Wta Miami: Tabù Ivanovic per la Pennetta, anche la Errani ko

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Wta Miami: Tabù Ivanovic per la Pennetta, anche la Errani ko

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TENNIS WTA MIAMI – Dopo 7 vittorie consecutive la nostra tennista viene battuta a Miami da Ana Ivanovic, che la supera in due set (6-4 6-3) e la batte per la 5° volta in 5 sfide. Male l’azzurra al servizio. La Errani cede in tre set alla Makarova (6-3 2-6 6-4). Serena Williams d’un soffio sulla Garcia.

WTA MIAMI

 

Nulla da fare per Flavia Pennetta. La recente vincitrice di Indian Wells ferma a 7 la sua striscia vincente, battuta dalla sua bestia nera Ana Ivanovic, che si aggiudica il match valido per il 3° turno del torneo di Miami con il punteggio di 6-4 6-3 e al contempo sconfiggendola per la 5° volta su 5 incontri.

Flavia era partita benissimo (break nel primo game dell’incontro) ma sulla distanza la Ivanovic ha trovato gradualmente i suoi colpi, soprattutto il diritto, ed ha approfittato della giornata negativa al servizio dell’azzurra (3 ace ma anche 5 doppi falli e solo il 43% di punti con la seconda).

Fuori anche l’ultima nostra rappresentante nel tabellone femminile. Sara Errani cede in tre combattutissimi set (6-3 2-6 6-4) alla russa Ekaterina Makarova. La differenza alla fine è stata davvero minima tra le due sfidanti, anche in questo caso il servizio dell’azzurra si è dimostrato troppo docile per le risposte dell’avversaria.

 

Ivanovic (12)- Pennetta (20) 64 63

Flavia Pennetta prova a continuare la sua striscia vincente dopo la vittoria ad Indian Wells. Stavolta di fronte la ostica Ana Ivanovic, che oltretutto l’ha battuta nei 4 precedenti giocati tra le due concedendole un solo set. L’ultimo precedente risale al torneo di Pechino nel 2013.

Parte malissimo la Ivanovic al servizio, ben due doppi falli consecutivi e Flavia ringrazia, trasformando la seconda palla break nel game d’apertura con una gran risposta di rovescio lungolinea, uno dei suoi marchi di fabbrica. L’azzurra appare tonica e ben centrata, la Ivanovic invece fa fatica a trovare i suoi colpi, non riesce ad aprirsi gli angoli ed incappa in un gran numero di gratuiti. La serba prova allora a chiamare il suo coach in campo per parlarci su. Nel quarto game la Pennetta nonostante due doppi falli tiene la battuta, ma la Ivanovic inizia a trovare un po’ di profondità e anche i suoi colpi finalmente le aprono il campo. Il controbreak della serba arriva nel sesto game, grazie anche ad un bel diritto vincente e ad una risposta molto profonda sulla quale Flavia non fa a tempo ad organizzare le contromisure. L’inerzia del match sembra passata dalla parte della tennista serba che nonostante un altro doppio fallo (saranno 4 alla fine del primo set) tiene la battuta ai vantaggi e mette per la prima volta la testa avanti nel match sul 4-3. Tocca alla Pennetta chiamare il coach, l’azzurra reagisce, tiene la battuta e ferma l’emorragia. Ora il match diventa anche godibile tecnicamente, Flavia prova in continuazione il braccio di ferro sulla diagonale sinistra, rovescio contro rovescio, per poi provare ad aprirsi il campo e tirare il diritto vincente dall’altra parte. La Ivanovic rema a fondo campo ma il diritto adesso funziona e se l’azzurra accorcia presta il fianco al colpo definitivo della serba. Il problema della Pennetta è purtroppo il servizio (42% di prime alla fine del primo set), perché sulla seconda la Ivanovic fa un passo avanti e tira dei diritti al fulmicotone (certo qualche seconda in più sul rovescio della serba non guasterebbe). Sul 4-5 Flavia commette il terzo doppio fallo del match, sbaglia un diritto e subisce un vincente di diritto, 0-40 e tre set point per la sua avversaria. Qui l’azzurra reagisce alla grande, gran rovescio lungolinea, ace e ottima prima chiusa con il diritto. Ma purtroppo non basta, la Pennetta ha anche due palle del 5 pari ma non le sfrutta ed alla fine la Ivanovic si conquista il break ed il primo set con una gran risposta di diritto ed un vincente con lo stesso diritto. Saldo vincenti-gratuiti negativo per entrambe, ma è la Ivanovic che fa la partita (9-17 la serba, 6-11 l’azzurra) e così chiude 6-4 in 40 minuti il primo parziale.

