Pagellone Madrid: Sharapova e Nishikori da urlo, Giraldo e Bautista le sorprese

ATP

Pagellone Madrid: Sharapova e Nishikori da urlo, Giraldo e Bautista le sorprese

Pubblicato

il

TENNIS – Diamo i voti al Combined di Madrid: Sharapova e Nishikori i migliori, Nadal promosso con riserva. Occasione persa per Ferrer e Radwanska, mentre Giraldo e Garcia sorprendono.

Kei Nishikori

E’ ovvio, scontato e lapalissiano ma si può contestare che il vincitore morale di Madrid sia lui? La doppietta Barcellona-Madrid è roba da pochi!

 

Con i se e con i ma non si fa la storia ( neanche del tennis) però raramente avevo visto Nadal così dominato sulla terra rossa fino all’infortunio del giapponese.

I due tie-break vinti con Raonic e soprattutto la maratona con Ferrer hanno evidenziato un nuovo Nishikori, che ha le carte in regola per restare a lungo nella top-10 appena conquistata: molto propositivo, straordinario in alcune soluzioni in cross con il rovescio che mi hanno ricordato il miglior Nalbandian e soprattutto solidissimo al servizio e determinatissimo nei punti importanti, specie nelle palle break. In finale è mancata l’apoteosi solo a causa dell’infortunio alla schiena ma il modo in cui ha sballottato per il campo Nadal non lo dimenticheremo facilmente.

VOTO: 9,5

 

Rafael Nadal

Giudizio difficile francamente. Rafa è arrivato in finale lasciando le briciole ai suoi avversari: ma Berdych a parte ( con cui però siamo a diciassette vittorie di fila…), si possono considerare attendibili i test con Monaco, Nieminen e Bautista Agut?

Sicuramente Rafa è apparso in progresso rispetto alle precedenti uscite sul rosso e alle sconfitte con Ferrer e Almagro, ma in finale si è vista l’ombra del dominatore degli ultimi dieci anni. Francamente non so dire quali conseguenze avrebbe avuto sulla sua fiducia una sconfitta in finale con Nishikori che, detto chiaramente, sarebbe stata meritatissima. Ma ciò che appare oltremodo evidente è la poca serenità di Nadal in questo momento, forse figlia proprio dei pochi risultati ottenuti sin qui: quante volte abbiamo visto il maiorchino esultare in modo così poco sportivo come ha fatto sul nastro che ha portato fuori il colpo di Nishikori per il controbreak del 4-4 nel secondo set? Insomma, ansia da prestazione anche per Nadal, che comunque alla fine, in un modo o nell’altro il torneo l’ha portato a casa.

VOTO: 7

 

David Ferrer

Il grande pedalatore di Spagna si sta clamorosamente trasformando in cicala. Eh si, perché dopo aver battuto Nadal a Montecarlo ha perso l’occasione di vincere il torneo, anche a Barcellona non ha approfittato della prematura uscita del maiorchino. A Madrid si è fatto sorprendere da Nishikori sprecando l’opportunità di aprofittare di un Nadal in tono minore. Insomma, caro David, se non vinci i tornei sulla terra quando Rafa stecca…

VOTO: 5,5

 

Grigor Dimitrov

Un paio di settimane fa aveva gustato il piacere di vincere il torneo a mezzora di distanza dalla famosa fidanzata: solo che Maria non si è fermata e ha trionfato anche a Madrid ( con tanto di dedica: “ L’ho fatto a Madrid, ragazzo” ) mentre il buon Dimitrov che già aveva salvato la pelle per miracolo contro Copil, si è arenato sullo scoglio, non proprio insormontabile di questi tempi, di Berdych. Il salto di qualità per arrivare in top10 è vincere le partite che contano nei 1000 e negli Slam. Se wannabeRoger…bisogna darsi una mossa, anche perché la fidanzata ha ripreso a correre.

VOTO: 5

 

Santiago Giraldo

La Colombia intera, presidente compreso, è in delirio per le gesta di Santiago che a Madrid ha messo in fila nell’ordine Hewitt, Tsonga e Murray!

La classifica ora dice 36 e con l’esplosività mostrata in questo torneo subito dopo la finale di Barcellona ed una nuova consapevolezza il colombiano può continuare il volo.

