Fognini e Seppi in "ottavi" non è vero record ma quasi

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Fognini e Seppi in “ottavi” non è vero record ma quasi

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TENNIS ATP MASTER 1000 MONTECARLO – Roger Federer potrebbe saltare Roma o Parigi, dopo 61 Slam consecutivi, se Mirka gli dà l’erede…al momento sbagliato. Un furibondo Nadal polemizza con l’arbitro Pascal Maria per i 25 secondi che gli sono costati due time-violation. “Meglio un orologio sul campo allora!”

MONTECARLO _ A metà di una giornata fredda e ventosa da Costa Grigia più che Azzurra, ci ritroviamo con due italiani negli ottavi al torneo di Montecarlo. Seppi che vince per la prima volta in 9 partecipazioni monegasche due partite di fila, Youzhny e Andujar, Fognini che mette sotto Bautista Agut per la quarta volta su cinque dopo la prima sofferta vittoria su Sousa martedì.
Qualcuno dirà che non è un risultato fenomenale, però non si può dire nemmeno che sia un risultato consueto per il tennis italiano. Con l’aiuto anche di Elena pero abbiamo fatto una piccola ricerchina.

Salvo che nel 2009 quando Fognini uscì dalle qualificazioni e perse regalando da 5-0 il primo di due set a Murray (76 64) e Bolelli si arrese invece a Ljubicic, 75 75, non era più successo di avere due fra “the last 16” addirittura dal 1978, cioè dai tempi gloriosi di Panatta e Barazzutti che curiosamente si trovarono di fronte nei quarti. Barazzutti battè 62 75 Panatta che al turno precedente aveva battuto Ocleppo 63 63. Attenzione il torneo aveva allora, e lo ha avuto fino all’84 compreso, un tabellone di 32 giocatori per cui bastava arrivare al secondo turno per essere tra i “last 16”. Al secondo turno era approdato anche Bertolucci che aveva perso da Gerulaitis. Bertolucci può dire dunque di aver giocato gli ottavi a Montecarlo, ma insomma…aveva superato un solo turno (battendo un americano, Terry Moor che vantava sì vittorie su Nastase e Panatta…ma che aveva perso negli Stati Uniti in un match intercollegiate anche da un certo Scanagatta! Ho vinto così poche partite di livello che se non le ricordo e cito io…Scusate!).

 

Nel ’77 addirittura il torneo del Principato era stato riservato a 16 giocatori e quindi per arrivare nei quarti era bastata una vittoria: l’avevano colta sia Panatta (battuto da Vilas) sia Barazzutti che battè lì Taroczy e poi Kodes per perdere in finale da un certo Borg che chiuse come suo solito 63 75 60.

Ultimo cenno “storico”: Panatta ha giocato i quarti per 4 anni consecutivi nel Principato, dal ’75 a ’78, ma solo nell’ultimo anno vincendo due partite.

Tutta questa inescusabile pappardella per dire che insomma, se altri italiani hanno sì raggiunto gli ottavi non lo hanno però quasi mai fatto in coppia. Quindi laude a Fognini e Seppi anche se questo giovedì il fatto di vedere Seppi contro Nadal non ci rassicura sul prosieguo dell’avventura a due.

Invece per quanto riguarda Fognini contro Tsonga vi rimando all’audio-intervista registrato con Paolo Bertolucci – lo trovate fra le flash – e alle sue considerazioni secondo cui “su 10 partite sulla terra rossa sette oggi ne vincerebbe Fognini”. Ma ha detto di più.

Senza escludere che Seppi batta Nadal – ma in verità mi sentirei di farlo: gli accadde di batterlo una sola volta, ma a Rotterdam, quindi sul “veloce” e…ascoltate l’audio spiritoso di Seppi per saperne di più – insomma Fognini potrebbe farcela contro Tsonga (ore 10,30 sul centrale) se riesce a giocargli sul rovescio (altro audio che suggerisco di ascoltare: della tattica e non solo ne parla Fabio) e vedere poi venerdì Fognini contro Federer sarebbe un altro spettacolo da non perdere. Almeno credo. Sono certo che Fabio, che qui viene seguito come uno di casa (all’uscita dalla conferenza stampa di cui abbiamo dato i transcripts e l’audio c’era mezza Arma di Taggia ad aspettarlo per congratularsi e per gli autografi: papà Fognini era circondato nemmeno fosse il…Papa!) si esalterebbe se riuscisse a tener testa a sua Maestà Roger nei primi games. Ad maiora.