Il secondo set parte all’insegna della Ivanovic, che tiene la battuta e poi centra subito il break nel secondo game. Flavia non sfrutta una palla dell’1 pari, poi commette altri due doppi falli di fila e concede una prima palla break all’avversaria. L’azzurra rimedia (gratuito di rovescio della Ivanovic) ma una gran risposta di diritto ed un suo gratuito di rovescio danno il 2-0 alla ex nr.1 del mondo.

La Ivanovic ora serve anche meglio, per la campionessa di Indian Wells rimontare in queste condizioni diventa un’impresa ardua. Eppure il treno per Flavia passa. Nel quarto game arriva il quinto doppio fallo della Ivanovic e la nostra tennista si trova sul 15-40, due palle fondamentali per riaprire set e match. Ma la reazione della serba è da Top10, perché se Flavia si gioca male la prima opportunità con una brutta risposta, la Ivanovic è bravissima dopo quanto piazza un ace per annullare la seconda palla break e poi mette in fila anche un diritto vincente ed un ottima prima per allungare 4-1.

La serba non vuole rischiare, chiama di nuovo il coach per gli ultimi consigli. Ma non ci saranno per lei più patemi, Flavia fa quel che può ma non basta. Sul 5-3 la serba serve per il match e si porta sul 40-15. Sul primo match point la Ivanovic sbaglia un rovescio, sul secondo è bravissima Flavia che fa il punto più bello della partita infilando l’avversaria con un passante di rovescio lungolinea su uno schiaffo al volo dell’avversaria. Ma il match è segnato, alla terza occasione la Ivanovic chiude la partita, ferma la serie positiva di Flavia e centra la quinta vittoria su cinque sfide contro la brindisina. Per la serba al prossimo turno la vincente del match tra Kvitova e Vekic.

 

Makarova (23)- Errani (9) 63 26 64

Dopo quasi due ore e mezza di battaglia, Sara Errani è costretta a cedere il passo alla russa Ekaterina Makarova a Miami.

Ancora una volta decisiva la leggerezza del servizio di Sara, che ha servito il 90% di prime, con le quali però ha realizzato solo il 54% di punti, mentre appena il 22% è stato realizzato con la seconda. Una partita durissima, con intensi scambi da fondo campo e continui capovolgimenti di fronte.

La Makarova parte molto bene ad inizio match, centra subito il break ed allunga facile sul 3-0. Sara rischia addirittura il doppio break nel quarto game, poi però gradualmente rientra in partita e nel nono gioco si procura due palle per riequilibrare le sorti del parziale. Nell’occasione bravissima la sua avversaria, che annulla le due palle break ed alla fine tiene la battuta chiudendo il primo set 6-3.

Ma i segnali di recupero della Errani si palesano nel secondo set. La Makarova scappa ancora in apertura, ma stavolta la tennista azzurra recupera subito il break e stavolta è lei ad allungare sul 3-1. Immediato controbreak della russa per il 2-3, ma Sara vuole il terzo set, arrivano tre game di fila per il 6-2 del secondo parziale a favore della nostra tennista.

Nel terzo set ne succedono di tutti i colori. La Makarova strappa il servizio all’avversaria nel terzo game, ma Sara si procura tre immediate palle break per il 2 pari sullo 0-40. Niente da fare, bravissima la tennista russa che le annulla e alla prima occasione allunga sul 3-1.

Tutto si potrà dire di Sara, ma non che le manchi la combattività. Nel momento peggiore la tennista emiliana riesce comunque a rimanere attaccata alla partita, tiene la battuta nel quinto game e poi centra il break nel gioco successivo per un fondamentale 3 pari. Non c’è pero nemmeno il tempo di gioire che arriva un altro break della Makarova, 4-3 per la russa.

