Verso Italia- Gran Bretagna, sarà Andy Murray contro tutti?

Coppa Davis

Verso Italia- Gran Bretagna, sarà Andy Murray contro tutti?

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TENNIS COPPA DAVIS 2014 – Ad aprile affronteremo la Gran Bretagna in casa, sulla terra, outdoor. Semifinale ad un passo? Murray è troppo solo? Chi lo accompagnerà nella sfida? Tutti i precedenti tra le due nazionali.

Siamo ancora ebbri di gioia per la bellissima vittoria raccolta a Mar del Plata contro l’Argentina in trasferta (4° sconfitta in casa dei sudamericani dal 1998, la terza sulla terra) che già siamo proiettati alla sfida di quarti di finale contro la Gran Bretagna che ospiteremo all’inizio di aprile.

 

La nostra Federazione ha già pubblicato sul suo sito il bando per candidarsi ad ospitare l’evento. Ma non sempre aver risposto in tutto e per tutto ai requisiti del bando ha significato aggiudicarsi l’incontro. Il caso di Torino un anno fa docet. Il match si dovrà disputare come previsto sulla terra rossa, a livello del mare, outdoor. Tutto ciò significa che ad aprile saremo favoriti? La semifinale è davvero così vicina? Lo spauracchio Murray non basterà a fermare i nostri sogni?

Di certo i presupposti per arrivare in semifinale sono sicuramente molto più validi di quanto non lo fossero l’anno scorso a Vancouver, quando andammo ad affrontare il Canada fuori casa e sul veloce.

Ma analizzando meglio l’incontro con la Gran Bretagna, quanto dobbiamo temere Murray & Co.? L’attuale nr. 6 del mondo è davvero troppo solo per pensare al colpaccio? Il doppio inglese è davvero più debole di Bolelli e Fognini (molto affiatati e davvero esemplari in Argentina)?

I NOSTRI FUTURI AVVERSARI

Vediamo un attimo chi potrebbe accompagnare Andy nella trasferta italiana e le caratteristiche dei suoi potenziali compagni, senza prima aver velocemente ricordato che proprio il nr.1 britannico sulla terra non è uno sprovveduto.

E’ vero che Andy ha giocato in carriera 42 finali con 28 vittorie (2 slam) e 14 sconfitte ma nessuna di queste sulla terra (è qualcosa vorrà pure significare) ma è anche vero che il nr. 6 del mondo ha raggiunto nel 2011 le semifinali nei maggiori tornei del circuito sulla terra rossa. Fognini e Seppi sarebbero contenti di poter vantare il suo record, sia chiaro. In particolare la semifinale del Roland Garros, cui non siamo più approdati dall’epoca Barazzutti. Anche se entrambi oggi possono pensare di avere le carte in regola per batterlo.

In quella stagione infatti Murray fu semifinalista a Montecarlo (battuto da Nadal in tre set), a Roma (battuto da Djokovic sempre in tre set) e a Parigi (sempre battuto da Nadal e sempre in tre set). Solo a Madrid non è mai andato oltre i quarti (ma ha vinto l’edizione del 2008 disputata sul veloce). Insomma di sicuro la terra non è la sua superficie favorita, ma ci si sa adeguare molto bene e se in forma è un osso duro per tutti. Certo se pensiamo al Fognini visto in Argentina (1-1 con il nostro nr.1 i precedenti, vittoria di Fabio agli Open del Canada sul veloce nel 2007 e vittoria di Andy a Montecarlo nel 2009) siamo portati a pensare che in un match tre su cinque la sfida potrebbe essere molto equilibrata. Con Seppi invece il dettaglio dei precedenti è più sbilanciato a favore del tennista britannico, visto che Murray conduce 5-1 e Andreas ha vinto l’unico precedente nel 2006, il primo, sull’erba di Nottingham, salvo poi perdere i restanti cinque senza mai vincere un set.

Ma dando per scontato nella peggiore delle ipotesi che Andy porti a casa i due punti, chi è in grado dei suoi connazionali di conquistare il terzo?

Partiamo dai singolaristi. In ordine di classifica (attuale) i papabili potrebbero essere Daniel Evans, James Ward e Kyle Edmund.

