Coppa Davis: Italia vs Gran Bretagna, aprono Fognini-Ward, poi Seppi-Murray

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Coppa Davis: Italia vs Gran Bretagna, aprono Fognini-Ward, poi Seppi-Murray

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TENNIS – Sarà Fognini a inaugurare la sfida contro la Gran Bretagna. Murray, influenzato e assente al sorteggio, sfiderà Seppi nel secondo singolare. Previsto maltempo nel weekend, probabile conclusione lunedì. Sul profilo Twitter @Ubitennis i commenti in tempo reale. Ascolta l’audio di Ubaldo Scanagatta che presenta la sfida e quelli di Barazzutti, Fognini e Smith, il capitano inglese.

Ubaldo Scanagatta presenta Italia-Gran Bretagna a Napoli

Ascolta Barazzutti

 

Ascolta Fognini

Ascolta Smith, il capitano inglese (3 audio)


Ascolta l’intervista di Ubaldo Scanagatta a Neil Harman, inviato del Times (2 audio)

Ascolta l’intervista a Judy Murray realizzata da Ubaldo Scanagatta a Wimbledon 2013

Nella splendida cornice dell’Arena del tennis, appositamente fatta costruire dal TC Napoli a pochi passi dalla sua sede, alla Rotonda Diaz sul lungomare di Napoli, Italia e Gran Bretagna si sfideranno nel prossimo week-end nei quarti di finale di Coppa Davis. Se vogliamo il match per entrambe rappresenta una ghiotta occasione di tornare tra le prime 4 nella gloriosa manifestazione.

L’Italia manca in una semifinale di Davis dal 1998, quando dopo aver regolato in casa India e Zimbabwe, andammo addirittura a vincere a Milwaukee contro gli Usa (orfani invero di Sampras e Agassi) prima di perdere la finale contro la Svezia a Milano. Anche la Gran Bretagna non raggiunge le semifinali da tempo immemore. Ma qui addirittura dobbiamo andare indietro di 33 anni. Nel 1981 infatti la squadra guidata in campo da Christopher “Buster” Mottramm, dopo aver battuto proprio l’Italia (la famosa “Caporetto” di Brighton) e la Nuova Zelanda addirittura a domicilio, fu fermata dall’Argentina a Buenos Aires.

Come si stanno avvicinando i due team alla sfida. In quale stato di forma si trovano i componenti delle due formazioni? Cerchiamo nel dettaglio di dare delle risposte

 

GRAN BRETAGNA

E’ chiaro che i nostri avversari puntano tutto su Andy Murray e non potrebbe essere diversamente. Basti pensare che lo scozzese è nr. 8 del mondo mentre gli altri due singolaristi (Evans e Ward) sono ben oltre la 100° posizione nel ranking attuale (130 Evans, addirittura 161 Ward). Anche per questo il capitano Smith a meno di clamorose sorprese (al team è comunque aggregato Ross Hutchins) schiererà in doppio lo stesso Murray al fianco dello specialista Fleming, con il quale ha già fatto coppia in passato.

Proprio durante l’ultimo torneo di Miami Andy Murray ci è parso sulla via del recupero fisico. Ricordiamo infatti che il vincitore dell’edizione 2013 di Wimbledon è stato costretto ad un’operazione alla schiena alla fine della scorsa stagione che lo ha costretto ad un lungo stop. Il bilancio nel 2014 è al momento positivo anche se non entusiasmante. Il suo ruolino di marcia conta 17 vittorie e 6 sconfitte.

Tra i suoi migliori piazzamenti i quarti di finale agli Australian Open (sconfitto da Federer), una semifinale ad Acapulco (battuto da Dimitrov) ed un quarto a Miami (eliminato da Djokovic). Come detto proprio nel secondo Masters Series dell’anno sul cemento lo scozzese è parso finalmente più vicino ai suoi standard, anche se non ancora al top. Di Murray non dimentichiamo naturalmente anche lo stupendo week-end di Davis a San Diego a fine gennaio, quando batté con autorità sia Donald Young (che sostituiva nell’occasione John Isner) che Sam Querrey.

 L’eroe di San Diego per la Gran Bretagna è stato però sicuramente James Ward, attualmente nr. 161 del ranking, capace di battere in 5 set Sam Querrey sulla terra americana e dare così un insperato 2-0 al suo team. Ward al di là di quella che forse può essere definita la più bella vittoria della sua carriera, ha raccolto nel circuito ben poco (2-2 il suo cammino nei tabelloni principali quest’anno), alternandosi tra challenger e tornei di un certo prestigio.

La scorsa settimana ha provato a prepararsi per la sfida di Davis andando a giocare un challenger sulla terra rossa di Panama, raccogliendo una secca sconfitta al 1° turno contro il tennista portoghese Gastao Elias, nr. 169 del mondo. Meglio ha fatto invece Daniel Evans (nr. 130 del mondo), 3-3 il suo “curriculum” nella stagione in corso.

Evans, classe 1990, è sicuramente un giocatore più adatto alle superfici veloci, basta guardare i suoi risultati quest’anno (semifinale a Zagabria partendo dalle qualificazioni, superate anche a Doha e Marsiglia), senza dimenticare che (sempre partendo dalle qualificazioni) l’anno scorso il tennista nativo di Birmingham ha raggiunto agli US Open il terzo turno. Evans è stato quindi probabilmente scelto per il suo stato di forma, sulla carta migliore di quello del suo compagno Ward, ma sulla terra quale sarà la sua resa?

