WTA Roma, Errani ai quarti contro Na Li. Fuori Schiavone e Pennetta

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WTA Roma, Errani ai quarti contro Na Li. Fuori Schiavone e Pennetta

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TENNIS WTA ROMA – Convincente vittoria della numero uno azzurra che approda ai quarti battendo una coriacea Petra Cetkovska 6-4 7-6(3). Ai quarti c’è Li Na (la cinese è avanti 6-0 negli H2H). La Schiavone non riesce a opporsi alla Radwanska (6-4, 6-1). Pennetta ko con la Jankovic

 [10] S. Errani b. P. Cetkovska 6-4 7-6(3)

Finalmente Sara Errani sfata il tabù. Petra Cetkovska era la sua bestia nera: ci aveva perso due volte su due, a Palermo e a Pechino, mancando alcuni matchpoint. Stavolta, sotto il caldo sole romano, la romagnola si prende una gustosa rivincita imponendosi 6-4 7-6 al termine di una sfida molto lottata, staccando il pass per i quarti di finale agli Internazionali d’Italia. Adesso l’asticella delle difficoltà si alza: all’orizzonte c’è Na Li, un altra bestia nera (0-6 nei precedenti).

 

Come d’abitudine, il Pietrangeli è stracolmo ancora prima dell’inizio del match; è ancora una giornata ventosa, anche se in misura minore rispetto a ieri. Primo punto e primo boato per un passante di dritto di Sara: il pubblico non smette un attimo di incitare la nostra giocatrice.

Fin dall’inizio si capisce subito che sarà una battaglia; gli scambi da fondocampo sono lunghi e combattuti. E il servizio non è un fattore determinante, dato che nel primo set si verificano ben sette break in dieci game, due dei quali nei primi due giochi.

La Errani dà il primo strappo volando sul 4-1 con un doppio break. La Cetkovska cerca di spostarla utilizzando spesso la palla corta: Sara se l’aspettava questa, alla vigilia ricordava che anche nel match di Palermo la ceca l’aveva fatta impazzire con questa mossa tattica. Adesso l’azzurra è più preparata: spesso legge i dropshot in anticipo e infila la Cetkovska con precisi passanti, come sulla palla che le dà il 4-1.

Il set sembra in discesa, però la Errani ha un passaggio a vuoto e la ceca la raggiunge sul 4-4. Il pubblico incoraggia Sara, che si rimette a pedalare e ottiene il break del 5-4 con uno stupendo pallonetto, sottolineato da una standing ovation.

Pathos al momento di servire per il set. Sara ha due setpoint, annullati da altrettanti dritti della ceca. Ne arriva un terzo, ma il suo pallonetto esce di poco. Finalmente il quarto è quello buono: la Cetkovska sbaglia una risposta ed è 6-4.

Il secondo set inizia in salita. Una palla corta in rete della romagnola consegna il 2-4 alla Cetkovska, ma subito dopo arriva il controbreak. “Dai Sara che è cotta!”, urla uno spettatore, ma il match è ancora combattuto. Indietro 3-4, Sara annulla due delicate palle break grazie ad altrettante risposte sbagliate dell’avversaria.

Il break sul 5-5 sembra quello decisivo: Sara serve per il match sul 6-5, ma è costretta a cedere la battuta e si va così al tiebreak. Aumentano i decibel sul Pietrangeli (“Sara! Sara!”) e la Errani parte forte portandosi sul 3-0. Una volée lunga della ceca e un bel dritto le valgono il 6-2. Il primo matchpoint viene annullato da uno smash della Cetkovska, ma il secondo è quello giusto: il dritto della ceca è lungo e la Errani può finalmente esultare.

