Verso Italia- Gran Bretagna, sarà Andy Murray contro tutti?

Coppa Davis

Verso Italia- Gran Bretagna, sarà Andy Murray contro tutti?

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TENNIS COPPA DAVIS 2014 – Ad aprile affronteremo la Gran Bretagna in casa, sulla terra, outdoor. Semifinale ad un passo? Murray è troppo solo? Chi lo accompagnerà nella sfida? Tutti i precedenti tra le due nazionali.

Siamo ancora ebbri di gioia per la bellissima vittoria raccolta a Mar del Plata contro l’Argentina in trasferta (4° sconfitta in casa dei sudamericani dal 1998, la terza sulla terra) che già siamo proiettati alla sfida di quarti di finale contro la Gran Bretagna che ospiteremo all’inizio di aprile.

 

La nostra Federazione ha già pubblicato sul suo sito il bando per candidarsi ad ospitare l’evento. Ma non sempre aver risposto in tutto e per tutto ai requisiti del bando ha significato aggiudicarsi l’incontro. Il caso di Torino un anno fa docet. Il match si dovrà disputare come previsto sulla terra rossa, a livello del mare, outdoor. Tutto ciò significa che ad aprile saremo favoriti? La semifinale è davvero così vicina? Lo spauracchio Murray non basterà a fermare i nostri sogni?

Di certo i presupposti per arrivare in semifinale sono sicuramente molto più validi di quanto non lo fossero l’anno scorso a Vancouver, quando andammo ad affrontare il Canada fuori casa e sul veloce.

Ma analizzando meglio l’incontro con la Gran Bretagna, quanto dobbiamo temere Murray & Co.? L’attuale nr. 6 del mondo è davvero troppo solo per pensare al colpaccio? Il doppio inglese è davvero più debole di Bolelli e Fognini (molto affiatati e davvero esemplari in Argentina)?

I NOSTRI FUTURI AVVERSARI

Vediamo un attimo chi potrebbe accompagnare Andy nella trasferta italiana e le caratteristiche dei suoi potenziali compagni, senza prima aver velocemente ricordato che proprio il nr.1 britannico sulla terra non è uno sprovveduto.

E’ vero che Andy ha giocato in carriera 42 finali con 28 vittorie (2 slam) e 14 sconfitte ma nessuna di queste sulla terra (è qualcosa vorrà pure significare) ma è anche vero che il nr. 6 del mondo ha raggiunto nel 2011 le semifinali nei maggiori tornei del circuito sulla terra rossa. Fognini e Seppi sarebbero contenti di poter vantare il suo record, sia chiaro. In particolare la semifinale del Roland Garros, cui non siamo più approdati dall’epoca Barazzutti. Anche se entrambi oggi possono pensare di avere le carte in regola per batterlo.

In quella stagione infatti Murray fu semifinalista a Montecarlo (battuto da Nadal in tre set), a Roma (battuto da Djokovic sempre in tre set) e a Parigi (sempre battuto da Nadal e sempre in tre set). Solo a Madrid non è mai andato oltre i quarti (ma ha vinto l’edizione del 2008 disputata sul veloce). Insomma di sicuro la terra non è la sua superficie favorita, ma ci si sa adeguare molto bene e se in forma è un osso duro per tutti. Certo se pensiamo al Fognini visto in Argentina (1-1 con il nostro nr.1 i precedenti, vittoria di Fabio agli Open del Canada sul veloce nel 2007 e vittoria di Andy a Montecarlo nel 2009) siamo portati a pensare che in un match tre su cinque la sfida potrebbe essere molto equilibrata. Con Seppi invece il dettaglio dei precedenti è più sbilanciato a favore del tennista britannico, visto che Murray conduce 5-1 e Andreas ha vinto l’unico precedente nel 2006, il primo, sull’erba di Nottingham, salvo poi perdere i restanti cinque senza mai vincere un set.

Ma dando per scontato nella peggiore delle ipotesi che Andy porti a casa i due punti, chi è in grado dei suoi connazionali di conquistare il terzo?

Partiamo dai singolaristi. In ordine di classifica (attuale) i papabili potrebbero essere Daniel Evans, James Ward e Kyle Edmund.

