Wta Monterrey: Ivanovic e Wozniacki in semifinale

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Wta Monterrey: Ivanovic e Wozniacki in semifinale

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TENNIS WTA MONTERREY – In Messico avanzano tutte le favorite. In semifinale ora sarà Wozniacki-Ivanovic e Date-Jaksic.

Nella notte si sono giocati i quarti di finale dell’Abierto Tennis Open di Monterrey. Nella parte bassa del tabellone troviamo ancora la presenza delle teste di serie, che in questa settimana sono saltate con molta facilità.
Nel match tra la seconda e la sesta del tabellone (Ivanovic contro Rybarikova) abbiamo assistito ad una serie di bagel, il che faceva rassomigliare il match ad un’altalena, con continui cambi di fronte. È la serba ad aprire le danze: prima perde il servizio nel game di apertura, poi non contenta di questo sgarbo subìto, infila un parziale di 6-0 condito dai suoi soliti “ajde”. Nulla di eccezionale, a guardare le statistiche, con l’unico dato che impressiona che è la percentuale di palle break trasformate (3 su 4).

Dopo aver perso il primo set per 6-1, la Rybarikova vuole rispondere al fuoco col fuoco. Stavolta è lei a firmare il bagel per portare la partita al terzo set; Ivanovic a tratti imbarazzante al servizio, con il 40% di punti con la prima palla e il 33% di punti con la seconda: con questi numeri, era inevitabile il 6-0.

 

Il terzo set appare di poco più equilibrato rispetto agli altri due, ma come sempre, nelle fasi cruciali, è Ana a prevalere. La serba abbozza la reazione d’orgoglio e strappa il servizio all’avversaria nel primo game, dopo una lottatissima serie di vantaggi. Poi gestisce preziosamente per tutto il set, concedendo poco e niente, fino ad involarsi 5-1. La Rybarikova non riesce ad impedire la sconfitta, portandosi soltanto sul 6-2 finale.

Primo match “difficile” per la Wozniacki, qui a Monterrey. Per la prima volta nel torneo la danese ha perso un set contro la Pliskova, numero 73 del mondo, classe 1992. Partenza in salita, con la ceca che spunta al tiebreak un set davvero lottatissimo tra le due. Quasi stesse percentuali al servizio e in risposta, le giocatrici hanno concesso soltanto una opportunità di break alla avversaria, diligentemente annullata; e quindi si sono trascinante al tiebreak, che lo ha vinto,con un colpo di reni, la giovane ceca.

Ma alla fine è l’esperienza e il cinismo della Wozniacki che è prevalso. Nei due set successivi, infatti, la ceca non ha variato le sue percentuali al servizio, così come ha fatto anche la danese, che però ha vinto i punti importanti, quelli che fanno la differenza. È così che nel secondo set strappa tre break, e nel terzo due, pur concedendo in entrambi i casi il servizio in una occasione. Con un doppio 6-3 Caroline si assicura la semifinale contro la Ivanovic.

Nella parte alta del tabellone invece la semifinale è tra due tenniste non abituate a questi palchi, almeno nei tempi recenti. Continua la cavalcata inaspettata di Kimiko Date, che sulla soglia dei 44 anni ha ancora le forze per giocare un match di oltre due ore e mezza e vincerlo; sopratutto contando che anche con la Babos aveva giocato una maratona. Stavolta aveva di fronte un’avversaria di spessore, Monica Puig, testa di serie numero 8. Il match è stato tirato fino alla fine, dove l’esperienza ha fatto prevalere la giapponese, che, con un colpo di coda, ha centrato il break decisivo sul 5-4, chiudendo quindi il match sul servizio dell’avversaria.

Di fronte avrà una serba che ha per iniziali le lettere JJ, ma non è Jelena Jankovic, bensì Jovana Jaksic, numero 137 del mondo, che ha eliminato Karin Knapp al primo turno. Questa piccola belva serba ha avuto ragione dell’americana Boserup senza troppi patemi,anzi. Dopo un 6-3 iniziale che faceva sperare in un match equilibrato, le doti di Jovana hanno preso il sopravvento ed in meno di un’ora la serba ha portato a casa il match che le vale la prima semifinale in un torneo Wta, con un bel 6-0 nel set decisivo. Vale la pena sottolineare che la Jaksic nel match ha avuto un costante rendimento col servizio sopra l’80%.