Il quarto uomo del team britannico è lo scozzese Colin Fleming, lo specialista del doppio, attualmente nr. 36 del ranking ma anche nr. 17 lo scorso anno. Nessun risultato di prestigio quest’anno per Fleming nel circuito (dove ha giocato spesso con l’altro britannico Ross Hutchins), mai capace di superare due turni consecutivi.

Molto meglio il 2013, giocato spesso in coppia con l’altro britannico Jonathan Marray (con lui 2 finali a Eastbourne e Atlanta), dove ha colto però due vittorie con altri compagni (in coppia con il brasiliano Soares ad Auckland e l’indiano Bopanna a Marsiglia) ed è stato in finale al Masters Series di Montreal, proprio in coppia con Andy Murray, come detto serio candidato ad affiancarlo nel prossimo week-end a Napoli. Ricordiamo che proprio Fleming e Murray sulla terra rossa di Umago si sono aggiudicati un doppio quanto mai cruciale nella sfida play-off di settembre contro la Croazia (gli avversari erano Dodig e Pavic) e valido per l’accesso al tabellone principale della Davis di quest’anno.

 

ITALIA
Diciamo che Capitan Barazzutti schiererà nel week-end la miglior squadra possibile. Un Fognini in salita costante, fresco di best ranking (nr.13 dopo Miami), un Seppi forse al di sotto dei suoi standard migliori ma sempre punto fermo del nostro quartetto, un Paolo Lorenzi tornato tra i Top100 e che sulla terra rappresenta una validissima alternativa ed infine Simone Bolelli, doppista oramai conclamato che al fianco del nostro nr.1 si intende una meraviglia.

Di Fabio Fognini abbiamo oramai scritto di tutto. La Top10  non è molto lontana, serve un ultimo piccolo salto di qualità. Quest’anno nel circuito un ottimo quarto turno agli Australian Open (eliminato solo da Djokovic), uno splendido week-end di Davis in Argentina, la vittoria a Vina Del Mar (terzo titolo in carriera), finale a Buenos Aires, quarti a Rio ed infine due buoni ottavi di finale sul cemento americano (Indian Wells e Miami) a testimoniare che il braccio del tennista ligure si fa rispettare anche sul veloce.  Sotto tono invece il 2014 di Andreas Seppi, che ha fatto registrare appena 4 vittorie e ben 8 sconfitte. Terzo turno in entrambi i Masters Series americani, ma solo perché ha usufruito di un bye all’esordio. Il tennista altoatesino sembra proprio non riuscire a trovare il ritmo giusto quest’anno.

 Davvero encomiabile invece Paolo Lorenzi che ha da poco compiuto 32 anni. Il tennista di origine toscana sta vivendo una sorta di seconda giovinezza, capace di centrare la prima finale della sua carriera a Sao Paulo e poi la settimana immediatamente seguente di passare le qualificazioni ed un turno a Indian Wells. Insomma, grandissima affidabilità, il terzo singolarista che ci voleva. Infine Simone Bolelli, precipitato in singolare ben oltre la 300° posizione ma validissimo in doppio, soprattutto in coppia con Fabio Fognini, con il quale ha centrato le due ultime vittorie fondamentali nella Davis, l’anno scorso con la Croazia in casa e quest’anno con l’Argentina a Mar del Plata. Non hanno giocato molto insieme nel 2014(appena 4 incontri), ma come detto danno sempre l’impressione di intendersi a meraviglia, fattore da non sottovalutare.

 

LA CERIMONIA DEL SORTEGGIO

Si è svolto stamane all’interno del TC Napoli il sorteggio per definire l’ordine degli incontri della prima giornata. Da un po’di anni infatti, già si sa che il venerdì i due numeri 1 dei relativi team affrontano i numeri 2 avversari, quindi va solo stabilito con quale singolare si inizierà. Il sorteggio si è svolto all’aperto, sul prato antistante i campi del club napoletano, al fianco della piscina. Atmosfera gradevole, temperatura ideale, cielo velato con il sole che ogni tanto faceva capolino tra le nuvole.‏
Il sorteggio prevede le due squadre sedute al fianco della scrivania dell’area ospitalità dove invece sono seduti Nicola Pietrangeli (ambasciatore del tennis italiano nel mondo), il presidente del TC Napoli Luca Serra, il giudice arbitro Stefan Fransson, il vice presidente dell’ITF lo spagnolo Juan Margets, il dirigente della BNP PARIBAS/BNL Carlo Masi, il presidente della LTA Cathie Sabin.
Prima sorpresa all’atto della presentazione delle squadre, viene annunciata l’assenza di Andy Murray, ufficialmente indisposto (il capitano Smith dirà poi durante la conferenza del team britannico che il nr.8 del mondo ha contratto un virus).‏
La seconda sorpresa, sempre sul versante britannico, e che Smith ha scelto (probabilmente conscio che Murray non sarà al top) come quarto uomo Ross Hutchins, un doppista, in luogo di Daniel Evans. Nella sostanza il capitano inglese si è tutelato per il doppio ed in caso di assenza di Murray avrà comunque una coppia affiatata e di tutto rispetto.

Nessuna sorpresa invece sul fronte italiano, il nostro quartetto appare in gran forma, sereno e rilassato. Dopo i saluti di rito del presidente Luca Serra, del vice presidente ITF e del dirigente della BNL/BNP PARIBAS, il giudice arbitro Stefan Fransson procede al sorteggio. Il primo singolare sarà quello tra Fabio Fognini e James Ward, a seguire scenderanno in campo Seppi e Murray.

Per il doppio invece le coppie indicate dai due capitani sono Hutchins e Fleming per gli inglesi e Bolelli e Lorenzi per gli azzurri, ma come sappiamo Barazzutti è solito indicare in sede di sorteggio i due tennisti non indicati nei singolari (in condizioni normali saranno schierati Bolelli e Fognini).