Intanto va registrata questa strana vicenda, sottolineata a più riprese nelle cronache dei nostri inviati e perfino nelle flash, di questi grandi della racchetta che erano quasi …ai primi passi sulla terra battuta e che quindi non garantivano sfracelli.

Invece capita che Djokovic martedì fa fuori Montanes in 45 minuti (61 60), che Wawrinka oggi impiega gli stessi 3 quarti d’ora per riservare la stessa fine a Cilic (60 62 e Cilic non è Cincirinella), che Federer impiega 6 minuti di più per dominare 62 61 uno Stepanek che una volta lo aveva sorpreso al Foro Italico.

L’unico a crear un minimo di suspence è stato Nadal, ma solo all’inizio, quando si è trovato sotto di un break (e quasi di due) con Gabashvili. Ma alla fine il 64 61 in un’ora e 13 minuti dice che si è trattato di una sofferenza molto relativa.

Alla fine sono state più lunghe ed interessanti le interviste. Le potete trovare tutte per esteso sul sito che, nella sua nuova grafica vi avrà creato qualche difficoltà iniziale ma poi – spippolando spippolando come dico io che odio la parola click – dovreste essere in grado di trovare tutto.

Forse l’aspetto più curioso è quello che riguarda la circospezione di Roger Federer riguardo all’arrivo del terzo erede (o anche del quarto se davvero Mirka aspettasse altri due gemelli). E’ stato attentissimo a non lasciarsi sfuggire la data presunta della lieta novella, ma rispondendo ad una mia domanda (Non so se sia vero o no ma è vero che la tua programmazione dipende da una possibile nascita il mese prossimo? Giocherai Roma o Parigi a seconda di quel che succede vero?) ha detto: “Dobbiamo vedere quel che succederà. Non c’è una data sicura, stiamo solo aspettando…ma sì, è così”.

Insomma, cambierà qualcosa?
“Sì, naturalmente, è una mia priorità star vicino e sostenere mia moglie. Ho giocato abbastanza incontri di tennis. Perdere un torneo o una partita non cambierebbe nulla. Intanto al momento sono contento di giocare”.

Insomma dopo 61 slam consecutivi potrebbe accadere che Federer debba saltare Parigi. A meno che Mirka partorisca in un giorno in cui Roger riposa. Negli Slam si gioca a giorni alterni. Ricordo che una volta il rumeno Pavel, proprio da Parigi e dagli Internazionali di Francia tornò dalla moglie che partoriva dopo un viaggio in macchina di diverse centinaia di km. E rientrò su Parigi all’alba del giorno in cui doveva giocare. Alle cinque del mattino era fuori dal Roland Garros, addormentato in macchina. Dubito però che Roger – che si può comunque permettere un jet privato con qualche comfort in più – si sottoporrebbe ad un simile stress. Ma sarebbe curioso se accadesse, questo sì. Se non mi rubano la domanda, dopo la sua partita con Rosol – se avrà vinto e sarà di buon umore – glielo chiederò!

Intanto ho chiesto a Roger anche di Coppa Davis e del confronto con l’Italia…

“Siamo certamente eccitati all’idea di giocare contro l’Italia, così possiamo giocare in casa. E’ bello per i fans e per la federazione, perchè potranno fare un po’ di soldi. Hanno speso tanto per le trasferte …ora per esempio devono giocare la Fed Cup in Brasile. E’ buono per loro giocare poi due partite di fila in Svizzera porterà un po’ di euforia anche per la competizione. Siamo contenti di aver battuto il Kazakhstan. È stato un bel sollievo alla fine. Giocare in casa, scegliendo luogo e superficie ci favorisce ancor di più…contro l’Italia. Ma ogni partita va giocata. Spero che saremo in salute tutti e due (con Wawrinka). Sarà interessante, lo è sempre stato con l’Italia le due volte che ho giocato a Neuchatel (fu l’esordio di Roger in Davis) e a Genova (dove aveva più tifosi lui che l’Italia!). Ma questa volta sarà ancora più interessante perchè ci sarà ancora molto più in palio…”.