I risultati dei quarti di finale:
A.Ivanovic(2) b. M.Rybarikova(6) 6-1 0-6 6-2
C.Wozniacki(3) b. K.Pliskova 6(3)-7 6-3 6-3
K.Date-Krumm b. M.Puig 6-4 6(2)-7 6-4
J.Jaksic b. J.Boserup 6-3 6-0

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Follia Paire a Buenos Aires: non gioca l’ultimo game e si vanta dei guadagni ottenuti in carriera

In campo con Francisco Cerundolo, il francese non ha gradito una chiamata, sputando sul segno e perdendo le staffe. Si prospettano provvedimenti importanti

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Benoit Paire - Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)

Benoit Paire riesce sempre a camminare su un filo sottile: da un lato continuerà a fare gesti prevedibili, in linea con il personaggio; dall’altro, però, non smetterà mai di proporre contenuti originali né di alzare l’asticella dei suoi comportamenti anti-sportivi. E quello che ha durante il suo match d’esordio al secondo turno del 250 di Buenos Aires contro Francisco Cerundolo è forse la perfetta sintesi di questo equilibrio sopra la follia.

Dopo aver vinto il primo per 6-4, il francese era sotto 2-0 ma con due palle break per rientrare, quando Cerundolo (fratello maggiore di quel Juan Manuel capace di vincere a Cordoba la scorsa settimana da qualificato e all’esordio in un torneo ATP) ha cercato l’ace centrale da destra, cercato e, secondo il giudice di sedia, trovato spizzicando la riga. Non secondo Benoit, però, che prima ha protestato veementemente e poi addirittura sputato sul segno, il tutto corredato da parole che difficilmente si rinverranno sui manuali di catechismo e che gli sono valse un primo warning.

Questo il video del casus belli e quello del punto seguente, in peraltro Paire è riuscito a contro-breakkare, scavando un fossato nella terra di Baires con il più inviperito degli smash e sottolineandolo con un “vamos” fra il belluino e il provocatorio, continuando poi a ‘smattare’ durante il cambio di campo.

 

Di una cosa possiamo essere sicuri: se già non lo era prima, da ieri Paire sarà sicuramente team Hawkeye sulla terra! Qui, invece, la foto de “Lo Sputo”, che non è l’ultima opera di Edvard Munch:

Le acque, come ampiamente preventivabile, non si sono chetate, e verso la fine del set gli è stato comminato un punto di penalità. Dopo essere andato sotto per 4-1, infatti, Paire ha di nuovo sputato e urlato contro il giudice di sedia, chiedendo anche l’intervento del supervisore. Il risultato è stato un terzo set regalato e girato come un remake, tra gli altri, del match di Roma contro Sinner, e suggellato da questo doppio fallo finale:

Dopo il match, poi, il barbuto ha twittato la cifra vinta in carriera solo a livello di prize money, con la caption che recita “alla fine vale la pena di fare schifo”, un messaggio di scherno per gli haters (con annessi bacino e dito medio) e forse anche per le autorità che quasi certamente provvederanno a multarlo negandogli il premio di partecipazione della settimana:

Tutto sommato, comunque, sembra essersela fatta passare in fretta:

Sarà quindi Cerundolo ad affrontere Pablo Andujar (tds N.6 e vincitore di Mager nel primo match di ieri) nei quarti di finale. Si aspettano invece le decisioni per il comportamento di Paire, come detto: il sito dell’ATP per ora lo sta censurando, visto che nel report giornaliero ha totalmente glissato sull’accaduto, ma è probabile che una risposta più assertiva non si faccia attendere, con provvedimenti che potrebbero andare da una multa fino a una sospensione.

Il tabellone aggiornato di Buenos Aires

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Challenger

Giannessi e Zeppieri ai quarti di finale del Challenger di Gran Canaria 2

Sarà sfida incrociata Italia-Spagna al prossimo turno. Alessandro Giannessi sfiderà Gimeno Valero, Giulio Zeppieri se la vedrà con Esteve Lobato. Eliminati Gaio e Bonadio

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Giulio Zeppieri - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