Insomma, a Parigi saranno in molti a non volerselo trovare tra i piedi…

VOTO: 8

 

Roberto Bautista Agut

Nuovi spagnoli avanzano e con un tennis quantomeno poco iberico. La semifinale nel Master 1000 di casa premia il lavoro di questo ragazzo che sta esplodendo un po’ in ritardo rispetto alle attese, ma la maturità dimostrata soprattutto nei delicati derby con Verdasco e Robredo indicano che la strada e quella giusta. Contro Nadal forse poteva osare un po’ si più ma non pretendiamo troppo.

VOTO: 8

 

Maria Sharapova

E’ tornata Maria! Con i problemi muscolari di Serena, la siberiana si candida prepotentemente a favorita per Roma e soprattutto per il bis al Roland Garros dopo la vittoria su Sara Errani di due anni fa.

Il modo in cui ha ribaltato le partite con Na Li ( il match chiave del torneo) e Halep dopo un primo set disastroso è la conferma che l’attenzione sul campo da gioco e sul suo tennis è ai massimi livelli e allora per le avversarie sono dolori. Si è vista, in questo torneo, una Sharapova in ottima condizione fisica anche nella fase difensiva, oltre che nuovamente esplosiva con i colpi da fondo. Quando entra in forcing per le avversare non c’è nulla da fare e allora apprestiamoci ad ammirare la migliore versione di Maria nelle prossime settimane.

VOTO: 10

 

Simona Halep

Molto, molto bene la numero 5 del mondo che dopo il 2014 della rivelazione si sta confermando ad altissimi livelli. Nella vittoria sulla Kvitova in semifinale ha mostrato un livello di tennis altissimo e soprattutto la capacità di controbattere efficacemente alle bordate della ceca. Dopo il primo set dominato contro la Sharapova in finale forse era lecito aspettarsi qualcosa di più, ma bisogna anche riconoscere i meriti di chi è dall’altra parte del net. La rumena ha da difendere ora la semifinale raggiunta a Roma lo scorso anno partendo dalle qualificazioni, ma a Parigi uscì al primo turno, per cui la scalata ai vertici della classifica può continuare.

VOTO: 8

 

Sara Errani

Qualche segnale positivo dal pianeta Sarrita è arrivato. Ottima la vittoria all’esordio sulla Petkovic, una giocatrice molto calda anche se non sul suo terreno preferito, e buona la predisposizione in campo nel derby con la Shiavone, ma la resa contro la comunque in ascesa Garcia lascia perplessi. Nessuno chiede a Sara di ripetere gli strepitosi risultati degli ultimi dua anni, ma sull’amata terra rossa è lecito aspettarsi qualcosa di più. Ora arrivano Roma e Parigi, i piatti “caldi” della stagione della romagnola e ci vorrà tanta buona volontà e tanta lucidità per poterseli gustare fino in fondo.

VOTO: 6-

 

Agnieszka Radwanska

A Madrid si è vista una buona versione di Maga “Aga”, bravissima a mischiare le carte alla Bouchard all’esordio in un match che nascondeva mille insidie e miracolosa a sopravvivere alla furia della rediviva Kuznetsova, la cui sciagura soprattuto sui match point ha indubbiamente aiutato. E però di fronte a Maria, in semifinale, ha opposto troppa poca resistenza e soprattutto non ha mostrato la lucidità necessaria per cercare di contrastare le maggiore potenza dell’avversaria: perché Aga con tutte le possibili variazioni presenti nel suo gioco non ne ha tirata fuori neanche una? Insomma resta il solito retrogusto di un’eterna incompiuta.

VOTO: 6,5

 

Caroline Garcia

Forse ci siamo. La ventenne di Lione sta finalmente sbocciando ad alti livelli e per il tennis francese è un’ottima notizia in previsione del Roland Garros, dove dopo il ritiro della Bartoli, con la sola Cornet tra le prime 30, il timore di non arrivare alla seconda settimana è fondato. La bella Caroline ha approfittato del ritiro di quel che resta della Kerber ( comunque dominata sin li) e poi battuto con autorità Kirilenko ee Errani. Anche di fronte alla Radwanska non ha sfigurato, portando il match al terzo e dunque si intravvedono buone prospettive per questa ragazza da cui i cuginetti francesi si aspettano molto.

