Fognini e Seppi in "ottavi" non è vero record ma quasi

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Fognini e Seppi in “ottavi” non è vero record ma quasi

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TENNIS ATP MASTER 1000 MONTECARLO – Roger Federer potrebbe saltare Roma o Parigi, dopo 61 Slam consecutivi, se Mirka gli dà l’erede…al momento sbagliato. Un furibondo Nadal polemizza con l’arbitro Pascal Maria per i 25 secondi che gli sono costati due time-violation. “Meglio un orologio sul campo allora!”

MONTECARLO _ A metà di una giornata fredda e ventosa da Costa Grigia più che Azzurra, ci ritroviamo con due italiani negli ottavi al torneo di Montecarlo. Seppi che vince per la prima volta in 9 partecipazioni monegasche due partite di fila, Youzhny e Andujar, Fognini che mette sotto Bautista Agut per la quarta volta su cinque dopo la prima sofferta vittoria su Sousa martedì.
Qualcuno dirà che non è un risultato fenomenale, però non si può dire nemmeno che sia un risultato consueto per il tennis italiano. Con l’aiuto anche di Elena pero abbiamo fatto una piccola ricerchina.

Salvo che nel 2009 quando Fognini uscì dalle qualificazioni e perse regalando da 5-0 il primo di due set a Murray (76 64) e Bolelli si arrese invece a Ljubicic, 75 75, non era più successo di avere due fra “the last 16” addirittura dal 1978, cioè dai tempi gloriosi di Panatta e Barazzutti che curiosamente si trovarono di fronte nei quarti. Barazzutti battè 62 75 Panatta che al turno precedente aveva battuto Ocleppo 63 63. Attenzione il torneo aveva allora, e lo ha avuto fino all’84 compreso, un tabellone di 32 giocatori per cui bastava arrivare al secondo turno per essere tra i “last 16”. Al secondo turno era approdato anche Bertolucci che aveva perso da Gerulaitis. Bertolucci può dire dunque di aver giocato gli ottavi a Montecarlo, ma insomma…aveva superato un solo turno (battendo un americano, Terry Moor che vantava sì vittorie su Nastase e Panatta…ma che aveva perso negli Stati Uniti in un match intercollegiate anche da un certo Scanagatta! Ho vinto così poche partite di livello che se non le ricordo e cito io…Scusate!).

 

Nel ’77 addirittura il torneo del Principato era stato riservato a 16 giocatori e quindi per arrivare nei quarti era bastata una vittoria: l’avevano colta sia Panatta (battuto da Vilas) sia Barazzutti che battè lì Taroczy e poi Kodes per perdere in finale da un certo Borg che chiuse come suo solito 63 75 60.

Ultimo cenno “storico”: Panatta ha giocato i quarti per 4 anni consecutivi nel Principato, dal ’75 a ’78, ma solo nell’ultimo anno vincendo due partite.

Tutta questa inescusabile pappardella per dire che insomma, se altri italiani hanno sì raggiunto gli ottavi non lo hanno però quasi mai fatto in coppia. Quindi laude a Fognini e Seppi anche se questo giovedì il fatto di vedere Seppi contro Nadal non ci rassicura sul prosieguo dell’avventura a due.

Invece per quanto riguarda Fognini contro Tsonga vi rimando all’audio-intervista registrato con Paolo Bertolucci – lo trovate fra le flash – e alle sue considerazioni secondo cui “su 10 partite sulla terra rossa sette oggi ne vincerebbe Fognini”. Ma ha detto di più.

Senza escludere che Seppi batta Nadal – ma in verità mi sentirei di farlo: gli accadde di batterlo una sola volta, ma a Rotterdam, quindi sul “veloce” e…ascoltate l’audio spiritoso di Seppi per saperne di più – insomma Fognini potrebbe farcela contro Tsonga (ore 10,30 sul centrale) se riesce a giocargli sul rovescio (altro audio che suggerisco di ascoltare: della tattica e non solo ne parla Fabio) e vedere poi venerdì Fognini contro Federer sarebbe un altro spettacolo da non perdere. Almeno credo. Sono certo che Fabio, che qui viene seguito come uno di casa (all’uscita dalla conferenza stampa di cui abbiamo dato i transcripts e l’audio c’era mezza Arma di Taggia ad aspettarlo per congratularsi e per gli autografi: papà Fognini era circondato nemmeno fosse il…Papa!) si esalterebbe se riuscisse a tener testa a sua Maestà Roger nei primi games. Ad maiora.