Daniel Evans era una delle giovani promesse del tennis britannico, classe 1990, 4 vittorie e 8 sconfitte in Davis, dopo una brillante carriera giovanile si è letteralmente arenato, causa anche una condotta di vita non sempre edificante. Fui lui stesso ad ammettere in una intervista che se gli amici lo chiamavano per uscire la sera prima di una gara lui non si tirava indietro. Proprio un comportamento similare gli costò la sospensione del programma di investimento da parte della LTA (la federazione di tennis britannica) e di conseguenza numerosi problemi. Il 2013 è stato un po’ l’anno della sua rinascita. Potenzialità immense e gran diritto, il nr. 147 del ranking prima divenne l’eroe di Davis vincendo il quinto incontro sul russo Donskoy sul punteggio di 2-2 nella sfida che poi condusse la Gran Bretagna (che in quell’occasione rimontò da 0-2) ai play-off di settembre per il World Group ad Umago, vinti poi contro la Croazia. Poi giocò uno strepitoso Us Open, dove dalle qualificazioni arrivò sino al terzo turno, battendo al 1° turno Nishikori ed al secondo l’australiano Tomic, fermandosi poi contro lo spagnolo Robredo.

Insomma, potenzialmente una mina vagante, certo se poi pensiamo alla sua predisposizione sulla terra ci facciamo due risate. Dal 2012 ha giocato due tornei futures sul mattone tritato e i due singolari del match di Davis contro la Croazia di cui abbiamo parlato prima. Sulla carta innocuo per Seppi e Fognini (che non ha mai incontrato).

Forse più pericoloso e più costante è James Ward, attualmente nr. 156 del ranking, classe 1987, 9 vittorie e 5 sconfitte in Davis (tutte in singolare), il più maturo degli eventuali alter ego di Murray in Davis, l’eroe della trasferta di San Diego. Già, perché i due punti di Murray non sarebbero mai bastati per raggiungere la vittoria contro gli americani senza la vittoria del nr.2 britannico in uno dei due singolari (visto che nel doppio con i Bryan le speranze erano prossime allo zero). Ward il colpaccio lo ha fatto subito battendo nella prima giornata della sfida con gli Usa niente  meno che Sam Querrey (la sua vittoria più importante in Davis unita a quella contro Dimitri Tursunov dell’anno scorso). Certo, l’americano è l’ombra del giocatore ammirato qualche anno fa, ma pur sempre avanti nell’occasione 2 set a 1 ed un break di vantaggio nel quarto. Ma Ward, che non disdegna di giocare durante la stagione sulla terra (addirittura nel 2009  vi ha vinto il challenger di Sarasota), ha saputo pazientemente aspettare il momento opportuno per poi dominare nel quinto set (chiuso 6-1).

E’ pur sempre però il nr. 156 del mondo, anche in questo caso Fognini e Seppi (anche qui non c’è nessun  precedente con i nostri tennisti) dovrebbero avere vita facile, ma visto quanto successo a San Diego non va comunque sottovalutato.

Ultima scelta potrebbe essere il giovanissimo Kyle Edmund (nato a Johannesburg), classe 1995, altra promessa del tennis britannico. Dei tre è quello che gioca di più sulla terra, ma certo in quanto ad esperienza ne ha di strada da fare (nr. 318 del ranking). Crediamo che il capitano non giocatore Leon Smith lo convocherà solo in situazione estrema, deve ancora fare il suo debutto in Davis.

Finito l’esame dei singolaristi valutiamo un eventuale doppio.

Andy Murray ha vinto in carriera 4 tornei in doppio, 3 con il fratello Jamie ed uno con Colin Fleming (classe 1984), attualmente nr. 33 del ranking (miglior classifica nr. 17) di specialità, che a San Diego ha giocato in coppia con Dominic Inglot (classe 1986), a sua volta nr. 27 (suo best ranking).

Inglot (196 cm.) nel circuito fa di solito coppia con il giocatore delle Filippine Treat Huey e con lui ha vinto 2 titoli, nel 2012 a Washington e nel 2013 a Basilea. Inoltre ha giocato 5 finali (4  con il solito Huey ed una con Istomin). Ha fatto il suo esordio a San Diego contro gli Usa.

Colin Fleming invece quest’anno sta giocando nel circuito con Ross Hutchins (il tennista molto amico di Andy Murray colpito dal linfoma di Hodgkin da quale sembra sia definitivamente guarito), mentre nel 2013 ha giocato per lo più in coppia con il connazionale Jonathan Marray. In carriera ben 7 titoli per lui e 7 finali disputate. In Davis per lui ben 11 match giocati, 10 doppi (8-2) ed un solo singolare (vinto) Ecco, forse per attitudini e predisposizione dei nostri futuri avversari, sarà proprio il doppio il punto da non sbagliare, perché dall’altra parte comunque vada ci saranno due giocatori che vantano una certa esperienza nella specialità. Una volta garantitoci il punto del sabato, se giochiamo come sappiamo, la semifinale non ci può sfuggire (stiamo naturalmente incrociando le dita).

