ATP Miami: Nieminen - Tomic è il match più corto di sempre

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ATP Miami: Nieminen – Tomic è il match più corto di sempre

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TENNIS – Nieminen ha stabilito il record mondiale del match di minor durata: battuto il record di Rusedksi

Dal record di Wimbledon al record di Miami. Se Isner Mahut quattro anni or sono giocarono sui prati inglesi per circa 10 ore spalmate su tre giorni, tentando di fare del loro incontro una sorta di mini serie TV, ecco che Nieminen e Tomic hanno sbrigato la pratica del loro incontro in neanche mezz’ora28 minuti infatti la durata del match, roba che in qualsiasi circolo di tennis a prenotazione la loro partita sarebbe costata neanche 10 euro.

A Miami infatti l’australiano al rientro da infortunio ha conquistato solamente 13 punti contro il finlandese, vincitore per 6-0 6-1. Il precedente record apparteneva a Greg Rusedski (ora commentatore TV per Sky Sport Tennis) che regolò con un doppio 6-0 in 29 minuti nel torneo di Sydney del 1996 il tedesco Arriens.

 

Sento di aver fatto tutto quello che potevo e sono felice della maniera in cui sono ritornato“, ha dichiarato il ventunenne Tomic. “Spero, in poco tempo, di tornare al 100%. So che è difficile ma ci sto provando, sto facendo del mio meglio“, ha chiosato l’australiano, graziato dalla stampa locale che ha fatto presente il lungo periodo di degenza che sicuramente non gli ha permesso di esprimersi al meglio.

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BMW ha schierato al Foro tre fuoriclasse della mobilità elettrica: BMW i4, iX e la Nuova BMW i7

BMW ha presentato a Roma, in anteprima nazionale, la nuova BMW i7, fiore all’occhiello della mobilità elettrica nella categoria berlina di lusso

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BMW è stato Official Sponsor degli Internazionali BNL d’Italia di tennis a Roma. Per l’occasione BMW è scesa in campo con i suoi modelli più prestigiosi della gamma elettrificata, che rappresentano la spinta più innovativa dell’azienda, incarnando un nuovo concetto di mobilità visionario, innovativo e sostenibile: le nuove BMW iX e i4.

Con la nuova Serie 7 BMW, il produttore di veicoli premium di maggior successo al mondo, sta creando le condizioni per godersi il piacere di guida, un comfort insuperabile sulle lunghe distanze e un’esperienza digitale di lusso. La berlina di lusso completamente elettrica BMW i7 è un membro completamente integrato della famiglia di modelli e dimostra chiaramente come un’esperienza di guida esclusiva e la massima sensazione di benessere a bordo possano essere combinate con un impegno costante per la sostenibilità.

Il BMW Group

 

Con i suoi quattro marchi BMW, MINI, Rolls-Royce e BMW Motorrad, il BMW Group è il costruttore leader mondiale di auto e moto premium e offre anche servizi finanziari e di mobilità premium. Il BMW Group gestisce 31 stabilimenti di produzione e assemblaggio in 15 Paesi ed ha una rete di vendita globale in oltre 140 Paesi. Nel 2021, il BMW Group ha venduto oltre 2,5 milioni di automobili e oltre 194.000 motocicli in tutto il mondo. L’utile al lordo delle imposte nell’esercizio finanziario 2021 è stato di 16,1 miliardi di Euro con ricavi per 111,2 miliardi di Euro. Al 31 dicembre 202, il BMW Group contava un organico di 118.909 dipendenti. Il successo del BMW Group si fonda da sempre su una visione di lungo periodo e su un’azione responsabile.

L’azienda ha impostato la rotta per il futuro tempestivamente e pone costantemente la sostenibilità e la conservazione delle risorse al centro del proprio orientamento strategico, dalla catena di approvvigionamento attraverso la produzione fino alla fase di fine utilizzo di tutti i prodotti BMW Group Italia è presente nel nostro Paese da oltre 50 anni e vanta oggi 4 società che danno lavoro a 800 collaboratori. La filiale italiana è uno dei sei mercati principali a livello mondiale per la vendita di auto e moto del BMW Group.

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WTA Rabat: Ferrando lotta alla pari con Bondar ma cede al terzo

Ancora rimandata la prima vittoria WTA della carriera per Cristiana Ferrando: rimonta un set all’ungherese Bondar ma perde a un passo dal tiebreak

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Cristiana Ferrando - Rabat 2022 (foto Facebook @wtarabat)

[5] A. Bondar [Q] C. Ferrando 6-4 3-6 7-5

Nel WTA 250 di Rabat (torneo che torna in calendario dopo due anni di cancellazioni) Cristiana Ferrando scende in campo per la sua seconda partita della carriera in un main draw di un torneo WTA, dopo quella persa l’anno scorso a Portoroz (torneo vinto dalla nostra Jasmine Paolini) contro Zidansek. L’italiana, numero 261 del mondo, è una nipote d’arte: la sorella del padre – che è anche il suo allenatore – è Linda Ferrando, ex numero 36 del ranking e in grado di sconfiggere Monica Seles allo US Open del 1990. Cristiana ha superato due turni di qualificazione e adesso si trova di fronte Anna Bondar, numero 67 del mondo e 5 del seeding, con cui ha già giocato quattro volte, vincendo però solo nel 2015.

