Coppa Davis: Italia vs Gran Bretagna, aprono Fognini-Ward, poi Seppi-Murray

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Coppa Davis: Italia vs Gran Bretagna, aprono Fognini-Ward, poi Seppi-Murray

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TENNIS – Sarà Fognini a inaugurare la sfida contro la Gran Bretagna. Murray, influenzato e assente al sorteggio, sfiderà Seppi nel secondo singolare. Previsto maltempo nel weekend, probabile conclusione lunedì. Sul profilo Twitter @Ubitennis i commenti in tempo reale. Ascolta l’audio di Ubaldo Scanagatta che presenta la sfida e quelli di Barazzutti, Fognini e Smith, il capitano inglese.

Ubaldo Scanagatta presenta Italia-Gran Bretagna a Napoli

Ascolta Barazzutti

 

Ascolta Fognini

Ascolta Smith, il capitano inglese (3 audio)


Ascolta l’intervista di Ubaldo Scanagatta a Neil Harman, inviato del Times (2 audio)

Ascolta l’intervista a Judy Murray realizzata da Ubaldo Scanagatta a Wimbledon 2013

Nella splendida cornice dell’Arena del tennis, appositamente fatta costruire dal TC Napoli a pochi passi dalla sua sede, alla Rotonda Diaz sul lungomare di Napoli, Italia e Gran Bretagna si sfideranno nel prossimo week-end nei quarti di finale di Coppa Davis. Se vogliamo il match per entrambe rappresenta una ghiotta occasione di tornare tra le prime 4 nella gloriosa manifestazione.

L’Italia manca in una semifinale di Davis dal 1998, quando dopo aver regolato in casa India e Zimbabwe, andammo addirittura a vincere a Milwaukee contro gli Usa (orfani invero di Sampras e Agassi) prima di perdere la finale contro la Svezia a Milano. Anche la Gran Bretagna non raggiunge le semifinali da tempo immemore. Ma qui addirittura dobbiamo andare indietro di 33 anni. Nel 1981 infatti la squadra guidata in campo da Christopher “Buster” Mottramm, dopo aver battuto proprio l’Italia (la famosa “Caporetto” di Brighton) e la Nuova Zelanda addirittura a domicilio, fu fermata dall’Argentina a Buenos Aires.

Come si stanno avvicinando i due team alla sfida. In quale stato di forma si trovano i componenti delle due formazioni? Cerchiamo nel dettaglio di dare delle risposte

 

GRAN BRETAGNA

E’ chiaro che i nostri avversari puntano tutto su Andy Murray e non potrebbe essere diversamente. Basti pensare che lo scozzese è nr. 8 del mondo mentre gli altri due singolaristi (Evans e Ward) sono ben oltre la 100° posizione nel ranking attuale (130 Evans, addirittura 161 Ward). Anche per questo il capitano Smith a meno di clamorose sorprese (al team è comunque aggregato Ross Hutchins) schiererà in doppio lo stesso Murray al fianco dello specialista Fleming, con il quale ha già fatto coppia in passato.

Proprio durante l’ultimo torneo di Miami Andy Murray ci è parso sulla via del recupero fisico. Ricordiamo infatti che il vincitore dell’edizione 2013 di Wimbledon è stato costretto ad un’operazione alla schiena alla fine della scorsa stagione che lo ha costretto ad un lungo stop. Il bilancio nel 2014 è al momento positivo anche se non entusiasmante. Il suo ruolino di marcia conta 17 vittorie e 6 sconfitte.

Tra i suoi migliori piazzamenti i quarti di finale agli Australian Open (sconfitto da Federer), una semifinale ad Acapulco (battuto da Dimitrov) ed un quarto a Miami (eliminato da Djokovic). Come detto proprio nel secondo Masters Series dell’anno sul cemento lo scozzese è parso finalmente più vicino ai suoi standard, anche se non ancora al top. Di Murray non dimentichiamo naturalmente anche lo stupendo week-end di Davis a San Diego a fine gennaio, quando batté con autorità sia Donald Young (che sostituiva nell’occasione John Isner) che Sam Querrey.

