Roma Garden Open, le ambizioni di Gianluca Cadenasso: “L’obiettivo è giocare le quali Slam”

Vittoria in rimonta per Gianluca Cadenasso nel suo primo incontro al Roma Garden nonostante un problema fisico: "All'inizio non riuscivo a fare nulla. Piano piano è andata meglio"

Di Giuseppe Di Paola
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Gianluca Cadenasso (@ Instagram Gianluca Cadenasso)

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Lunedì 20 aprile è andata in scena la prima giornata di gioco al “Roma Garden Open”, torneo Challenger 75 che si disputa sui campi in terra rossa del circolo capitolino.

Il protagonista in assoluto del day 1 del tabellone principale del Roma Garden Open è stato il genovese Gianluca Cadenasso, fresco di assegnazione della wild card per le qualificazioni degli Internazionali d’Italia. Il ventunenne ligure, n. 232 del ranking ATP, si è qualificato al secondo turno sconfiggendo in rimonta la testa di serie numero 4, l’argentino Alex Barrena (n. 170 ATP) per 2-6 6-1 6-2 dopo quasi due ore di gioco. Una vittoria arrivata nonostante un problema fisico che lo ha colpito sin dalle prime fasi di gioco. E che lo ha portato a pensare più di una volta al ritiro.

Una vittoria fortemente voluta dal tennista ligure che conferma il carattere di Cadenasso, che ritrova il sorriso in terra italiana dopo le due sconfitte arrivate a Barletta e Monza.

Roma Garden Open, Cadenasso: “Ho lasciato andare il primo set per strategia”

Credo di aver avuto un piccolo problema, non so ancora bene se all’addome o all’adduttore. Comunque la zona bassa dell’addome”, ha spiegato Cadenasso ripercorrendo i primi momenti del match. “All’inizio non riuscivo a fare nulla. Piano piano, forse anche cercando di sciogliermi un po’ con il massaggio del fisio, è andata meglio. Il primo set l’ho anche un po’ lasciato andare per strategia, per cercare poi di dare tutto al secondo e al terzo. Ed è andata bene.

Una gestione tattica lucida del match che è figlia del lavoro tecnico quotidiano. Se il dritto rimane la sua arma principale — “l’ho molto naturale, quindi non c’è molto da lavorare, solo su come gestirlo un po’ più tatticamente perché certe volte faccio un po’ confusione” il focus del suo team rimane il miglioramento del rovescio: “È sempre stato il mio colpo meno forte, stiamo lavorando tanto su quello. Ho migliorato molto questo colpo, ma sicuramente la chiave per salire ancora è cercare di essere ancora più incisivo dalla parte del rovescio”.

Il 2026 di Gianluca Cadenasso si sta rivelando un anno di conferme e di crescita accelerata. Fuori dai 300 ad inizio anno, grazie a un inizio di stagione positivo, il ligure ha stabilito il suo best ranking alla posizione 227.

Il punto di svolta della sua stagione affonda le radici nella trasferta sudamericana, culminata con il titolo vinto ad Asunción. Un’esperienza che lo ha maturato, nonostante le difficoltà incontrate al rientro: Mi ha dato una spinta molto forte per lavorare ancora di più. Devo dire che tornato in Europa ho fatto molta fatica a riadattarmi, più qua rispetto a quando sono andato in Sudamerica. Là mi sono trovato molto bene, come se fossi a casa”.

Le tappe di Barletta e Monza sono state necessarie per riprendere il ritmo europeo: Ho fatto tanta fatica a riadattarmi alle condizioni qua in Europa, che sono completamente diverse da là. Però mi ha dato tanta, tanta spinta per lavorare ancora più duro e questo dimostra che sicuramente lavorare bene, lavorare tutti i giorni con costanza, poi porta sempre a un risultato”.

Roma Garden Open, Cadenasso: “Il vero momento di cambiamento è stato a Genova”

Guardando indietro, Cadenasso riconosce quanto siano state fondamentali le tappe intermedie, come la semifinale raggiunta a Biella e poi la finale di Montemar persa contro Kolar, sebbene per Cadenasso il punto di svolta è stato l’exploit casalingo a Genova davanti a familiari e amici: “Il vero momento di cambiamento è stato a Genova, dove ho fatto la prima vittoria in tabellone Challenger. È stata praticamente sei mesi fa la prima vittoria in tabellone. Poi ho fatto semifinale (Biella, ndr), finale (Montemar), vittoria (Asuncion)… quello mi ha dato una spinta forte, molta confidenza”.

E il successo di Asuncion è arrivato anche grazie alla possibilità di frequentare con maggiore costanza il circuito Challenger. Partite che gli hanno regalato una consapevolezza diversa rispetto a quando ha affrontato la sua prima finale: “Ti trovi in un mondo un po’ diverso da dove sei abituato a stare. Ho giocato tanti ITF fin da quando comunque avevo 16, 17, 18 anni. Trovarmi, tutto d’un tratto — perché sono partito dalle qualificazioni — in una finale Challenger è stato emotivamente forte e non l’ho gestita bene. E, infatti, poi la seconda finale, avendo anche fatto molte più partite in questo circuito, è andata bene”.

Gianluca guarda al futuro con ambizione. Gli obiettivi per il resto del 2026 sono chiari: “Adesso giocherò sicuramente gli Internazionali a Roma, sarà un’emozione forte, e poi spero il Roland Garros. Incrociamo le dita perché sono al limite [per entrare nelle qualificazioni. ndr], però sicuramente giocare tutti gli Slam è l’obiettivo di quest’anno.

Gli altri match

Tutto facile per il primo favorito del tabellone principale. Il ceco Dalibor Svrčina (n. 127 ATP) ha gestito facilmente il primo match su terra rossa del 2026 battendo agevolmente il diciottenne bulgaro Alexander Vasilev (6-1, 6-3), in tabellone grazie agli slot riservati ai miglior tennisti junior.

In un match molto combattuto, il greco Stefanos Sakellaridis, testa di serie numero 7, ha avuto la meglio sul tedesco Henri Squire con il punteggio di 7-6, 4-6, 6-4 dopo quasi due ore e trenta minuti. Vince anche il giovane elvetico Henry Bernet che batte 6-3 6-4 il francese Luka Pavlovic.

Quattro italiani superano le qualificazioni

Ottime notizie dal fronte azzurro con Carlo Alberto Caniato, che ha superato lo spagnolo Miguel Damas, testa di serie numero 1 del tabellone cadetto, con un doppio 6-4. Insieme a lui, hanno strappato il pass per il main draw anche Filippo Romano (vincitore del derby con Ribecai), Andrea Guerrieri e Jacopo Vasamì. Si ferma invece a un passo dal tabellone principale Lorenzo Carboni, battuto dal ceco Jonáš Forejtek per 4-6, 6-0, 6-3 dopo un ottimo primo set.

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