Daniel Evans era una delle giovani promesse del tennis britannico, classe 1990, 4 vittorie e 8 sconfitte in Davis, dopo una brillante carriera giovanile si è letteralmente arenato, causa anche una condotta di vita non sempre edificante. Fui lui stesso ad ammettere in una intervista che se gli amici lo chiamavano per uscire la sera prima di una gara lui non si tirava indietro. Proprio un comportamento similare gli costò la sospensione del programma di investimento da parte della LTA (la federazione di tennis britannica) e di conseguenza numerosi problemi. Il 2013 è stato un po’ l’anno della sua rinascita. Potenzialità immense e gran diritto, il nr. 147 del ranking prima divenne l’eroe di Davis vincendo il quinto incontro sul russo Donskoy sul punteggio di 2-2 nella sfida che poi condusse la Gran Bretagna (che in quell’occasione rimontò da 0-2) ai play-off di settembre per il World Group ad Umago, vinti poi contro la Croazia. Poi giocò uno strepitoso Us Open, dove dalle qualificazioni arrivò sino al terzo turno, battendo al 1° turno Nishikori ed al secondo l’australiano Tomic, fermandosi poi contro lo spagnolo Robredo.

Insomma, potenzialmente una mina vagante, certo se poi pensiamo alla sua predisposizione sulla terra ci facciamo due risate. Dal 2012 ha giocato due tornei futures sul mattone tritato e i due singolari del match di Davis contro la Croazia di cui abbiamo parlato prima. Sulla carta innocuo per Seppi e Fognini (che non ha mai incontrato).

Forse più pericoloso e più costante è James Ward, attualmente nr. 156 del ranking, classe 1987, 9 vittorie e 5 sconfitte in Davis (tutte in singolare), il più maturo degli eventuali alter ego di Murray in Davis, l’eroe della trasferta di San Diego. Già, perché i due punti di Murray non sarebbero mai bastati per raggiungere la vittoria contro gli americani senza la vittoria del nr.2 britannico in uno dei due singolari (visto che nel doppio con i Bryan le speranze erano prossime allo zero). Ward il colpaccio lo ha fatto subito battendo nella prima giornata della sfida con gli Usa niente  meno che Sam Querrey (la sua vittoria più importante in Davis unita a quella contro Dimitri Tursunov dell’anno scorso). Certo, l’americano è l’ombra del giocatore ammirato qualche anno fa, ma pur sempre avanti nell’occasione 2 set a 1 ed un break di vantaggio nel quarto. Ma Ward, che non disdegna di giocare durante la stagione sulla terra (addirittura nel 2009  vi ha vinto il challenger di Sarasota), ha saputo pazientemente aspettare il momento opportuno per poi dominare nel quinto set (chiuso 6-1).

E’ pur sempre però il nr. 156 del mondo, anche in questo caso Fognini e Seppi (anche qui non c’è nessun  precedente con i nostri tennisti) dovrebbero avere vita facile, ma visto quanto successo a San Diego non va comunque sottovalutato.

Ultima scelta potrebbe essere il giovanissimo Kyle Edmund (nato a Johannesburg), classe 1995, altra promessa del tennis britannico. Dei tre è quello che gioca di più sulla terra, ma certo in quanto ad esperienza ne ha di strada da fare (nr. 318 del ranking). Crediamo che il capitano non giocatore Leon Smith lo convocherà solo in situazione estrema, deve ancora fare il suo debutto in Davis.

Finito l’esame dei singolaristi valutiamo un eventuale doppio.

Andy Murray ha vinto in carriera 4 tornei in doppio, 3 con il fratello Jamie ed uno con Colin Fleming (classe 1984), attualmente nr. 33 del ranking (miglior classifica nr. 17) di specialità, che a San Diego ha giocato in coppia con Dominic Inglot (classe 1986), a sua volta nr. 27 (suo best ranking).

Inglot (196 cm.) nel circuito fa di solito coppia con il giocatore delle Filippine Treat Huey e con lui ha vinto 2 titoli, nel 2012 a Washington e nel 2013 a Basilea. Inoltre ha giocato 5 finali (4  con il solito Huey ed una con Istomin). Ha fatto il suo esordio a San Diego contro gli Usa.

Colin Fleming invece quest’anno sta giocando nel circuito con Ross Hutchins (il tennista molto amico di Andy Murray colpito dal linfoma di Hodgkin da quale sembra sia definitivamente guarito), mentre nel 2013 ha giocato per lo più in coppia con il connazionale Jonathan Marray. In carriera ben 7 titoli per lui e 7 finali disputate. In Davis per lui ben 11 match giocati, 10 doppi (8-2) ed un solo singolare (vinto) Ecco, forse per attitudini e predisposizione dei nostri futuri avversari, sarà proprio il doppio il punto da non sbagliare, perché dall’altra parte comunque vada ci saranno due giocatori che vantano una certa esperienza nella specialità. Una volta garantitoci il punto del sabato, se giochiamo come sappiamo, la semifinale non ci può sfuggire (stiamo naturalmente incrociando le dita).