Intanto va registrata questa strana vicenda, sottolineata a più riprese nelle cronache dei nostri inviati e perfino nelle flash, di questi grandi della racchetta che erano quasi …ai primi passi sulla terra battuta e che quindi non garantivano sfracelli.

Invece capita che Djokovic martedì fa fuori Montanes in 45 minuti (61 60), che Wawrinka oggi impiega gli stessi 3 quarti d’ora per riservare la stessa fine a Cilic (60 62 e Cilic non è Cincirinella), che Federer impiega 6 minuti di più per dominare 62 61 uno Stepanek che una volta lo aveva sorpreso al Foro Italico.

L’unico a crear un minimo di suspence è stato Nadal, ma solo all’inizio, quando si è trovato sotto di un break (e quasi di due) con Gabashvili. Ma alla fine il 64 61 in un’ora e 13 minuti dice che si è trattato di una sofferenza molto relativa.

Alla fine sono state più lunghe ed interessanti le interviste. Le potete trovare tutte per esteso sul sito che, nella sua nuova grafica vi avrà creato qualche difficoltà iniziale ma poi – spippolando spippolando come dico io che odio la parola click – dovreste essere in grado di trovare tutto.

Forse l’aspetto più curioso è quello che riguarda la circospezione di Roger Federer riguardo all’arrivo del terzo erede (o anche del quarto se davvero Mirka aspettasse altri due gemelli). E’ stato attentissimo a non lasciarsi sfuggire la data presunta della lieta novella, ma rispondendo ad una mia domanda (Non so se sia vero o no ma è vero che la tua programmazione dipende da una possibile nascita il mese prossimo? Giocherai Roma o Parigi a seconda di quel che succede vero?) ha detto: “Dobbiamo vedere quel che succederà. Non c’è una data sicura, stiamo solo aspettando…ma sì, è così”.

Insomma, cambierà qualcosa?
“Sì, naturalmente, è una mia priorità star vicino e sostenere mia moglie. Ho giocato abbastanza incontri di tennis. Perdere un torneo o una partita non cambierebbe nulla. Intanto al momento sono contento di giocare”.

Insomma dopo 61 slam consecutivi potrebbe accadere che Federer debba saltare Parigi. A meno che Mirka partorisca in un giorno in cui Roger riposa. Negli Slam si gioca a giorni alterni. Ricordo che una volta il rumeno Pavel, proprio da Parigi e dagli Internazionali di Francia tornò dalla moglie che partoriva dopo un viaggio in macchina di diverse centinaia di km. E rientrò su Parigi all’alba del giorno in cui doveva giocare. Alle cinque del mattino era fuori dal Roland Garros, addormentato in macchina. Dubito però che Roger – che si può comunque permettere un jet privato con qualche comfort in più – si sottoporrebbe ad un simile stress. Ma sarebbe curioso se accadesse, questo sì. Se non mi rubano la domanda, dopo la sua partita con Rosol – se avrà vinto e sarà di buon umore – glielo chiederò!

Intanto ho chiesto a Roger anche di Coppa Davis e del confronto con l’Italia…

“Siamo certamente eccitati all’idea di giocare contro l’Italia, così possiamo giocare in casa. E’ bello per i fans e per la federazione, perchè potranno fare un po’ di soldi. Hanno speso tanto per le trasferte …ora per esempio devono giocare la Fed Cup in Brasile. E’ buono per loro giocare poi due partite di fila in Svizzera porterà un po’ di euforia anche per la competizione. Siamo contenti di aver battuto il Kazakhstan. È stato un bel sollievo alla fine. Giocare in casa, scegliendo luogo e superficie ci favorisce ancor di più…contro l’Italia. Ma ogni partita va giocata. Spero che saremo in salute tutti e due (con Wawrinka). Sarà interessante, lo è sempre stato con l’Italia le due volte che ho giocato a Neuchatel (fu l’esordio di Roger in Davis) e a Genova (dove aveva più tifosi lui che l’Italia!). Ma questa volta sarà ancora più interessante perchè ci sarà ancora molto più in palio…”.