Le emozioni non finiscono qua, Sara non vuole mollare, ennesimo controbreak a zero. Ma anche stavolta la Makarova non desiste, terzo break di fila nel set e la russa va a servire per il match sul 5-4.

La tensione è palpabile, la Makarova commette due doppi falli ma alla fine tiene la battuta e porta a casa il match. Per lei nel turno successivo la tedesca Kerber

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Ranking

WTA Ranking: Barty chiude da regina. Conferme e delusioni del 2019, Italia nel baratro

L’australiana termina la stagione in vetta. Un anno fa era n.15. Barty non è l’unica ad aver migliorato la propria classifica: in top 20 ci sono 8 nuove atlete rispetto alla fine del 2018. Giorgi conclude l’anno al n.98

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Ashleigh Barty (via Twitter, @WTA)

Con la vittoria alle Finals di Shenzhen Ashleigh Barty chiude la stagione al n.1 del ranking per la prima volta in carriera. Primato meritatissimo in virtù dei titoli conquistati durante il 2019. Oltre alle Finals, ricordiamo il titolo a Parigi, quelli di Miami e di Birmingham. Esattamente dodici mesi si laureava campionessa a Zhuhai e si assestava al n.15 della classifica. Un balzo di 14 posti che l’ha portata non solo in top ten ma addirittura al n.1, con un vantaggio di 1911 punti sulla seconda, Karolina Pliskova.

TOP 10 E TOP 20 – Rispetto al 2018, ci sono molte novità. Abbiamo 8 nuovi ingressi in top 20, di cui 2 direttamente in top 10. Si tratta di Bianca Andreescu (n.5), che un anno fa era addirittura n.178, e Belinda Bencic (n.8), che registra un bel +29 posti. Rientra nelle venti Johanna Konta (n.12, +27) accanto a cinque esordienti: Sofia Kenin (n.14 e ben 38 posti in più), Petra Martic (n.15, +17), Marketa Vondrousova (n.16, +51), Alison Riske (n.18, +45) e Donna Vekic (n.19, +15).

Chi sono invece quelle che mancano all’appello? Salutano il gruppo delle migliori Sloane Stephens, che precipita dal n.6 al n.25, Anastasija Sevastova, che passa dal n.12 al n.27,  Julia Goerges (n.28, -14), Qiang Wang (n.29, -9) e Garbiñe Muguruza (n.36, -18). Quelle però in maggiori difficoltà sono Caroline Wozniacki, un anno fa n.3 mentre quest’anno è in discesa di 35 posti (n.38),  Caroline Garcia (n.45, -26) e Daria Kasatkina, dal n.10 al n.69 nell’arco di un anno.

 

Mantengono la posizione di un anno fa Kvitova (n.7), Bertens (n.9) e Sabalenka (n.11). Rispetto al finale di stagione 2018, migliorano la propria classifica Pliskova, che sale dal n.8 al n.2, Osaka (n.3, +2) e Serena (+6, n.10). Simona Halep, che ha chiuso per due stagioni al n.1, quest’anno si deve accontentare di terminare al n.4, ma con uno Slam in più nel palmares. Retrocede leggermente Svitolina (n.6, -2) mentre crolla Kerber, precipitando dal n.2 al n.20.

Le giocatrici comprese in top 25 capaci di chiudere la stagione al loro best ranking sono, oltre ovviamente a Barty,
Martic (14), Riske (18), Vekic (19), Muchova (21) e Yastremska (22).