Non abbiamo menzionato il fratello più grande di Andy Murray, Jamie, anche lui doppista navigato (nr.32 del ranking ma è stato anche nr. 23), vincitore di ben 10 titoli in carriera su 16 finali. Nel 2013 ha giocato quasi sempre in coppia con l’australiano Peers, con il quale ha vinto ben 3 titoli (battendo tra gli altri anche i Bryan nella finale di Houston). Attenzione, perché viste le credenziali potrebbe rientrare nel giro dei convocati.

I PRECEDENTI

Italia e Gran Bretagna si sono affrontate 15 volte, l’ultima nel 1984. Gli azzurri conducono 11-4.

La Gran Bretagna ha vinto ben 9 volte la Coppa Davis, ma l’ultima è datata 1936, quando c’erano il mitico Fred Perry e Bunny Austin. Con la vittoria in Usa che non battevano dal 1935) i britannici hanno raggiunto i quarti di Davis dopo ben 28 anni.

Dei precedenti ricordiamo con piacere gli ultimi cinque, svoltisi tra il 1976 ed il 1984 ed ognuno di loro per varie ragioni significativo per i nostri colori.

Sicuramente quello che ricordiamo con maggior piacere è quello del 1976. La nostra nazionale era lanciata verso il titolo, sulla strada nella finale del raggruppamento europeo la Gran Bretagna, oltretutto da affrontare sull’erba, sul campo nr.1 di Wimbledon.

Al fianco di Adriano Panatta, Pietrangeli ebbe la grande intuizione di far giocare Tonino Zugarelli, più propenso rispetto a Barazzutti con il suo gioco ai prati londinesi.

Zugarelli realizzò subito l’impresa battendo il nr.1 britannico Roger Taylor (semifinalista a Wimbledon nel 1973), Panatta ebbe le sue gatte da pelare con John Lloyd (non ancora marito di Chris Evert), superato solo in 5 set. Sul 2-0 il nostro doppio avrebbe potuto chiudere la contesa, ma Panatta e Bertolucci persero contro i fratelli Lloyd (al fianco di John gioco David) un incontro incredibile, nel quale sprecarono 3 match point e nel quale Adriano si incaponì in una scelta tattica sbagliata (una “panattata” la definisce lo stesso Bertolucci nel libro di Meloccaro a lui dedicato “Braccio d’oro”), quella di servire sempre sul diritto di John Lloyd, il colpo più forte del tennista britannico “perchè a battergli sul rovescio sarebbe stato tutto troppo facile!”. Il nostro nr.1 si fece perdonare il giorno dopo, battendo Roger Taylor in quattro set e chiudendo la contesa.

Nel 1979 si giocò a Roma, al Foro Italico, allora casa del nostro tennis. Sulla nostra panchina lo sfortunato “Bitti” Bergamo, in campo come avversario una sorta di bestia nera dei nostri tennisti, Christopher “Buster” Mottramm. Quando lo incontravamo vedevamo i sorci verdi. Ed infatti Panatta prese una scoppola sonora nel primo singolare, forse il più brutto match giocato da Adriano in casa in Davis. Barazzutti rimediò nel secondo singolare e poi in coppia con Zugarelli (schierati a sorpresa al posto di Panatta e Bertolucci, giudicati da Bergamo fuori forma) vinse anche il doppio. Fu poi proprio Panatta a chiudere la contesa con John Lloyd nel primo singolare della domenica facendosì così perdonare lo scivolone di due giorni prima.

Nel 1981 la sfida si ripetè in quel di Brighton e quella fu una delle pagine più nere della nostra nazionale dei miracoli. Era il primo match giocato dai nostri ragazzi con la nuova formula del World Group, i favori del pronostico erano dalla nostra parte, perché se Mottram sembrava (come al solito) favorito nei suoi singolari, il nr.2 britannico, Richard Lewis (l’uomo con il sorriso stampato sul viso) ed il doppio sembravano sfavoriti. Ed invece ci tradì proprio il doppio, sconfitto clamorosamente in 5 set dai semi sconosciuti Jarret (attuale giudica arbitro di Wimbledon, colui che ha preso il posto di Alan Mills) e Smith. Mottram fece i suoi due punti e per noi non ci fu nulla da fare. Ne seguì una polemica tra i giocatore ed il presidente Federale Galgani che accusò soprattutto Panatta e Bertolucci di giocare inutili ed inopportune esibizioni. Paolo rispose con una lettera aperta sui quotidiani, rispedendo le critiche al mittente sulle esibizioni ma prendendosi le colpe di quella sconfitta (“Giocai da schifo, la mia peggior partita in Davis”, racconta Bertolucci nel libro di Meloccaro di cui abbiamo parlato in precedenza).