GRAN CANARIA 2

Alessandro Giannessi accede ai quarti di finale battendo (7-6 7-5) lo spagnolo Nikolas Sanches Izquierdo (n.363 ATP) al termine di un match combattutissimo, durato più di due ore. Del resto il catalano non è nuovo a queste maratone, lo ricordiamo al Challenger di Forlì quando tenne in campo Salvatore Caruso per oltre tre ore prima di cedere con un doppio tie-break. Un giocatore ostico e tenace dunque, che ha costretto lo spezzino a lottare su ogni punto, lasciando da parte la poesia a favore di una sana concretezza. Epico il finale del primo set, dopo due break per parte, con Giannessi che nel dodicesimo gioco difende strenuamente il servizio, cancellando ben cinque set point. Ne annullerà un altro nel tie-break prima di chiudere 9-7. Grande battaglia anche nel secondo parziale che vede un solo break, quello decisivo, nell’undicesimo game. Nei quarti Giannessi affronterà Carlos Gimeno Valero.

Ai quarti pure un grande Giulio Zeppieri che supera (7-6 6-1) lo slovacco Filip Horansky (n.170 ATP). All’inizio entrambi i giocatori sembrano piuttosto tesi e i rispettivi servizi alquanto fragili. Poi l’incontro si stabilizza e si arriva al tie-break, visto che ‘Zeppo’ non riesce a sfruttare i due set point avuti nel dodicesimo gioco. Un tie-break molto incerto in cui il nostro tennista deve, a sua volta, annullare un set point, prima di chiudere 9-7. Lo slovacco sembra alquanto destabilizzato dalla conclusione del set, mentre Zeppieri vola sulle ali dell’entusiasmo e non lascia scampo all’avversario. Per lui è la quarta vittoria consecutiva (tra qualificazioni e tabellone principale) ed erano parecchi mesi che non gli succedeva.

Raggiunto telefonicamente Giulio ha commentato così: Sono molto contento, nel primo set è stato davvero complicato per via del vento. Era difficile controllare i colpi, per fortuna sono riuscito a gestire bene i punti importanti”. Nei quarti il suo avversario sarà lo spagnolo Eduard Esteve Lobato (n.434 ATP), con cui non ci sono precedenti.

Federico Gaio viene invece fermato (6-0 3-6 6-3) dal 19enne Carlos Gimeno Valero (n.400 ATP) al termine di un incontro durato quasi due ore e molto più combattuto di quanto non dica il punteggio. Peccato che il faentino proprio non riesca a trovare continuità e prosegua con questi ‘up and down’, proprio come in questo incontro dove ha giocato in maniera tutt’altro che entusiasmante, commettendo davvero troppi errori, come confermano i ben sei servizi persi. Nei quarti il valenciano troverà il nostro Alessandro Giannessi.

 

Non meglio è andata a Riccardo Bonadio che non è mai riuscito a fare partita (6-2 6-4) contro lo sloveno Blaz Kavcic (n.254 ATP), giocatore non di primo pelo (venerdì compirà 35 anni) ma con una buona carriera alle spalle, come testimoniano i 17 trofei Challenger che conserva in bacheca. Contro Bonadio ha imposto la sua maggiore esperienza (quattro break contro uno solo) e si è preso la rivincita per la bruciante sconfitta della settimana precedente, sempre qui a Gran Canaria. Fuori anche la testa di serie n.1, il 17enne spagnolo Carlos Alcaraz (n.131 ATP) che, dopo le tre vittorie Challenger dello scorso anno, comincia ad accusare qualche colpo a vuoto. Questa volta si è fatto sorprendere dall’argentino Marco Trungelliti (7-6 6-3), confermando che una determinazione feroce e una preparazione atletica perfetta da sole non bastano. Servirebbe anche un po’ di talento e magari, perché no, una parvenza di servizio.

CHALLENGER 125 NUR SULTAN

Allineato ai quarti di finale anche il torneo kazako che non ha visto italiani ai nastri di partenza. La parte nobile del tabellone è sicuramente quella alta, dove il quarto di finale tra il coreano Soonwoo Kwon, testa di serie n.1 (vincitore di Biella 2 su Musetti) e il ceco Tomas Machac (n.166 ATP e giustiziere dello statunitense Mackenzie McDonald, fresco vincitore di Nur Sultan 1) vale sicuramente una finale.