Non abbiamo menzionato il fratello più grande di Andy Murray, Jamie, anche lui doppista navigato (nr.32 del ranking ma è stato anche nr. 23), vincitore di ben 10 titoli in carriera su 16 finali. Nel 2013 ha giocato quasi sempre in coppia con l’australiano Peers, con il quale ha vinto ben 3 titoli (battendo tra gli altri anche i Bryan nella finale di Houston). Attenzione, perché viste le credenziali potrebbe rientrare nel giro dei convocati.

I PRECEDENTI

Italia e Gran Bretagna si sono affrontate 15 volte, l’ultima nel 1984. Gli azzurri conducono 11-4.

La Gran Bretagna ha vinto ben 9 volte la Coppa Davis, ma l’ultima è datata 1936, quando c’erano il mitico Fred Perry e Bunny Austin. Con la vittoria in Usa che non battevano dal 1935) i britannici hanno raggiunto i quarti di Davis dopo ben 28 anni.

Dei precedenti ricordiamo con piacere gli ultimi cinque, svoltisi tra il 1976 ed il 1984 ed ognuno di loro per varie ragioni significativo per i nostri colori.

Sicuramente quello che ricordiamo con maggior piacere è quello del 1976. La nostra nazionale era lanciata verso il titolo, sulla strada nella finale del raggruppamento europeo la Gran Bretagna, oltretutto da affrontare sull’erba, sul campo nr.1 di Wimbledon.

Al fianco di Adriano Panatta, Pietrangeli ebbe la grande intuizione di far giocare Tonino Zugarelli, più propenso rispetto a Barazzutti con il suo gioco ai prati londinesi.

Zugarelli realizzò subito l’impresa battendo il nr.1 britannico Roger Taylor (semifinalista a Wimbledon nel 1973), Panatta ebbe le sue gatte da pelare con John Lloyd (non ancora marito di Chris Evert), superato solo in 5 set. Sul 2-0 il nostro doppio avrebbe potuto chiudere la contesa, ma Panatta e Bertolucci persero contro i fratelli Lloyd (al fianco di John gioco David) un incontro incredibile, nel quale sprecarono 3 match point e nel quale Adriano si incaponì in una scelta tattica sbagliata (una “panattata” la definisce lo stesso Bertolucci nel libro di Meloccaro a lui dedicato “Braccio d’oro”), quella di servire sempre sul diritto di John Lloyd, il colpo più forte del tennista britannico “perchè a battergli sul rovescio sarebbe stato tutto troppo facile!”. Il nostro nr.1 si fece perdonare il giorno dopo, battendo Roger Taylor in quattro set e chiudendo la contesa.

Nel 1979 si giocò a Roma, al Foro Italico, allora casa del nostro tennis. Sulla nostra panchina lo sfortunato “Bitti” Bergamo, in campo come avversario una sorta di bestia nera dei nostri tennisti, Christopher “Buster” Mottramm. Quando lo incontravamo vedevamo i sorci verdi. Ed infatti Panatta prese una scoppola sonora nel primo singolare, forse il più brutto match giocato da Adriano in casa in Davis. Barazzutti rimediò nel secondo singolare e poi in coppia con Zugarelli (schierati a sorpresa al posto di Panatta e Bertolucci, giudicati da Bergamo fuori forma) vinse anche il doppio. Fu poi proprio Panatta a chiudere la contesa con John Lloyd nel primo singolare della domenica facendosì così perdonare lo scivolone di due giorni prima.

Nel 1981 la sfida si ripetè in quel di Brighton e quella fu una delle pagine più nere della nostra nazionale dei miracoli. Era il primo match giocato dai nostri ragazzi con la nuova formula del World Group, i favori del pronostico erano dalla nostra parte, perché se Mottram sembrava (come al solito) favorito nei suoi singolari, il nr.2 britannico, Richard Lewis (l’uomo con il sorriso stampato sul viso) ed il doppio sembravano sfavoriti. Ed invece ci tradì proprio il doppio, sconfitto clamorosamente in 5 set dai semi sconosciuti Jarret (attuale giudica arbitro di Wimbledon, colui che ha preso il posto di Alan Mills) e Smith. Mottram fece i suoi due punti e per noi non ci fu nulla da fare. Ne seguì una polemica tra i giocatore ed il presidente Federale Galgani che accusò soprattutto Panatta e Bertolucci di giocare inutili ed inopportune esibizioni. Paolo rispose con una lettera aperta sui quotidiani, rispedendo le critiche al mittente sulle esibizioni ma prendendosi le colpe di quella sconfitta (“Giocai da schifo, la mia peggior partita in Davis”, racconta Bertolucci nel libro di Meloccaro di cui abbiamo parlato in precedenza).

L’anno dopo arrivò la possibilità dell’immediata rivincita, stessi componenti per entrambi i team. Stavolta vincemmo in tre comodi set il doppio e nonostante il solito Mottramm avemmo la meglio per 3-2 raccogliendo gli altri 2 punti contro Lewis.