 L’eroe di San Diego per la Gran Bretagna è stato però sicuramente James Ward, attualmente nr. 161 del ranking, capace di battere in 5 set Sam Querrey sulla terra americana e dare così un insperato 2-0 al suo team. Ward al di là di quella che forse può essere definita la più bella vittoria della sua carriera, ha raccolto nel circuito ben poco (2-2 il suo cammino nei tabelloni principali quest’anno), alternandosi tra challenger e tornei di un certo prestigio.

La scorsa settimana ha provato a prepararsi per la sfida di Davis andando a giocare un challenger sulla terra rossa di Panama, raccogliendo una secca sconfitta al 1° turno contro il tennista portoghese Gastao Elias, nr. 169 del mondo. Meglio ha fatto invece Daniel Evans (nr. 130 del mondo), 3-3 il suo “curriculum” nella stagione in corso.

Evans, classe 1990, è sicuramente un giocatore più adatto alle superfici veloci, basta guardare i suoi risultati quest’anno (semifinale a Zagabria partendo dalle qualificazioni, superate anche a Doha e Marsiglia), senza dimenticare che (sempre partendo dalle qualificazioni) l’anno scorso il tennista nativo di Birmingham ha raggiunto agli US Open il terzo turno. Evans è stato quindi probabilmente scelto per il suo stato di forma, sulla carta migliore di quello del suo compagno Ward, ma sulla terra quale sarà la sua resa?

Il quarto uomo del team britannico è lo scozzese Colin Fleming, lo specialista del doppio, attualmente nr. 36 del ranking ma anche nr. 17 lo scorso anno. Nessun risultato di prestigio quest’anno per Fleming nel circuito (dove ha giocato spesso con l’altro britannico Ross Hutchins), mai capace di superare due turni consecutivi.

Molto meglio il 2013, giocato spesso in coppia con l’altro britannico Jonathan Marray (con lui 2 finali a Eastbourne e Atlanta), dove ha colto però due vittorie con altri compagni (in coppia con il brasiliano Soares ad Auckland e l’indiano Bopanna a Marsiglia) ed è stato in finale al Masters Series di Montreal, proprio in coppia con Andy Murray, come detto serio candidato ad affiancarlo nel prossimo week-end a Napoli. Ricordiamo che proprio Fleming e Murray sulla terra rossa di Umago si sono aggiudicati un doppio quanto mai cruciale nella sfida play-off di settembre contro la Croazia (gli avversari erano Dodig e Pavic) e valido per l’accesso al tabellone principale della Davis di quest’anno.

 

ITALIA
Diciamo che Capitan Barazzutti schiererà nel week-end la miglior squadra possibile. Un Fognini in salita costante, fresco di best ranking (nr.13 dopo Miami), un Seppi forse al di sotto dei suoi standard migliori ma sempre punto fermo del nostro quartetto, un Paolo Lorenzi tornato tra i Top100 e che sulla terra rappresenta una validissima alternativa ed infine Simone Bolelli, doppista oramai conclamato che al fianco del nostro nr.1 si intende una meraviglia.

Di Fabio Fognini abbiamo oramai scritto di tutto. La Top10  non è molto lontana, serve un ultimo piccolo salto di qualità. Quest’anno nel circuito un ottimo quarto turno agli Australian Open (eliminato solo da Djokovic), uno splendido week-end di Davis in Argentina, la vittoria a Vina Del Mar (terzo titolo in carriera), finale a Buenos Aires, quarti a Rio ed infine due buoni ottavi di finale sul cemento americano (Indian Wells e Miami) a testimoniare che il braccio del tennista ligure si fa rispettare anche sul veloce.  Sotto tono invece il 2014 di Andreas Seppi, che ha fatto registrare appena 4 vittorie e ben 8 sconfitte. Terzo turno in entrambi i Masters Series americani, ma solo perché ha usufruito di un bye all’esordio. Il tennista altoatesino sembra proprio non riuscire a trovare il ritmo giusto quest’anno.