Se la Svizzera non vince la Davis quest’anno non la vince più, sarebbe stata la mia chiosa.

E Wawrinka mi ha risposto: “E’ una semifinale importante per la Svizzera, ci sarà tantissima gente a guardarci. Dovremmo essere i favoriti ma dobbiamo stare bene per i prossimi sei mesi, e specialmente dopo l’US Open…Penso che una superficie veloce sarebbe l’ideale, soprattutto uscendo dall’US Open, ora indoor o outdoors non cambierebbe granchè”.

Rafa Nadal invece era meno sereno. Aveva beccato ben due ammonizioni per time-violation, come al solito per aver superato il muro dei 25 secondi fra un punto e l’altro. Imputato l’arbitro Pascal Maria (il francese che c’era anche a Napoli).

“Voglio riguardare il video di quel punto precedente. A volte sono il primo ad accettare le cose. Ma oggi no. Non accetto la sua decisione dopo uno scambio lunghissimo e combattuto come quello. Ed era dopo un breakpoint annullato. Pascal è un buon arbitro ma non aveva ragione. La cosa migliore a questo punto è mettere un orologio sul campo. Non abbiamo più bisogno dell’arbitro, ci sono tutti i giudici di linea…possiamo mettere l’Occhio di Falco anche qui. Abbiamo il tabellone elettronico, i punti li vediamo lì, non ci serve uno che dica soltanto 15-30, 30 pari, game Nadal o game Gabashvili. La penso così. Se gli arbitri non sono pronti a capire e a leggere un po’ il match…non c’è bisogno di loro e di dargli un lavoro!”

Un Nadal furibondo! “E successo perchè l’arbitro voleva ce succedesse”!

Che ne pensano i lettori? Ha ragione Nadal o ha avuto ragione Pascal Maria? Gradirei commenti in particolare di chi non è tifoso di Nadal e/o di Federer o Djokovic. Commenti costruttivi e intelligenti anzichè missili tirati pro o contro Nadal. Ci posso contare?

Grazie.

Ubaldo commenta la quarta giornata del Montecarlo Rolex Masters 2014

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Australian Open: Monfils domina Bublik, Zverev col vento in poppa. Sarà Sonego-Kecmanovic

Il tedesco non ha problemi con Millman, Kecmanovic supera Paul. Opelka, Khachanov e Albot avanti

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Gael Monfils - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Giornata ricca di sorprese all’Australian Open maschile. Anche se sono state poche le teste di serie ad abbandonare il torneo non sono mancate le partite combattute e dei vincitori fuori pronostico. Ecco la seconda parte dei risultati maschili di giornata dei match che non hanno visto impegnati giocatori italiani (qui la prima parte).

Kecmanovic b. Paul 7-6(7) 7-5 7-6(8)

Può essere definita sorprendente la vittoria ottenuta dal serbo Miomir Kecmanovic contro Tommy Paul. Il tennista americano era l’assoluto favorito della vigilia visto il periodo di forma non eccezionale di Kecmanovic e in generale la poca adattabilità del gioco del serbo alle superfici veloci. La giornata poco positiva al servizio è costata cara a Paul, che sullo scambio ha sofferto la grande regolarità e forza atletica del tennista serbo. Nonostante la giornata negativa l’americano ha avuto più chance per portare a casa un set, avendo avuto tre set point sia nel primo che nel terzo set. Kecmanovic raggiuge così il primo terzo turno Slam della sua carriera, approfittando dello spicchio di tabellone lasciato libero dal ritiro del suo connazionale Djokovic: affronterà Lorenzo Sonego nella notte italiana di giovedì per un posto negli ottavi di finale.