Come detto gli azzurri sono sembrati abbastanza tranquilli, Fognini ha comunque dichiarato di avere gran rispetto per Ward, vista non solo l’ottima prestazione contro gli Usa a San Diego nel primo turno ma anche l’ottimo comportamento sul cemento americano. Ward a Indian Wells da lucky loser ha infatti comunque costretto Feliciano Lopez al terzo set nel 1° turno.Onesto Barazzutti, che pur non nascondendo le insidie di una sfida di Davis, ha ammesso che superficie e fattore campo fanno pendere leggermente il pronostico dalla nostra parte.

Incentrata ( come si poteva immaginare) sulle condizioni di Murray la conferenza stampa del team ospite. Il capitano Smith ha dichiarato che da ieri sera Murray è indisposto causa virus, che il medico gli ha consigliato di riposare e di provare ad allenarsi in serata per verificare il suo stato di salute. È chiaro che un eventuale spostamento del secondo signolare causa condizioni avverse del tempo (cosa che pare molto probabile) faciliterebbe il recupero del nr. 1 britannico.

Emozionatissimo invece Ross Hutchins. Ricordiamo che il tennista inglese aveva contratto l’anno scorso il linfoma di Hodgkin, tumore delle ghiandole linfatiche dal quale è fortunatamente guarito.

“Sono molto felice di essere qui. I miei compagni mi sono sempre stati vicini durante la malattia e stare qui con loro è fantastico“, ha dichiarato raggiante Hutchins.

Ora la parola passa al campo, meteo permettendo.

IL SORTEGGIO:

Venerdì:
R1: Fabio Fognini (ITA) v James Ward (GBR)
R2: Andreas Seppi (ITA) v Andy Murray (GBR)

Sabato:
R3: Simone Bolelli/Paolo Lorenzi (ITA) v Colin Fleming/Ross Hutchins (GBR)

Domenica:
R4: Fabio Fognini (ITA) v Andy Murray (GBR)
R5: Andreas Seppi (ITA) v James Ward (GBR)

 

TUTTI I PRECEDENTI

ITALIA-GRAN BRETAGNA 11-4

World Group Qualifying round, 19-21 giugno 1922, Londra, erba, outdoor

 Gran Bretagna-Italia 4-1

 

Kingscote-Colombo 75 64 61

Lowe-Balbi di Robecco 61 63 61

Kingscote/Riseley- Balbi di Robecco/Colombo 61 64 60

Balbi di Robecco-Kingscote wo

Lowe-Colombo 61 62 60

Quarterfinal Europe, 27-29 maggio 1926, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 2-3

 

Wheatley-Serventi 57 64 61 63

De Morpurgo-Turnbull 46 62 46 64 62

Crole Rees/Kingsley- De Morpurgo/Serventi 36 68 64 63 63

De Morpurgo-Wheatley 62 63 32rit.

Turnbull-Serventi 36 61 61 62

 

Europe Semifinal, 20-22 giugno 1928, Felixstowe, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

 

De Morpurgo-Higgs 75 64 75

De Stefani-Gregory 36 63 63 62

De Morpurgo/Gaslini- Crole Reese/Eames 64 36 46 97 75

De Morpurgo-Gregory 60 61 62

Higgs-De Stefani 61 36 63 57 62

 

Europe Quarterfinal, 8-10 giugno 1933, Eastbourne, erab, outdoor

Gran Bretagna-Italia 4-1

 

Perry-De Morpurgo 64 75 64

Austin-De Stefani 62 75 75

Hughes/Perry- Rado/Taroni 61 64 97

De Stefani-Perry 57 64 64 64

Austin-De Morpurgo 64 63 62

 

Europe 1st Round, 6-9 maggio 1950, Eastbourne, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 2-3

 

Cucelli-Mottram 57 63 75 64

Paish-Del Bello 64 46 63 46 63

Cucelli/Del Bello- Mottram/Paish 97 62 64

Mottram-Del Bello 63 63 86

Cucelli-Paish 16 62 64 86

 

Europe Quarterfinal, 13-15 giungo 1952, Bologna, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

 

Del Bello-Mottram 86 62 62

Gardini-Paish 62 63 63

Mottram/Paish- Cucelli/Del Bello 63 61 68 62

Gardini-Mottram 46 46 63 61 60

Del Bello-Paish 63 64 62

 

Europe Semifinal, 14-16 luglio 1955, Birmingham, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 0-5

 

Gardini-Knight 79 62 64 61

Pietrangeli-Becker 63 79 64 86

Pietrangeli/Sirola- Davies/Wilson 46 119 86 63

Pietrangeli-Knight 36 46 64 63 64

Sirola-Becker 108 62 75

 

Europe Final, 1-3 agosto 1958, Milano, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

 

Davies-Pietrangeli 64 63 61

Sirola-Knight 63 75 63

Pietrangeli/Sirola- Davies/Knight 63 57 64 46 97

Pietrangeli-Knight 46 63 64 61

Sirola-Davies 63 62 62

 

Europe Semifinal, 15-17 luglio 1960, Wimbledon campo 1, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

 

Pietrangeli-Wilson 64 63 46 75

Sirola-Davies 97 75 16 26 64

Pietrangeli/Sirola- Davies/Wilson 64 36 86 63

Wilson-Tacchini 36 63 86 62

Pietrangeli-Davies 64 63 64

 

Europe Semifinal, 13-15 luglio 1962, Milano, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 5-0

 