IL DETTAGLIO DELLA TOP 50

Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
0 [AUS] Ashleigh Barty 23 7851 15
0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5940 19
0 [JPN] Naomi Osaka 22 5496 17
1 [ROU] Simona Halep 28 5462 17
-1 [CAN] Bianca Andreescu 19 5192 15
2 [UKR] Elina Svitolina 25 5075 22
-1 [CZE] Petra Kvitova 29 4776 17
-1 [SUI] Belinda Bencic 22 4745 25
1 [NED] Kiki Bertens 27 4245 27
-1 [USA] Serena Williams 38 3935 10
3 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3120 24
-1 [GBR] Johanna Konta 28 2879 17
0 [USA] Madison Keys 24 2767 15
-2 [USA] Sofia Kenin 20 2740 24
0 [CRO] Petra Martic 28 2617 18
0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 12
1 [BEL] Elise Mertens 23 2290 26
1 [USA] Alison Riske 29 2210 24
1 [CRO] Donna Vekic 23 2205 23
-3 [GER] Angelique Kerber 31 2175 22
5 [CZE] Karolina Muchova 23 1864 15
2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1825 24
-1 [GRE] Maria Sakkari 24 1820 23
-3 [USA] Amanda Anisimova 18 1793 17
-2 [USA] Sloane Stephens 26 1737 20
-1 [EST] Anett Kontaveit 23 1645 19
0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 1617 23
0 [GER] Julia Goerges 31 1610 21
0 [CHN] Qiang Wang 27 1563 20
0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1560 22
0 [USA] Danielle Collins 25 1558 18
0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1505 24
0 [CZE] Barbora Strycova 33 1491 21
0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1460 25
0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1425 28
0 [ESP] Garbiñe Muguruza 26 1412 16
0 [KAZ] Elena Rybakina 20 1401 27
0 [DEN] Caroline Wozniacki 29 1383 16
1 [CHN] Saisai Zheng 25 1375 25
-1 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1360 27
0 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1351 27
0 [POL] Magda Linette 27 1320 27
0 [SWE] Rebecca Peterson 24 1275 23
0 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1250 27
0 [FRA] Caroline Garcia 26 1235 25
0 [CHN] Shuai Zhang 30 1216 25
1 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1175 24
-1 [CHN] Yafan Wang 25 1165 25
0 [SLO] Polona Hercog 28 1145 24
0 [BLR] Victoria Azarenka 30 1115 18

CASA ITALIA

La nota dolente è che Camila Giorgi perde ancora 4 posizioni e chiude quest’annata da dimenticare al n.98. L’Italia rischia di non avere giocatrici in top 100 a inizio 2020, quando a Camila scadranno i punti ottenuti in Australia. Un anno fa Giorgi concludeva la stagione migliore della sa carriera al 26esimo posto. Questa invece sarà la stagione peggiore dal 2011, quando si fermò per la pausa invernale al n.149. Segnaliamo, tra le altre, i 39 posti in più di Sara Errani che torna al n.200 dopo aver raggiunto la finale all’ITF di Asuncion, dove ha perso da un’altra italiana, Elisabetta Cocciaretto (+60, n.215).

Camila Giorgi
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
98 -4 Camila Giorgi 680 17
117 2 Jasmine Paolini 571 29
153 8 Martina Trevisan 393 25
175 5 Giulia Gatto-Monticone 350 24
199 2 Martina Di Giuseppe 297 28
200 39 Sara Errani 297 20
215 60 Elisabetta Cocciaretto 281 15
311 29 Martina Caregaro 177 16
315 -5 Stefania Rubini 173 20
343 -5 Jessica Pieri 149 24
356 -4 Lucia Bronzetti 140 25
364 0 Cristiana Ferrando 134 20
371 -4 Bianca Turati 128 14
397 -11 Deborah Chiesa 112 22
411 1 Camilla Scala 106 16
429 -25 Federica Di Sarra 100 15
430 -5 Lucrezia Stefanini 99 20
447 -9 Claudia Giovine 93 15
454 -13 Gaia Sanesi 92 18
463 9 Camilla Rosatello 89 14

NEXT GEN RANKING

Dayana Yastremska supera Amanda Anisimova al n.3 nel ranking Next Gen. Entra per la prima volta in classifica Katarina Zavatska, nella posizione più bassa, il n.10. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 16
3 1 Dayana Yastremska 2000 22
4 -1 Amanda Anisimova 2001 24
5 0 Elena Rybakina 2000 37
6 0 Iga Swiatek 2001 61
7 0 Cori Gauff 2004 68
8 0 Anastasia Potapova 2001 93
9 0 Varvara Gracheva 2000 105
10 Katarina Zavatska 2000 110