L’ultima sfida fu nel 1984. La nostra nazionale d’oro non c’era più, era rimasto il solo Barazzutti, Panatta era diventato capitano non giocatore, in campo anche Ocleppo ed il fratello più piccolo di Adriano, Claudio. Fortunatamente non c’era più nemmeno Mottram tra i nostri avversari, rappresentati in singolare dall’inossidabile John Lloyd e da Colin Dowdeswell. L’eroe di quella sfida fu Gianni Ocleppo, che con Panatta non andava d’accordo ma l’aiutò con le sue prestazioni in quel week-end di Davis. Gianni prima vinse contro Dowdeswell e poi dopo aver perso un rocambolesco doppio con Claudio Panatta in 5 set siglò il 2-2 contro John Lloyd (che aveva battuto Barazzutti nella prima giornata) prima che Corrado concludesse la rimonta contro il nr.2 britannico.

E’ quello l’ultimo precedente tra le due nazionali.

TUTTI I PRECEDENTI

ITALIA-GRAN BRETAGNA 11-4

World Group Qualifying round, 19-21 giugno 1922, Londra, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 4-1

Kingscote-Colombo 75 64 61

Lowe-Balbi di Robecco 61 63 61

Kingscote/Riseley- Balbi di Robecco/Colombo 61 64 60

Balbi di Robecco-Kingscote wo

Lowe-Colombo 61 62 60

Quarterfinal Europe, 27-29 maggio 1926, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 2-3

Wheatley-Serventi 57 64 61 63

De Morpurgo-Turnbull 46 62 46 64 62

Crole Rees/Kingsley- De Morpurgo/Serventi 36 68 64 63 63

De Morpurgo-Wheatley 62 63 32rit. T

urnbull-Serventi 36 61 61 62

Europe Semifinal, 20-22 giugno 1928, Felixstowe, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

De Morpurgo-Higgs 75 64 75

De Stefani-Gregory 36 63 63 62

De Morpurgo/Gaslini- Crole Reese/Eames 64 36 46 97 75

De Morpurgo-Gregory 60 61 62

Higgs-De Stefani 61 36 63 57 62

Europe Quarterfinal, 8-10 giugno 1933, Eastbourne, erab, outdoor

Gran Bretagna-Italia 4-1

Perry-De Morpurgo 64 75 64

Austin-De Stefani 62 75 75

Hughes/Perry- Rado/Taroni 61 64 97

De Stefani-Perry 57 64 64 64

Austin-De Morpurgo 64 63 62

Europe 1st Round, 6-9 maggio 1950, Eastbourne, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 2-3

Cucelli-Mottram 57 63 75 64

Paish-Del Bello 64 46 63 46 63

Cucelli/Del Bello- Mottram/Paish 97 62 64

Mottram-Del Bello 63 63 86

Cucelli-Paish 16 62 64 86

Europe Quarterfinal, 13-15 giungo 1952, Bologna, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

Del Bello-Mottram 86 62 62

Gardini-Paish  62 63 63

Mottram/Paish- Cucelli/Del Bello 63 61 68 62

Gardini-Mottram 46 46 63 61 60

Del Bello-Paish 63 64 62

Europe Semifinal, 14-16 luglio 1955, Birmingham, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 0-5

Gardini-Knight 79 62 64 61

Pietrangeli-Becker 63 79 64 86

Pietrangeli/Sirola- Davies/Wilson 46 119 86 63

Pietrangeli-Knight 36 46 64 63 64

Sirola-Becker 108 62 75

Europe Final, 1-3 agosto 1958, Milano, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

Davies-Pietrangeli 64 63 61

Sirola-Knight 63 75 63

Pietrangeli/Sirola- Davies/Knight 63 57 64 46 97

Pietrangeli-Knight 46 63 64 61

Sirola-Davies 63 62 62

Europe Semifinal, 15-17 luglio 1960, Wimbledon campo 1, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

Pietrangeli-Wilson 64 63 46 75

Sirola-Davies 97 75 16 26 64

Pietrangeli/Sirola- Davies/Wilson 64 36 86 63

Wilson-Tacchini 36 63 86 62

Pietrangeli-Davies 64 63 64

Europe Semifinal, 13-15 luglio 1962, Milano, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 5-0

Pietrangeli-Sangster 63 46 75 86

Gardini-Knight 61 68 63 61

Pietrangeli/Sirola- Knight/Pickard 63 64 68 63

Pietrangeli-Pickard 86 60 61

Gardini-Sangster 61 63 60

Europe Final, 5-7 agosto 1976, Wimbledon campo n.1, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

