Montecarlo : Wawrinka trionfa nel derby con Federer e vince il primo Masters 1000

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Montecarlo : Wawrinka trionfa nel derby con Federer e vince il primo Masters 1000

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TENNIS ATP MONTECARLO – In una finale storica per la Svizzera, Stan Wawrinka trionfa nel primo Masters 1000 in carriera aggiudicandosi il Montecarlo Rolex Masters con lo score di 4-6 7-6 6-2 nel derby tanto atteso con Federer.

Il commento di Ubaldo alla finale

 

L’intervista esclusiva a Zeljko Franulovic, direttore del torneo di Montecarlo:

Wawrinka in inglese

Wawrinka in francese

Wawrinka alle radio francesi: “Ora so di poter battere chiunque”

Roger Federer alle radio francesi: “Non vinco mai le finali contro gli svizzeri!”:

Federer in inglese

Federer in francese

DA MONTECARLO. Tra orologi di nota marca svizzera – principale partner del torneo – e uova pasquali di cioccolato – pure rigorosamente svizzero – quella di oggi al Montecarlo Rolex Masters non poteva essere finale più adatta. Già, quest’oggi qui al Principato è grande festa rossocrociata. Ma orologi e cioccolato a parte, è soprattutto la festa del bel tennis, del talento e della tenacia che hanno fatto da esempio in una bella storia di amicizia; è la festa per una nazione che, sebbene piccola, ha saputo diventare grande anche nel tennis con Federer in primis, certo, ma anche grazie alla Hingis, a Rosset, Hlasek e, infine, a un encomiabile  Stanislas Wawrinka.

Cresciuto per anni all’ombra del campionissimo di Basilea, lo svizzero di origine polacca ha saputo, con il tempo, crearsi uno spazio nell’eccellenza tennistica elvetica, nonché mondiale. Ha chiuso il 2013 tra i magnifici 8 presenti al Masters di Londra; quest’anno ha perfino vinto un torneo dello Slam, l’Australian Open, ha superato in classifica “King” Roger e oggi, nella sua prima finale qui a Montecarlo, lo supera su un campo su cui invece Federer precedentemente aveva raggiunto la finale ben 3.

È  stata la finale della Svizzera, ma soprattutto di una bellissima amicizia, basti pensare che stamani i due si sono allenati insieme prima di affrontare l’incontro. Chapeau.

La cronaca della partita

Dopo l’inno monegasco che risuona solenne sul centrale del Country Club con Wawrinka e Federer estremamente concentrati, prende il via una delle finali più attese ed esaltanti, almeno sulla carta, di questa prima parte della stagione 2014.

Fin dai primi scambi, si capisce che la tattica verrà impostata sulla diagonale dei rovesci, cosa che certamente favorirebbe di più Wawrinka. E difatti, dalle corde di Stan cominciano subito a  partire splendidi e sonori fendenti di rovescio.

Nonostante la scelta offensiva di Stan, nel gioco d’apertura arriva la prima palla break della partita per Roger; tuttavia, come gli succede ormai da un po’ di tempo con le palle game, la fallisce, grazie comunque ad un ottimo Stan che riesce ad annullarla. Il tennista di Losanna dà sfogo a tutta la sua potenza nel rovescio e sale dunque 1-0.

Stan prende rapidamente il comando degli scambi ed entra con i piedi dentro il campo. Roger, dal canto suo, appare solido al servizio, cominciando inoltre ad avanzare a rete ed effettuando il pareggio sull’1-1. Anche Stan non scherza al servizio e piazza un poderoso ace che viaggia alla velocità di ben 210 k/h; si porta così sul 2-1.

C’è da dire che nella “guerra” dei rovesci Wawrinka è in effetti più incisivo e potente e in questo modo induce spesso Roger a sbagliare. Ma non solo. Stan delizia il pubblico anche con un gioco di fino. Lo sappiamo, è dotato di una bellissima mano e sono parecchie le volé e le smorzate appoggiate che colgono di sorpresa il campionissimo. E per Wawrinka arriva la possibilità di strappare il servizio a Federer ma questi la annulla prontamente e pareggia 2-2.