L’anno dopo arrivò la possibilità dell’immediata rivincita, stessi componenti per entrambi i team. Stavolta vincemmo in tre comodi set il doppio e nonostante il solito Mottramm avemmo la meglio per 3-2 raccogliendo gli altri 2 punti contro Lewis.

L’ultima sfida fu nel 1984. La nostra nazionale d’oro non c’era più, era rimasto il solo Barazzutti, Panatta era diventato capitano non giocatore, in campo anche Ocleppo ed il fratello più piccolo di Adriano, Claudio. Fortunatamente non c’era più nemmeno Mottram tra i nostri avversari, rappresentati in singolare dall’inossidabile John Lloyd e da Colin Dowdeswell. L’eroe di quella sfida fu Gianni Ocleppo, che con Panatta non andava d’accordo ma l’aiutò con le sue prestazioni in quel week-end di Davis. Gianni prima vinse contro Dowdeswell e poi dopo aver perso un rocambolesco doppio con Claudio Panatta in 5 set siglò il 2-2 contro John Lloyd (che aveva battuto Barazzutti nella prima giornata) prima che Corrado concludesse la rimonta contro il nr.2 britannico.

E’ quello l’ultimo precedente tra le due nazionali.

TUTTI I PRECEDENTI

ITALIA-GRAN BRETAGNA 11-4

World Group Qualifying round, 19-21 giugno 1922, Londra, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 4-1

Kingscote-Colombo 75 64 61

Lowe-Balbi di Robecco 61 63 61

Kingscote/Riseley- Balbi di Robecco/Colombo 61 64 60

Balbi di Robecco-Kingscote wo

Lowe-Colombo 61 62 60

Quarterfinal Europe, 27-29 maggio 1926, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 2-3

Wheatley-Serventi 57 64 61 63

De Morpurgo-Turnbull 46 62 46 64 62

Crole Rees/Kingsley- De Morpurgo/Serventi 36 68 64 63 63

De Morpurgo-Wheatley 62 63 32rit. T

urnbull-Serventi 36 61 61 62

Europe Semifinal, 20-22 giugno 1928, Felixstowe, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

De Morpurgo-Higgs 75 64 75

De Stefani-Gregory 36 63 63 62

De Morpurgo/Gaslini- Crole Reese/Eames 64 36 46 97 75

De Morpurgo-Gregory 60 61 62

Higgs-De Stefani 61 36 63 57 62

Europe Quarterfinal, 8-10 giugno 1933, Eastbourne, erab, outdoor

Gran Bretagna-Italia 4-1

Perry-De Morpurgo 64 75 64

Austin-De Stefani 62 75 75

Hughes/Perry- Rado/Taroni 61 64 97

De Stefani-Perry 57 64 64 64

Austin-De Morpurgo 64 63 62

Europe 1st Round, 6-9 maggio 1950, Eastbourne, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 2-3

Cucelli-Mottram 57 63 75 64

Paish-Del Bello 64 46 63 46 63

Cucelli/Del Bello- Mottram/Paish 97 62 64

Mottram-Del Bello 63 63 86

Cucelli-Paish 16 62 64 86

Europe Quarterfinal, 13-15 giungo 1952, Bologna, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

Del Bello-Mottram 86 62 62

Gardini-Paish  62 63 63

Mottram/Paish- Cucelli/Del Bello 63 61 68 62

Gardini-Mottram 46 46 63 61 60

Del Bello-Paish 63 64 62

Europe Semifinal, 14-16 luglio 1955, Birmingham, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 0-5

Gardini-Knight 79 62 64 61

Pietrangeli-Becker 63 79 64 86

Pietrangeli/Sirola- Davies/Wilson 46 119 86 63

Pietrangeli-Knight 36 46 64 63 64

Sirola-Becker 108 62 75

Europe Final, 1-3 agosto 1958, Milano, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