NATION RANKING

L’unica novità della classifica di fine anno per compagini nazionali è l’ingresso del Kazakistan al n.10. Esce dalla top 10 la Svizzera. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 25
2 0 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 98
4 0 Russia 106
5 0 Cina 114
6 0 Germania 121
7 0 Bielorussia 128
8 0 Francia 145
9 0 Australia 148
10 Kazakistan 149

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WTA

Per Barty è un trionfo da N.1: sue le Finals di Shenzhen

Grande prova dell’australiana che supera in due set Svitolina e si porta a casa l’assegno più ricco della Storia del tennis, 4,4 milioni di dollari

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [8] E. Svitolina 6-4 6-3

La più classica delle ciliegine sulle torte. Coronando la stagione che l’ha vista conquistare la prima posizione mondiale e il primo titolo Slam in carriera a Parigi, Ashleigh Barty ha vinto le WTA Finals, di scena per la prima volta a Shenzhen, in Cina. Per riuscire in quest’ennesima impresa del suo meraviglioso 2019, la tennista australiana ha dovuto spezzare un incantesimo chiamato Elina Svitolina, che l’aveva ipnotizzata in tutti i cinque precedenti scontri diretti. Nell’occasione più importante a prevalere è stata però Barty, in due set, con il punteggio di 6-4 6-3, facendo valere il suo tennis, composto di continue variazioni di angoli e ritmo. La regolarità e solidità da fondocampo di Svitolina non si è rivelata sufficiente per contrastare il suo talento.

Grazie a questo successo la 23enne di Ipswich consolida ulteriormente la sua leadership, portandosi a 1900 punti di distanza da Karolina Pliskova. Nella prima parte di 2020 potrebbe addirittura incrementare il vantaggio. E dire che qualcuno dopo il Roland Garros la riteneva una numero uno pro tempore.

 

Il MATCH – Inizio di match segnato dal dominio del servizio. Le due tenniste danno il loro meglio con questo fondamentale, lasciando le briciole a chi sta in ribattuta. Quando si entra nello scambio comincia ad emergere però il tanto prevedibile quanto tutto sommato gradevole tema tattico della partita. È Barty a costruire gioco, con il suo ampissimo arsenale di colpi: rovesci in slice, dritti a sventaglio e colpi al volo. Svitolina pure fa la Svitolina, ovvero si getta su ogni palla, cerca di limitare al massimo gli errori, e di tenere alto il ritmo.

Nel nono gioco, guadagnarsi la prima palla break, grazie ad un recupero straordinario, è proprio la tennista ucraina. Barty però riesce a salvarsi e ad andare avanti per 5 a 4, mettendo così pressione alla battuta alla propria avversaria. E Svitolina, che fino a quel momento era stata impeccabile nei suoi turni di battuta, si squaglia, mette poche prime e regala diversi set point. Il terzo è quello buono per la giocatrice aussie che chiude con una risposta vincente su una seconda molto morbida il primo set in suo favore, dopo tre quarti d’ora di gioco.

Di marca molto diversa il secondo parziale. Seguendo il suggerimento del suo allenatore Andrew Bettles, Svitolina tenta di essere meno remissiva e più propositiva. La tattica paga ed è lei ad ottenere un primo allungo, andando 2 a 1 e servizio. Purtroppo per Svitolina, dall’altra parte della rete c’è un’avversaria alquanto ispirata. Da sotto 0-30, Barty mette in fila una serie di punti magistrali, alternando diverse soluzioni tecniche. Con uno smash vincente, l’australiana realizza l’immediato controbreak. Non paga, Barty strappa il servizio nuovamente alla sua avversaria nel sesto gioco, salendo 4 a 2.