La correttezza è stato uno dei leitmotif di questo match. Certo, è una cosa alla quale siamo abituati da sempre quando in campo c’è Federer, per giunta con un amico e avversario altrettanto corretto come Wawrinka. Infatti l’ex n. 1 del mondo conferma che una prima di servizio di Stan chiamata fuori era effettivamente buona. Ed ora è Federer ad avere ben 2 possibilità di strappare la battuta all’avversario. E ce la fa, grazie ad un rovescio di Stan che proprio adesso lo tradisce e finisce fuori. Roger intasca il break dopo 22 minuti di gioco e sale dunque 3-2 e servizio.

Roger trova soluzioni geniali ed esclusive, come per esempio un improvviso dritto in chop preciso e inaspettato che spezza il ritmo dei consueti scambi tesi e rapidi. Si lancia inoltre in un serve&volley che gli permette di salire 4-2.

Nonostante si trovi sotto nel punteggio, il tennista di Losanna si cimenta in soluzioni altrettanto pregevoli, come una delicatissima veronica  di rovescio che spiazza completamente Roger. Comunque, Stan continua ad essere propositivo in campo e fa un passo in avanti sul 3-4. Ma ecco che comincia ad incorrere in alcuni errori di troppo.

Sarà la tensione?

In effetti non dev’essere facilissimo per il n. 3 del mondo gestire un match come questo, con una posta in gioco così importante che costituisce una pietra miliare per la propria carriera (sarebbe il primo Masters 1000 per lui) e un ennesimo traguardo per Roger (che non ha mai vinto nel Principato). Roger sale ancora 5-3. Stan fa un ulteriore passo in avanti sul 5-4. Ma a questo punto, dopo l’ennesimo errore, Wawrinka si lascia andare ad un’esclamazione non proprio consona al bon ton del tennis e l’arbitro Mourier gli attribuisce un warning. Stan è ancora nervoso, lo si capisce soprattutto dai numerosi gratuiti nei quali incorre e l’ex n. 1 del mondo si aggiudica così la prima frazione per 6-4 in 42 minuti.

Sono davvero tanti i dritti e i rovesci sbagliati da Wawrinka in questa prima parte dell’incontro.

Nel secondo set Stan continua comunque ad essere aggressivo e a prendere maggiormente la rete. Certo, deve tentare di giocare un set più ragionato. Parte comunque concentratissimo, sale 1-0 per poi breakkare subito Roger e prendere un po’ più le distanze sul 2-0. Gli scambi sono spesso lunghi ma, allo stesso tempo, rapidi, soprattutto quando i punti si giocano a rete, scelta tattica adottata ampiamente da Roger quest’oggi. Arriva immediatamente il controbreak di Federer che, con un passante millimetrico e perfetto che si infila audace nei pochi centimetri non coperti a rete da Stan, va a cadere sulla riga.

Si arriva così sul 2-2 dopo 1 ora di gioco e i due commettono ancora parecchi errori. Il secondo set scorre adesso con maggiore equilibrio del primo. Dal 2-2 non ci sono più break e i due svizzeri approdano così al 6-6.

Gianni Clerici, seduto al mio fianco in tribuna stampa, dopo un set e mezzo è perentorio verso Stan : “Wawrinka si ostina a voler chiudere troppo in fretta il punto, anziché impostare una partita di maggiore regolarità. Dovrebbe alzare di più le traiettorie, “mezzo metro sopra la rete”, come amava dire sempre Pietrangeli quando giocava! Invece riproduce il gioco di Federer, mettendolo nella migliore situazione”.  Poi arriva una breve pioggia, che ferma il match per alcuni minuti, e lo Scriba preferisce rifugiarsi in sala stampa. Vedrà dall’alto il cambio del match…

E in effetti, da questo momento, e in modo alquanto inaspettato, l’inerzia del match cambia radicalmente. Stan si scuote e gioca nettamente meglio i 7 punti decisivi portandosi rapidamente in vantaggio 4-1. Roger si avvicina sul 3-4, in particolare grazie ad una stop volley sopraffina. Ma poi sbaglia ancora e Stan si allontana sul 6-3 procurandosi 2 setpoint. L’ex n. 1 del mondo resta ancora aggrappato al set recuperando 2 punti. Ma, alla fine, il campione dell’Australian Open si aggiudica la seconda frazione per 7 punti a 5. Stan ha acquisito nuovamente solidità e concentrazione tra il primo e il secondo set. I colpi adesso sono ancora più incisivi e precisi. E continueranno ad esserlo anche nel terzo.