Davies-Pietrangeli 64 63 61

Sirola-Knight 63 75 63

Pietrangeli/Sirola- Davies/Knight 63 57 64 46 97

Pietrangeli-Knight 46 63 64 61

Sirola-Davies 63 62 62

Europe Semifinal, 15-17 luglio 1960, Wimbledon campo 1, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

Pietrangeli-Wilson 64 63 46 75

Sirola-Davies 97 75 16 26 64

Pietrangeli/Sirola- Davies/Wilson 64 36 86 63

Wilson-Tacchini 36 63 86 62

Pietrangeli-Davies 64 63 64

Europe Semifinal, 13-15 luglio 1962, Milano, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 5-0

Pietrangeli-Sangster 63 46 75 86

Gardini-Knight 61 68 63 61

Pietrangeli/Sirola- Knight/Pickard 63 64 68 63

Pietrangeli-Pickard 86 60 61

Gardini-Sangster 61 63 60

Europe Final, 5-7 agosto 1976, Wimbledon campo n.1, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

Zugarelli-Taylor 61 75 36 61

Panatta-Lloyd J. 57 63 63 26 64

Lloyd D./Lloyd J.- Bertolucci/Panatta 68 36 63 1816 62

Panatta-Taylor 36 62 64 64

Zugarelli-Lloyd J. 46 68 61 61 61

Europe Final, 14-16 settembre 1979, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

Mottram-Panatta 60 64 64

Barazzutti-Lloyd J. 61 64 64

Barazzutti/Zugarelli- Cox/Lloyd D. 75 108 61

Panatta-Lloyd J. 63 62 63

Barazzutti-Mottram 86 75

World Group 1st Round, 6-8 marzo 1981, Brighton, carpet, indoor

Gran Bretagna-Italia 3-2

Mottram-Panatta 97 36 63 64

Barazzutti-Lewis 64 16 68 97 64

Jarret/Smith- Bertolucci/Panatta 61 36 63 36 75

Panatta-Lewis 64 62 64

Mottram-Barazzutti 63 62 62

World Group 1st Round, 5-7 marzo 1982, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 3-2

Mottram-Panatta 57 75 63 64

Barazzutti-Lewis 119 61 61

Bertolucci/Panatta- Jarret/Smith 64 63 63

Mottram-Barazzutti 64 63 75

Panatta-Lewis 86 64 62

World Group 1st Round, 24-26 febbraio 1984, Telford, carpet, indoor

Gran Bretagna-Italia 2-3

Ocleppo-Dowdeswell 16 62 97 62

Lloyd J.-Barazzutti 64 36 62 63

Dowdeswell/Lloyd- Ocleppo/Panatta C. 119 64 36 36 63

Ocleppo-Lloyd 26 62 63 63

Barazzutti-Dowdeswell 61 06 63 75

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Coppa Davis

Coppa Davis, i convocati delle 16 partecipanti: Djokovic c’è, Alcaraz guida la Spagna in assenza di Nadal. Torna Zverev

Il tedesco è pronto a rientrare dopo l’infortunio subito al Roland Garros. Tra i campioni Slam presenti anche Marin Cilic (nel girone con l’Italia) e Andy Murray

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Novak Djokovic - Finali Coppa Davis 2021 Madrid (Photo by Diego Souto / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Tra poco meno di un mese inizierà la fase a gironi della Davis Cup by Rakuten Finals 2022, in programma da martedì 13 a domenica 18 settembre. Le sedi saranno quattro, una per girone: la Unipol Arena di Bologna (Girone A), il Pabellón Municipal Fuente de San Luis di Valencia (Girone B), la Am Rothenbaum di Amburgo (Girone C) e la Emirates Arena di Glasgow (Girone D).

In ogni gruppo avanzeranno le prime due classificate, che approderanno alla Final 8 in programma a Malaga a fine stagione, dal 22 al 27 novembre. L’Italia ha già reso noti i 5 azzurri che saranno a Bologna e così hanno fatto le altre 15 federazioni. Vediamo nel dettaglio la situazione girone per girone.