 Davvero encomiabile invece Paolo Lorenzi che ha da poco compiuto 32 anni. Il tennista di origine toscana sta vivendo una sorta di seconda giovinezza, capace di centrare la prima finale della sua carriera a Sao Paulo e poi la settimana immediatamente seguente di passare le qualificazioni ed un turno a Indian Wells. Insomma, grandissima affidabilità, il terzo singolarista che ci voleva. Infine Simone Bolelli, precipitato in singolare ben oltre la 300° posizione ma validissimo in doppio, soprattutto in coppia con Fabio Fognini, con il quale ha centrato le due ultime vittorie fondamentali nella Davis, l’anno scorso con la Croazia in casa e quest’anno con l’Argentina a Mar del Plata. Non hanno giocato molto insieme nel 2014(appena 4 incontri), ma come detto danno sempre l’impressione di intendersi a meraviglia, fattore da non sottovalutare.

 

LA CERIMONIA DEL SORTEGGIO

Si è svolto stamane all’interno del TC Napoli il sorteggio per definire l’ordine degli incontri della prima giornata. Da un po’di anni infatti, già si sa che il venerdì i due numeri 1 dei relativi team affrontano i numeri 2 avversari, quindi va solo stabilito con quale singolare si inizierà. Il sorteggio si è svolto all’aperto, sul prato antistante i campi del club napoletano, al fianco della piscina. Atmosfera gradevole, temperatura ideale, cielo velato con il sole che ogni tanto faceva capolino tra le nuvole.‏
Il sorteggio prevede le due squadre sedute al fianco della scrivania dell’area ospitalità dove invece sono seduti Nicola Pietrangeli (ambasciatore del tennis italiano nel mondo), il presidente del TC Napoli Luca Serra, il giudice arbitro Stefan Fransson, il vice presidente dell’ITF lo spagnolo Juan Margets, il dirigente della BNP PARIBAS/BNL Carlo Masi, il presidente della LTA Cathie Sabin.
Prima sorpresa all’atto della presentazione delle squadre, viene annunciata l’assenza di Andy Murray, ufficialmente indisposto (il capitano Smith dirà poi durante la conferenza del team britannico che il nr.8 del mondo ha contratto un virus).‏
La seconda sorpresa, sempre sul versante britannico, e che Smith ha scelto (probabilmente conscio che Murray non sarà al top) come quarto uomo Ross Hutchins, un doppista, in luogo di Daniel Evans. Nella sostanza il capitano inglese si è tutelato per il doppio ed in caso di assenza di Murray avrà comunque una coppia affiatata e di tutto rispetto.

Nessuna sorpresa invece sul fronte italiano, il nostro quartetto appare in gran forma, sereno e rilassato. Dopo i saluti di rito del presidente Luca Serra, del vice presidente ITF e del dirigente della BNL/BNP PARIBAS, il giudice arbitro Stefan Fransson procede al sorteggio. Il primo singolare sarà quello tra Fabio Fognini e James Ward, a seguire scenderanno in campo Seppi e Murray.

Per il doppio invece le coppie indicate dai due capitani sono Hutchins e Fleming per gli inglesi e Bolelli e Lorenzi per gli azzurri, ma come sappiamo Barazzutti è solito indicare in sede di sorteggio i due tennisti non indicati nei singolari (in condizioni normali saranno schierati Bolelli e Fognini).