Roger subisce un tracollo fisico, confermato più tardi in conferenza stampa. Gli errori sono numerosi avendo perso tantissima precisione. Quanto a Stan, sale sempre più in cattedra: strappa subito la battuta a Roger per poi prendere rapidamente il largo nello score e trovarsi in vantaggio 4-0. All’inizio del set infatti Stan ha un parziale di 10 punti a 3. La partita è girata senza che Roger se ne accorgesse, a cominciare dal minibreak all’inizio del tie-break. Wawrinka è stato bravo nel secondo set a resistere grazie a un servizio solidissimo, confermato appunto nei 7 punti decisivi.

Il detentore di 17 slam sembra ormai spento e senza energie. Fa un leggero passo in avanti sull’1-4 e sul 2-5 ma nulla più. Dopo 2 ore e 13 minuti, Stanislas Wawrinka chiude un match complicato e ricco di tensione aggiudicandosi il primo Masters 1000 in carriera. Vince per la seconda volta contro Roger Federer in 15 incontri, ancora sulla terra rossa, ancora nello stesso torneo e nello stesso campo (la prima vittoria era avvenuta nel 2009).

Non vinco mai con gli svizzeri” dirà poi in tono scherzoso il campione di Basilea in sala stampa. In effetti, prima della sconfitta di oggi, Roger aveva perso anche nell’altro incontro con un connazionale, Marc Rosset, suo avversario nella finale di Marsiglia nel 2000.

Ho giocato con grande intensità negli ultimi mesi e sono contento di poter riposarmi un po’ adesso. Ritornerò a casa per ché ho bisogno di recuperare. Non ho potuto farlo dopo Ginevra. Sento di essere stanco e ho bisogno di riposo e di dormire” ha precisato Roger in conferenza stampa. “Sono molto felice per Stan. È un’immensa vittoria per lui conquistare questo primo Masters 1000. È stato il più forte alla fine; si è sentito sempre più a suo agio nel corso del match e io non sono riuscito a pressarlo di più come avrei dovuto fare. Lui si è rilassato dopo aver disputato i primi due set con parecchia tensione”.

Queste invece le dichiarazioni di Wawrinka: “Sto vivendo le più belle emozioni da uno o due anni. È incredibile. È per vivere tutto ciò che mi alleno così duramente, per vivere questi momenti.  Giocare contro Roger è sempre molto speciale. È il mio migliore amico nel circuito e ci conosciamo benissimo. Sa variare tanto per rendere le cose complicate all’avversario. ha sempre avuto questo ascendente su di me, è abituato a queste situazioni. È per questo che ho fatto fatica alla fine del match.  Ma questo vale per entrambi e ho visto che anche lui era teso. Ci guardavamo ; ma poi sono riuscito a condurre il gioco  e sfruttare le condizioni a me favorevoli”.

Federer rimane così al 4° posto del ranking ATP e Wawrinka al 3°: fino ad ora il 2014 dice una volta di più che tra i Fab Four Stan ha preso il posto di Murray. Tra l’altro, se manteniamo le vecchie gerarchie sui Fab Four, questo è solo il terzo Masters 1000 vinto da un “intruso” degli ultimi 36 giocati (prima c’erano riusciti solo Soderling e Ferrer, entrambi a Parigi-Bercy nel 2010 e 2012).

 

fed waw stats

 

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Il rovescio di Sinner è il più “pesante” del mondo, parola di O’Shannessy

Dal lato del rovescio nessuno imprime tanto spin quanto l’altoatesino e anche la velocità di palla è in (e da?) top 5

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Costretti a un off season anticipata e forzata, le possibilità dell’appassionato di tennis sono due: guardare avanti e avanzare ipotesi sul futuro dello sport o volgersi indietro, scartabellando tra gli incontri passati in cerca di numeri e storie interessanti. Chi di dati in archivio ne ha da vendere è il solito Craig O’Shannessy, che sul sito ATP ha passato in rassegna i giocatori per stabilire chi avesse il rovescio più potente. Dalla sua analisi, lo statistico australiano ha tratto fuori un nome ben preciso: Jannik Sinner.