Girone A: Italia, Croazia, Argentina, Svezia

Il Gruppo A è quello dell’Italia che, oltre ai cinque ragazzi scelti da Filippo Volandri, vede presenti anche la pericolosa Croazia di Marin Cilic (e degli ex numero 1 di doppio Mektic/Pavic), l’Argentina di Diego Schwartzman e la più abbordabile Svezia dei fratelli Ymer. Di seguito l’elenco dei convocati per ogni squadra:

 
  • Italia: Jannik Sinner, Matteo Berrettini, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini, Simone Bolelli. Capitano: Filippo Volandri
  • Croazia: Marin Cilic, Borna Coric, Borna Gojo, Mate Pavic, Nikola Mektic. Capitano: Vedran Martic
  • Argentina: Diego Schwartzman, Francisco Cerundolo, Sebastian Baez, Horacio Zeballos, Maximo Gonzalez. Capitano: Guillermo Coria
  • Svezia: Mikael Ymer, Elias Ymer, Jonathan Mridha, Karl Friberg, Andre Goransson. Capitano: Johan Hedsberg

Girone B: Spagna, Canada, Serbia, Corea del Sud

Il Gruppo B doveva essere il girone di ferro, ma le assenze di Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov peseranno tantissimo sul destino del Canada, le cui speranze di qualificazione sono ridotte al lumicino. Spagna favorita per il primo posto anche senza Nadal, trascinata da Carlos Alcaraz e Carreno Busta fresco vincitore del Masters 1000 di Montreal. Attenzione comunque alla Serbia di Novak Djokovic. Di seguito l’elenco dei convocati per ogni squadra:

  • Spagna: Carlos Alcaraz, Pablo Carreno Busta, Roberto Bautista Agut, Alejandro Davidovich Fokina, Marcel Granollers. Capitano: Sergi Bruguera
  • Serbia: Novak Djokovic, Miomir Kecmanovic, Filip Krajinovic, Laslo Djere, Dusan Lajovic. Capitano: Viktor Troicki
  • Canada: Vasek Pospisil, Alexis Galarneau, Liam Draxl, Gabriel Diallo, Cleeve Harper. Capitano: Frank Dancevic
  • Corea del Sud: Kwon Soon-woo, Hong Seong-chan, Nam Ji-sung, Song Min-kyu. Capitano: Park Seung-Kyu

Girone C: Germania, Francia, Belgio, Australia

Una piacevole e attesa notizia arriva dalla federazione tedesca, che potrà contare su Alexander Zverev. Il numero 2 del mondo non gioca una partita ufficiale dalla semifinale del Roland Garros contro Rafael Nadal, in cui è stato costretto al ritiro. La sua presenza per il prossimo US Open, in programma tra due settimane, è a forte rischio, ma certamente difenderà i colori della sua Nazionale a settembre. Il Gruppo C comprende anche Francia, Belgio e Australia, costretta a fare a meno di Nick Kyrgios.

  • Germania: Alexander Zverev, Oscar Otte, Jan-Lennard Struff, Tim Puetz, Kevin Krawietz. Capitano: Michael Kohlmann
  • Francia: Benjamin Bonzi, Adrian Mannarino, Arthur Rinderknech, Nicolas Mahut. Capitano: Sebastian Grosjean
  • Belgio: David Goffin, Zizou Bergs, Michael Geerts, Sander Gille, Joran Vliegen. Capitano: Johan van Herck
  • Australia: Alex de Minaur, Thanasi Kokkinakis, Matthew Ebden, Max Purcell. Capitano: Lleyton Hewitt

Girone D: Gran Bretagna, Stati Uniti, Kazakistan, Paesi Bassi

Molto intrigante anche il Gruppo D, probabilmente il più equilibrato. Non poteva mancare Andy Murray a Glasgow a lottare per la sua Gran Bretagna, mentre sarà Taylor Fritz a guidare gli Stati Uniti orfani dei suoi big server Reilly Opelka e John Isner. Da non sottovalutare il Kazakistan del funambolico Alexander Bublik e i Paesi Bassi di Van de Zandschulp e Van Rijthoven.

  • Gran Bretagna: Cameron Norrie, Daniel Evans, Andy Murray, Joe Salisbury. Capitano: Leon Smith
  • Stati Uniti: Taylor Fritz, Frances Tiafoe, Tommy Paul, Jack Sock, Rajeev Ram. Capitano: Mardy Fish
  • Kazakistan: Alexander Bublik, Dmitry Popko, Mikhail Kukushkin, Aleksandr Nedovyesov, Andrey Golubev. Capitano: Yuriy Schukin
  • Paesi Bassi: Botic van de Zandschulp, Tallon Griekspoor, Tim van Rijthoven, Wesley Koolhof, Matwe Middelkoop. Capitano: Paul Haarhuis