Se la Svizzera non vince la Davis quest’anno non la vince più, sarebbe stata la mia chiosa.

E Wawrinka mi ha risposto: “E’ una semifinale importante per la Svizzera, ci sarà tantissima gente a guardarci. Dovremmo essere i favoriti ma dobbiamo stare bene per i prossimi sei mesi, e specialmente dopo l’US Open…Penso che una superficie veloce sarebbe l’ideale, soprattutto uscendo dall’US Open, ora indoor o outdoors non cambierebbe granchè”.

Rafa Nadal invece era meno sereno. Aveva beccato ben due ammonizioni per time-violation, come al solito per aver superato il muro dei 25 secondi fra un punto e l’altro. Imputato l’arbitro Pascal Maria (il francese che c’era anche a Napoli).

“Voglio riguardare il video di quel punto precedente. A volte sono il primo ad accettare le cose. Ma oggi no. Non accetto la sua decisione dopo uno scambio lunghissimo e combattuto come quello. Ed era dopo un breakpoint annullato. Pascal è un buon arbitro ma non aveva ragione. La cosa migliore a questo punto è mettere un orologio sul campo. Non abbiamo più bisogno dell’arbitro, ci sono tutti i giudici di linea…possiamo mettere l’Occhio di Falco anche qui. Abbiamo il tabellone elettronico, i punti li vediamo lì, non ci serve uno che dica soltanto 15-30, 30 pari, game Nadal o game Gabashvili. La penso così. Se gli arbitri non sono pronti a capire e a leggere un po’ il match…non c’è bisogno di loro e di dargli un lavoro!”

Un Nadal furibondo! “E successo perchè l’arbitro voleva ce succedesse”!

Che ne pensano i lettori? Ha ragione Nadal o ha avuto ragione Pascal Maria? Gradirei commenti in particolare di chi non è tifoso di Nadal e/o di Federer o Djokovic. Commenti costruttivi e intelligenti anzichè missili tirati pro o contro Nadal. Ci posso contare?

Grazie.

Ubaldo commenta la quarta giornata del Montecarlo Rolex Masters 2014

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Cecchinato ritrova la vittoria a Winston-Salem. Avanza anche Giorgi

Il tennista siciliano approfitta del ritiro di Bublik dopo aver vinto il primo set. Interrotta la striscia di 10 sconfitte. Giorgi liquida in due set la russa Gasparyan all’esordio nel Bronx Open

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Nella marcia di avvicinamento del tennis italiano agli US Open, mentre sono in corso le qualificazioni dell’ultimo Slam dell’anno, arrivano due buone notizie per i nostri colori.

Si interrompe la striscia negativa di ben dieci sconfitte al primo turno (era ora!) per Marco Cecchinato, che a Winston-Salem (ATP 250) batte il kazako Bublik sfruttando il suo ritiro a inizio secondo set. Cecchinato aveva vinto il primo set al tie break per 7 punti a 3 ed era avanti 1-0 e servizio nel secondo parziale.

L’incontro si è giocato sul court 2, non coperto da produzione televisiva, dunque si può far riferimento soltanto alle indicazioni del livescore. Primo set molto equilibrato nella scansione dei punti, con il tennista siciliano bravo ad annullare le uniche due palle break del primo parziale nel settimo gioco. Equilibrio anche nel tie-break sino al 3-3, poi con 4 punti consecutivi Cecchinato ha portato a casa il set, pochi istanti prima del ritiro del ritiro di Bublik. Per Cecchinato al secondo turno ci sarà l’australiano John Millman (martedì ore 19, ancora sul court 2), con l’augurio che possa essere la scintilla utile a scatenare la rinascita del semifinalista del Roland Garros 2018.

La pioggia che sta imperversando sugli Stati Uniti ha costretto gli organizzatori a rinviare qualcuno dei match in programma, tra cui Fabbiano-Rublev che si giocherà nella giornata di martedì alle 19 italiane. Il pugliese, in caso di vittoria, sarebbe costretto al doppio impegno poiché attorno alla mezzanotte italiana dovrebbe sfidare Ramos-Vinolas. Al doppio impegno sarà costretto anche l’avversario di Sonego (uno tra Hoang e Dzumhur), che aspetta il vincitore della sfida di primo turno per affrontarlo dopo la mezzanotte.