Come detto gli azzurri sono sembrati abbastanza tranquilli, Fognini ha comunque dichiarato di avere gran rispetto per Ward, vista non solo l’ottima prestazione contro gli Usa a San Diego nel primo turno ma anche l’ottimo comportamento sul cemento americano. Ward a Indian Wells da lucky loser ha infatti comunque costretto Feliciano Lopez al terzo set nel 1° turno.Onesto Barazzutti, che pur non nascondendo le insidie di una sfida di Davis, ha ammesso che superficie e fattore campo fanno pendere leggermente il pronostico dalla nostra parte.

Incentrata ( come si poteva immaginare) sulle condizioni di Murray la conferenza stampa del team ospite. Il capitano Smith ha dichiarato che da ieri sera Murray è indisposto causa virus, che il medico gli ha consigliato di riposare e di provare ad allenarsi in serata per verificare il suo stato di salute. È chiaro che un eventuale spostamento del secondo signolare causa condizioni avverse del tempo (cosa che pare molto probabile) faciliterebbe il recupero del nr. 1 britannico.

Emozionatissimo invece Ross Hutchins. Ricordiamo che il tennista inglese aveva contratto l’anno scorso il linfoma di Hodgkin, tumore delle ghiandole linfatiche dal quale è fortunatamente guarito.

“Sono molto felice di essere qui. I miei compagni mi sono sempre stati vicini durante la malattia e stare qui con loro è fantastico“, ha dichiarato raggiante Hutchins.

Ora la parola passa al campo, meteo permettendo.

IL SORTEGGIO:

Venerdì:
R1: Fabio Fognini (ITA) v James Ward (GBR)
R2: Andreas Seppi (ITA) v Andy Murray (GBR)

Sabato:
R3: Simone Bolelli/Paolo Lorenzi (ITA) v Colin Fleming/Ross Hutchins (GBR)

Domenica:
R4: Fabio Fognini (ITA) v Andy Murray (GBR)
R5: Andreas Seppi (ITA) v James Ward (GBR)

 

TUTTI I PRECEDENTI

ITALIA-GRAN BRETAGNA 11-4

World Group Qualifying round, 19-21 giugno 1922, Londra, erba, outdoor

 Gran Bretagna-Italia 4-1

 

Kingscote-Colombo 75 64 61

Lowe-Balbi di Robecco 61 63 61

Kingscote/Riseley- Balbi di Robecco/Colombo 61 64 60

Balbi di Robecco-Kingscote wo

Lowe-Colombo 61 62 60

Quarterfinal Europe, 27-29 maggio 1926, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 2-3

 

Wheatley-Serventi 57 64 61 63

De Morpurgo-Turnbull 46 62 46 64 62

Crole Rees/Kingsley- De Morpurgo/Serventi 36 68 64 63 63

De Morpurgo-Wheatley 62 63 32rit.

Turnbull-Serventi 36 61 61 62

 

Europe Semifinal, 20-22 giugno 1928, Felixstowe, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

 

De Morpurgo-Higgs 75 64 75

De Stefani-Gregory 36 63 63 62

De Morpurgo/Gaslini- Crole Reese/Eames 64 36 46 97 75

De Morpurgo-Gregory 60 61 62

Higgs-De Stefani 61 36 63 57 62

 

Europe Quarterfinal, 8-10 giugno 1933, Eastbourne, erab, outdoor

Gran Bretagna-Italia 4-1

 

Perry-De Morpurgo 64 75 64

Austin-De Stefani 62 75 75

Hughes/Perry- Rado/Taroni 61 64 97

De Stefani-Perry 57 64 64 64

Austin-De Morpurgo 64 63 62

 

Europe 1st Round, 6-9 maggio 1950, Eastbourne, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 2-3

 

Cucelli-Mottram 57 63 75 64

Paish-Del Bello 64 46 63 46 63

Cucelli/Del Bello- Mottram/Paish 97 62 64

Mottram-Del Bello 63 63 86

Cucelli-Paish 16 62 64 86

 

Europe Quarterfinal, 13-15 giungo 1952, Bologna, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

 