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Coppa Davis

Coppa Davis, convocazioni: i cinque azzurri scelti da Volandri

Matteo Berrettini e Jannik Sinner guidano l’Italia per il girone di Bologna. Fognini, Bolelli e Musetti completano il roster

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Matteo Berrettini e Jannik Sinner (foto Twitter @federtennis)

In vista della fase a gironi delle Davis Cup by Rakuten Finals 2022, che si svolgerà
dal 13 al 18 settembre prossimi sul veloce indoor della Unipol Arena di Casalecchio di Reno a Bologna,
il capitano della Nazionale italiana, Filippo Volandri, ha convocato i seguenti giocatori:

  • Matteo Berrettini
  • Simone Bolelli
  • Fabio Fognini
  • Lorenzo Musetti
  • Jannik Sinner

La Davis Cup by Rakuten torna dopo 46 anni nella città di Bologna ospitando uno dei quattro gironi della
fase finale e vedrà protagoniste quattro squadre: oltre all’Italia, Argentina, Croazia e Svezia. Il ritorno
della più antica competizione sportiva mondiale per squadre nazionali nel capoluogo regionale coincide
con un anniversario storico: ricorre infatti quest’anno il centenario dalla prima partecipazione della
Nazionale italiana alla Coppa Davis.

Filippo Volandri, capitano della Nazionale italiana di Coppa Davis:
“Quello di Bologna è un girone molto duro, probabilmente uno dei più equilibrati, ma allo stesso tempo
molto stimolante. Ritrovare la Croazia, contro cui abbiamo perso lo scorso anno a Torino, sarà un motivo
ulteriore di rivincita e faremo tesoro dell’esperienza del 2021. Sono sicuro che la squadra si farà trovare
pronta e darà il massimo per centrare la qualificazione ai quarti e volare così a Malaga per la fase
decisiva. Giugno e luglio hanno visto i nostri tennisti conquistare bellissimi successi in singolare con
Matteo, Lorenzo e Jannik e abbiamo anche una coppia di doppio competitiva e affiatata come quella
composta da Fabio e Simone, che di recente hanno vinto il torneo a Umago e giocato la finale a Bastad:
non a caso sono in corsa per la qualificazione alle Nitto ATP Finals di Torino in doppio. C’è un grande
entusiasmo per il nostro sport, come testimoniano lo spazio sempre più ampio sui media,
i dati
dell’audience televisiva e, soprattutto, il fatto che si sente parlare sempre più di tennis e non soltanto di
calcio. È ovvio che questo ti dà delle responsabilità in più però per me queste rappresentano un
privilegio: gestire una squadra importante e forte come la nostra mi rende molto fiducioso, anche per
l’attaccamento che i ragazzi dimostrano quando vestono la maglia azzurra: in Coppa Davis la coesione
del gruppo è un elemento fondamentale che può anche essere decisivo”.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Gli incontri della fase a gironi si giocheranno in quattro differenti città: oltre a Bologna, le sedi sono
Amburgo, Glasgow e Valencia. Le 16 squadre partecipanti sono state suddivise in quattro gironi da
quattro, con le prime due classificate che accederanno alla fase finale. La formula prevede per ogni
incontro la disputa di due singolari e di un doppio, tutti al meglio dei due set su tre.
Fase a gironi:
Gruppo A (Bologna): Croazia, Italia, Argentina, Svezia
Gruppo B (Valencia): Spagna, Canada, Serbia, Corea del Sud
Gruppo C (Amburgo): Francia, Germania, Belgio, Australia
Gruppo D (Glasgow): Usa, Gran Bretagna, Kazakhstan, Olanda

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

Tutti i match della fase a gironi saranno visibili su SuperTennix, la piattaforma di streaming on line della
Federazione Italiana Tennis.
Questo il calendario del Gruppo A, con gli incontri che prenderanno il via alle ore 15:
13 settembre: Argentina-Svezia
14 settembre: Italia-Croazia
15 settembre: Croazia-Svezia
16 settembre: Italia-Argentina
17 settembre: Croazia-Argentina
18 settembre: Italia-Svezia
È possibile acquistare online i biglietti per i sei match del girone di Bologna collegandosi al sito web
tickets.italy.daviscupfinals.com e su quello di Ticket One (www.ticketone.it).