 

Arrivano buone notizie anche dal torneo femminile Bronx Open, nuovo WTA International in corso di svolgimento a New York. Camila Giorgi ha disposto facilmente al suo esordio della russa Gasparyan. 6-2 6-3 il punteggio finale per la tennista marchigiana, sempre in controllo del match, chiuso in appena 67 minuti. Per lei al secondo turno sfida con la tedesca Petkovic che ha eliminato la testa di serie numero 4 del tabellone, la cinese Shuai Zhang. Avanzano al turno successivo anche Potapova, Muchova, Sasnovich e Siniakova. Eliminata nettamente anche Coco Vandeweghe, a cui il torneo aveva concesso una wild card, ancora in piena convalescenza dopo il lungo stop (è tornata in campo meno di un mese fa).

Il tabellone di Winston-Salem
Il tabellone del Bronx Open (New York)

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ATP Ranking: Next-Gen alla riscossa. Bautista Agut scalza Fognini dalla top 10

Medvedev è in Top 5 dopo la vittoria a Cincinnati, Nadal allunga su Federer, Rublev guadagna 23 posizioni ed è nei primo 50

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Top 20 aggiornata al 19 agosto 2019

PosizioneNazioneGiocatorePuntiVariazione
1SerbiaN. Djokovic11685=
2SpagnaR. Nadal7945=
3SvizzeraFederer6950=
4AustriaThiem4925=
5RussiaMedvedev41953
6GermaniaZverev40051
7GiapponeNishikori4005-2
8GreciaTsitsipas3455-1
9RussiaKhachanov2890=
10SpagnaBautista Agut25751
11ItaliaFognini2510-1
12CroaziaCoric21601
13FranciaMonfils21402
14UsaIsner20752
15BelgioGoffin20554
16Argentinadel Potro2050-4
17Sud AfricaAnderson2050-3
18GeorgiaBasilashvili1985-1
19CanadaAuger Aliassime17502
20ArgentinaPella17352

L’elenco dei venti migliori tennisti della Terra ci offre alcuni spunti di riflessione:

– Prima volta in top five il vincitore di Cincinnati, Daniil Medvedev e prima volta in top ten Roberto Bautista Agut

Tra i primi dieci sono presenti cinque giocatori nati negli anni ‘90: Thiem-Medvedev-Zverev-Tsitsipas-Khachanov;ad eccezione di  Thiem sono tutti nati nella seconda metà degli anni novanta.

 

Tra la undicesima e la ventesima posizione troviamo altri 5 atleti nati negli anni’90: Coric-Goffin- Basilashvili-Auger Aliassime-Pella.

Fabio Fognini retrocede alla undicesima posizione. Agli US Open sara’ chiamato a difendere 45 punti e, pertanto, il suo ritorno tra i primi 10 non è chimerico. Dovrà pero’ contare solo sulle sue forze, dal momento che Bautista Agut nel 2018 a New York perse al primo turno.

Parità di punti per Zverev e Nishikori così come per Anderson e del Potro.
– Felix Auger Aliassime e Guido Pella infrangono per la prima volta la  barriera della top 20.  – Milos Raonic e Marin Cilic scendono al ventiduesimo e al ventitreesimo posto

Vincitori della settimana
Daniil Medvedev ha conquistato il Master 1000 di Cincinnati, il suo primo in carriera. Con la vittoria ottenuta su Goffin Il russo ha consolidato il suo record stagionale di vittorie portandolo a 44. In questa speciale classifica dietro di lui ci sono: Nadal (41) Federer (39) Djokovic (38) e Tsitsipas (37). Nel circuito Challenger si sono disputati i tornei di Vancouver, Cordenons, Meerbusch e Portoroz. I vincitori sono stati:  Berankis, O’ Connell, Pedro Sousa e Bedene.

Casa Italia
Settimana poco brillante per i nostri rappresentanti 

Fognini ha rinunciato precauzionalmente a disputare il master dell’Ohio, mentre Sonego, Cecchinato e Berrettini sono stati sconfitti al primo turno.