Pietrangeli-Sangster 63 46 75 86

Gardini-Knight 61 68 63 61

Pietrangeli/Sirola- Knight/Pickard 63 64 68 63

Pietrangeli-Pickard 86 60 61

Gardini-Sangster 61 63 60

 

 Europe Final, 5-7 agosto 1976, Wimbledon campo n.1, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

 

Zugarelli-Taylor 61 75 36 61

Panatta-Lloyd J. 57 63 63 26 64

Lloyd D./Lloyd J.- Bertolucci/Panatta 68 36 63 1816 62

Panatta-Taylor 36 62 64 64

Zugarelli-Lloyd J. 46 68 61 61 61

Europe Final, 14-16 settembre 1979, Roma, terra rossa, outdoor

 Italia-Gran Bretagna 4-1

 

Mottram-Panatta 60 64 64

Barazzutti-Lloyd J. 61 64 64

Barazzutti/Zugarelli- Cox/Lloyd D. 75 108 61

Panatta-Lloyd J. 63 62 63

Barazzutti-Mottram 86 75

 

World Group 1st Round, 6-8 marzo 1981, Brighton, carpet, indoor

 Gran Bretagna-Italia 3-2

 

Mottram-Panatta 97 36 63 64

Barazzutti-Lewis 64 16 68 97 64

Jarret/Smith- Bertolucci/Panatta 61 36 63 36 75

Panatta-Lewis 64 62 64

Mottram-Barazzutti 63 62 62

 

 World Group 1st Round, 5-7 marzo 1982, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 3-2

 

Mottram-Panatta 57 75 63 64

Barazzutti-Lewis 119 61 61

Bertolucci/Panatta- Jarret/Smith 64 63 63

Mottram-Barazzutti 64 63 75

Panatta-Lewis 86 64 62

 

World Group 1st Round, 24-26 febbraio 1984, Telford, carpet, indoor

Gran Bretagna-Italia 2-3

 

Ocleppo-Dowdeswell 16 62 97 62

Lloyd J.-Barazzutti 64 36 62 63

Dowdeswell/Lloyd- Ocleppo/Panatta C. 119 64 36 36 63

Ocleppo-Lloyd 26 62 63 63

Barazzutti-Dowdeswell 61 06 63 75

 

I PRECEDENTI TRA I CONVOCATI

 Fognini-Murray 1-1

2007 Montreal, hard, R32, Fognini 62 62

2009 Montecarlo, clay, R16, Murray 76 64

Non ci sono precedenti tra Fabio Fognini e gli altri due singolaristi britannici, James Ward e Daniel Evans.

 

Seppi-Murray 1-5

2006 Nottingham, grass, Q,   Seppi 76(4) 46 61

2009 Rotterdam, hard, R16    Murray 76(4) 75

2009 Queen’s, grass, R32,       Murray 61 64

2010 Indian Wells, hard, R64, Murray 64 64

2010 Roma, clay, R32            Murray 62 64

2013 Miami, hard, R32          Murray 62 64

Non ci sono precedenti tra Andreas Seppi e gli altri due singolaristi britannici, James Ward e Daniel Evans

 

Lorenzi-Murray 0-1

2006 Adelaide, hard, R32, Murray 36 60 62

 

Lorenzi-Ward 1-1 (a livello challenger)

2008 Jersey, hard, R32         Ward 75 76(8)

2011 Barranquilla, clay, R32, Lorenzi 62 75

Non ci sono precedenti tra Paolo Lorenzi e Daniel Evans.

 

IL PRONOSTICO

Sarà un match durissimo, forse ancora di più di quello di primo turno in Argentina.

Perché mentre in terra sudamericana pur senza trovare Del Potro avevamo la consapevolezza di dover affrontare una trasferta dalle 1000 insidie e che una sconfitta ci sarebbe pure potuta stare, a Napoli (è inutile girarci intorno) partiamo con i favori del pronostico, giochiamo in casa, sulla nostra superficie preferita ed avremo tutto da perdere, cosa che metterà un po’ di pressione sulle spalle dei nostri tennisti.

E’ vero, dall’altra parte abbiamo Andy Murray, fino a qualche mese fa nr. 3 del mondo (oggi 8), considerato uno dei Fab4 del tennis attuale. Ma dopo di lui? E poi, sulla terra?

Lo scozzese non è uno sprovveduto sul mattone tritato, ma i suoi compagni?

Facendo allora una valutazione di primo impatto è indubbio che seppur di poco, siamo leggermente favoriti ed abbiamo la semifinale di Davis a portata di mano. Ma è anche vero che il margine d’errore è minimo, cioè di base bisogna assolutamente ottenere 2 punti contro il nr.2 avversario, chiunque esso sia, e vincere il doppio. Da qui non si scappa……che poi un Fognini in giornata di grazia riesca a battere Murray questa è un’altra cosa (e chiaramente speriamo possa avvenire).

Ma servirà l’aiuto di tutti per raggiungere il traguardo della semifinale. Fognini (che sembra aver pienamente superato l’infortunio al costato occorsogli a Miami) dovrà fare il nr.1, Seppi superare quelle incertezze soprattutto di tipo nervoso che a volte lo hanno frenato in Davis, Bolelli giocare un signor doppio.

Solo con tutti i tasselli al loro posto possiamo battere la Gran Bretagna, senza chiaramente dimenticare che sarà fondamentale l’aiuto ed il sostegno del pubblico napoletano, che in occasioni del genere non manca mai.