Secondo O’Shannessy il giovane italiano, numero 73 ATP, possiede il “rovescio più potente e cattivo“. Al di là delle disquisizioni estetiche sul gesto, che è oggettivamente fluido, pulito e eseguito apparentemente senza sforzo, chiunque abbia visto Sinner, anche solo in televisione, si sarà accorto dell’effettiva potenza del colpo. Due sono i punti forti del rovescio di Jannik stando ai rilevamenti di O’Shannessy: spin e velocità di palla. In entrambe le categorie l’azzurro compare tra i primi cinque all’interno di un campione di 94 giocatori, che considera coloro che hanno disputato almeno dieci match tra il 2018 e il 2020 su campi dotati di tecnologia Hawk-Eye (indispensabile per certe misurazioni).

SPIN – Imprimere spin alla palla ha il doppio vantaggio di consentire un maggior controllo, aumentando il margine di errore, e di mandare di là dalla rete una palla “scomoda” per l’avversario, più difficile da gestire. Dal lato del rovescio nessuno dà più rotazione alla palla di Jannik Sinner, che nei 17 incontri presi in considerazione ha fatto registrare una media di 1858 rotazioni al minuto.

 

Di seguito la Top 5 nella categoria “spin”:

1. Jannik Sinner = 1858 rpm
2. Martin Klizan = 1840 rpm
3. Felix Auger-Aliassime = 1825 rpm
4. Pablo Cuevas = 1735 rpm
5. John Millman = 1680 rpm

Sinner è accompagnato da nomi che hanno nel rovescio il loro colpo migliore o più solido. Nell’elenco troviamo un solo monomane, Pablo Cuevas, sempre molto apprezzato per il suo rovescio classico che gli ha fruttato buonissimi risultati soprattutto sulla terra battuta. Non si legge il nome di nessun giocatore attualmente incluso nella Top 10 del ranking ATP. Tra i migliori dieci giocatori del mondo, quello che produce più spin con il rovescio è Gael Monfils (1551 rpm), seguito da Stefanos Tsitsipas (1280 rpm) e Daniil Medvedev (1262 rpm). Leggermente più indietro Rafael Nadal (1252 rpm) e Novak Djokovic (1148 rpm), mentre Roger Federer si attesta intorno alle 548 rotazioni per minuto, dato viziato dal maggior impiego del colpo tagliato rispetto ai colleghi top 10.

VELOCITA’ DI PALLA – Anche in quanto a velocità, il rovescio di Jannik non ha niente da invidiare al resto del circuito. In questa particolare categoria, l’altoatesino si siede al quinto posto con una media di circa 69 miglia orarie (111 km/h), ma la differenza con chi lo precede non è poi così abissale, come si può vedere.

1. Nikoloz Basilashvili = 71.2 mph
2. John Millman = 70.2 mph
3. Rafael Nadal = 69.8 mph
4. Ugo Humbert = 69.2 mph
5. Jannik Sinner = 69.1 mph

Se non sorprende leggere i nomi di Basilashvili e Millman (unico insieme a Sinner ad apparire in entrambe le Top 5), un pochino forse stupisce vedere Nadal in terza posizione. Il rovescio del maiorchino, a lungo bistrattato dalla critica, ma in effetti il vero e proprio colpo naturale di Rafa, viaggia ad una media di quasi 70 miglia all’ora (circa 112 km/h). Nessuno tra gli attuali top 10 tira forte come lui, né Dominic Thiem (67.4 mph), né Novak Djokovic (67.3 mph) né Alexander Zverev (67 mph). Il rivale di una vita, Roger Federer, con le sue 66.1 miglia orarie di media è perfettamente in linea con la media del campione (66 mph).

Rafa Nadal – Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

IL DOMINIO MILANESE – I dati di Sinner hanno toccato il loro apice durante la vittoriosa cavalcata alle Next Gen ATP Finals. Nel corso del torneo, l’azzurro ha fatto registrare una velocità media dal lato del rovescio di 75.3 mph, ovvero ben 7.1 miglia orarie in più rispetto alla media dei cinque avversari affrontati (Tiafoe, Ymer, Humbert, Kecmanovic, De Minaur). Impressionante è stato il rendimento durante il match contro Mikael Ymer, dominato 4-0 4-2 4-1 sparando rovesci alla spaventosa media di 80.2 miglia orarie (129 km/h).