A Winstom Salem – ultimo torneo ATP prima dello Us Open – sono presenti quattro italiani nel tabellone principale: Sonego-Seppi-Fabbiano-Cecchinato.

Sedici gli italiani presenti nella top 200 di cui sette in top 100:

ClassificaGiocatorePuntiVariazione
11Fognini2510-1
25Berrettini15351
48Sonego1026-1
67Cecchinato880-2
77Seppi7451
80Travaglia6721
87Fabbiano6102
102Caruso5283
128Giustino413-1
131Sinner400-1
136Lorenzi396-18
142Mager3812
144Gaio3751
145Baldi3751
149Giannessi3635
180Marcora3632

Fabio Fognini scivola all’undicesimo posto, mentre Caruso migliora il proprio best ranking portandosi a soli due gradini dalla élite mondiale; qualora riuscisse ad entrare nel tabellone principale del major americano la top 100 per lui sarebbe quasi certa. Paolo Lorenzi cede 18 posti a causa della uscita di scena al secondo turno del Challenger di Cordenons, torneo da lui vinto nel 2018.

Classifiche avulse

Medvedev rimpiazza Tsitsipas al quinto posto nella classifica dei migliori giocatori della stagione. 

Al comando troviamo ancora Rafael Nadal; in fondo al gruppo Alexander Zverev. 

Fognini resiste al nono posto.

Goffin e’ undicesimo con 1900 punti.

Posizione ATPNazioneGiocatorePunti
2SpagnaNadal7225
1SerbiaDjokovic7085
3SvizzeraFederer5150
4AustriaThiem3835
5RussiaMedvedev3605
8GreciaTsitsipas3150
10SpagnaBautista Agut2340
7GiapponeNishikori2090
11ItaliaFognini1955
6GermaniaZverev1940

Invariata rispetto a sette giorni fa la classifica riservata alla NextGeneration.

Jannik Sinner con 386 punti mantiene il dodicesimo posto.

Posizione ATPNazioneGiocatoreNato nelPunti
8GreciaTsitsipas19983195
19CanadaAuger-Aliassime20001601
36Australiade Minaur1999990
38CanadaShapovalov1999895
54NorvegiaRuud1998863
52USATiafoe1998845
49SerbiaKecmanovic1999791
62FranciaHumbert1998670

Gamberi e Canguri

Settimana memorabile per Andrey Rublev: sconfigge in due set Roger Federer e guadagna 23 posti in classifica salendo al 47esimo posto. Menzione d’onore per Richard Gasquet, semifinalista a Cincinnati e passato dal 56esimo al 34esimo posto.
Daniel Evans e’ il giocatore più regredito nel ranking. Il tennista britannico ha infatti ceduto 14 posizioni scivolando al 58esimo posto.

Best Ranking

Congratulazioni per il best ranking a:

ClassificaGiocatoreNazione
5MedvedevRussia
10Bautista AgutSpagna
19Augier Aliassime Canada
20PellaArgentina
49Kecmanovic Serbia
90KwonCorea Sud
92Schnur Canada

94              Majchrzack.      Polonia                           
98.              Hoang.             Francia

Doppio traguardo per Il francese classe ‘95 Antoine Hoang: best ranking e prima volta in top 100.

(Forse) NON TUTTI SANNO CHE…..                   

La prima edizione del Master di Cincinnati risale al 1899. Nel 1918 e nel 1935 il torneo non venne disputato a causa della Guerra Mondiale e della Grande Depressione.
In 119 edizioni Daniil Medvedev e’ stato il primo russo ad arrivare in finale (e quindi a vincere il torneo)

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ATP

Medvedev fa il pompiere: “Sapevo di poter vincere un 1000, ma uno Slam è diverso”

Il russo ha vinto il suo primo 1000, e ha dovuto anche lottare con i crampi: “Ero stanchissimo giù durante la partita, ho tentato di non darlo a vedere. US Open? Sarò pronto”

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Medvedev, sua moglie il coach Gilles Cervara - Cincinnati 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