Occhio anche alla variabile meteo, al momento in cui scriviamo le previsioni non sono buone per venerdì (prevista pioggia continua soprattutto verso ora di pranzo), terribili per sabato (quando è prevista pioggia tutta la giornata). C’è di conseguenza il concreto rischio che la sfida si possa concludere di lunedì e lì sarà richiesto un ulteriore sforzo mentale ai vari attori in campo, costretti forse a sconvolgere la loro programmazione nel circuito per ultimare il match di Davis, cosa non da poco.

Insomma servirà lottare alla morte, dall’inizio alla fine, solo così potremmo tornare tra le prime 4 nazioni della Davis.

 Italia 51%- Gran Bretagna 49%

 

 

 

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Coppa Davis

No, non è vero che le finali di Coppa Davis sono state cancellate a causa del coronavirus

Secondo l’Equipe (e in realtà un po’ secondo tutti) è stata una questione di soldi: nel 2019 l’evento aveva perso tra 35 e 50 milioni. E la scusa del virus ha consentito di… risparmiare. L’accusa di Mahut e Piqué

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Il bacio di Rafael Nadal a Feliciano Lopez - Davis Cup Finals 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

Questa cancellazione è una via d’uscita più economica“, si legge in un pezzo pubblicato da L’Equipe sull’annullamento (o rinvio al 2021 che dir si voglia) delle finali di Coppa Davis 2020 previste per questo novembre a Madrid. La frase riportata dall’articolo del quotidiano francese è stata pronunciata da una fonte interna a una grande federazione, la cui identità non è specificata, e non nasconde una verità già intuita da qualcuno: la pandemia da coronavirus potrebbe essere stata solo la scusa ideale per cancellare un evento che prometteva di perdere altri soldi.

Diciamo ‘altri’, perché secondo l’Equipe il bilancio dell’edizione 2019, la prima disputata con il nuovo formato introdotto dalla rivoluzione del gruppo Kosmos, è stato in rosso di almeno 35 milioni e più probabilmente di oltre 50. Con queste premesse, e considerando che lo scorso anno l’organizzazione ha scucito oltre 15 milioni in premi per i giocatori e circa 8 a beneficio delle federazioni, sembra abbastanza verosimile che Kosmos abbia deciso di cogliere la palla al balzo per non riproporre un format in perdita. Si aggiunga che quest’anno le finali si sarebbero disputate molto probabilmente senza pubblico, o comunque con ingressi assai contingentati, a ridurre ulteriormente gli incassi alla voce ticketing (non che lo scorso anno gli spalti fossero pieni, partite della Spagna a parte).

Insomma, Kosmos ha pensato bene di risparmiare almeno i 15 milioni di montepremi mentre non è chiaro se il contributo alle federazioni dovrà essere ugualmente corrisposto (l’Equipe parla addirittura di una cifra vicina ai 20 milioni).

 

Sembra invece piuttosto chiaro ed evidente l’alone di grottesco che attornia il confronto tra il Mutua Madrid Open, in programma a partire dal 13 settembre, e le finali di Davis che si sarebbero dovuti disputare nello stesso impianto, la Caja Magica, due mesi più tardi. Per reintegrare in calendario il combined di Madrid – lo ricordiamo, inizialmente gli organizzatori avevano dato appuntamento al 2021 salvo poi cambiare idea – il CEO Gérard Tsobanian e il proprietario del torneo Ion Tiriac hanno fatto i salti mortali, reclamando assieme agli Internazionali d’Italia la creazione di un mini-swing autunnale sulla terra battuta, mentre la Coppa Davis non è mai stata all’ordine del giorno delle riunioni che si sono svolte per via telematica in questi mesi.

Gerard Piqué, fondatore e presidente del gruppo Kosmos, aveva già espresso incertezze sulla disputa delle finali nel pieno della pandemia. Il vice-presidente di Tennis Canada, Louis Borfiga – che peraltro è di origini francesi; verosimilmente è lui la fonte de l’Equipe su tutta la linea – ha detto in un’intervista al quotidiano francese che lo sforzo del gruppo Kosmos (che in questo progetto ha promesso di immettere circa 2,5 miliardi nell’arco di 25 anni, lo ricordiamo) è andato in direzione perfettamente contraria. Ho l’impressione che Piqué abbia fatto il possibile per evitare che la Coppa Davis si disputasse quest’anno. I leader di Kosmos hanno addotto motivazioni sanitarie e spero che sia davvero così, perché non potremmo dire nulla in proposito. Ma quando ho letto il comunicato ufficiale sono rimasto molto sorpreso da una cosa: Piqué ha parlato per primo, seguito poi dal presidente dell’ITF David Haggerty“. Il quale ha detto che è stata una decisione difficile da prendere, ma sarebbe stato troppo difficile garantire la sicurezza e la salute in un evento internazionale di questa portata. Come se lo US Open e il Roland Garros, ufficialmente in calendario, fossero rispettivamente un torneo di rubamazzo tra ragazzini del Queens e una partita a dadi tra pensionati di Auteuil.

Con il solito intuito per queste faccende, anche Nicolas Mahut ha annusato il trend e ha dichiarato di avere l’impressione che nessuno, in seno all’organizzazione dell’evento, fosse particolarmente impegnato a cercare delle soluzioni. “Il messaggio che stanno trasmettendo mi sembra questo: ‘se sarà troppo complicato giocare a Madrid, cancelleremo l’evento per risparmiare un po’ di soldi’. Vorrei che mettessero più energie nel tentativo di salvare la Coppa Davis da loro creata, la stessa che hanno utilizzato per distruggere la formula che era in piedi da oltre cento anni“.