Zugarelli-Taylor 61 75 36 61

Panatta-Lloyd J. 57 63 63 26 64

Lloyd D./Lloyd J.- Bertolucci/Panatta 68 36 63 1816 62

Panatta-Taylor 36 62 64 64

Zugarelli-Lloyd J. 46 68 61 61 61

Europe Final, 14-16 settembre 1979, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

Mottram-Panatta 60 64 64

Barazzutti-Lloyd J. 61 64 64

Barazzutti/Zugarelli- Cox/Lloyd D. 75 108 61

Panatta-Lloyd J. 63 62 63

Barazzutti-Mottram 86 75

World Group 1st Round, 6-8 marzo 1981, Brighton, carpet, indoor

Gran Bretagna-Italia 3-2

Mottram-Panatta 97 36 63 64

Barazzutti-Lewis 64 16 68 97 64

Jarret/Smith- Bertolucci/Panatta 61 36 63 36 75

Panatta-Lewis 64 62 64

Mottram-Barazzutti 63 62 62

World Group 1st Round, 5-7 marzo 1982, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 3-2

Mottram-Panatta 57 75 63 64

Barazzutti-Lewis 119 61 61

Bertolucci/Panatta- Jarret/Smith 64 63 63

Mottram-Barazzutti 64 63 75

Panatta-Lewis 86 64 62

World Group 1st Round, 24-26 febbraio 1984, Telford, carpet, indoor

Gran Bretagna-Italia 2-3

Ocleppo-Dowdeswell 16 62 97 62

Lloyd J.-Barazzutti 64 36 62 63

Dowdeswell/Lloyd- Ocleppo/Panatta C. 119 64 36 36 63

Ocleppo-Lloyd 26 62 63 63

Barazzutti-Dowdeswell 61 06 63 75

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Coppa Davis

Coppa Davis: Fognini e Sinner, niente impresa. Mektic e Pavic portano la Croazia a Madrid

Troppo forte la coppia croata per gli azzurri. L’Italia esce ai quarti di finale e deve rinviare i sogni di gloria. La Croazia va in semifinale e attende la Serbia di Djokovic o il Kazakistan

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da Torino il nostro inviato

N. Metkic/M. Pavic (CRO) – J. Sinner/F. Fognini (ITA) 6-3 6-4

L’orchestra croata suona all’impazzata e i sostenitori biancorossi esultano. Ne hanno ben d’onde perché i campioni del 2018 hanno espugnato il Pala-Alpitour staccando il biglietto per Madrid e per la semifinale contro la vincente di Serbia-Kazakistan.

 


Per l’Italia è una cocente delusione, ma dopo il clamoroso ko di Sonego contro il numero 276 del mondo Borna Gojo e la grande rimonta di Jannik Sinner contro Marin  Cilic, battere il doppio croato Mektic-Pavic, coppia più forte al mondo, era un’impresa ai limiti dell’impossibile per Fognini e Jannik, preferito a Bolelli.

La squadra di capitan Volandri, non dimentichiamolo, orfana del suo numero uno Matteo Berrettini infortunatosi durante le Atp Finals (ma anche i croati hanno dovuto rinunciare al lungodegente Borna Coric), ha pagato forse lo scotto dell’inesperienza di Lorenzo Sonego, esordiente  in Davis e la necessità di improvvisare la composizione del doppio. E così il sogno di eguagliare la mitica formazione del 1976 si è infranto sullo scoglio croato. Ma è una squadra giovane e sicuramente nei prossimi anni avrà la chance di arrivare fino in fondo a questa manifestazione.

La partita
Loro sono il numero 1 e il numero 2 del mondo nelle classifiche di doppio e quest’anno hanno vinto nove tornei tra cui Wimbledon, le Olimpiadi di Tokyo, Roma, Montecarlo e Miami.
Per trovare Fabio Fognini e Jannik Sinner in classifica dobbiamo andare oltre la pagina dei primi 100 e inoltre i due hanno giocato insieme per la prima volta l’altra notte (hanno finito alle 02.30) contro i colombiani, perdendo di misura.
Ma quanto contano le classifiche in un doppio decisivo in Coppa Davis?
In ogni caso Fabio uno slam in doppio lo ha vinto con Bolelli qualche anno fa e Jannik…beh è Jannik! Come ha detto Capitan Volandri, può giocare singolo, doppio e triplo.

Alla prova del campo però la coppia croata si dimostra subito di livello superiore alla nostra, purtroppo  improvvisata. I game con Fognini al servizio sono quelli critici per i nostri, non solo perché Fabio è poco incisivo con quel colpo ma anche perché Jannik a rete ha ancora difficoltà nella scelta della posizione e del tempo di inserimento. Il break infatti arriva con Fabio in battuta (3-1) e sul 5-2 gli azzurri sono bravi ad annullare con coraggio e qualche numero ben 5 set point. Pavic con il suo servizio mancino  è però implacabile e in 37 minuti la Croazia si aggiudica il primo set.