Ad aiutarlo, oltre al braccio e al tempismo perfetto, è intervenuta la posizione in campo, sempre molto aggressiva. Nel corso del torneo milanese, Jannik ha messo i piedi in campo per colpire il rovescio nel 23% dei casi (il doppio rispetto agli avversari affrontati) e solo il 13% delle volte è stato costretto a indietreggiare più di due metri oltre la linea di fondo. I dati ovviamente sono gli uni figli degli altri: è ovvio che colpendo forte ci si può trovare più facilmente nella posizione di attaccare con i piedi dentro il campo e di conseguenza su palle più comode si può anche spingere più forte. Se a questo si aggiunge la fiducia inscalfibile e la determinazione di Sinner in quel periodo, ecco che abbiamo la settimana perfetta.

Di certo c’è che nel corso delle Next Gen Finals il mondo del tennis si è accorto della pericolosità del rovescio di Sinner, un colpo su cui probabilmente si appoggeranno molto le sorti della sua carriera futura e che già allo stato attuale è tra i migliori al mondo.

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Wawrinka: “Posso fare ancora grandi cose. Io come Murray? Lui è avanti anni luce”

Stan Wawrinka racconta a L’Equipe gli ultimi progetti di carriera e le dirette con l’amico Paire. “Ci piace goderci la vita! Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene…”

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Stan Wawrinka - Australian Open 2020 (foto Twitter @AustralianOpen)

Tra uno “StanPairo” (le dirette con Paire) e l’altro, Stan Wawrinka si concede a L’Equipe per un’intervista sulla situazione attuale del tennis, l’isolamento forzato e i suoi pensieri sulla fase finale della sua carriera. L’ex n. 3 del mondo e tre volte campione Slam è uno dei grandi protagonisti social di questo confinamento, soprattutto grazie alle esilaranti live chat su Instagram con l’amico Benôit Paire.

Tanto esilaranti che Stan avrebbe perfino voluto che il quotidiano francese titolasse la sua intervista con due frasi, a scelta, pronunciate da Benoît durante le loro dirette. Non essendo stato possibile, lo stesso Wawrinka ha ricontattato L’Equipe: “Allora, questa intervista? Sono pronte le domande?“. Eccome se lo erano, racconta il giornalista Quentin Moynet, che non poteva proprio esimersi dal rivolgerne una su quelle chiacchierate virtuali con tanto di aperitivo:Facciamo quello che ci piace e in modo naturale, non ci chiediamo se vada bene per la nostra immagine” ammette lo svizzero, “siamo noi in tutto e per tutto. Con Benoît siamo un buon doppio! Raccontiamo aneddoti, qualche stupidaggine e le persone entrano nel nostro mondo. Parliamo apertamente come se ci fossimo solo noi due, a casa mia, a casa sua, al ristorante o a un torneo; e ci divertiamo. La derisione fa interamente parte del nostro rapporto e della nostra vita. Anche quando non facciamo uno “StanPairo” in diretta, passiamo del tempo insieme. Ci telefoniamo spesso in questo periodo. Non mi sorprende perché siamo spontanei. Lo facciamo perché ci fa piacere”.

E per bere un piccolo cocktail…Questo è un difetto che abbiamo entrambi, siamo sportivi d’élite ma ci piace goderci la vita (sorride)”.

 

Ai due amici piace concedersi degli aperitivi ma Stan apprezza molto anche la buona tavola. Domanda secca (ammettiamolo, Stan in carriera ha avuto questa tendenza): è ingrassato in questa quarantena? “Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene, non sono aumentato molto. Resto un peso massimo del tennis! Ho sempre contato sul fisico. Non sono grasso, altrimenti non avrei avuto questa carriera ma non sono neanche snello. Ho sempre trovato più o meno il giusto equilibrio tra la pesantezza e i muscoli, che sono quelli che mi aiutano di più nel mio gioco” […].

Contemporaneamente ai vostri aperitivi, l’attualità del tennis è stata intensa in queste ultime settimane nonostante lo stop del circuito. Teme il fatto che non si possa riprendere a giocare quest’anno?