 


[28] Khachanov b. Bonzi 6-4 6-0 7-5
[Q] Albot b. [Q] Vukic 6-4 7-6(4) 6-4

[23] Opelka b. Koepfer 6-4 6-3 7-6(4)

È andata meglio al numero due americano Reilly Opelka, che ha battuto il sempre ostico Dominik Koepfer in una partita molto più sofferta di quanto dica il 6-4 6-3 7-6(4) finale. Il tennista tedesco ripenserà a questa partita con tanti rimpianti visto che si è trovato avanti di un break in avvio di primo set salvo poi farsi rimontare con due break subiti nel quarto e decimo game, con in mezzo tre palle break cancellate da Opelka con l’aiuto del servizio. Dopo un secondo set dominato dall’americano Koepfer si è rifatto sotto nel terzo set, guadagnandosi due set point non convertiti nel decimo game per poi subire la beffa nel tie-break con un solo minibreak subito che l’ha condannato alla sconfitta. Vittoria in tre set anche per Karen Khachanov, che ha battuto in due ore il francese Benjamin Bonzi, un avversario sicuramente ostico e che tanto bene aveva fatto nel circuito Challenger nel 2021. Passa anche il moldavo Radu Albot, messo in difficoltà dal padrone di casa Alexander Vukic ma che ha fatto valere la sua esperienza maggiore nel circuito nei momenti decisivi del match.

[2] Zverev b. Millman 6-4 6-4 6-0

Albot avrà vita molto più complicata nel terzo turno contro Alexander Zverev, testa di serie numero 3 del tabellone e favorito assieme a Daniil Medvedev per la vittoria finale. Il tennista tedesco ha superato l’esame posto da John Millman, tennista sicuramente di molte categorie inferiore a Zverev ma che in passato ha dimostrato più volte di essere particolarmente indigesto ai top player specialmente quando gioca a casa sua in Australia. La risposta e la solidità da fondo di Millman hanno messo in difficoltà Zverev nel primo set, in cui l’australiano è riuscito a tenere competitiva la sfida con un controbreak immediato, vanificato dal break subito decisivo per le sorti del set nel game successivo. Millman ha avuto la possibilità del controbreak anche nella metà del secondo set, dopo aver subito un altro break in avvio, ma il servizio di Zverev fa buona guardia e trascina il tedesco al dominio del terzo set, in cui si toglie il lusso di infliggere un pesante 6-0 al tennista australiano.


[16] Garìn b. Martinez 6-7(1) 7-6(4) 2-6 6-2 6-2

[17] Monfils b. Bublik 6-1 6-0 6-4

Si è chiusa inaspettatamente in tre set anche l’ultima partita in ordine cronologico della mattinata italiana, la sfida tra la testa di serie numero 17 Gael Monfils e l’imprevedibile Alexander Bublik. Il kazako ha sofferto per tutta la partita l’estrema regolarità di Monfils, che ha continuato a mostrare l’ottima forma espressa nei tornei di preparazione all’Australian Open. Il tennista francese si è mosso con intelligenza, facendo giocare sempre il colpo in più ad un Bublik in evidente giornata negativa e togliendosi anche la soddisfazione di infliggere un 6-0 nel secondo set sfruttando i quattordici errori non forzati del suo avversario. Bublik ha provato a rientrare nel match nel terzo set, nonostante una seconda di servizio tirata alle velocità della prima ma spesso imprecisa, fattore che gli è costato otto doppi falli in tutto il match a fronte di “soli” quattro ace.

Neanche la verve ritrovata del kazako è bastata a scalfire il solidissimo Monfils in campo oggi. Il francese non ha fatto una piega e con passanti precisi ha messo in difficoltà Bublik durante le sue frequenti discese a rete nel terzo set, trovando il break decisivo nel settimo game. Il numero 37 del mondo ha provato ad instillare dubbi nel tennis di Monfils guadagnandosi due palle break nel game successivo, ma la solidità da fondo di Gael è bastata per scacciare il pericolo e regalare il terzo turno dell’AO al tennista francese. Delusione grossa per il kazako, che nonostante il talento evidente continua a dimostrare di non avere la forza mentale necessaria per competere a buoni livelli nei tornei dello Slam. Monfils sarà il favorito della sfida contro la testa di serie numero 16 Christian Garìn, che ha battuto in rimonta al quinto set in un thriller di quasi cinque ore un altro giocatore poco avvezzo al cemento come lui, lo spagnolo Pedro Martinez.