Un secolo e un paio di decenni in cui la Coppa Davis è sempre stata assegnata tranne che in dodici occasioni: nel 1901, nel 1910 e poi altre dieci volte a causa delle guerre mondiali. Il 2020 sarà dunque la tredicesima stagione a non vedere una nazionale sollevare l’insalatiera; l’ultima volta era accaduto nel 1945, come nel caso di Wimbledon. L’economia di Madrid perderà circa 50 milioni generati dall’indotto dell’evento, anche se quest’anno la cifra sarebbe stata probabilmente inferiore senza i (o con meno) tifosi, e la Spagna di Nadal rimarrà per due anni la nazionale campione in carica di un evento rivoluzionato perché non morisse… e ora ugualmente in pericolo di vita. Nonostante i quasi 3 miliardi.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2020, il sorteggio: Italia con USA e Colombia

Gli azzurri nel Girone E con gli Stati Uniti e la Colombia. Serbia con Germania e Austria, Spagna con Russia ed Ecuador

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Madrid, Finali Coppa Davis 2019 (foto via Twitter, @DavisCupFinals)

Si è tenuta come da programma presso gli uffici ITF di Londra la cerimonia per il sorteggio dei gironi delle Finals di Madrid della Coppa Davis giunte alla loro seconda edizione dopo il cambio di format della manifestazione. La cerimonia, come ovvio che fosse, si è svolta in tono molto dimesso per la minaccia Coronavirus che oltre a destare preoccupazione per la salute di tutti noi a causato lo stop praticamente di tutto lo sport nel mondo (o quasi). Il presidente Haggerty ha infatti subito preso la parola e parlato del rinvio delle Finals di Fed Cup (che avrebbero dovuto svolgersi a Budapest la settimana dopo Pasqua) e dei relativi play-off. Mentre ha poi dichiarato (e probabilmente si è augurato) che per le Finals di Madrid non ci dovrebbero essere problemi (e ce lo auguriamo tutti).

La cerimonia ha visto come madrina e moderatrice Anabel Croft, ex tennista e giornalista di Eurosport che proprio in collaborazione con il presidente Haggerty ha poi avviato la cerimonia del sorteggio. Buone notizie per l’Italia, finita nel girone E in compagnia degli Stati Uniti, come l’anno scorso, e la Colombia, che rispetto al Canada dell’edizione 2019 rappresenta un avversario sicuramente più abbordabile seppur con un doppio di primissimo livello (Cabal/Farah, numeri 1 della speciale graduatoria).

Ma andiamo per ordine. La Spagna campione in carica e inserita nel gruppo A avrà come avversarie di nuovo la Russia e la grande sorpresa dell’Ecuador, autore di una qualificazione davvero storica e inaspettata. È chiaro che qui la lotta per il primato nel girone ci sarà tra i padroni di casa e la Russia come l’anno scorso. Nel gruppo B i vice campioni del Canada sono stati accoppiati con Kazakistan e Svezia. Se al completo i canadesi partono con i favori del pronostico, occhio però al solito Kazakistan dei miracoli in Davis con la stellina Bublik. La Svezia dei fratelli Ymer pare la vittima sacrificale.

Nel gruppo C la Francia, testa di serie nr.3 se la vedrà con la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca. Sicuramente la Francia parte favorita ma occhio ai britannici che hanno un doppio di primo livello che nelle sfide 2 su 3 ha un peso specifico non indifferente. La Repubblica Ceca non è più lo squadrone di qualche anno fa, Vesely e Rosol sembrano non poter impensierire francesi e Gran Bretagna. Nel gruppo D la Croazia, campione 2018 e vera delusione della passata edizione, affronterà Australia e Ungheria. Testa a testa interessante tra croati e “aussie” con questi ultimi leggermente favoriti. Anche in questo caso la squadra di terza fascia pare avere poche possibilità di dire la sua.

Passiamo quindi al nostro raggruppamento. Gli Stati Uniti ci hanno battuto l’anno scorso 2-1 con il famoso doppio finito alle 4.05 di notte. Fish come capitano sta puntando sulle nuove leve, in primis Opelka, Fritz e Paul. I Bryan hanno giocato contro l’Uzbekistan e dovrebbe essere stato il loro addio alla manifestazione, cambieranno idea a novembre? Occhio anche a Jack Sock che sembra in ripresa e che potrebbe tornare tra i convocati. La Colombia come detto non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, Galan e Giraldo sul veloce sono ampiamente (ad oggi)) alla portata dei nostri. Il doppio invece è davvero superlativo. Cabal e Farah hanno vinto a Wimbledon nel 2019 e sono davvero ostici. Insomma, dovremmo giocarci il passaggio del turno con gli USA, speriamo stavolta di riuscire a passare ai quarti, da questo punto di vista il sorteggio una piccola mano ce l’ha data.

Interessantissimo il girone F, come si dice in questi casi il veleno è nella coda. La Serbia di Novak Djokovic sfiderà la Germania (senza Zverev?) e l’Austria (con Thiem?). Ipotizzando le tre squadre al completo è tecnicamente il girone più valido, vedremo chi aderirà alla manifestazione. Certo la Serbia pare favorita, ma occhio anche alle altre due squadre.

Sorteggiato già anche il tabellone dai quarti in poi dove passano le vincenti di ogni girone più le due migliori seconde. La vincente del girone A e la vincente del girone B situate all’estremità del tabellone saranno sorteggiate con le due migliori seconde. La vincente del girone C affronterà invece quella del girone F e quella del girone D la vincente del girone E. Quindi ipotizzando di passare il turno l’avversario potrebbe essere o l’Australia o la Croazia (sulla carta). Ecco il dettaglio dei gironi e del tabellone.