È difficile immaginare di uscirne subito. La cosa più importante è pensare alla salute di tutti. Bisogna vedere se ci sarà una seconda ondata. Il tennis è uno degli sport più complicati da gestire in piena crisi da coronavirus perché si arriva da ogni parte del mondo, è necessario che si possa viaggiare e radunarsi. Il tennis sarà l’ultima tappa. Il Roland Garros, per esempio, non è organizzato da cinquanta persone. E anche se si gioca senza pubblico, c’è tantissima gente sul posto. È troppo presto per saperlo, tutto è possibile, anche che non si rigiochi affatto quest’anno“.

In questo momento di pausa, c’è anche il tempo per riflettere su un tennis più “unito”. Ne aveva già parlato Andrea Gaudenzi nella prima conferenza ufficiale con la stampa italiana. Ma la proposta rivoluzionaria arriva da Roger Federer. Che ne pensa Stan?

Il tweet di Roger ha colto di sorpresa tutti perché giunge dal giocatore più grande di tutti. In generale, quando dice qualcosa, lo fa con lucidità e dietro c’è un vera riflessione. Quando Roger si esprime, le cose si muovono molto più velocemente. È nel consiglio dei giocatori, parla con Novak, Rafa. Ma non sono discussioni che iniziano ora, esistono già da tempo in seno alle istanze del tennis. Sono cose complicate da realizzare concretamente ed è per questo che ci vuole tempo. Se l’ATP e la WTA riescono a trovare una buona formula, potrebbe essere molto interessante per il futuro del tennis“.

C’è stato inoltre l’annuncio di un fondo di sostegno per i giocatori più bassi in classifica…

È molto importante sostenere i giocatori che hanno delle difficoltà. Se il tennis esiste, è grazie a tutti i tennisti, non solo a quelli che sono al top. Ma tutto ciò permette di capire che c’è una mancanza di armonia nel tennis pro: i tornei dello Slam fanno guadagnare molti soldi alle loro federazioni. E ciò provoca maggiore squilibrio tra quei quattro eventi e gli altri. La Francia o l’Inghilterra possono sostenere tutte le loro strutture, cosa che gli altri paesi non possono fare poiché non hanno alcuna riserva […]

La situazione attuale permetterà di unire punti di vista divisi da anni?

Diciamo che questa crisi favorisce il dialogo. Lo abbiamo visto, il Roland Garros ha cercato di forzare la mano, non è stata una buona soluzione. Da quel momento, c’è stato un dialogo […] È necessario mettersi attorno a un tavolo e trovare un accordo. In ogni caso, questa crisi prova, una volta ancora, che il tennis ha troppe identità”.

Un mese fa Stan Wawrinka ha compiuto 35 anni e la sua carriera, seppur ancora densa di impegni e competitività, si avvia verso la fase finale. Dopo il ritiro, ci sarà ancora un futuro nel tennis per lui, magari come allenatore o dirigente?

Un po’, forse. Ho la sensazione che non resterò molto in questo ambiente. Mi interessano anche altre cose, in altri campi. Ho delle sensazioni che mi portano altrove“.

E dove?È troppo presto per parlarne (sorride). Ho fatto molto più di quanto potessi immaginare o sperare. Ho vinto praticamente tutto quello che si può vincere nel tennis, è una fortuna enorme“.

Ha uno statuto che peserebbe nelle decisioni. Lei e Andy Murray siete i migliori giocatori dell’era attuale dopo i Fab 3…Vorrei tanto che fosse vero quando mi dicono che sono un giocatore dello stesso calibro di Andy” confessa Stan interrompendo il giornalista, “ma sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti della sua carriera. L’unica cosa che ci avvicina sono i tre titoli Slam. Per il resto, è avanti anni luce rispetto a me. È stato n. 1 del mondo, ha vinto più di 40 titoli (ne ha vinti 46), tantissimi Masters 1000 (14), e giocato non so quante finali Major (8). È pazzesco. Se avesse vinto uno o due Slam in più, ora si parlerebbe ancora di Fab 4“.

Andy Murray e Stan Wawrinka – Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell’Olivo)

A 35 anni, questa pausa forzate la preoccupa?