Del Bello-Mottram 86 62 62

Gardini-Paish 62 63 63

Mottram/Paish- Cucelli/Del Bello 63 61 68 62

Gardini-Mottram 46 46 63 61 60

Del Bello-Paish 63 64 62

 

Europe Semifinal, 14-16 luglio 1955, Birmingham, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 0-5

 

Gardini-Knight 79 62 64 61

Pietrangeli-Becker 63 79 64 86

Pietrangeli/Sirola- Davies/Wilson 46 119 86 63

Pietrangeli-Knight 36 46 64 63 64

Sirola-Becker 108 62 75

 

Europe Final, 1-3 agosto 1958, Milano, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 4-1

 

Davies-Pietrangeli 64 63 61

Sirola-Knight 63 75 63

Pietrangeli/Sirola- Davies/Knight 63 57 64 46 97

Pietrangeli-Knight 46 63 64 61

Sirola-Davies 63 62 62

 

Europe Semifinal, 15-17 luglio 1960, Wimbledon campo 1, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

 

Pietrangeli-Wilson 64 63 46 75

Sirola-Davies 97 75 16 26 64

Pietrangeli/Sirola- Davies/Wilson 64 36 86 63

Wilson-Tacchini 36 63 86 62

Pietrangeli-Davies 64 63 64

 

Europe Semifinal, 13-15 luglio 1962, Milano, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 5-0

 

Pietrangeli-Sangster 63 46 75 86

Gardini-Knight 61 68 63 61

Pietrangeli/Sirola- Knight/Pickard 63 64 68 63

Pietrangeli-Pickard 86 60 61

Gardini-Sangster 61 63 60

 

 Europe Final, 5-7 agosto 1976, Wimbledon campo n.1, erba, outdoor

Gran Bretagna-Italia 1-4

 

Zugarelli-Taylor 61 75 36 61

Panatta-Lloyd J. 57 63 63 26 64

Lloyd D./Lloyd J.- Bertolucci/Panatta 68 36 63 1816 62

Panatta-Taylor 36 62 64 64

Zugarelli-Lloyd J. 46 68 61 61 61

Europe Final, 14-16 settembre 1979, Roma, terra rossa, outdoor

 Italia-Gran Bretagna 4-1

 

Mottram-Panatta 60 64 64

Barazzutti-Lloyd J. 61 64 64

Barazzutti/Zugarelli- Cox/Lloyd D. 75 108 61

Panatta-Lloyd J. 63 62 63

Barazzutti-Mottram 86 75

 

World Group 1st Round, 6-8 marzo 1981, Brighton, carpet, indoor

 Gran Bretagna-Italia 3-2

 

Mottram-Panatta 97 36 63 64

Barazzutti-Lewis 64 16 68 97 64

Jarret/Smith- Bertolucci/Panatta 61 36 63 36 75

Panatta-Lewis 64 62 64

Mottram-Barazzutti 63 62 62

 

 World Group 1st Round, 5-7 marzo 1982, Roma, terra rossa, outdoor

Italia-Gran Bretagna 3-2

 

Mottram-Panatta 57 75 63 64

Barazzutti-Lewis 119 61 61

Bertolucci/Panatta- Jarret/Smith 64 63 63

Mottram-Barazzutti 64 63 75

Panatta-Lewis 86 64 62

 

World Group 1st Round, 24-26 febbraio 1984, Telford, carpet, indoor

Gran Bretagna-Italia 2-3

 

Ocleppo-Dowdeswell 16 62 97 62

Lloyd J.-Barazzutti 64 36 62 63

Dowdeswell/Lloyd- Ocleppo/Panatta C. 119 64 36 36 63

Ocleppo-Lloyd 26 62 63 63

Barazzutti-Dowdeswell 61 06 63 75

 

I PRECEDENTI TRA I CONVOCATI

 Fognini-Murray 1-1

2007 Montreal, hard, R32, Fognini 62 62

2009 Montecarlo, clay, R16, Murray 76 64

Non ci sono precedenti tra Fabio Fognini e gli altri due singolaristi britannici, James Ward e Daniel Evans.