Il tabellone completo del WTA 250 Rabat

 

IL MATCH – Subito scambi molto duri nel primo gioco: la 26enne Ferrando regge soprattutto sulla diagonale di rovescio e si aggiudica il primo game proprio con un bel rovescio, ma lungo linea e in contropiede. Senza problemi e con un ace Bondar si porta subito sull’1-1. Nel terzo gioco l’ungherese ottiene la prima palla ma Ferrando è brava ad annullarla con un ace e poi chiude il gioco grazie a un’ottima difesa sulla pressione di Bondar sugellata da un passante di rovescio in corsa. L’ungherese però continua a tenere i turni di servizio (in cui Cristiana rifiata dopo le corse dei game in battura) a zero. Sul 3-3 Ferrando è ancora a secco in risposta.

Nel settimo gioco si rompe l’equilibrio: la numero 5 del seeding riesce a mettere in difficoltà il rovescio di Ferrando e si apre così il campo per chiudere dall’altra parte. L’ungherese approfitta anche di un doppio fallo per brekkare a zero. Sul 3-4 Cristiana conquista il primo quindici in risposta, ma non riesce a raggiungere la palla break anche complice un lob calibrato male. Bondar arriva a servire per il primo set sul 5-4. L’ungherese spinge con il dritto e si porta sul 30-0, ma poi commette un doppio fallo e un erroraccio con lo stesso dritto con cui era stata fin qui impeccabile. Il servizio però le torna in aiuto e così la numero 67 del mondo chiude il primo set sul 6-4 con un solo punto perso quando ha iniziato lo scambio con la prima.

Il secondo set si apre senza particolari cambiamenti rispetto al primo set: Ferrando tiene i suoi turni di servizio contenendo la spinta dell’avversaria. Cosa che non le riesce in risposta: la battuta di Bondar è troppo pesante per l’italiana che non riesce a scambiare. Sul 3-3 la nipote d’arte concede ben quattro palle break (non consecutive) per via di qualche grave errore con il dritto e di un doppio fallo. Cristiana però è caparbia e si salva in tutte le occasioni grazie agli stessi colpi che l’avevano tradita: è 4-3 in suo favore. L’ungherese allora accusa il colpo: cala la percentuale di prime in campo e l’italiana si merita così le prime palle break in suo favore che concretizza subito con una stop volley davvero ben eseguita. Ferrando sfrutta il momento e spingendo bene con il dritto porta a casa il secondo set per 6-3, dopo 91 minuti di gioco.

Il set decisivo, come spesso accade in questi match, è quello più equilibrato dove entrambe le tenniste hanno occasioni a bizzeffe per passare in vantaggio. La prima a sfruttarle in maniera considerevole è la tennista italiana che prende il largo salendo 3-1, con addirittura due palle del 4-1 pesante. Bondar prova a variare un po’ il gioco cercando di spezzare il ritmo della n.261 e riesce in questo intento: con tre game di fila si rifà sotto e per poco non è lei a piazzare la zampata che la manda alla vittoria. Ferrando tiene duro con grande caparbietà ma andare a servire più volte con l’estrema necessità di tenere il servizio, dopo un vantaggio del genere sciupato, è stancante sia fisicamente che mentalmente. L’italiana cerca di tenere vivi gli scambi rimandando ogni palla anche a costo di alzare le traiettorie; l’ungherese ne approfitta e nel decimo gioco arriva a match point. Ferrando lo annulla giocando a viso aperto e allo stesso modo ne annulla anche un secondo. Bondar però continua con la sua pressione e si crea una nuova opportunità sul 6-5, e il terzo match point è quello buono. Per cercare di uscire da un lungo scambio sulla diagonale del rovescio, Ferrando si aggrappa al dritto a sventaglio ma il colpo va lungo e dopo 2 ore e 47 minuti si chiede il match 6-4 3-6 7-5 per Bondar. Per lei al prossimo turno Kucova.

Il tabellone completo del WTA 250 Rabat

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Vagnozzi: “Sinner, buoni segnali. Sta ampliando le sue soluzioni migliorando quelle che ha già”

Il coach di Jannik parla a La Gazzetta dello Sport: “Il Roland Garros? Ci sono tante aspettative, è normale. Ma noi rimaniamo sereni”

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Sinner e Vagnozzi - Montecarlo 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

“Jannik è come una macchina da Formula 1: bisogna fare attenzione a cambiare gli assetti. Ma stiamo lavorando a un percorso con obiettivi a lungo termine per migliorare tutti gli aspetti”. Lo dice il coach di Sinner, Simone Vagnozzi, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, facendo il punto della situazione riguardante il suo talentuoso allievo dopo il quarto di finale a Roma perso con Tsitsipas e nei giorni che precedono il Roland Garros. “Jannik ha fatto un po’ di riposo e ha ripreso a lavorare. Il problema all’anca con la fisioterapia si è sistemato – ha detto Vagnozzi -. Partiamo in queste ore per Parigi e cominceremo subito ad allenarci regolarmente”. Così Sinner vive le aspettative per lo Slam parigino: “È normale che ci siano tante aspettative. Tutti vorrebbero sempre risultati importanti. Ma siamo nel mezzo di un processo e Jannik è tranquillo, lavora, non si fa travolgere dai sentito dire e cerchiamo di essere tutti molto sereni. Questo non significa che quando giochiamo i tornei non puntiamo alla vittoria”.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Sul momento che sta vivendo il giocatore altoatesino e sulla direzione intrapresa nel lavoro, Vagnozzi spiega: “Sinner ha 20 anni ed è giusto che ampli le sue soluzioni. Contro Tsitsipas i segnali positivi ci sono stati, il primo set l’ha giocato praticamente alla pari, è mancato un solo punto. ha provato situazioni nuove, ha fatto cose buon anche a rete. E il fatto che stiamo cercando di aggiungere qualcosa in più non significa che non ci curiamo di migliorare quello che lui ha già”.

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