Qui i tabelloni completi dell’Australian Open 2022

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Classifica ATP: eppur si muove

Nadal torna fra i primi cinque, Sinner rientra in Top 10 dopo una settimana. Best ranking per Auger-Aliassime, grandi exploit per Cressy e Kokkinakis

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Jannik Sinner - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

Il caso Djokovic rischia di diventare per il tennis l’equivalente di un buco nero in astrofisica: una vicenda che inghiotte tutto ciò che la circonda. Per ribellarci a questo destino, dedichiamo tempo e attenzione anche a ciò che accade al di fuori delle vicende che hanno coinvolto il tennista serbo e le autorità australiane, cominciando dalla classifica ATP che, nonostante la stagione sia appena cominciata, “eppur si muove”.

E i movimenti che compie sono interessanti. Di seguito la Top 20:

17/01/2022Giocatore03/01/2022Differenza
1Djokovic10
2Medvedev20
3Zverev30
4Tsitsipas40
5Nadal6+1
6Rublev5-1
7Berrettini70
8Ruud80
9Auger-Aliassime11+2
10Sinner100
11Hurkacz9-2
12Norrie120
13Schwartzman130
14Shapovalov140
15Karatsev18+3
16Thiem15-1
17Federer16-1
18Bautista Agut19+1
19Garin17-2
20Monfils21+1

 

Qualche annotazione:

  • Il canadese Felix Auger-Aliassime – grazie alla vittoria del Canada nella ATP Cup, ottenuta anche con il suo decisivo contributo – torna ad occupare una posizione tra i 10 migliori giocatori del mondo, la numero 9, dopo una fugace apparizione al numero 10 lo scorso novembre. Hubert Hurkacz scende al numero 11: Jannik Sinner torna dunque in Top 10 dopo una fugace uscita la scorsa settimana.
  • Aslan Karatsev, grazie alla vittoria conquistata a Sidney, eguaglia il proprio best ranking: il numero 15.
  • Il francese Arthur Rinderknech – finalista ad Adelaide 2 – entra tra i primi 50. È numero 48.
  • Maxime Cressy – uno degli ultimi interpreti del serve & volley – è stato protagonista di un grande inizio di stagione, prima con la finale di Melbourne e poi con i quarti di finale a Sidney. Questi risultati gli sono valsi l’ingresso per la prima volta in carriera nella top 100; oggi lo troviamo al numero 70.
  • Lo statunitense Cressy non è l’unico giocatore ad avere varcato per la prima volta la soglia della Top 100 nel corso di questo mese; il tedesco Oscar Otte (96) e il danese Holger Rune (99) hanno fatto altrettanto. Non ce ne vorrà Otte ma in termini prospettici ci sembra più significativo l’exploit compiuto dal danese; con il suo arrivo, Carlos Alcaraz non è più l’unico tennista nato nel 2003 presente tra i primi 100.

Nell’ultima classifica pubblicata lo scorso anno, nove tennisti italiani occupavano una delle prime 100 posizioni; oggi ne troviamo uno in meno:

17/01/2022NOMENATO NEL
7Berrettini1996
10Sinner2001
26Sonego1995
32Fognini1987
60Musetti2002
65Mager1994
95Cecchinato1992
98Travaglia1991

Andreas Seppi è scivolato al numero 101. Inizio di stagione importante sotto il profilo statistico per il diciannovenne Flavio Cobolli; il tennista fiorentino è entrato tra i primi 200 giocatori del pianeta, al numero 199.

Un mese di gennaio indimenticabile per Thanasi Kokkinakisl’australiano in un sol colpo ad Adelaide ha vinto il primo torneo della carriera, ha ricevuto un messaggio di congratulazioni da Roger Federer e si è portato a sole tre posizioni di distanza dalla Top 100. Forse non è troppo tardi per immaginare un futuro importante per un ragazzo di 25 anni che a 20 era arrivato a occupare la poltrona numero 69 e che poi a causa di un’infinita serie di problemi fisici era caduto in una profonda depressione e sembrava perduto per il tennis che conta.

Bentornato Thanasi.