VOTO: 7

Continua a leggere
Commenti

ATP

Il rovescio di Sinner è il più “pesante” del mondo, parola di O’Shannessy

Dal lato del rovescio nessuno imprime tanto spin quanto l’altoatesino e anche la velocità di palla è in (e da?) top 5

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Costretti a un off season anticipata e forzata, le possibilità dell’appassionato di tennis sono due: guardare avanti e avanzare ipotesi sul futuro dello sport o volgersi indietro, scartabellando tra gli incontri passati in cerca di numeri e storie interessanti. Chi di dati in archivio ne ha da vendere è il solito Craig O’Shannessy, che sul sito ATP ha passato in rassegna i giocatori per stabilire chi avesse il rovescio più potente. Dalla sua analisi, lo statistico australiano ha tratto fuori un nome ben preciso: Jannik Sinner.

Secondo O’Shannessy il giovane italiano, numero 73 ATP, possiede il “rovescio più potente e cattivo“. Al di là delle disquisizioni estetiche sul gesto, che è oggettivamente fluido, pulito e eseguito apparentemente senza sforzo, chiunque abbia visto Sinner, anche solo in televisione, si sarà accorto dell’effettiva potenza del colpo. Due sono i punti forti del rovescio di Jannik stando ai rilevamenti di O’Shannessy: spin e velocità di palla. In entrambe le categorie l’azzurro compare tra i primi cinque all’interno di un campione di 94 giocatori, che considera coloro che hanno disputato almeno dieci match tra il 2018 e il 2020 su campi dotati di tecnologia Hawk-Eye (indispensabile per certe misurazioni).

SPIN – Imprimere spin alla palla ha il doppio vantaggio di consentire un maggior controllo, aumentando il margine di errore, e di mandare di là dalla rete una palla “scomoda” per l’avversario, più difficile da gestire. Dal lato del rovescio nessuno dà più rotazione alla palla di Jannik Sinner, che nei 17 incontri presi in considerazione ha fatto registrare una media di 1858 rotazioni al minuto.

 

Di seguito la Top 5 nella categoria “spin”:

1. Jannik Sinner = 1858 rpm
2. Martin Klizan = 1840 rpm
3. Felix Auger-Aliassime = 1825 rpm
4. Pablo Cuevas = 1735 rpm
5. John Millman = 1680 rpm

Sinner è accompagnato da nomi che hanno nel rovescio il loro colpo migliore o più solido. Nell’elenco troviamo un solo monomane, Pablo Cuevas, sempre molto apprezzato per il suo rovescio classico che gli ha fruttato buonissimi risultati soprattutto sulla terra battuta. Non si legge il nome di nessun giocatore attualmente incluso nella Top 10 del ranking ATP. Tra i migliori dieci giocatori del mondo, quello che produce più spin con il rovescio è Gael Monfils (1551 rpm), seguito da Stefanos Tsitsipas (1280 rpm) e Daniil Medvedev (1262 rpm). Leggermente più indietro Rafael Nadal (1252 rpm) e Novak Djokovic (1148 rpm), mentre Roger Federer si attesta intorno alle 548 rotazioni per minuto, dato viziato dal maggior impiego del colpo tagliato rispetto ai colleghi top 10.

VELOCITA’ DI PALLA – Anche in quanto a velocità, il rovescio di Jannik non ha niente da invidiare al resto del circuito. In questa particolare categoria, l’altoatesino si siede al quinto posto con una media di circa 69 miglia orarie (111 km/h), ma la differenza con chi lo precede non è poi così abissale, come si può vedere.

1. Nikoloz Basilashvili = 71.2 mph
2. John Millman = 70.2 mph
3. Rafael Nadal = 69.8 mph
4. Ugo Humbert = 69.2 mph
5. Jannik Sinner = 69.1 mph

Se non sorprende leggere i nomi di Basilashvili e Millman (unico insieme a Sinner ad apparire in entrambe le Top 5), un pochino forse stupisce vedere Nadal in terza posizione. Il rovescio del maiorchino, a lungo bistrattato dalla critica, ma in effetti il vero e proprio colpo naturale di Rafa, viaggia ad una media di quasi 70 miglia all’ora (circa 112 km/h). Nessuno tra gli attuali top 10 tira forte come lui, né Dominic Thiem (67.4 mph), né Novak Djokovic (67.3 mph) né Alexander Zverev (67 mph). Il rivale di una vita, Roger Federer, con le sue 66.1 miglia orarie di media è perfettamente in linea con la media del campione (66 mph).

