Dopo aver perso il primo tie-break del torneo (in precedenza il ligure era a 4 su 4), Mager ha chiesto l’intervento del fisioterapista per farsi massaggiare l’inguine dalla parte della coscia destra, e c’è da chiedersi che mani abbia quel fisioterapista perché Gianluca è riuscito a infilare una striscia di 10 punti consecutivi che lo ha portato in vantaggio per 3-1 con un break ottenuto a zero in grande stile. La pressione di Garin però iniziava ad aumentare: sul 3-2 Mager si salvava dallo 0-40, ma al momento di servire per il set sul 5-4 tre risposte vincenti di Garin rimettevano il set in parità. Il cileno continuava a spingere, e questa volta il serbatoio di Gianluca appariva davvero vuoto: con niente da opporre alla pressione dell’avversario, Mager subiva un parziale di 16 punti a 2 che chiudeva il match dopo 1 ora e 35 minuti.

Prosegue così la striscia di nove vittorie consecutive sulla terra battuta di Cristian Garin, che conquista così il suo secondo titolo dell’anno (il quarto in totale, e il secondo battendo un italiano in finale avendo sconfitto Berrettini a Monaco lo scorso anno) dopo quello di Cordoba due settimane fa e si appresta ad andare nella sua Santiago del Cile per continuare questa cavalcata. Ci arriverà con il nuovo best ranking di n.18 e addirittura come n.4 della Race to London, per far sognare tutti i suoi compatrioti e che sperano di rinverdire i fasti di Nicolas Massu e Fernando Gonzalez alle Olimpiadi di Atene 2004.

Leggi qui la storia di Gianluca Mager

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