No, riesco a gestirla bene. Sono privilegiato, posso passare del tempo con mia figlia. L’aiuto a fare i compiti, dalle 8 del mattino alle 12 e poi ancora un po’ nel pomeriggio. E mi riposo. Sto perdendo un anno? Sono alla fine della carriera, non mi resta troppo tempo, ma non mi metto pressione. Siamo talmente lontani dalle gare… Adesso mantengo la forma fisica, ma non faccio un allenamento intenso. Sono abbastanza rilassato“.

Piccola parentesi, per chi non dovesse ricordarlo: Wawrinka si è sposato nel 2009 con la modella Ilham Vuilloud e nel 2010 i due hanno avuto una figlia, Alexia, prima del divorzio formalizzato nel 2015.

[…].

Stan si sente capace di vincere un secondo Roland Garros?  

Non ho più chance al Roland Garros di quante non ne abbia in un altro Slam. Ok, forse a Wimbledon di meno (ride). Mi ritengo ancora capace di fare grandi cose. Ad ogni modo lo pensavo all’inizio dell’anno. Ora le gare sono molto lontane. È facile pensare di poter realizzare grandi cose stando seduti sul divano”.

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Thiem contro il fondo di solidarietà: “Non vedo perché dovrei regalare i miei soldi”

“Molti giocatori non danno tutto per il tennis e sono poco professionali”, ha dichiarato Dominic a ‘Kronen Zeitung’

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Dominic Thiem - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Qui l’articolo originale pubblicato su tennisnet.com

Dominic Thiem si è espresso in merito al progetto di un fondo di solidarietà per i giocatori dal ranking più basso (il Player Relief Fund, su cui stanno lavorando a stretto contatto ATP, WTA, ITF e i quattro tornei dello Slam, ndr). All’austriaco non piace l’idea che vengano stanziati nove milioni di dollari per i professionisti con una classifica compresa tra la posizione n. 250 e 700. “Conosco il circuito Future, ci ho giocato per due anni: ci sono molti giocatori che non danno tutto per il tennis e sono poco professionali. Non vedo perché dovrei regalare loro dei soldi, ha detto Thiem in un’intervista al quotidiano austriaco Kronen Zeitung. “Preferisco fare donazioni alle persone o alle istituzioni che ne hanno veramente bisogno”.

Soltanto lo scorso dicembre ha destato scalpore un match del circuito ITF: un giocatore ucraino ha disputato una partita di qualificazione a Doha senza riuscire a conquistare un solo punto. Nessuno di noi top player ha ricevuto tutto in dono, ce lo siamo dovuti sudare. Nessun lavoro ti dà la garanzia di arrivare a guadagnare tanti soldi un giorno” ha detto Thiem, che poi ha aggiunto: Nessun giocatore deve lottare per la sopravvivenza, neppure quelli con un ranking più basso. Nessuno muore di fame”.

ALLENAMENTO AD ALT-ERLAA – A seguito dell’abrogazione delle misure restrittive per gli sportivi professionisti in Austria, Thiem ha ripreso ad allenarsi nei giorni scorsi sui campi da tennis. Contrariamente agli anni scorsi non si allena più al Centro di allenamento Südstadt a Maria Enzersdorf, bensì ad Alt-Erlaa, nella zona sud-ovest di Vienna.È un bell’impianto. Ci alleniamo sulla terra indoor. Rispetto a Südstadt le cose non sono molto diverse. Mi ci allenerò quando sarò a casa”, ha detto Thiem.

Il padre Wolfgang ha ritirato da Südstadt il suo gruppo di allenamento con Dominic, Dennis Novak e gli altri per lanciare un segnale in seguito alle divergenze con la federtennis austriaca. È stata respinta l’ipotesi che Thiem possa abbandonare la squadra di Davis per via di queste tensioni. “Abbiamo buone chance a Madrid. Ovviamente voglio giocarci assolutamente”, ha aggiunto Thiem con la condizione che entro autunno si torni a giocare regolarmente sul tour. “Non mi faccio coinvolgere in questioni dietro le quinte. Se voglio giocare, gioco”.

Thiem spera in un ritorno sul tour ad agosto e nel frattempo prova a ritrovare un certo ritmo. Secondo le sue parole, inizierà una preparazione più intensa soltanto cinque o sei settimane prima del ritorno in campo.

Traduzione a cura di Andrés Enrique Liss

 

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