Rafa Nadal – Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

IL DOMINIO MILANESE – I dati di Sinner hanno toccato il loro apice durante la vittoriosa cavalcata alle Next Gen ATP Finals. Nel corso del torneo, l’azzurro ha fatto registrare una velocità media dal lato del rovescio di 75.3 mph, ovvero ben 7.1 miglia orarie in più rispetto alla media dei cinque avversari affrontati (Tiafoe, Ymer, Humbert, Kecmanovic, De Minaur). Impressionante è stato il rendimento durante il match contro Mikael Ymer, dominato 4-0 4-2 4-1 sparando rovesci alla spaventosa media di 80.2 miglia orarie (129 km/h).

Ad aiutarlo, oltre al braccio e al tempismo perfetto, è intervenuta la posizione in campo, sempre molto aggressiva. Nel corso del torneo milanese, Jannik ha messo i piedi in campo per colpire il rovescio nel 23% dei casi (il doppio rispetto agli avversari affrontati) e solo il 13% delle volte è stato costretto a indietreggiare più di due metri oltre la linea di fondo. I dati ovviamente sono gli uni figli degli altri: è ovvio che colpendo forte ci si può trovare più facilmente nella posizione di attaccare con i piedi dentro il campo e di conseguenza su palle più comode si può anche spingere più forte. Se a questo si aggiunge la fiducia inscalfibile e la determinazione di Sinner in quel periodo, ecco che abbiamo la settimana perfetta.

Di certo c’è che nel corso delle Next Gen Finals il mondo del tennis si è accorto della pericolosità del rovescio di Sinner, un colpo su cui probabilmente si appoggeranno molto le sorti della sua carriera futura e che già allo stato attuale è tra i migliori al mondo.

Continua a leggere

ATP

Wawrinka: “Posso fare ancora grandi cose. Io come Murray? Lui è avanti anni luce”

Stan Wawrinka racconta a L’Equipe gli ultimi progetti di carriera e le dirette con l’amico Paire. “Ci piace goderci la vita! Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene…”

Pubblicato

il

Stan Wawrinka - Australian Open 2020 (foto Twitter @AustralianOpen)

Tra uno “StanPairo” (le dirette con Paire) e l’altro, Stan Wawrinka si concede a L’Equipe per un’intervista sulla situazione attuale del tennis, l’isolamento forzato e i suoi pensieri sulla fase finale della sua carriera. L’ex n. 3 del mondo e tre volte campione Slam è uno dei grandi protagonisti social di questo confinamento, soprattutto grazie alle esilaranti live chat su Instagram con l’amico Benôit Paire.

Tanto esilaranti che Stan avrebbe perfino voluto che il quotidiano francese titolasse la sua intervista con due frasi, a scelta, pronunciate da Benoît durante le loro dirette. Non essendo stato possibile, lo stesso Wawrinka ha ricontattato L’Equipe: “Allora, questa intervista? Sono pronte le domande?“. Eccome se lo erano, racconta il giornalista Quentin Moynet, che non poteva proprio esimersi dal rivolgerne una su quelle chiacchierate virtuali con tanto di aperitivo:Facciamo quello che ci piace e in modo naturale, non ci chiediamo se vada bene per la nostra immagine” ammette lo svizzero, “siamo noi in tutto e per tutto. Con Benoît siamo un buon doppio! Raccontiamo aneddoti, qualche stupidaggine e le persone entrano nel nostro mondo. Parliamo apertamente come se ci fossimo solo noi due, a casa mia, a casa sua, al ristorante o a un torneo; e ci divertiamo. La derisione fa interamente parte del nostro rapporto e della nostra vita. Anche quando non facciamo uno “StanPairo” in diretta, passiamo del tempo insieme. Ci telefoniamo spesso in questo periodo. Non mi sorprende perché siamo spontanei. Lo facciamo perché ci fa piacere”.

E per bere un piccolo cocktail…Questo è un difetto che abbiamo entrambi, siamo sportivi d’élite ma ci piace goderci la vita (sorride)”.

 

Ai due amici piace concedersi degli aperitivi ma Stan apprezza molto anche la buona tavola. Domanda secca (ammettiamolo, Stan in carriera ha avuto questa tendenza): è ingrassato in questa quarantena? “Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene, non sono aumentato molto. Resto un peso massimo del tennis! Ho sempre contato sul fisico. Non sono grasso, altrimenti non avrei avuto questa carriera ma non sono neanche snello. Ho sempre trovato più o meno il giusto equilibrio tra la pesantezza e i muscoli, che sono quelli che mi aiutano di più nel mio gioco” […].