 

Seppi-Murray 1-5

2006 Nottingham, grass, Q,   Seppi 76(4) 46 61

2009 Rotterdam, hard, R16    Murray 76(4) 75

2009 Queen’s, grass, R32,       Murray 61 64

2010 Indian Wells, hard, R64, Murray 64 64

2010 Roma, clay, R32            Murray 62 64

2013 Miami, hard, R32          Murray 62 64

Non ci sono precedenti tra Andreas Seppi e gli altri due singolaristi britannici, James Ward e Daniel Evans

 

Lorenzi-Murray 0-1

2006 Adelaide, hard, R32, Murray 36 60 62

 

Lorenzi-Ward 1-1 (a livello challenger)

2008 Jersey, hard, R32         Ward 75 76(8)

2011 Barranquilla, clay, R32, Lorenzi 62 75

Non ci sono precedenti tra Paolo Lorenzi e Daniel Evans.

 

IL PRONOSTICO

Sarà un match durissimo, forse ancora di più di quello di primo turno in Argentina.

Perché mentre in terra sudamericana pur senza trovare Del Potro avevamo la consapevolezza di dover affrontare una trasferta dalle 1000 insidie e che una sconfitta ci sarebbe pure potuta stare, a Napoli (è inutile girarci intorno) partiamo con i favori del pronostico, giochiamo in casa, sulla nostra superficie preferita ed avremo tutto da perdere, cosa che metterà un po’ di pressione sulle spalle dei nostri tennisti.

E’ vero, dall’altra parte abbiamo Andy Murray, fino a qualche mese fa nr. 3 del mondo (oggi 8), considerato uno dei Fab4 del tennis attuale. Ma dopo di lui? E poi, sulla terra?

Lo scozzese non è uno sprovveduto sul mattone tritato, ma i suoi compagni?

Facendo allora una valutazione di primo impatto è indubbio che seppur di poco, siamo leggermente favoriti ed abbiamo la semifinale di Davis a portata di mano. Ma è anche vero che il margine d’errore è minimo, cioè di base bisogna assolutamente ottenere 2 punti contro il nr.2 avversario, chiunque esso sia, e vincere il doppio. Da qui non si scappa……che poi un Fognini in giornata di grazia riesca a battere Murray questa è un’altra cosa (e chiaramente speriamo possa avvenire).

Ma servirà l’aiuto di tutti per raggiungere il traguardo della semifinale. Fognini (che sembra aver pienamente superato l’infortunio al costato occorsogli a Miami) dovrà fare il nr.1, Seppi superare quelle incertezze soprattutto di tipo nervoso che a volte lo hanno frenato in Davis, Bolelli giocare un signor doppio.

Solo con tutti i tasselli al loro posto possiamo battere la Gran Bretagna, senza chiaramente dimenticare che sarà fondamentale l’aiuto ed il sostegno del pubblico napoletano, che in occasioni del genere non manca mai.

Occhio anche alla variabile meteo, al momento in cui scriviamo le previsioni non sono buone per venerdì (prevista pioggia continua soprattutto verso ora di pranzo), terribili per sabato (quando è prevista pioggia tutta la giornata). C’è di conseguenza il concreto rischio che la sfida si possa concludere di lunedì e lì sarà richiesto un ulteriore sforzo mentale ai vari attori in campo, costretti forse a sconvolgere la loro programmazione nel circuito per ultimare il match di Davis, cosa non da poco.

Insomma servirà lottare alla morte, dall’inizio alla fine, solo così potremmo tornare tra le prime 4 nazioni della Davis.