Fabio e Jannik parlano molto, cercando un’intesa che per i nostri avversari ha vecchia data. Fognini appare un po’ spento emotivamente, difatti è sempre e solo Sinner ad invocare l’aiuto del pubblico con ampi gesti.

I nostri si salvano dal break nel terzo gioco del secondo parziale, sempre sul sevizio Fogna, grazie ad una prodezza con il rovescio del ligure ma non hanno chance nei turni di battuta croati.


Pavic per fortuna concede qualcosina a rete ma è ancora e sempre nel turno di battuta di Fognini che andiamo in difficoltà e finiamo per concedere nuovamente il vantaggio ai croati (4-3) con un doppio fallo dell’ex numero 1 azzurro che si trattiene a stento fallo svegliare la racchetta al suolo.
Il pubblico prova a scaldare gli azzurri con un mogio popopopopo ma Pavic è inscalfibile e chiude i giochi con un ace dopo un ‘ora e diciannove minuti di dominio croato.

 
 
 
 
 
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Coppa Davis

Coppa Davis, che rimonta di Sinner! Italia-Croazia 1-1, decide il doppio

Grande rimonta di Sinner che porta l’Italia sul 1-1. Cilic ha servito per il match nel secondo set. Sarà il doppio a decidere chi tra Italia e Croazia volerà a Madrid per giocare la semifinale della Coppa Davis 2021

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J. Sinner (ITA) – M. Cilic (CRO) 3-6 7-6(4) 6-3

da Torino il nostro inviato

L’Italia è ancora viva. Grande, grandissima vittoria di Jannik Sinner che ribalta un match che sembrava  già perso. Cilic era avanti 6-3 5-4 ed ha servito per il match e per portare la Croazia in semifinale, ma Jannik è riuscito a trascinare  il secondo set al tiebreak e a vincerlo, completando  l’opera nel terzo set.
E così l’Italia che era sul bordo del precipizio, può giocarsi l’accesso alle semifinali di Coppa Davis nel decisivo doppio.

 

La partita
L’inopinata sconfitta di Lorenzo Sonego contro Borna Gojo, pone Jannik Sinner di fronte ad un match senza ritorno.
Sulle spalle del nostro giovane campione ci sono tutta la responsabilità e la tensione di mantenere in vita le speranze di semifinale dell’Italia.
Marin Cilic non è più il giocatore che ha vinto uno slam e giocato altre due finali spingendosi fino al numero 3 del mondo, ma è pur sempre un grande giocatore che ha vinto questa coppa (o meglio la vera Davis…)  da protagonista nel 2018 e che in questa stagione ha portato a casa due trofei dopo 3 anni di astinenza, rientrando in top30.
Marin fa valere tutta la sua esperienza in avvio, mentre Jannik appare contratto e falloso.
Il break arriva già nel quarto gioco dopo una mirabile accelerazione di diritto di Cilic ed un brutto errore di rovescio dell’altoatesino (3-1).
Il croato spinge lontano dal campo il numero 10 del mondo ed è efficace al servizio (6 ace nel primo set), per l’entusiasmo della banda croata  che ci sogneremo tutta la notte.
Jannik prova a reagire ma l’unica piccola chance la ha quando Cilic va a servire sul 5-3  per chiudere il parziale e si ritrova 0-30 sotto la spinta dell’azzurro. Cilic si salva con il servizio e resiste al tentativo di rimonta di Sinner che annulla tre set point prima di capitolare con una brutta risposta di rovescio su una seconda del croato. Dopo 45 minuti la Croazia si ritrova ad un set dalla semifinale della Coppa Davis.

La musica (non solo della banda) non cambia in avvio di secondo set. Anzi, Cilic sfonda subito con il diritto e si assicura il break in apertura  che gli infonde tranquillità nonostante lo stadio provi a sostenere a gran voce il suo beniamino.