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Australian Open uomini: Zverev avanti. Bene Shapovalov, Monfils e Alcaraz, Korda asfalta Norrie. Maratona Karatsev

Un primo turno allenante per Sascha contro Altmaier. Sorprende il giovane americano: lasciati solo sette giochi al britannico numero 12 del mondo. Servono quasi cinque ore ad Aslan per battere Munar

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Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)
Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)

Dopo tanta attesa e tante distrazioni extra-tennistiche è iniziato nella notte italiana tra domenica e lunedì il primo Slam della stagione. La prima giornata degli Australian Open 2022 non ha riservato grandi sorprese per quanto riguarda il tabellone maschile e tutti i principali favoriti hanno vinto piuttosto agevolmente il loro primo turno. Ecco la carrellata di quello che è successo nel Day 1 oltre ai match che hanno visto protagonisti gli italiani, di cui parliamo in altri articoli: dalla vittoria di Matteo Berrettini contro Nakashima a quella di Sonego contro Querrey.

La prima testa di serie di rilievo a scendere in campo in ordine cronologico è stata la n. 14, cioè Denis Shapovalov, che in quattro set ha superato Laslo Djere per 7-6(3) 6-4 3-6 7-6(3) in 3 ore e 23 minuti. Il canadese, reduce dalla vittoria della ATP Cup, non è apparso al meglio sotto l’aspetto tecnico (68 errori gratuiti) ma sicuramente sta facendo progressi sotto quello mentale; “Sto lavorando col mio team per raggiungere una mentalità alla Nadal”, ha confermato lui. Sopra 5-2 nel quarto set, Shapovalov stava servendo per chiudere la partita ma si è creato da solo dei problemi quando con tre errori non forzati e un doppio fallo ha prolungato la sua permanenza in campo. Il n. 51 del mondo ha annullato un match point sul 5-4 e ha brekkato il canadese due volte per giungere al tiebreak, ma lì Djere ha ceduto concedendo la vittoria a Shapovalov.

Alla sua seconda partecipazione all’Australian Open Carlos Alcaraz raggiunge il secondo turno replicando il risultato dello scorso anno dove aveva battuto anche in quel caso un qualificato. Questa volta ha superato nel match di esordio il cileno Alejandro Tabilo 6-2 6-2 6-3 con una prestazione travolgente con un leggero tentennamento solamente nel primo set dove parecchi game ai vantaggi hanno prolungato l’incontro. Lo spagnolo, che dodici mesi fa si presentava a questo torneo da n. 141 mentre ora è n. 31, quest’oggi farà parlare di sé forse più per il vestiario che per la sua vittoria agevole e si potrebbe dire scontata. Il 18enne infatti è sceso in campo con una canotta smanicata che molto ha ricordato lo stile del giovane Nadal, e che ha messo in mostra i suoi muscoli molto più definiti rispetto a quelli del suo connazionale ex n. 1 del mondo.

 

Altre vittorie di tennisti di alto profilo sono quelle di Gael Monfils che ha iniziato la stagione con il titolo vinto nell’ATP 250 di Adelaide 1. Il francese, alla sua 17esima partecipazione in carriera agli Australian Open, ha superato nettamente l’argentino Federico Coria per 6-1 6-1 6-3 concedendo 6 palle break e salvandole tutte. Ha lasciato un set per strada invece il kazako Alexander Bublik contro il ripescato statunitense Ernesco Escobedo. Il n. 37 del mondo ha vinto in rimonta 3-6 7-6(5) 6-3 6-3 e ora se la vedrà proprio contro Monfils in una sfida tra due tennisti estrosi che promette scintille.

Il risultato più sorprendente della giornata è rappresentato forse dalla vittoria di Sebastian Korda su Cameron Norrie. Il numero 12 del mondo, che ha partecipato da Alternate alle ATP Finals di Torino, esce mestamente al primo turno, e con un risultato pure netto: 6-3 6-0 6-4 il risultato a favore del giovane americano, che fino a pochi giorni fa era in quarantena dopo essere risultato positivo al Covid. Korda, che a Melbourne vinse il trofeo junior, alla Kia Arena ha sostanzialmente dominato dalla prima all’ultima pallina, vincendo in un’ora e 42 minuti. “Non è stato facile, non ho avuto una grande preparazione – ha detto Korda -. E non avevo ancora potuto giocare un match quest’anno. Però su questi campi mi trovo molto bene e le mie tattiche hanno funzionato alla perfezione”. Il figlio d’arte Sebastian affronterà al secondo turno Corentin Moutet, vittorioso nel derby francese contro Lucas Pouille.