 Italia 51%- Gran Bretagna 49%

 

 

 

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Coppa Davis

Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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Coppa Davis 2021: RTF troppo forte, la sorpresa Gojo, Italia mezza delusione

Medvedev e Rublev non sbagliano un colpo. La Croazia in finale grazie al numero due, N.279 del ranking ATP. L’Italia fallisce l’appuntamento con le semifinali. Delusione Spagna. Organizzazione migliore rispetto al 2019, ma nel 2022 il format cambierà ancora

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

La stagione tennistica 2021 si è chiusa come da tradizione con la finale di Coppa Davis. La vittoria è andata alla RTF, a certificare un anno davvero d’oro del movimento tennistico russo. Oltre alla Davis alla federazione russa sono finite l’ATP Cup, la Billie Jean King Cup e la Coppa Davis juniores. Insomma, nel 2021 non ce ne è stato per nessuno.

Nulla si può dire sul successo dei russi in quel di Madrid. Ampiamente pronosticato prima dell’inizio della manifestazione, Medvedev e Rublev non hanno sbagliato una partita (se si esclude la rimonta subìta da Andrey contro Feliciano Lopez, di 16 anni più anziano…), partendo semmai con il freno a mano tirato nelle prime sfide e poi carburando alla grande quando il torneo andava avanti. Se al vecchio format della Davis si imputava la colpa di non premiare per molteplici fattori la squadra in assoluto più forte, la nuova formula mai come quest’anno ha premiato davvero i migliori e il verdetto appare incontrovertibile.

Nessuno invece si sarebbe aspettato la Croazia finalista. Ma le incredibili performance di Borna Gojo unite all’affidabilità dei numeri uno in doppio, Mektic e Pavic, ha fatto sì che i tentennamenti di Marin Cilic venissero ampiamente compensati. Del resto con l’attuale formula il doppio pesa per il 33%: quando almeno un singolare lo porti a casa e puoi schierare i migliori al mondo nella specialità (oltretutto anche campioni olimpici), la vittoria finale è praticamente cosa fatta. Complimenti ai croati, oltretutto finalisti nel 2016 e campioni nel 2018, gran bella testimonianza di continuità.

 

Diciamo la verità, ci attendevamo molto dalla nostra nazionale. Le aspettative erano alte nonostante l’assenza di Berrettini (che ha pesato e non poco). Ma la mancanza di un doppio collaudato (visto anche l’indisponibilità di Bolelli convocato proprio al posto di Berrettini) e l’eccessiva tensione (probabilmente) accusata da Lorenzo Sonego hanno fatto sì che la nostra nazionale si fermasse ai quarti. Certo, così come nel 2019 ci ha fermato la poi finalista, allora il Canada, quest’anno la Croazia. Ma la super-performance di Gojo non può essere una attenuante per i nostri ragazzi. Se si vuole andare avanti nella manifestazione bisogna essere più forti di tutto e tutti e nonostante un anno più che positivo per il nostro movimento l’appuntamento con la Davis è stato fallito. In ogni caso i margini per i prossimi anni sono più che ampi, il futuro sembra dalla nostra parte. Non resta che pazientare.

Per il resto vanno sicuramente fatti i complimenti alla Germania, che nonostante l’assenza di Alexander Zverev si è guadagnata le semifinali, facendo fuori nel girone la Serbia di Nole Djokovic (poi ripescata come migliore seconda). Anche qui decisivo un doppio formato da specialisti, Tim Puez e Kevin Krawietz. Molto bene anche la Svezia dei fratelli Ymer. Vero che sono passati come migliori secondi nel girone forse meno valido del lotto da un punto di vista qualitativo, però fa piacere rivedere nel tennis che conta una nazionale che per anni ha dominato nella manifestazione. Vedremo se nelle prossime edizioni gli svedesi sapranno confermarsi.