Ma Cilic è famoso anche per i suoi improvvisi black-out. E così sul 2-1 40-0 in un game apparentemente in controllo, Jannik indovina due grandi soluzioni, poi il croato ci mette tre errori di rovescio che riannettono Sinner alla partita (2-2) e con un parziale di 9 punti a 1 lo portano per la prima volta davanti (3-2).
Al cambio di campo il croato avanti 30-0  combina altri tre disastri a campo aperto e concede a Jannik la palla per un nuovo break, ma servizio&diritto alla vecchia maniera lo tirano fuori dai guai. Sul 3-3 è però Jannik a dover fronteggiare una palla break che potrebbe risultare fatale: con gran classe e tre prime vincenti va a condurre 4-3.
La situazione si ripete però sul 4-4 e stavolta il diritto di Jannik vola via mandando Cilic a servire per il match e per portare la Croazia a Madrid.
Finita? Non quando c’è Marin in campo che ancora non ha fatto pace con i demoni del tennis. Diritto steccato, doppio fallo, rovescio largo mandano Jannik a tripla palla break, subito capitalizzata dal nuovo errore del croato, stavolta su spinta dell’azzurro: 5-5.
Sinner si salva da 0-30 con grande coraggio e mette Cilic – che pochi minuti prima vedeva la vittoria ad un passo – nella scomoda sensazione di servire per salvare il set: stavolta i nervi non tradiscono il croato ed è il tiebreak a decidere.
Jannik lo gioca da campione consumato. In diritto largo di Cilic gli dà un mini break di vantaggio (4-2), che però restituisce con un errore di rovescio (4-4). Sinner però è sempre in spinta e costringe il croato al l’errore che lo manda al doppio set-point (6-4). Il passante di diritto in cross che pone fine al parziale è un capolavoro che fa impazzire Torino. Dopo due ore siamo ancora vivi!

All’inizio del terzo set l’inerzia sembra tutta per l’Italia tanto che Cilic si fa breckare subito a zero. Tuttavia il croato ha una reazione d’orgoglio , riprendendo subito il break e portandosi avanti 2-1.
Nel settimo game sul 3-3 arriva la svolta: Jannik ha sempre più i piedi dentro al campo e picchia a più non posso sulla diagonale sinistra costringendo Cilic alla resa : è il break decisivo e il Pala-Alpitour adesso è una bolgia. Sinner ora è un treno in piena corsa, inarrestabile e competa l’opera facendo esplodere di gioia la panchina azzurra e con essa l’intero palazzetto.
L’orchestrina croata non suona più, magari riprenderà a cantare per il doppio balcanico fortissimo.
Ma c’è un ragazzo giovane, biondo e italiano. Fortissimo. E che vuole l’ultima parola.

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Coppa Davis

Coppa Davis, Italia-Croazia 0-1. Un brutto Sonego cede a Gojo, ora serve un’impresa

Clamorosa sconfitta di Lorenzo Sonego contro Borna Gojo, 249 posizioni dietro l’azzurro nel ranking. Ora Sinner dovrà vincere contro Cilic per consentirci di giocarci tutto contro il fortissimo doppio croato

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Lorenzo Sonego alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Jose Manuel Alvarez/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

da Torino il nostro inviato

B. Gojo (CRO) – L. Sonego 7-6(2) 2-6 6-2

Una brutta versione di Lorenzo Sonego cede al numero 276 del mondo Borna Gojo e la Croazia si porta in vantaggio nel quarto di finale a Torino. I rimpianti dell’azzurro sono tutti per il primo set nel quale era avanti 4-1 con palla del 5-1 ed invece il croato è riuscito a recuperare e a dominare il tie-break. La reazione nel secondo set sembrava aprire la possibilità ad una rimonta come accaduto con Mejia sabato, invece Lorenzo trovava grandissime difficoltà nei game di risposta e finiva con l’arrendersi dopo 2 ore e 19 minuti. Tocca adesso a Jannik Sinner che dovrà battere l’ex numero 3 del mondo Marin Cilic per portare l’Italia al doppio decisivo contro la fortissima coppia croata. Resta la grande amarezza per una sconfitta clamorosa patita da Sonego dinanzi al suo pubblico, contro un avversario che dista da lui ben 249 posizioni in classifica.

 

La partita

Come di consueto oramai, Lorenzo Sonego è chiamato ad aprire le danze per l’Italia in questa Coppa Davis 2021. Dopo il minuto di raccoglimento per il grande Prof. Parra, scomparso nella notte, e gli inni nazionali, il PalaAlpitour è tutto per il torinese e sugli spalti fa capolino qualche bandiera granata, in onore della fede calcistica del numero due azzurro che ha anche un passato come ala destra nella squadra del cuore.

Il capitano croato Verdan Matric conferma Borna Gojo, numero276 del mondo, ventitre anni che nella giornata di esordio aveva sorpreso il più quotato australiano Popyrin, preferendolo a Nino Serdarusic che ieri aveva dato il punto decisivo per la qualificazione contro l’Ungheria.

La claque croata si presenta con un’orchestrina che accompagna con una melodia balcanica ogni punto dei propri eroi, deliziando tutti i presenti.

Gojo capisce presto che non è il caso di stare a scambiare da fondo e si getta in avanti tre volte nei primi quattro punti, ma il nostro alfiere è troppo solido per essere sorpreso nei primi giochi.