Svitolina è però nota per essere un osso duro ed è determinata a confermare il titolo conquistato dodici mesi fa. La 25enne di Odessa rimane mentalmente in partita e accorcia le distanze, sfruttando un passaggio a vuoto di Barty. La partita è ora più che piacevole e i break si susseguono. Quello decisivo giunge nell’ottavo di gioco. Svitolina fa fatica a contenere sulla seconda e soprattutto non appena Barty la mette sul tocco va completamente in palla. L’australiana va così a servire per il match e senza alcuna esitazione porta a casa l’incontro e le WTA Finals dopo poco meno di un’ora e mezza di gioco. Più che le percentuali di prime in campo o i punti vinti con la seconda, a raccontare l’esito di questo match è la differenza notevole nella mole di vincenti ed errori tra le due tenniste. Ovviamente a favore di Barty. A conferma di una tennista che spesso impone il suo gioco sulle avversarie. E questa è una qualità da n.1.

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WTA

WTA Finals: Pliskova spegne la luce, Barty ne approfitta e vola in finale

L’australiana perde il primo set contro un’ottima Pliskova, poi dilaga. In finale sfiderà Elina Svitolina

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [2] Ka. Pliskova 4-6 6-2 6-3

Sarà Ashleigh Barty la seconda finalista delle WTA Finals 2019. L’australiana se l’è vista brutta contro Karolina Pliskova, praticamente perfetta per un set e mezzo, ma, dopo aver ottenuto il break nel secondo parziale, è stata in grado di cambiare marcia e di portare a casa il match. Barty torna dunque avanti nei precedenti contro la ceca (3-2), ma soprattutto domenica potrà tentare di coronare la propria stagione da sogno contro Elina Svitolina, che l’ha sconfitta in tutti i cinque precedenti incroci

IL MATCH – La partita si prospetta combattuta fin dagli esordi. In particolare il servizio di Barty è quello che scricchiola di più anche perché Pliskova entra in campo con coraggio su ogni seconda, trovando anche soluzioni vincenti. L’australiana salva, con due rovesci vincenti e un ace, tre palle break già nel primo gioco, poi altre due nel terzo. Successivamente è lei ad avere la chance di strappare il servizio all’avversaria, ma non riesce a sfruttarla e sul 2-2 è infine costretta a capitolare all’ottava occasione concessa. Dopo questi primi cinque game di grande lotta, seguono improvvisamente quattro turni di servizi rapidi e indolori che conducono Pliskova a servire per chiudere il primo set. Un po’ di tensione della ceca regala a Barty l’occasione di rientrare. Pliskova però si riscuote e, supportata da servizio e dritto, archivia il primo set col punteggio di 6-4.

 

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo con Pliskova molto arrembante e una Barty invece un po’ in difficoltà, soprattutto col dritto. L’australiana sbaglia troppo e subisce l’aggressività della ceca, ritrovandosi sotto 0-40 nel terzo gioco. Con l’ausilio dell’avversaria, riesce però a risalire la china e a tenere il servizio, non prima di aver annullato anche una quarta palla break. Nel gioco successivo, quasi dal nulla, Pliskova incappa in qualche errore di troppo e regala il break a Barty. Da questo momento la partita cambia volto. L’australiana infatti allunga sul 4-1 e comincia a prendere il comando degli scambi. Al servizio non soffre quasi per niente, contrariamente al difficile primo set, il dritto in manovra ora funziona a meraviglia e lo slice fa ammattire Pliskova. Costretta a colpire spesso in posizione scomoda o fuori equilibrio, la ceca cede nuovamente la battuta e il set col punteggio di 6-2.

Nel parziale decisivo i servizi tornano ad essere dominanti da entrambe le parti: nei primi cinque game si vedono solo tre punti vinti dalla giocatrice in risposta. Nel sesto però, Pliskova combina un pasticcio, come nel secondo parziale, e spedisce Barty avanti 4-2. La ceca palesa tutto il suo nervosismo quando, dopo l’ennesimo dritto in rete, scaglia con violenza la propria racchetta sul campo di gioco. Le chance per lei sono infatti pochissime perché Barty sta servendo benissimo adesso. Un piccolo momento di difficoltà arriva sul 5-3, al momento di chiudere, quando Barty che fino ad allora aveva concesso appena due punti in tutto il set con la battuta a disposizione, viene costretta ai vantaggi da una orgogliosa Pliskova. La ceca annulla infatti con coraggio due match point, ma deve poi arrendersi al terzo.

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