Nell’ultimo match della sessione serale sulla Rod Laver Arena, Sascha Zverev – uno dei primissimi favoriti del torneo vista l’assenza di Djokovic – ha staccato il suo biglietto per il secondo turno vincendo in tre set contro il compatriota Daniel Altmaier. Non è stata una passeggiata per il vincitore delle ATP Finals di Torino: 7-6 6-1 7-6 il risultato finale, con il meno noto dei due tedeschi, attuale 87 del mondo, che ha dato tutto costringendo il rivale a giocare due tie-break. Zverev ha commesso qualche sbavatura ma nei momenti decisivi ha messo grande concentrazione. Vedere per credere il momento in cui, così preso dalla partita, non si è accorto di aver vinto dopo aver trasformato il match point decisivo con una prima vincente. “Ho vinto, ma per il resto non è andato tutto secondo i piani. Se non sei Roger o Rafa sai che difficilmente inizi perfettamente un torneo già dalla prima partita – ha detto Zverev nell’intervista in campo, in cui c’è stato un simpatico siparietto per il fatto che il tedesco non capisse alla perfezione l’accento fortemente australiano dell’intervistatore -. Millman? L’ho affrontato un paio di volte a Parigi, una volta un match molto lungo al Roland Garros. Lui è difficile da battere qui in Australia e ricordo un match epico contro Roger. Mi auguro sarà una bella partita e non vedo l’ora di tornare in campo”.

In coda di giornata è arrivata anche la prima vera maratona del torneo, quella che ha visto coinvolti Aslan Karatsev, semifinalista uscente, e Jaume Munar. Il russo ha prevalso per 3-6 7-6(1) 6-7(3) 6-4 6-4, ma gli sono servite quattro ore e 52 minuti per avere ragione dell’iberico classe 1997; al prossimo turno affronterà lo statunitense Mackenzie McDonald. Un Karatsev estremamente falloso, soprattutto se si ripensa alla prestazione pressoché perfetta di due giorni fa contro Andy Murray nella finale del torneo si Sydney: Aslan ha infatti concluso con ben 107 errori non forzati contro 87 vincenti, andando in attivo nel saldo solo negli ultimi due parziali e prevalendo solo negli scambi corti (117-91, mentre Munar ha vinto quelli superiori ai cinque colpi per 93-72).

Inizio davvero negativo per lui. Nel primo set ha fatto fatica a trovare il campo (appena 7 vincenti) e ha fatto sembrare la prima del rivale quella di un peso massimo (14/15 Munar nel parziale). Andato sotto 3-0 nel secondo, e pur continuando a regalare (26 errori contro i 3 del rivale), Karatsev è riuscito a prendere in mano il pallino del gioco nel secondo (21-4 il conto dei vincenti), colmando il gap e finendo per dominare il tie-break senza più concedere opportunità nei propri turni. Nel terzo, tuttavia, percentuali negative al servizio (63% con la prima, 40% con la seconda) l’hanno visto andare sotto in due circostanze: prima Munar si è portato avanti 2-0, e poi ha potuto servire per il set sul 6-5. Pur salvandosi, Karatsev è andato sotto 3-1 nel tie-break, ma ancora una volta non è riuscito a sfruttare il mini-break recuperato sul 3-4 ed è andato nuovamente in svantaggio.

All’inizio del quarto, tuttavia, il semifinalista uscente è riuscito a portarsi avanti nel set per la prima volta, vincendo un lungo game in cui ha avuto cinque palle break a disposizione e doppiando per il 3-0 pesante. A sorpresa, Munar è riuscito a rimontare solo per riperdere immediatamente il servizio, venendo così trascinato al quinto nonostante i tre set point salvati sul 3-5. Anche nel parziale decisivo Karatsev si è preso due break di vantaggio, ma Munar si è riavvicinato sul 3-4 e ha anche avuto un ghiotto 0-40 nell’ottavo game per pareggiarla, ma Aslan ha tenuto ed è riuscito a chiudere la contesa (e il Day 1) nel turno di battuta successivo.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’AUSTRALIAN OPEN MASCHILE 2022

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