Contemporaneamente ai vostri aperitivi, l’attualità del tennis è stata intensa in queste ultime settimane nonostante lo stop del circuito. Teme il fatto che non si possa riprendere a giocare quest’anno?

È difficile immaginare di uscirne subito. La cosa più importante è pensare alla salute di tutti. Bisogna vedere se ci sarà una seconda ondata. Il tennis è uno degli sport più complicati da gestire in piena crisi da coronavirus perché si arriva da ogni parte del mondo, è necessario che si possa viaggiare e radunarsi. Il tennis sarà l’ultima tappa. Il Roland Garros, per esempio, non è organizzato da cinquanta persone. E anche se si gioca senza pubblico, c’è tantissima gente sul posto. È troppo presto per saperlo, tutto è possibile, anche che non si rigiochi affatto quest’anno“.

In questo momento di pausa, c’è anche il tempo per riflettere su un tennis più “unito”. Ne aveva già parlato Andrea Gaudenzi nella prima conferenza ufficiale con la stampa italiana. Ma la proposta rivoluzionaria arriva da Roger Federer. Che ne pensa Stan?

Il tweet di Roger ha colto di sorpresa tutti perché giunge dal giocatore più grande di tutti. In generale, quando dice qualcosa, lo fa con lucidità e dietro c’è un vera riflessione. Quando Roger si esprime, le cose si muovono molto più velocemente. È nel consiglio dei giocatori, parla con Novak, Rafa. Ma non sono discussioni che iniziano ora, esistono già da tempo in seno alle istanze del tennis. Sono cose complicate da realizzare concretamente ed è per questo che ci vuole tempo. Se l’ATP e la WTA riescono a trovare una buona formula, potrebbe essere molto interessante per il futuro del tennis“.

C’è stato inoltre l’annuncio di un fondo di sostegno per i giocatori più bassi in classifica…

È molto importante sostenere i giocatori che hanno delle difficoltà. Se il tennis esiste, è grazie a tutti i tennisti, non solo a quelli che sono al top. Ma tutto ciò permette di capire che c’è una mancanza di armonia nel tennis pro: i tornei dello Slam fanno guadagnare molti soldi alle loro federazioni. E ciò provoca maggiore squilibrio tra quei quattro eventi e gli altri. La Francia o l’Inghilterra possono sostenere tutte le loro strutture, cosa che gli altri paesi non possono fare poiché non hanno alcuna riserva […]

La situazione attuale permetterà di unire punti di vista divisi da anni?

Diciamo che questa crisi favorisce il dialogo. Lo abbiamo visto, il Roland Garros ha cercato di forzare la mano, non è stata una buona soluzione. Da quel momento, c’è stato un dialogo […] È necessario mettersi attorno a un tavolo e trovare un accordo. In ogni caso, questa crisi prova, una volta ancora, che il tennis ha troppe identità”.

Un mese fa Stan Wawrinka ha compiuto 35 anni e la sua carriera, seppur ancora densa di impegni e competitività, si avvia verso la fase finale. Dopo il ritiro, ci sarà ancora un futuro nel tennis per lui, magari come allenatore o dirigente?

Un po’, forse. Ho la sensazione che non resterò molto in questo ambiente. Mi interessano anche altre cose, in altri campi. Ho delle sensazioni che mi portano altrove“.

E dove?È troppo presto per parlarne (sorride). Ho fatto molto più di quanto potessi immaginare o sperare. Ho vinto praticamente tutto quello che si può vincere nel tennis, è una fortuna enorme“.

Ha uno statuto che peserebbe nelle decisioni. Lei e Andy Murray siete i migliori giocatori dell’era attuale dopo i Fab 3…Vorrei tanto che fosse vero quando mi dicono che sono un giocatore dello stesso calibro di Andy” confessa Stan interrompendo il giornalista, “ma sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti della sua carriera. L’unica cosa che ci avvicina sono i tre titoli Slam. Per il resto, è avanti anni luce rispetto a me. È stato n. 1 del mondo, ha vinto più di 40 titoli (ne ha vinti 46), tantissimi Masters 1000 (14), e giocato non so quante finali Major (8). È pazzesco. Se avesse vinto uno o due Slam in più, ora si parlerebbe ancora di Fab 4“.

Andy Murray e Stan Wawrinka – Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell’Olivo)

A 35 anni, questa pausa forzate la preoccupa?