UFFICIO STAMPA FIT

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Coppa Davis

Niente Coppa Davis per Nadal: a novembre esibizioni in Sudamerica tra polemiche e una causa milionaria in arrivo

Argentina (con Del Potro), Cile, Messico e Colombia aspettano Rafa. Intanto un’azienda chiede un risarcimento da 10 milioni per essere stata messa da parte nell’organizzazione del tour

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Rafael Nadal (ESP) in action against Botic Van De Zandschulp (NED) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

Il 2022 di Rafa Nadal continua a essere ricco di accadimenti: dopo i due trionfi Slam, i problemi fisici e l’attesa paternità, ora potrebbe arrivare anche un affaire giudiziario. Lui e una società rappresentata a livello legale dalla madre saranno probabilmente citati in giudizio in una causa da 10 milioni di dollari. Il pomo della discordia è in questo caso il tour di esibizioni che il campione spagnolo affronterà a fine novembre in Sudamerica. E le notizie fuoriuscite su questa serie di incontri, con date annesse, hanno anche un significato meramente tennistico: ammesso che la Spagna si qualifichi alle finali di Coppa Davis, la squadra capitanata da Bruguera non potrà comunque contare sulla sua stella più luminosa.

Stando alla stampa argentina, il 23 novembre Nadal sarà al Parque Roca di Buenos Aires, dove affronterà l’idolo di casa Juan Martin del Potro nell’ultima passerella d’addio al tennis del giocatore di Tandil. L’indomani, o al massimo il 25, Rafa si dovrebbe spostare in Cile per regalare al pubblico la gioia di vedere il proprio portacolori Tabilo sfidare un 22 volte campione Slam. Se non si dovessero creare conflitti con le ATP Finals di Torino (dal 13 al 20 novembre), proprio nei giorni delle esibizioni, invece, sarà in corso a Malaga la fase finale della Davis. Per quanto Nadal abbia già realizzato imprese ai limiti del possibile nel corso della sua carriera, viene difficile pensare che possa anche essere ubiquo.

D’altro canto, non è nemmeno così scontata la presenza della squadra spagnola visto che prima – a settembre – dovrà superare un girone di ferro condiviso con Serbia e Canada, oltre che con la Corea del Sud. E anche in questa occasione, la Spagna con tutta probabilità dovrà fare a meno di Rafa, impegnato la settimana precedente a New York (US Open) e quella successiva a Londra (Laver Cup). L’Italia del capitano Volandri guarderà interessata, stando però attenta a non sottovalutare il suo di girone.

 

Questo il risvolto “di campo” della vicenda che però è alquanto bollente soprattutto per il suo lato economico-giudiziario. Il tour di esibizioni dovrebbe infatti fruttare a Rafa ben 10 milioni di dollari. “Dovrebbe” perché nell’organizzazione delle partite non tutto è andato liscio. Il manager di Nadal, Carlos Costa, ha infatti ricevuto pesanti accuse da Lisandro Borges dell’azienda argentina “World Padel Center LCC”. Borges ha spiegato al canale televisivo argentino “Todo Noticias” che Costa ha chiuso un accordo con Marcelo Figoli per il pagamento da 10 milioni, mentre sarebbe stato ancora in corso di validità un contratto di esclusiva tra l’azienda di Borges e la società che detiene i diritti d’immagine di Nadal (Aspermir, la cui rappresentante legale è la madre di Rafa) per la programmazione e la vendita delle quattro partite. Il manager spagnolo avrebbe risposto che l’iniziale richiesta di proroga del contratto non si sarebbe poi mai tradotta nella sua firma.

Carlos Costa è un farabutto e gliel’ho detto, ma per lui non conta niente. Crede di poter fare quello che vuole perché ha alle spalle Rafael Nadal. Fare causa a quello che secondo me è il miglior atleta della storia ed anche un bravissimo ragazzo perché il suo manager è un mascalzone, non mi diverte, ma la verità è che quando qualcuno ti crea tanti problemi quanto quest’uomo (Costa, ndr) ha causato a noi, non ci sono altre strade”. Così Borges non ha fatto trasparire tutta la sua frustrazione per il danno d’immagine subito dopo essersi speso per organizzare in prima persona l’esibizione argentina e con la collaborazione dei fratelli Lapentti (Nicolas è un ex top 10) quella messicana. L’imprenditore ha infatti raccontato di aver coinvolto anche il governo argentino e di aver predisposto una serie di attività, iniziando anche l’opera di promozione.

Borges, prima di intraprendere la strada legale, ha cercato una mediazione scrivendo una lettera sia alla società Aspermir che allo stesso Nadal. La risposta attesa nei cinque giorni successivi non è arrivata e così il processo sembra ormai inevitabile.

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