A. Radwanska b. F. Schiavone 6-4 6-1 (Giulio Fedele)

Ha fatto molto male vedere Francesca Schiavone uscire sconfitta contro la Radwanska. Dopo le vittorie, brillante quella contro la Bouchard, durissima quella contro la Muguruza, nessuno si sarebbe aspettato che la leonessa perdesse con un punteggio così netto, seppure giocasse contro una tennista con cui aveva perso gli ultimi cinque incontri. Gli spettatori del Pietrangeli volevano poter gioire una seconda volta della vittoria di una beniamina di casa, dopo quella di Errani, ma sono rimasti delusi e molti hanno abbandonato il campo anche prima della fine dell’incontro. Per poter battere la numero 3 del mondo sarebbe servita una Schiavone centrata e decisa, così non è stato. Troppo deconcentrata e fallosa, Francesca ha regalato costantemente punti all’avversaria, soprattutto nei punti focali del match. Altro punto nevralgico della sconfitta dell’italiana è stata la mancanza di estro che aveva tanto stupito il pubblico di Roma nei giorni precedenti: non è entrato (quasi) nessun passante, pochissime discese a rete in contro tempo. Lo slice corto a chiamare a rete l’avversaria è mancato, ma contro una giocatrice come la Radwanska non sarebbe stato così incisivo come contro Bouchard e Muguruza.

Insomma la leonessa oggi è parsa più un gattino, vuoi l’emozione, vuoi il timore reverenziale verso una top3, vuoi l’appagamento di aver già raggiunto gli ottavi di un torneo importante come quello di Roma, vuoi il leggero vento che ci è stato, oggi Francesca è apparsa meno Francesca del solito. Durante il match con la Muguruza una turista mi disse, con tanto di accento inglese: “è più brava lei (Francesca), ma sbaglia troppo”; tanto semplicistico quanto azzeccato. Oggi, quando l’italiana ha trovato una tennista brava (almeno, se non più) di lei, e la sua fallosità è invece rimasta, non c’è stato niente da fare.

La Schiavone è partita sotto nel punteggio 2-0, subendo il break nel secondo gioco. Un po’ di timore reverenziale deve averla bloccata alla partenza, ma la Radwanska la ha aiutata regalando qualcosa anche lei e rimettendola in pista 2-2. Il momento positivo è durato veramente poco; Agniezska ha divertito il pubblico con le sue palle corte, il suo rovescio “alla Radwanska” e quello in salto, gli spettatori facevano veramente fatica a non applaudirla. La polacca passava avanti 3-2 tenendo il servizio. Quando meno ce lo saremmo aspettato poi, la Schiavone ha regalato il game successivo, commettendo due errori consecutivi. Dopo il 4-2 Radwanska ha mantenuto agevolmente il servizio, grazie ancora ai gratuiti dell’italiana, ben 3. Sul 5-2 si temeva il peggio, ma, con la spinta del Pietrangeli, la leonessa è tornata a ruggire d’orgoglio, tenendo prima il servizio a zero, poi strappando il break all’avversaria, per tornare in partita sul 5-4. In concomitanza con il break è riuscito il primo passante della Schiavone. Ma ancora, quando l’italiana poteva riagganciare la polacca, è lì che Francesca ha tremato, mentre la Radwanska è riuscita ad infilare due risposte vincenti e a conquistare il set e la possibilità di servire nel secondo.

Un dato che fa riflettere è che Agniezska ha 7 punti in più di Francesca all’attivo; se quindi Francesca avesse infilato i 5 passanti non riusciti che ho contato, come ha saputo fare con Bouchard e Muguruza, a quest’ora forse staremmo celebrando la sua vittoria nel primo parziale.

Il secondo set è iniziato male come il primo, ma è finito peggio. Nel primo game Francesca non ha potuto far niente per evitare che la polacca tenesse il servizio, ma nel secondo ha sprecato una palla game ed ha invece regalato il break con un erroraccio di rovescio. Il terzo game è stato però quello cruciale: la Schiavone ha annullato 6 palle game alla Radwanska prima di ottenere una seconda palla break mandando in visibilio il Pietrangeli con un recupero pazzesco di un dropshot; purtroppo Francesca ha spedito in corridoio una volée di chiusura con il campo aperto e l’avversaria impotente. Dal possibile 2-1 si è invece passati rapidamente al 3-0. Probabilmente è stato quello il colpo di grazia per la nostra tennista, che da lì in poi ha gettato la spugna. La leonessa ha emesso un ultimo ruggito quando, servendo sul 5-0 0-40, ha annullato le tre palle break consecutive ed ha conquistato così il suo primo game del set. Una magra consolazione prima della inevitabile vittoria della Radwanska. A Francesca non si può rimproverare un torneo al di sotto delle sue capacità, anzi ha stupito tutti raggiungendo gli ottavi, ma proprio per questo su di lei, ex vincitrice del Roland Garros, si erano create delle aspettative, che oggi un po’ sono state disattese, per il modo in cui è maturata la sconfitta. A fine partita mini giro di campo per la leonessa, che ha ricevuto gli applausi dell’intera arena per le emozioni che ha regalato in questa edizione.