No, riesco a gestirla bene. Sono privilegiato, posso passare del tempo con mia figlia. L’aiuto a fare i compiti, dalle 8 del mattino alle 12 e poi ancora un po’ nel pomeriggio. E mi riposo. Sto perdendo un anno? Sono alla fine della carriera, non mi resta troppo tempo, ma non mi metto pressione. Siamo talmente lontani dalle gare… Adesso mantengo la forma fisica, ma non faccio un allenamento intenso. Sono abbastanza rilassato“.

Piccola parentesi, per chi non dovesse ricordarlo: Wawrinka si è sposato nel 2009 con la modella Ilham Vuilloud e nel 2010 i due hanno avuto una figlia, Alexia, prima del divorzio formalizzato nel 2015.

[…].

Stan si sente capace di vincere un secondo Roland Garros?  

Non ho più chance al Roland Garros di quante non ne abbia in un altro Slam. Ok, forse a Wimbledon di meno (ride). Mi ritengo ancora capace di fare grandi cose. Ad ogni modo lo pensavo all’inizio dell’anno. Ora le gare sono molto lontane. È facile pensare di poter realizzare grandi cose stando seduti sul divano”.

Continua a leggere

ATP

Thiem contro il fondo di solidarietà: “Non vedo perché dovrei regalare i miei soldi”

“Molti giocatori non danno tutto per il tennis e sono poco professionali”, ha dichiarato Dominic a ‘Kronen Zeitung’

Pubblicato

il

Dominic Thiem - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Qui l’articolo originale pubblicato su tennisnet.com

Dominic Thiem si è espresso in merito al progetto di un fondo di solidarietà per i giocatori dal ranking più basso (il Player Relief Fund, su cui stanno lavorando a stretto contatto ATP, WTA, ITF e i quattro tornei dello Slam, ndr). All’austriaco non piace l’idea che vengano stanziati nove milioni di dollari per i professionisti con una classifica compresa tra la posizione n. 250 e 700. “Conosco il circuito Future, ci ho giocato per due anni: ci sono molti giocatori che non danno tutto per il tennis e sono poco professionali. Non vedo perché dovrei regalare loro dei soldi, ha detto Thiem in un’intervista al quotidiano austriaco Kronen Zeitung. “Preferisco fare donazioni alle persone o alle istituzioni che ne hanno veramente bisogno”.

Soltanto lo scorso dicembre ha destato scalpore un match del circuito ITF: un giocatore ucraino ha disputato una partita di qualificazione a Doha senza riuscire a conquistare un solo punto. Nessuno di noi top player ha ricevuto tutto in dono, ce lo siamo dovuti sudare. Nessun lavoro ti dà la garanzia di arrivare a guadagnare tanti soldi un giorno” ha detto Thiem, che poi ha aggiunto: Nessun giocatore deve lottare per la sopravvivenza, neppure quelli con un ranking più basso. Nessuno muore di fame”.

ALLENAMENTO AD ALT-ERLAA – A seguito dell’abrogazione delle misure restrittive per gli sportivi professionisti in Austria, Thiem ha ripreso ad allenarsi nei giorni scorsi sui campi da tennis. Contrariamente agli anni scorsi non si allena più al Centro di allenamento Südstadt a Maria Enzersdorf, bensì ad Alt-Erlaa, nella zona sud-ovest di Vienna.È un bell’impianto. Ci alleniamo sulla terra indoor. Rispetto a Südstadt le cose non sono molto diverse. Mi ci allenerò quando sarò a casa”, ha detto Thiem.

Il padre Wolfgang ha ritirato da Südstadt il suo gruppo di allenamento con Dominic, Dennis Novak e gli altri per lanciare un segnale in seguito alle divergenze con la federtennis austriaca. È stata respinta l’ipotesi che Thiem possa abbandonare la squadra di Davis per via di queste tensioni. “Abbiamo buone chance a Madrid. Ovviamente voglio giocarci assolutamente”, ha aggiunto Thiem con la condizione che entro autunno si torni a giocare regolarmente sul tour. “Non mi faccio coinvolgere in questioni dietro le quinte. Se voglio giocare, gioco”.

Thiem spera in un ritorno sul tour ad agosto e nel frattempo prova a ritrovare un certo ritmo. Secondo le sue parole, inizierà una preparazione più intensa soltanto cinque o sei settimane prima del ritorno in campo.

Traduzione a cura di Andrés Enrique Liss

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement