Montecarlo : Wawrinka trionfa nel derby con Federer e vince il primo Masters 1000

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Montecarlo : Wawrinka trionfa nel derby con Federer e vince il primo Masters 1000

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TENNIS ATP MONTECARLO – In una finale storica per la Svizzera, Stan Wawrinka trionfa nel primo Masters 1000 in carriera aggiudicandosi il Montecarlo Rolex Masters con lo score di 4-6 7-6 6-2 nel derby tanto atteso con Federer.

Il commento di Ubaldo alla finale

 

L’intervista esclusiva a Zeljko Franulovic, direttore del torneo di Montecarlo:

Wawrinka in inglese

Wawrinka in francese

Wawrinka alle radio francesi: “Ora so di poter battere chiunque”

Roger Federer alle radio francesi: “Non vinco mai le finali contro gli svizzeri!”:

Federer in inglese

Federer in francese

DA MONTECARLO. Tra orologi di nota marca svizzera – principale partner del torneo – e uova pasquali di cioccolato – pure rigorosamente svizzero – quella di oggi al Montecarlo Rolex Masters non poteva essere finale più adatta. Già, quest’oggi qui al Principato è grande festa rossocrociata. Ma orologi e cioccolato a parte, è soprattutto la festa del bel tennis, del talento e della tenacia che hanno fatto da esempio in una bella storia di amicizia; è la festa per una nazione che, sebbene piccola, ha saputo diventare grande anche nel tennis con Federer in primis, certo, ma anche grazie alla Hingis, a Rosset, Hlasek e, infine, a un encomiabile  Stanislas Wawrinka.

Cresciuto per anni all’ombra del campionissimo di Basilea, lo svizzero di origine polacca ha saputo, con il tempo, crearsi uno spazio nell’eccellenza tennistica elvetica, nonché mondiale. Ha chiuso il 2013 tra i magnifici 8 presenti al Masters di Londra; quest’anno ha perfino vinto un torneo dello Slam, l’Australian Open, ha superato in classifica “King” Roger e oggi, nella sua prima finale qui a Montecarlo, lo supera su un campo su cui invece Federer precedentemente aveva raggiunto la finale ben 3.

È  stata la finale della Svizzera, ma soprattutto di una bellissima amicizia, basti pensare che stamani i due si sono allenati insieme prima di affrontare l’incontro. Chapeau.

La cronaca della partita

Dopo l’inno monegasco che risuona solenne sul centrale del Country Club con Wawrinka e Federer estremamente concentrati, prende il via una delle finali più attese ed esaltanti, almeno sulla carta, di questa prima parte della stagione 2014.

Fin dai primi scambi, si capisce che la tattica verrà impostata sulla diagonale dei rovesci, cosa che certamente favorirebbe di più Wawrinka. E difatti, dalle corde di Stan cominciano subito a  partire splendidi e sonori fendenti di rovescio.

Nonostante la scelta offensiva di Stan, nel gioco d’apertura arriva la prima palla break della partita per Roger; tuttavia, come gli succede ormai da un po’ di tempo con le palle game, la fallisce, grazie comunque ad un ottimo Stan che riesce ad annullarla. Il tennista di Losanna dà sfogo a tutta la sua potenza nel rovescio e sale dunque 1-0.

Stan prende rapidamente il comando degli scambi ed entra con i piedi dentro il campo. Roger, dal canto suo, appare solido al servizio, cominciando inoltre ad avanzare a rete ed effettuando il pareggio sull’1-1. Anche Stan non scherza al servizio e piazza un poderoso ace che viaggia alla velocità di ben 210 k/h; si porta così sul 2-1.

C’è da dire che nella “guerra” dei rovesci Wawrinka è in effetti più incisivo e potente e in questo modo induce spesso Roger a sbagliare. Ma non solo. Stan delizia il pubblico anche con un gioco di fino. Lo sappiamo, è dotato di una bellissima mano e sono parecchie le volé e le smorzate appoggiate che colgono di sorpresa il campionissimo. E per Wawrinka arriva la possibilità di strappare il servizio a Federer ma questi la annulla prontamente e pareggia 2-2.

La correttezza è stato uno dei leitmotif di questo match. Certo, è una cosa alla quale siamo abituati da sempre quando in campo c’è Federer, per giunta con un amico e avversario altrettanto corretto come Wawrinka. Infatti l’ex n. 1 del mondo conferma che una prima di servizio di Stan chiamata fuori era effettivamente buona. Ed ora è Federer ad avere ben 2 possibilità di strappare la battuta all’avversario. E ce la fa, grazie ad un rovescio di Stan che proprio adesso lo tradisce e finisce fuori. Roger intasca il break dopo 22 minuti di gioco e sale dunque 3-2 e servizio.

Roger trova soluzioni geniali ed esclusive, come per esempio un improvviso dritto in chop preciso e inaspettato che spezza il ritmo dei consueti scambi tesi e rapidi. Si lancia inoltre in un serve&volley che gli permette di salire 4-2.

Nonostante si trovi sotto nel punteggio, il tennista di Losanna si cimenta in soluzioni altrettanto pregevoli, come una delicatissima veronica  di rovescio che spiazza completamente Roger. Comunque, Stan continua ad essere propositivo in campo e fa un passo in avanti sul 3-4. Ma ecco che comincia ad incorrere in alcuni errori di troppo.

Sarà la tensione?

In effetti non dev’essere facilissimo per il n. 3 del mondo gestire un match come questo, con una posta in gioco così importante che costituisce una pietra miliare per la propria carriera (sarebbe il primo Masters 1000 per lui) e un ennesimo traguardo per Roger (che non ha mai vinto nel Principato). Roger sale ancora 5-3. Stan fa un ulteriore passo in avanti sul 5-4. Ma a questo punto, dopo l’ennesimo errore, Wawrinka si lascia andare ad un’esclamazione non proprio consona al bon ton del tennis e l’arbitro Mourier gli attribuisce un warning. Stan è ancora nervoso, lo si capisce soprattutto dai numerosi gratuiti nei quali incorre e l’ex n. 1 del mondo si aggiudica così la prima frazione per 6-4 in 42 minuti.

Sono davvero tanti i dritti e i rovesci sbagliati da Wawrinka in questa prima parte dell’incontro.

Nel secondo set Stan continua comunque ad essere aggressivo e a prendere maggiormente la rete. Certo, deve tentare di giocare un set più ragionato. Parte comunque concentratissimo, sale 1-0 per poi breakkare subito Roger e prendere un po’ più le distanze sul 2-0. Gli scambi sono spesso lunghi ma, allo stesso tempo, rapidi, soprattutto quando i punti si giocano a rete, scelta tattica adottata ampiamente da Roger quest’oggi. Arriva immediatamente il controbreak di Federer che, con un passante millimetrico e perfetto che si infila audace nei pochi centimetri non coperti a rete da Stan, va a cadere sulla riga.

Si arriva così sul 2-2 dopo 1 ora di gioco e i due commettono ancora parecchi errori. Il secondo set scorre adesso con maggiore equilibrio del primo. Dal 2-2 non ci sono più break e i due svizzeri approdano così al 6-6.

Gianni Clerici, seduto al mio fianco in tribuna stampa, dopo un set e mezzo è perentorio verso Stan : “Wawrinka si ostina a voler chiudere troppo in fretta il punto, anziché impostare una partita di maggiore regolarità. Dovrebbe alzare di più le traiettorie, “mezzo metro sopra la rete”, come amava dire sempre Pietrangeli quando giocava! Invece riproduce il gioco di Federer, mettendolo nella migliore situazione”.  Poi arriva una breve pioggia, che ferma il match per alcuni minuti, e lo Scriba preferisce rifugiarsi in sala stampa. Vedrà dall’alto il cambio del match…

E in effetti, da questo momento, e in modo alquanto inaspettato, l’inerzia del match cambia radicalmente. Stan si scuote e gioca nettamente meglio i 7 punti decisivi portandosi rapidamente in vantaggio 4-1. Roger si avvicina sul 3-4, in particolare grazie ad una stop volley sopraffina. Ma poi sbaglia ancora e Stan si allontana sul 6-3 procurandosi 2 setpoint. L’ex n. 1 del mondo resta ancora aggrappato al set recuperando 2 punti. Ma, alla fine, il campione dell’Australian Open si aggiudica la seconda frazione per 7 punti a 5. Stan ha acquisito nuovamente solidità e concentrazione tra il primo e il secondo set. I colpi adesso sono ancora più incisivi e precisi. E continueranno ad esserlo anche nel terzo.

Roger subisce un tracollo fisico, confermato più tardi in conferenza stampa. Gli errori sono numerosi avendo perso tantissima precisione. Quanto a Stan, sale sempre più in cattedra: strappa subito la battuta a Roger per poi prendere rapidamente il largo nello score e trovarsi in vantaggio 4-0. All’inizio del set infatti Stan ha un parziale di 10 punti a 3. La partita è girata senza che Roger se ne accorgesse, a cominciare dal minibreak all’inizio del tie-break. Wawrinka è stato bravo nel secondo set a resistere grazie a un servizio solidissimo, confermato appunto nei 7 punti decisivi.

Il detentore di 17 slam sembra ormai spento e senza energie. Fa un leggero passo in avanti sull’1-4 e sul 2-5 ma nulla più. Dopo 2 ore e 13 minuti, Stanislas Wawrinka chiude un match complicato e ricco di tensione aggiudicandosi il primo Masters 1000 in carriera. Vince per la seconda volta contro Roger Federer in 15 incontri, ancora sulla terra rossa, ancora nello stesso torneo e nello stesso campo (la prima vittoria era avvenuta nel 2009).

Non vinco mai con gli svizzeri” dirà poi in tono scherzoso il campione di Basilea in sala stampa. In effetti, prima della sconfitta di oggi, Roger aveva perso anche nell’altro incontro con un connazionale, Marc Rosset, suo avversario nella finale di Marsiglia nel 2000.

Ho giocato con grande intensità negli ultimi mesi e sono contento di poter riposarmi un po’ adesso. Ritornerò a casa per ché ho bisogno di recuperare. Non ho potuto farlo dopo Ginevra. Sento di essere stanco e ho bisogno di riposo e di dormire” ha precisato Roger in conferenza stampa. “Sono molto felice per Stan. È un’immensa vittoria per lui conquistare questo primo Masters 1000. È stato il più forte alla fine; si è sentito sempre più a suo agio nel corso del match e io non sono riuscito a pressarlo di più come avrei dovuto fare. Lui si è rilassato dopo aver disputato i primi due set con parecchia tensione”.

Queste invece le dichiarazioni di Wawrinka: “Sto vivendo le più belle emozioni da uno o due anni. È incredibile. È per vivere tutto ciò che mi alleno così duramente, per vivere questi momenti.  Giocare contro Roger è sempre molto speciale. È il mio migliore amico nel circuito e ci conosciamo benissimo. Sa variare tanto per rendere le cose complicate all’avversario. ha sempre avuto questo ascendente su di me, è abituato a queste situazioni. È per questo che ho fatto fatica alla fine del match.  Ma questo vale per entrambi e ho visto che anche lui era teso. Ci guardavamo ; ma poi sono riuscito a condurre il gioco  e sfruttare le condizioni a me favorevoli”.

Federer rimane così al 4° posto del ranking ATP e Wawrinka al 3°: fino ad ora il 2014 dice una volta di più che tra i Fab Four Stan ha preso il posto di Murray. Tra l’altro, se manteniamo le vecchie gerarchie sui Fab Four, questo è solo il terzo Masters 1000 vinto da un “intruso” degli ultimi 36 giocati (prima c’erano riusciti solo Soderling e Ferrer, entrambi a Parigi-Bercy nel 2010 e 2012).

 

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Ad Halle Federer si sente a casa: stavolta Millman cede in due set

Roger, all’esordio stagionale su erba, supera l’australiano che l’aveva eliminato allo scorso US Open. Il secondo turno sarà un classico contro Tsonga

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Roger Federer - Halle 2019 (foto via Twitter, @ATPHalle)

Dopo aver dimostrato che è ancora in grado di vincere qualche incontro anche sul rosso, Roger Federer torna sugli amati prati di Halle in cerca del decimo titolo – anzi, der zehnte, come più o meno dicono in Vestfalia – che gli varrebbe anche la seconda testa di serie a Wimbledon.

Il primo ostacolo è John Millman, lo sconosciuto che allo scorso US Open aveva eliminato Fabio Fognini al secondo turno e che poi si era regalato un quarto d’ora abbondante di celebrità e una classifica insperata battendo proprio il fenomeno di Basilea, cosa che aggiunge un po’ di pepe a questa sfida e appesantisce ulteriormente l’obbligo di vincere da parte di Federer. Inoltre, forse per la nazionalità, forse perché ha due tronchi al posto delle gambe, sull’erba l’australiano non sembra affatto fuori dal suo ambiente.

Se, poi, citiamo Federer (“l’erba non ti perdona, perdere un attimo la concentrazione può costarti il set. Millman non ti regala mai nessun punto, è un esordio abbastanza duro”), ecco spiegata la tensione portata in campo quest’oggi dal numero tre del mondo. Tuttavia, pur con un avversario poco disposto a fare da spalla, un’ottima giornata al servizio e la ricerca costante del comando degli scambi a prescindere da qualche errore di troppo consentono al venti volte campione Slam di vincere 7-6 6-3 senza correre veri rischi.

IL MATCH – Federer inizia in risposta, ma è lui che dirige il gioco andandosi a prendere i primi due punti con altrettanti dritti devastanti; è però lo stesso dritto a tradirlo subito dopo con tre errori, il secondo colpendo male una palla comoda da attaccare. Tenuto agevolmente il turno di battuta, sono ancora i gratuiti dal lato destro che gli impediscono di approfittare della non eccelsa percentuale di prime australiane.

Millman, per ora, non fa molto: non è in grado di allungare lo scambio contrastando efficacemente le accelerazioni e, giustamente, non rischia più del necessario nelle situazioni neutre visto che i regali arrivano anche dal rovescio svizzero, tanto che scappa pure una parolaccia in tedesco. Un nastro vincente precede il primo vero punto da Roger erbivoro (volée smorzata sull’attacco in controtempo), ma il servizio solido di John trova la complicità della risposta e sfuma un’altra occasione di andare a palla break.


Sul 4 pari, Millman trae visibilmente fiducia da uno scambio durissimo vinto sulla diagonale di dritto e non concede più nulla in battuta; qualche brivido al dodicesimo gioco con doppio fallo e dritto sbagliato da Federer, ma raggiunge l’avversario per il tie-break. Doppio fallo di Millman sul 2-1 e Roger va subito a prendersi un altro punto seguendo lo slice di rovescio, una biscia corta e insidiosa che la mano australiana non può gestire. Lo svizzero sale in cattedra e si prende il parziale oscurando l’altro, incapace di muovere il punteggio. Per Federer, due punti persi sulle 22 prime in campo, i gratuiti (totali e di dritto) che superano di un paio di unità i vincenti, mentre spicca quel 71% di seconde trasformato da Millman.

Si ricomincia con entrambi i contendenti ben centrati sui propri turni di battuta, almeno fino al sesto gioco quando, sul servizio del n. 57 ATP, si vedono le prime palle break dell’incontro: fallita la prima con uno sventaglio ampiamente largo, sulla seconda Roger accetta lo scambio lungo e incamera l’errore del trentenne di Brisbane. Giusto per creare un po’ di suspense, quello meno giovane va sotto 0-30 nel game successivo, ma oggi è intoccabile al servizio.

John resta in scia e, in battuta sul 5-3, Federer si inguaia con una volée di rovescio orrenda, mentre Millman guadagna una palla per rientrare con il quarto vincente di dritto. Lo svizzero rimette le cose a posto con il servizio e, per la 17a volta in altrettante apparizioni, passa al secondo turno dove troverà Jo-Wilfried Tsonga (11-6 i precedenti a favore dello svizzero) che ha superato Benoit Paire; il francese più folle ci ha messo del suo per agevolare la vittoria del compatriota, con tre doppi falli che gli sono costati il break in apertura e il nervosismo espresso nel corso dell’intero parziale; l’equilibrio del secondo set si è invece spezzato all’undicesimo gioco quando è stato ancora Paire a perdere la battuta.

 

GLI ALTRI INCONTRI – Oltre alle vittorie azzurre delle quali ci racconta il nostro inviato, nessun problema per il campione in carica Borna Coric che si libera in due set di Jaume Munar e raggiunge agli ottavi il qualificato Joao Sousa, autore dell’eliminazione di Jannik Sinner nel tabellone cadetto. Un break per set e 68 minuti sono sufficienti a Jan-Lennard Struff per superare l’ostacolo Laslo Djere che, al suo terzo incontro di sempre sull’erba, manca ancora l’appuntamento con la vittoria. A dispetto della semifinale della scorsa settimana a Stoccarda, la superficie non è la preferita neanche del tedesco che, però, fa valere il suo servizio (31 punti su 34 prime in campo e una buona conversione anche con la seconda battuta). Contro Karen Khachanov, si preannuncia una sfida a “spacca la palla”.

La bella prova del classe 2000 Rudolf Molleker si ferma nel tie-break del secondo set quando, sul match point a favore, il suo lob finisce appena lungo e il qualificato Sergiy Stakhovsky, sempre pericoloso sull’erba, prende il sopravvento e chiude 6-2 al terzo. Bastano cinquanta minuti a David Goffin per liberarsi Guido Pella, mentre il numero 7 del seeding Roberto Bautista Agut annulla quattro set point a Taylor Fritz nel tie-break del primo set poi poi dilagare nel secondo parziale.

Risultati:

[1] R. Federer b. J. Millman 7-6(1) 6-3
[WC] J.W Tsonga b. B. Paire 6-4 7-5
R. Gasquet b. [WC] P. Gojowczyk 6-3 6-4
[7] R. Bautista Agut b. T. Fritz 7-6(10) 6-0
[4] B. Coric b. J. Munar 7-6(2) 6-3
[Q] S. Stakhovsky b. [WC] R. Molleker 3-6 7-6(6) 6-2
M. Berrettini b. [6] N. Basilashvili 6-4 6-4
[Q] A. Seppi b. [Q] M. Moraing 6-4 7-6(4)
J. Struff b. L. Djere 6-4 6-4
D. Goffin b. [8] G. Pella 6-1 6-1

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ATP

Berrettini non si ferma: sarà derby contro Seppi ad Halle

HALLE – Il campione di Stoccarda, ancora intoccabile al servizio, doma un ostico Basilashvili. Andreas è più solido del tedesco Moraing, ottimo solo alla battuta

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @MercedesCup)

da Halle, il nostro inviato

Matteo Berrettini conquista il secondo turno di Halle (sarà derby azzurro con Seppi) battendo in due set tirati, sempre sul filo dell’equilibrio, la tds n.6 Nikoloz Basilashvili. Il georgiano, n.17 del mondo, ha offerto una resistenza ferrea, con un servizio efficace e un dritto molto esplosivo. Matteo, n. 22 da ieri, ha risposto con fondamentali superiori e maggiore solidità, mostrando inoltre recuperi in allungo davvero efficaci e spettacolari.

Quando il neocampione di Stoccarda e il vincitore di Pechino e Amburgo 2018 cominciano il match, il colpo d’occhio di pubblico è molto deludente, nonostante sia ampiamente terminato l’orario lavorativo e nel piccolo paese della Vestfalia il caldo torrido del match tra Seppi e Moraing ha fortunatamente lasciato il passo a un venticello frizzante e un clima molto gradevole. Nessuna sorpresa, perché fra pochi minuti, nel ben più imponente Centrale, sta per esordire Sua Maestà Roger Federer. Quando il Re dei Re, come lo chiamava Filo Volandri dopo l’exploit della carriera (la sua vittoria contro Roger a Roma 2007) e John Millman cominciano la loro partita, i fedelissimi di Berrettini e Basilashvili diventano ancora meno e faticano a superare il centinaio. All’angolo del ventitreenne romano c’è solo il tecnico FIT e coach Umberto Rianna, con cui il campione di Gstaad 2018 condivide le esultanze cercandone lo sguardo.