J. Jankovic (SRB) b. F. Pennetta 62 63

Brutta sconfitta agli ottavi per Flavia Pennetta che in appena un’ora e diciannove minuti esce di scena agli Internazionali BNL d’Italia 2014 rimediando con un secco 62 63 dalla Jankovic apparsa in grandissima forma sin dai primi scambi al contrario della Pennetta che invece a volte è sembrata troppo rinunciataria.

L’ultima azzurra a scendere in campo quest’oggi sul Grandstand (ex supertennis arena)  è stata Flavia Pennetta opposta alla Serba Jelena Jankovic ex numero uno del mondo nel 2008 e vincitrice a Roma nel 2007 e nel 2008. La Pennetta tornata alla grande alla fine dello scorso anno dopo un lungo infortunio con la vittoria ad Indian Wells e la Semi agli US Open oltre che con i quarti in Australia, non è riuscita ad eguagliare il suo miglior risultato dei quarti al Foro del 2006 e del 2010. Le due giocatrici si conoscevano molto bene essendo quella di oggi la decima volta che si fronteggiavano con la serba che era in vantaggio di 7 a 2 (l’ultima vittoria è di qualche settimana fa a Stoccarda al terzo set).

Primo set

Inizio da incubo per la Pennetta con la Jankovic che scappa due a zero ma Flavia reagisce e si riprende il break. Nel quinto game viene fuori il vero livello di gioco delle due giocatrici e dopo diversi minuti con scambi pazzeschi se lo aggiudica l’italiana che si riporta sotto sul 2 a 3 e servizio.
La serba sembra essere tornata quella di qualche anno fa. Gioca veramente bene, tira forte sulle righe e Flavia non riesce ad infastidirla con il drittone alto incrociato. 62 in soli 34 minuti con la “Penna” ferma al 45 percento di prime palle.

Secondo set

Stesso copione del primo con la Jankovic che scappa 2 a 0 ma Flavia inizia ha sbagliare di meno e prima si riporta in parità e poi in vantaggio sul 3 a 2 e servizio. Sul 3 pari 30 15, servizio serbo, va in scena un siparietto con l’angolo della serba che infiamma il pubblico romano. Flavia li guarda, prima di rispondere, ed urla “hai rotto” ed  i tifosi azzurri iniziano a fischiarli pesantemente. Jelena non si distrae e continua a giocare alla grande e scappa via fin troppo facilmente prima sul 5 a 3 per poi andare a chiudere sul 6 a 3. Grande prestazione della giocatrice Serba che domani nei quarti se la vedrà con la Radwanska che in mattinata aveva eliminato la nostra Schiavone. Se la Jankovic continua a giocare come oggi potrebbe anche tornare a vincere al Foro per la terza volta.

DF (AGL)

 

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WTA Indian Wells: Azarenka trema, è Badosa che alza il trofeo

A due punti dal match, Victoria Azarenka smarrisce la vittoria e permette a Paula Badosa di conquistare il primo trionfo in un WTA 1000. Per la spagnola quasi sicura anche la qualificazione alle WTA Finals

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Paula Badosa - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[21] P. Badosa b. [27] V. Azarenka 7-6(5) 2-6 7-6(2)

È stata una splendida finale, come davvero non se ne vedevano da tanto tempo nei grandi tornei femminili. Due giocatrici con stili abbastanza simili, ma in fasi diverse delle rispettive carriere e con un’interpretazione differente del loro gioco. Victoria Azarenka aveva la possibilità di diventare la prima giocatrice a vincere il torneo per tre volte, dopo le affermazioni del 2012 e del 2016, ed è arrivata a due punti (forse uno e mezzo) da questo traguardo, ma i nervi l’hanno tradita ed ha rimesso in gara Paula Badosa che sembrava aver alzato bandiera bianca. Nel tie-break finale poi è stato quasi un monologo della spagnola fino al diritto vincente conclusivo seguito dalla caduta a terra “stile Nadal”.