Sì, è esattamente così!” ha risposto col pieno sorriso dei vincitori Daniil Medvedev, per la prima volta in conferenza stampa da campione di un Masters 1000 dopo aver battuto Goffin nella finale di Cincinnati. “Se mi aveste chiesto prima del torneo come avrei festeggiato la vittoria, probabilmente avrei detto che mi sarei steso sul campo, avrei iniziato a urlare, saltando e alzando in alto le mani. Ma ero stanchissimo già durante la partita, a dire la verità. Soprattutto sul 5-3, ho iniziato ad avere crampi ovunque, ovviamente ho provato a non darlo a vedere (e ci è riuscito: Goffin in conferenza ha ammesso di non essersene accorto, ndr). Nell’ultimo game ero 15-40 ho pensato: ok, se andiamo 5-5 cosa succede? Così ho tirato quattro grandi servizi e alla fine ero completamente privo di forze. Come diciamo in Russia: ‘chi non rischia, non beve champagne’. Stanotte berrò champagne!“.

Quattro servizi provvidenziali, che hanno cavato il 23enne russo da un impaccio che avrebbe potuto trasformarsi in una clamorosa beffa. Dopo aver perso un punto a una manciata di centimetri dalla linea del traguardo, il nuovo Daniil si è persino prodotto in un gesto ‘da vecchio Daniil’, ovvero ha spaccato la racchetta. “Penso sia stata l’unica delle ultime tre settimane, ero frustrato perché avrei potuto perdere il titolo per colpa dei crampi e nessuna sapeva cosa stesse accadendo“.

Oltre a un serbatoio di fiducia pressoché inesauribile dopo venti giorni così, Daniil racconta anche di un involontario talismano. “Uso un gel per evitare che le mani sudino troppo, qui negli USA è molto umido e altrimenti non riuscirei a impugnare la racchetta. La cosa divertente è che ho iniziato a utilizzarlo lo scorso anno a Winston-Salem, e da allora i miei risultati sono andati solo migliorando“. Negli ultimi 365 giorni, infatti, il russo ha vinto la bellezza di 68 partite (con 22 sconfitte) e si è laureato quattro volte campione di un torneo raggiungendo altrettante finali.

Il russo ha inoltre scalato oltre cinquanta posizioni in classifica dall’agosto 2018, e grazie a questo successo ha riportato la Russia in top 5 dopo nove anni. Paradossalmente, una delle chiavi di questo successo è stata la netta sconfitta di Montreal contro Nadal. “Quando giochi la prima finale in un ‘1000’ tremi come un ragazzino, soprattutto se affronti Nadal che ha giocato 55 finali Slam, 55 finali nei 1000… ok, sto esagerando, ma insomma per lui è una routine, io invece mi trovavo per la prima volta in finale in uno stadio così pieno. Quindi ho potuto usare quell’esperienza contro David, e forse ho vinto anche per quel motivo. Nella vita l’esperienza è tutto“. Appena otto giorni fa non aveva mai giocato la finale di un 1000 e adesso ne ha addirittura due nel curriculum, con una vittoria che diventa la quinta della ‘nuova’ generazione in questa categoria di tornei dopo i tre titoli di Zverev e quello del connazionale Khachanov, lo scorso anno a Bercy.

Sapevo di poter vincere un Masters 1000, e infatti ci sono appena riuscito. Ma vincere uno Slam è diverso“, precisa Medvedev per provare a spegnere gli entusiasmi dei cronisti attorno a lui. “Finora non ho mai neanche raggiunto i quarti di finale. A Montreal dissi che sarei stato soddisfatto dei quarti, ed è andata meglio. Allo US Open sarei soddisfatto – che non significa felice – dei quarti di finale ma dipende da tante cose, anche dal sorteggio. Adesso ho bisogno di fare un passo alla volta“.

Il primo, probabilmente, sarà trovare la strada migliore per minimizzare gli effetti della fatiche di queste tre intensissime settimane (lo ricordiamo, Medvedev ha raggiunto la finale a Washington, Montreal e Cincinnati). “Ora cerco di non pensarci, anche perché non ho alcun rimpianti. Ero prontissimo fisicamente per queste tre settimane. Ora con il mio team penseremo a una strategia per recuperare in tempo per lunedì o martedì, mi auguro sia martedì. Ma non ci sono motivi per credere che non sarò pronto per lo US Open“.

IL TABELLONE COMPLETO DI CINCINNATI (con tutti i risultati)

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