 

Sembra proprio il match degli irriducibili, quelli che preferiscono l’Italia a Federer. Non ci crederete, ma ne abbiamo trovati due proprio oggi sotto la canicola di Seppi-Moraing. Padre e figlio di Treviso, qui apposta per il torneo, non per lavoro o perché già erano in zona. In realtà il fanatico e patriottico è il padre, mentre il figlio sembra il sincero amatore poco informato e sequestrato dal genitore malato di tennis. Attempato, ma comunque più giovane di un anno del decano Direttore…. “Scanagatta? Ma certo, me lo ricordo benissimo ai tempi di Tele più con Tommasi, Clerici e Lombardi, ma ora quindi è online?”. Evidentemente è rimasto al tennis da tubo catodico, al punto che, dopo avergli spiegato l’esistenza di Ubitennis, ci chiede: “Allora anche su Ubitennis trasmettete il torneo di Halle?”. Meraviglioso, ma prima di lasciarci il nostro eroe d’altri tempi sentenzia: “Oggi Italia 2 vittorie su 2”. Fissato ma perfetto, chapeau!

Quanto a Berrettini, non deve essere stato facile per lui sfidare uno in completo bianco e perfetto per Wimbledon (con tanto di fascia in testa e polsini su entrambe le braccia), in un palcoscenico semivuoto mentre dal Centrale giungevano, regolarmente durante ogni pausa, le canzoni dance sparate a palla. Per un attimo, la piccola e tranquilla Halle sembrava la tennisticamente folle New York, dove i campi secondari vengono investiti dalla discoteca dell’Arthur Ashe. In realtà, l’azzurro non ha fatto caso né al deserto né alla dance, ormai è un professionista completo: “Avrei anche potuto giocare in un campo deserto, solo io e Nikoloz, non sarebbe cambiato nulla, anche se all’ingresso in campo mi ha fatto effetto passare dal tutto esaurito della finale di Stoccarda a qui).

SEPPI FREDDO NELLA CANICOLA – Andreas Seppi supera il qualificato tedesco Moraing, ottimo servizio e basta, ma sull’erba e col caldo torrido dell’assolato campo 2 non è stata una passeggiata. L’avversario, n.223 del mondo, è stato sempre attaccato all’azzurro e i servizi hanno dominato il match. Seppi, oggi n.65 ATP, ha un po’ difettato in risposta, ma è stato quasi sempre superiore quando lo scambio andava oltre i quattro colpi e sempre nei momenti decisivi.

Sul finire di primo set, ha prima annullato una pesante palla break sul 4 pari 30-40 portando all’errore Moraing, poi nel gioco seguente ha piazzato lo scatto decisivo sul 30 pari, quando l’ennesimo gratuito di Mats (che con Wilander condivide solo il nome di battesimo) e un bel dritto in avanzamento gli hanno dato la prima partita. Intanto, durante il break sul 4-3 Seppi, nascosto tra gli spettatori che entrano ad occupare i posti di chi se ne va, scorgiamo Jannik Sinner mentre si accomoda nel seggiolino a sinistra di Max SartoriDavanti a lui, dall’inizio del match, siede Michela, la deliziosa moglie di Andreas, in un abito rosso con motivi bianchi al contempo sportivo ed elegante.

Nel secondo parziale il mancino dal completo avveniristico (“Sembra un Avenger sul campo da tennis”, osserva il giovane nostro compatriota seduto al nostro fianco in tribuna) sale di livello e riduce i gratuiti abbastanza per arrivare al tie-break. Qui un dritto largo sul 3 pari, seguito da un ace e un servizio vincente di Seppi, danno all’ex kid di Caldaro 3 match-point. Il secondo è quello buono e il “Bravo Seppio!” di coach Max Sartori accompagna l’approdo al secondo turno del finalista 2015. Al secondo turno sfiderà Matteo Berrettini.

Risultati:

[1] R. Federer b. J. Millman 7-6(1) 6-3
[WC] J.W Tsonga b. B. Paire 6-4 7-5
R. Gasquet b. [WC] P. Gojowczyk 6-3 6-4
[7] R. Bautista Agut b. T. Fritz 7-6(10) 6-0
[4] B. Coric b. J. Munar 7-6(2) 6-3
[Q] S. Stakhovsky b. [WC] R. Molleker 3-6 7-6(6) 6-2
M. Berrettini b. [6] N. Basilashvili 6-4 6-4
[Q] A. Seppi b. [Q] M. Moraing 6-4 7-6(4)
J. Struff b. L. Djere 6-4 6-4
D. Goffin b. [8] G. Pella 6-1 6-1