Djokovic si è dimostrato troppo solo per portare la Serbia in finale, uno degli obiettivi che il numero 1 del mondo si era riproposto di raggiungere e che invece ha puntualmente fallito. Ma in una formula che prevede le sfide su tre incontri, se non hai una valida spalla e un buon doppio fai fatica anche se sei il migliore del mondo. Maluccio la Spagna detentrice del titolo. Certo hanno pesato non poco l’assenza di Nadal e la positività dell’ultimo momento al COVID di Alcaraz. Ma che sia stato Feliciano Lopez a 40 anni il trascinatore della squadra la dice lunga, e l’eliminazione nel Round Robin è stata più che meritata.

Complimenti al solito Kazakistan, che oramai da matricola è diventato una costante mina vagante della manifestazione. Ai quarti si è arreso alla Serbia di Djokovic, ma se l’è giocata fino all’ultima palla e per il movimento kazako non è cosa da poco. Con Bublik in campo per i prossimi anni, il Kazakistan potrebbe regalare altre piacevoli sorprese.

Se Ecuador e Colombia hanno fatto quello che potevano, grosse delusioni sono venute da Francia e Stati Uniti che rispetto alla loro storia passata hanno tradito le attese. La Gran Bretagna ha mancato le semifinali perdendo nei quarti con la Germania in una rivincita dei quarti del 2019 che allora aveva vinto. Potenzialmente i britannici erano più forti, piccola delusione.

Deludente anche l’Australia, sconfitta nettamente dalla Croazia e nella sostanza subito fuori dalla competizione. L’Ungheria ha fatto quello che poteva, vaso di coccio tra Australia e Croazia. Gli ungheresi hanno impegnato sia gli “aussie” che i croati poi futuri finalisti. Zombor Piros si è preso anche il lusso di battere Marin Cilic, di più era difficile aspettarsi.

Non giudicabile il Canada, troppo pesanti le assenze di Shapovalov e Auger-Aliassime, certo passare da finalisti a ultimi del lotto è davvero pesante. Non giudicabili nemmeno Cechia e Austria, arrivate alle Finals con minime aspettative e che hanno comunque onorato l’impegno.

Facciamo anche un rapido bilancio della nuova formula della Davis, che quest’anno rispetto all’edizione 2019 si è giocata su più giorni ma soprattutto ha diviso i Round Robin su tre sedi. Da questo punto di vista la mossa è stata sicuramente indovinata. È vero che non sono mancate le partite finite a tarda notte, ma si sono evitati gli scempi visti a Madrid e sicuramente tutta l’organizzazione ne ha giovato.

Va anche rimarcato che se l’obiettivo dell’ITF, al di là di quello economico, era far sì che la manifestazione fosse una specie di Coppa del mondo dove vince la squadra più forte, come detto all’inizio l’obiettivo è stato indovinato. Certo, il fattore campo è sempre stato un qualcosa di unico nel mondo tennistico per la Davis, ma probabilmente sia la vittoria della Spagna nel 2019 (anche se giocando in casa un piccolo vantaggio sicuramente c’era stato) sia quella della RTF quest’anno hanno premiato i team migliori, e i loro successi danno ancora più lustro alla manifestazione.

Come detto però la formula cambierà ancora. Si passerà a 4 gironi da 4 squadre, quindi le nazionali alle Finals passeranno da 18 a 16. Le prime due di ogni girone ai quarti che si giocheranno in un’altra sede (Abu Dhabi?), niente più calcoli cervellotici per scegliere le migliori seconde come nelle ultime due edizioni. Andrà meglio? Solo il tempo ce lo potrà dire. Per il resto ci sentiamo solo di rimarcare che nonostante tutto anche questa edizione della Davis ha riservato tante emozioni, tante piccole imprese da raccontare, tanti match combattuti, un’atmosfera sempre molto particolare e suggestiva. Si ricomincerà a marzo con i Qualifiers per le Finals 2022, l’Italia cercherà la qualificazione in Slovacchia (sulla carta impegno più che abbordabile). Nonostante tutto, lunga vita alla Davis!

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