Gruppo A
Spagna
Russia
Ecuador

Gruppo B
Canada
Kazakistan
Svezia

Gruppo C
Francia
Gran Bretagna
Repubblica Ceca

Gruppo D
Croazia
Australia
Ungheria

Gruppo E
USA
Italia
Colombia

 

Gruppo F
Serbia
Germania
Austria

Tabellone fase finale
W Gruppo A vs Migliore seconda 1 o 2
W Gruppo C vs W Gruppo F

W Gruppo E vs W Gruppo D
Migliore seconda 1 o 2 vs W Gruppo B

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Coppa Davis

Coppa Davis: l’Italia fa il suo, sorpresa Ecuador. Il ritorno di Austria e Svezia

Fognini & Co. superano la Corea del Sud. Passano secondo pronostico USA, Croazia, Germania e Australia. Si confermano Colombia e Kazakistan. Gran rimonta Ungheria, la Repubblica Ceca vince il derby con la Slovacchia

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Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Simone Bolelli - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Il weekend di Coppa Davis che oramai secondo il nuovo format va in scena su due giorni (venerdì e sabato) ci ha lasciato in dote come al solito molte emozioni ma soprattutto le 12 squadre qualificate per le Finals di Londra che si vanno ad aggiungere alle 4 semifinaliste dell’anno scorso (Spagna, Canada, Gran Bretagna e Russia) e alle due nazionali omaggiate di wild card (Francia e Serbia). Eccovi di seguito la lista delle nazionali vincenti in questo week-end: Italia, Ungheria, Croazia, Australia, USA, Repubblica Ceca, Austria, Kazakistan, Germania, Colombia, Ecuador e Svezia. Per Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e Svezia sarà la prima volta alle Finals, solo Germania e Australia tra le 12 qualificate avevano superato l’anno scorso la fase a gironi, venendo poi eliminate entrambe ai quarti.

Il sorteggio per la composizione dei 6 gruppi a 3 squadre che troveremo alle Finals di Madrid (23-29 novembre) avverrà nella sede dell’ITF a Londra giovedì 12 marzo alle ore 17 italiane. La Spagna, campione in carica, verrà automaticamente inserita come testa di serie nel gruppo A, il Canada vicecampione invece sarà inserito nel gruppo B. Le altre squadre verranno dotate di testa di serie seguendo il ranking per squadre nazionali che verrà pubblicato lunedì 9 marzo dall’ITF. Va da sé che le squadre classificate tra le prime quattto oltre Canada e Spagna saranno inserite con sorteggio nei gironi dal C al F, le seguenti sei saranno sorteggiate casualmente ognuna in uno dei singoli gironi e così via per le restanti sei con teste di serie più basse. Le perdenti di questo weekend saranno invece sorteggiate venerdì 13 marzo con le vincenti dei vari raggruppamenti zonali del World Group I per aggiudicarsi la possibilità di giocarsi le Qualificazioni alle Finals 2021.

Quale il bilancio di questo weekend di Coppa Davis? Come al solito tante emozioni, spettacolo e anche una buona partecipazione di pubblico, soprattutto nella seconda giornata ed è ovvio essendo il sabato festivo per la maggior parte del pubblico potenziale.

 

Come detto in precedenza ci stiamo abituando a questo nuovo format su due giorni e con le gare al meglio dei 3 set. Cosa possiamo dire dopo due anni della nuova formula? Da un punto di vista pratico i vantaggi ci sono. In due giorni le sfide finiscono, operativamente per gli addetti ai lavori è tutto più facile e meno estenuante, le emozioni (e lo vedremo di seguito) comunque non mancano. Certo, il 3 su 5 è un altro sport, i risultati epici di una volta un po’ ci mancano, forse si potrebbe lasciare i doppi al meglio dei 5 set, il problema però starebbe poi nel far giocare eventualmente uno dei doppisti subito in uno dei singolari seguenti dell’ultima giornata e ipotizzando una durata lunga la cosa non sarebbe fattibile. Insomma, un minimo di nostalgia della vecchia formula c’è, ma forse a conti fatti i vantaggi del nuovo format superano i difetti.

Cosa ci rimane da un punto di vista agonistico della due giorni appena conclusa? Innanzitutto la prova onesta e autoritaria dei nostri ragazzi, che chiamati ad affrontare la modesta Corea, oltretutto priva di due buoni giocatori (Chung e Kwon), hanno assolto il loro compitino. Un 4-0 rotondo, senza il minimo tentennamento, senza lasciare un set, per confermare che comunque come dice il nostro capitano, “siamo una squadra forte e a Madrid vogliamo giocarci le nostre carte”. Nulla da dire sulla prova corale dei nostri tennisti. Bene Fognini, benissimo Mager chiamato ad un esordio che qualche insidia l’ha nascosta ma dalla quale ha saputo venire fuori con orgoglio e cuore, bene Bolelli in doppio, pedina importantissima anche in ottica Finals, in scioltezza Travaglia nell’ultimo singolare ininfluente. Certo, non è che la vittoria sulla Corea ci metta di conseguenza tra le nazionali favorite per la vittoria finale, ma cosa avremmo detto se avessimo perso un solo set oppure un incontro? E ricordiamoci che mancavano Berrettini e Sinner (non senza qualche velata polemica dei presenti), due elementi che in condizioni normali si giocheranno un posto tra i titolari, quindi nessuna esaltazione ma complimenti ai ragazzi. Esistono i match facili sulla carta che poi bisogna però vincere sul campo.