Nel quarto game arrivano tre palle break tutte insieme sotto la spinta di Lorenzo e un tifoso in maglia granata urla “ Brekalo!”: non sappiamo se si riferisca al centrocampista del Toro o se sia un’invocazione a Sonego, fatto sta che ci pensa Gojo ad affossare il diritto in rete e a regalare il vantaggio all’Italia, concretizzato nel successivo game di servizio di Lorenzo (4-1).

Lorenzo ha anche una palla del doppio break nel sesto gioco che lo manderebbe a servire per il set, ma il croato si salva con la prima. Nel gioco successivo arriva il primo momento di difficoltà dell’azzurro che scivola subito 0-30 con due errori di diritto, recupera con un ace ed una prima vincente, ma finisce per perdere il servizio sulla prima chance croata, mettendo lungo il lob dopo un lunghissimo scambio (4-3).

Qui però vengono fuori le doti da “polpo” di Lorenzo che raccatta l’impossibile per procurarsi una nuova chance di break, annullata da un diritto tirato alla cieca da Gojo che colpisce un pezzetto di riga: niente da fare, dopo 39 minuti, svanita la chance del 5-1 siamo invece in perfetta parità: 4-4.

Si arriva così al tiebreak senza particolari sussulti e Lorenzo parte subito male con un banale rovescio in palleggio in rete. Gojo sale in cattedra dimostrando di non valere la sua attuale classifica, anzi denotando una gran lucidità tattica ed un bel tocco venendo a prendersi i punti a rete ( anche con il serve&volley) con Sonego lontanissimo dalla riga di fondo. Il tiebreak è un monologo croato (7-2) ed il nastro vincente sul setpoint non toglie nulla ai meriti di Gojo. Come successo nel match con Mejia, Sonego parte male e con una pessima resa con la prima di servizio ( solo 55% di punti con la prima in campo), ma i rimpianti sono soprattutto per la palla del 5-1 sprecata malamente dall’azzurro.

Il break ottenuto in avvio di secondo set, con la decisiva complicità del croato, dà un po’ di fiato a Sonego che però si mette subito di nuovo nei guai con un tris da paura, doppio fallo, errore di diritto a campo aperto, errore di rovescio: finalmente però arriva san servizio in suo aiuto e Lorenzo sventa l’immediato controbreak, cominciando anche a stanare il suo avversario con precisi drop shot. Lo smash che gli procura il 2-0 fa esplodere il pubblico e l’urlo da gladiatore dell’azzurro ammette anche il fattore folla alla partita. Gojo accusa il colpo e stavolta Sonego è bravo a spingere da fondocampo e a concretizzare subito la chance del 3-0 pesante con doppio break che indirizza irrimediabilmente il set. Finalmente partono gli “ Italia! Italia!” dalla tribune del PalaAlpitour e Lorenzo, come di consueto, trae dal pubblico l’energia necessaria per rimettere il punteggio in parità (6-2), grazie anche ad una ritrovata consistenza con il servizio (73% di prime in campo, con 15 punti su 16 portati a casa), colpo chiave che gli permette di aprirsi il campo per chiudere con il diritto a sventaglio.

Il problema dell’azzurro restano però i game di risposta, poiché dal 4-0 del secondo set, Sonny fa una fatica terribile quando il croato è al servizio: un solo punto in quattro game consecutivi di risposta è troppo poco, considerando che Gojo non ha propriamente le caratteristiche di Ivanisevic.

La banda croata riprende il suo concertino con rinnovata vigoria, virando anche verso melodie più anglosassoni (“When the saints go marching in”) e Sonego nel quarto gioco è di nuovo nei guai: va sotto 15-40 con due errori in impostazione e completa il disastro con un orribile schiaffo a volo di diritto (1-3). Un altro game di servizio a zero di Gojo ( imbarazzante parziale di 16 punti a 1 sul servizio croato) porta il ventitreenne di Spalato a due passi dall’impresa.

Quando l’orlo del precipizio è vicino, 4-1 15-30, una volee smorzata di rovescio e due diritti in spinta rimettono Lorenzo in scia (4-2). Serve una mano croata per rientrare in lotta e un facile diritto,  un comodo smash ed un rovescio affossati in rete rendono lo stadio una bolgia offrendo all’Italia due palle del contro break: Gojo si aggrappa al servizio e sventa la minaccia. Un diritto lunghissimo del croato, dà la terza chance a Sonego, ma la risposta del torinese è lunga di un crine di cavallo. E’ l’ultima occasione, perché  il croato riesce a tenere il servizio ed al cambio di campo chiude la partita.

L’applauso del suo pubblico non può consolare Lorenzo. Adesso all’Italia serve l’impresa.

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