CHALLENGER 50 SAN PIETROBURGO

Il torneo russo offre un basso montepremi (il minimo per rientrare nella categoria) e, come ovvia conseguenza, un campo di partecipanti modesto. Tanto che era sufficiente essere nei primi 300 della classifica ATP per rientrare tra le teste di serie. L’unico italiano in gara era Alessandro Bega, eliminato nel secondo turno delle qualificazioni dal monegasco Lucas Catarina (n.432 ATP), plurivincitore nel circuito Future, e autore, questa volta, di una felice scorribanda al piano di sopra.

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Quote venerdì 5 marzo: Giorgi vale 2,50 contro la giovane Tauson

Nelle semifinali di Doha Muguruza favorita su Azarenka, battaglia fra Kvitova e Pegula. A Rotterdam Chardy cerca un’altra impresa con Rublev, continua la rinascita di Nishikori?

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Siamo arrivati ai quarti di finale a Rotterdam, con la parte alta del tabellone che non vede nessuna testa di serie a giocarsi la semifinale: si incontreranno infatti i vincitori degli incontri fra Tommy Paul e Marton Fucsovics (con l’ungherese favorito a quota 1,57 da Bet365) e fra un redivivo Kei Nishikori e un solido Borna Coric, match quest’ultimo che ha un solo precedente a favore del nipponico ma che vede i bookmakers sbilanciati sul croato (1,55 e 2,40 le quote medie). Come da copione invece nella parte bassa, dove troviamo la seconda testa di serie Stefanos Tsitsipas, che, uscito vincitore a fatica dalla sfida con Hurcacz, affronta ora Karen Khachanov, sempre sconfitto nei due confronti diretti, con quota 1,43; vale addirittura 1,10 per Snai l’approdo in semifinale di Andrey Rublev (tds numero 4), atteso dall’ottimo Jeremy Chardy di questo inizio anno, che in questo torneo ha già battuto, da sfavorito, Humbert e Goffin, ma che ha perso cinque dei sei scontri col russo.

Tempo di quarti anche in terra argentina, dove il candidato principe alla vittoria del torneo di Buenos Aires Diego Schwartzman sfida Jaume Munar, reduce dal bel successo su Tiafoe, con quote medie 1,30 e 3,40. Dopo aver estromesso dal torneo la seconda testa di serie Garin, Sumit Nagal affronta un altro specialista del rosso come Albert Ramos-Vinolas, favorito in lavagna a 1,55 da Snai ma già sconfitto nell’unico precedente dall’indiano; derby slavo poi fra il serbo Laslo Djere e il bosniaco Miomir Kecmanovic, sempre vincente nei due confronti diretti (entrambi su cemento) ma che parte indietro nei pronostici, con il successo di Djere che paga mediamente 1,57. Infine match equilibrato fra due terraioli doc quello che vede in campo l’esperto Pablo Andujar e Francisco Cerundolo: tredici anni di differenza tra i due e quote rispettivamente di 1,80 e 2 su Bet365.

Il WTA 500 di Doha è già alle semifinali: la prima è quella più equilibrata a guardare le quote, con Petra Kvitova leggermente in vantaggio (1,72 e 2,10 per Bet365) su una Jessica Pegula che ha lasciato le briciole a Karolina Pliskova; la ceca ha già vinto questo torneo nel 2018 e ha battuto la statunitense allo scorso US Open. Nella seconda c’è una favorita più netta: il successo di Garbine Muguruza su Vika Azarenka vale mediamente 1,33, con entrambe le tenniste che vengono da successi convincenti contro Sakkari e Svitolina; il bilancio nei precedenti è di due vittorie per parte, e va ricordato che la bielorussa ha già trionfato a Doha in ben due edizioni, quelle del 2012 e 2013.

 

A Lione c’è in campo Camila Giorgi, attesa dalla sorprendente diciottenne Clara Tauson, la quale, partendo dalle qualificazioni, non ha ancora lasciato un set alle avversarie e si presenta come favorita dell’incontro (quota media 1,50 per la danese); in programma anche il derby francese fra Fiona Ferro e Clara Burel (favorita la prima a 1,50 da Snai) e lo scontro tra le sorprendenti Greet Minnen e Viktorija Golubic, con quest’ultimo preferita dai bookies mediamente a 1,52, per finire con Kiki Mladenovic (1,77) leggermente favorita su Paula Badosa. Curiosamente nessuno dei quattro incontri dei quarti di finale ha dei precedenti.

Luca Chito

***Le quote sono aggiornate alle 8 di giovedì 4 marzo e sono soggette a variazione

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