Negli altri match segnaliamo le vittorie altrettanto agevoli della Croazia sull’India (dove Paes e Bopanna hanno ancora dato lezioni in doppio), degli USA sull’Uzbekistan nella splendida cornice di Honolulu (con l’addio naturalmente vittorioso dei Bryan alla manifestazione), dell’Australia non senza patemi su un ostico Brasile. Da rimarcare la vittoria del doppio brasiliano Demoliner/Meligeni e le buone prove di Seyboth Wild e Thiago Monteiro che solo un Millman concentratissimo e tenace poteva battere. Le assenze di Kyrgios e De Minaur potevano essere un macigno pesantissimo per l’australiano, che però ne è venuto fuori con grandissima maturità aiutato non poco dal suo capitano Hewitt.

Vittorie autoritarie anche per Germania e Repubblica Ceca. I tedeschi hanno superato la Bielorussia di Gerasimov, troppo solo per portare il suo team alla vittoria. I cechi invece hanno vinto un match duro in Slovacchia. Molto bene Jiri Vesely che nel circuito è sparito da un po’ ma che nel weekend di Davis ha messo l’anima in campo in entrambi i singolari poi vinti. Chiaramente fondamentale l’ultimo, quello in cui ha recuperato un set ed un break di svantaggio allo slovacco Martin prima di vincere con tanto di match point annullato. Kazakistan e Colombia sono invece le piacevoli conferme del weekend. Le imprese kazake oramai non fanno più notizia, certo con un Bublik in più nel motore e con un ritrovato Golubev in doppio il Kazakistan qualche grattacapo lo potrà creare alle Finals, occhio a sottovalutarlo. Molto bene anche la Colombia che ha battuto nel derby sudamericano l’Argentina. Ambiente caldissimo a Bogotà sugli spalti, Galan e il doppio Cabal/Farah eroi della “due giorni”, gli argentini sono arrivati alla sfida senza un vero leader.

Ungheria e Austria sulla carta erano favorite contro Belgio e Uruguay, ma le loro vittorie fanno piacere ai vecchi appassionati della Davis. Perché seppur in epoche diverse i due movimenti tennistici hanno brillato in passato e ritrovare queste due nazionali alle Finals fa piacere. Era dai tempi di Muster e Skoff che l’Austria non raccoglieva un risultato di prestigio e l’assenza di Thiem rende la vittoria conseguita a Graz ancor più importante. Bravissimo Denis Novak, vincitore di entrambi i fratelli Cuevas, ma fondamentale il doppio costituito dai veterani Marach e Melzer che dando per scontata le presenza di Thiem a Madrid costituiranno sicuramente un fattore importante e renderanno gli austriaci la mina vagante dei sorteggi.

L’Ungheria invece la ricordiamo ai tempi dell’ottimo Balasz Taroczy, autore contro l’Italia di una delle vittorie più importanti della storia ungherese in Davis nel 1978. L’assenza di Goffin ha sicuramente facilitato il compito agli ungheresi, ma poi ci vuole anche la forza di ribaltare l’1-2 dopo il doppio a favore degli avversari. Bravissimi Balasz e Fucsovics a vincere i due singolari finali per la storica rimonta ungherese. Le sorprese più belle sono però state date probabilmente da Ecuador e Svezia.

Era dai tempi di Andres Gomez e i fratelli Lapentti che l’Ecuador non saliva alla ribalta della cronaca in Coppa Davis. Inoltre la trasferta in Giappone pareva proibitiva, anche dopo il fofait del numero 1 locale Kei Nishikori. E invece Emilio Gomez (figlio di Andres, campione Roland Garros nel 1990) e il cugino Roberto Quiroz (a sua volte nipote di Andres Gomez), frequentatori di challenger e niente più, hanno giocato due singolari stupendi battendo Soeda e Uchiyama, sicuramente più esperti e tecnicamente superiori. L’impresa davvero storica è stata completata dal doppio Escobar/Hidalgo (alzi la mano chi li ha mai sentiti nominare) per il 3-0 definitivo. L’Ecuador sarà una cenerentola a Madrid ma il solo fatto di essere lì sarà per i suoi componenti un risultato eccezionale.

Fa invece tanto piacere ritrovare nel tennis che conta la Svezia, sprofondata nel 2017 nella serie C della manifestazione. Sono ancora lontani i tempi dei vari Wilander, Edberg, Jarryd e così via, ma qualcosina si inizia a intravedere. E guarda caso la qualificazione alle Finals arriva con Robin Soderling in panchina. Uno dei pochi a potersi vantare di aver battuto Rafa Nadal e Roger Federer al Roland Garros. Terminata la carriera per colpa della mononucleosi, Soderling in panchina ha guidato Mikael Ymer al fondamentale successo contro Alejandro Tabilo nel match decisivo della sfida contro il Cile. Sul 2-1 per gli svedesi, grazie al doppio Eriksson/Lindstedt (43 anni), Ymer ha saputo ribaltare con coraggio e un po’ di fortuna un match incredibile. Sotto un set e 4-5 match point contro, lo svedese ha poi vinto al terzo portando la Svezia alle Finals. Sarà tutta esperienza a Madrid per i fratelli Ymer, in attesa che arrivi qualcun altro alle loro spalle per riportare il movimento svedese ai fasti di un tempo.

I match Ymer-Tabilo e quello Martin-Vesely vanno sicuramente rimarcati tra i più emozionati del weekend, ma i due singolari di Millman in Australia-Brasile e il doppio della stessa sfida e quello di Croazia-India sicuramente a livello di spettacolo e agonismo non sono stati da meno. Appuntamento a giovedì per il sorteggio dei gironi, speriamo che l’urna sia benevola con i nostri ragazzi che hanno voglia a Madrid di regalarci e regalarsi un’impresa.

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