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ATP

Medvedev e Cilic si scuotono al Queen’s. Rientro con successo per Anderson

LONDRA – Cambiamento, fiducia, fortuna: i tre big trovano ciò che cercavano nella prima giornata sull’erba di Londra

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Daniil Medvedev - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Dal nostro inviato a Londra

Nel tennis come in automobile, dopo mesi di rosso c’è chi aspettava soltanto il verde per ripartire. Marin Cilic, Daniil Medvedev e Kevin Anderson erano tutti alla ricerca del posto giusto per ritrovare buone sensazioni e vittorie; i risultati della prima giornata dei Fever-Tree Championships sembrano dire loro che forse quel posto può essere il Queen’s Club.

La campagna di difesa del titolo di Cilic, nel box del quale sedeva per la prima volta l’ex pro Wayne Ferreira, è partita fortissimo con una striscia di cinque game consecutivi. Soltanto nel secondo set il ventitreenne cileno è riuscito a imbrigliarlo, recuperando il break di svantaggio al momento in cui il croato serviva per la vittoria e costringendolo a un tie-break impegnativo, concluso per 7 punti a 5. Al prossimo turno Cilic affronterà Diego Schwartzman, vincente in appena cinquantadue minuti su un Alexander Bublik che pure aveva disputato due buoni round di qualificazione. Il risultato sorprende specialmente per la superficie sulla quale è giunto: per il peque si tratta appena del secondo successo su erba in carriera nei tabelloni ATP.

 

Bravo dall’inizio alla fine invece Daniil Medvedev, che ha saggiato per primo l’erba del campo centrale con una prestazione eccellente contro Fernando Verdasco. Dopo un inizio di stagione straripante il russo aveva bruscamente rallentato, anche a causa di qualche guaio fisico, e si presentava a Londra con l’obiettivo minimo di interrompere una serie di cinque sconfitte consecutive. “Ma erano state tutte partite tirate, sarebbero potute finire in ogni modo” ha detto dopo una doccia, “sono stato un po’ sfortunato ultimamente”. Oggi invece ha girato tutto per il suo verso e la vittoria è arrivata con tutto il merito, grazie a una resa costante al servizio e anche qualche piccola magia, come la volée appoggiata con cui ha concluso il primo set.

Kevin Anderson – Queen’s 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Ha avuto successo anche il ritorno di Kevin Anderson, al primo torneo dopo lo stop dovuto all’epicondilite (il famigerato “gomito del tennista”). Fermo addirittura dai quarti di finale del Masters 1000 di Miami, il sudafricano è partito un po’ imballato, cedendo a Cameron Norrie il proprio game d’apertura. Da lì in poi i due hanno tenuto la battuta fino a fine set e poi ancora fino al tie-break del secondo, che Anderson si è preso con un ace. Col passare dei minuti il numero due del tabellone ha mostrato di aver atteso di essere pienamente competitivo per ripresentarsi in campo: solido nello scambio, ha bussato alla porta di Norrie per due ore finché, alla decima palla break, il britannico non ha aperto.

Fuori dal centre court intanto Nicolas Mahut continua il suo percorso facendosi largo… tra i giovani: dopo Jarry e Davidovich Fokina nelle qualificazioni, oggi è toccato a un falloso Frances Tiafoe cedergli il passo in due set. Martedì il trentasettenne francese potrà finalmente riposarsi per un giorno con il doppio e scoprire chi, tra Wawrinka e Daniel Evans, sarà suo avversario negli ottavi di finale. Stan e Dan si affronteranno in apertura di un programma monomane, che include Tsitsipas, Dimitrov, Feliciano Lopez, Shapovalov (contro Del Potro!) e il nostro Marco Cecchinato. Sempre che non piova, come invece minaccia di fare.

Risultati:

[4] D. Medvedev b. F. Verdasco 6-2 6-4
[5] M. Cilic b. C. Garin 6-1 7-6(5)
[2] K. Anderson b. C. Norrie 4-6 7-6(5) 6-4
D. Schwartzman b. [Q] A. Bublik 6-2 6-3
[Q] N. Mahut b. F. Tiafoe 6-3 7-6(5)
G. Simon b. [Q] J. Ward 3-6 6-3 7-6(2)

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