Badosa è stata sicuramente nel corso del match la migliore colpitrice, ha espresso un tennis decisamente più potente rispetto ad Azarenka, ma anche più monocorde. La campionessa bielorussa almeno per tutto il primo set, ha giocato con grande attenzione colpi a parabola arcuata per mettere in difficoltà i fondamentali di spinta di Badosa, e così come è poi successo nel finale di partita, era arrivata molto vicina a trovare la chiave del match.

 

Nel combattutissimo primo set ci sono state due coppie di break, quasi omologhe: prima nel settimo e ottavo game (in entrambi i casi a “15”) e poi nell’undicesimo e dodicesimo game, quando due straordinari punti in difesa di Azarenka hanno rimediato il patatrac compiuto nel game precedente (tre errori gratuiti negli ultimi quattro punti) trascinando il set al tie-break. Qui, dopo una partenza sprint di Badosa (4-0), Azarenka ha ancora una volta rimontato fino all’aggancio sul 5-5, ma sul set point per l’avversaria si è inspiegabilmente messa a fare a pallate, dopo averlo evitato per quasi un’ora e venti minuti, prendendosi un rovescio vincente in faccia e ritrovandosi sotto di un set.

Victoria Azarenka – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

L’approccio mentale al secondo set di Azarenka, dopo aver perso un primo set così combattuto, è stato di quelli che si devono insegnare nelle scuole tennis: totalmente positiva, carica al punto giusto, tanto da entrare in campo e travolgere una Badosa che sicuramente aveva fatto calare la tensione. Vika è andata 3-0 pesante in un attimo, ha rintuzzato il tentativo di rimonta di Badosa per tornare sul 4-1, mettendo poi il sigillo al terzo set in soli 33 minuti.

Il set decisivo è stato uno dei migliori dell’anno: 72 minuti di grandi scambi ed emozioni a non finire, con Badosa che è arrivata vicinissima a perdere il bandolo della matassa facendosi rimontare sue volte un game da 40-15 e salvandone un terzo per il rotto della cuffia. Era stata la spagnola a sprintare subito 2-0, ripresa però immediatamente dalla sua avversaria sul 2-2. Sul rettilineo finale è successo di tutto: nel nono game Badosa dal 40-15 ha infilato un doppio fallo e tre errori gratuiti mandando Azarenka a servire per il match. La bielorussa, però, una volta issatasi 30-0 ha mancato un diritto piuttosto comodo per andare a tre match point inanellando una serie di quattro errori gratuiti che hanno riaperto completamente la finale.

Il tie-break finale, come detto, non ha avuto storia: Badosa era troppo più sicura nei suoi colpi da fondo campo ed è andata subito 3-0, poi 5-1 e infine 7-2.

Con questa vittoria Paula Badosa conquista il suo primo titolo WTA 1000 e sale all’11° posto della classifica WTA, ma soprattutto si qualifica (quasi) matematicamente alle WTA Finals di Guadalajara, che ora vedono il proprio campo di partecipazione già completato (Sabalenka, Krejcikova, Pliskova, Swiatek, Sakkari, Muguruza, Badosa e Jabeur, dando per scontato il forfait di Barty, già tornata in Australia).

Per Victoria Azarenka come detto sfuma la possibilità del terzo titolo a Indian Wells, deve registrare una sconfitta in un match in cui ha vinto nove punti in più dell’avversaria, un match che durando 3 ore e 4 minuti è diventato la finale del BNP Paribas Open più lunga della storia (superando di un minuto la finale 2017 tra Vesnina e Kuznetsova), ma può celebrare il ritorno tra le prime 30 approdando al n. 26.

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WTA Indian Wells: Azarenka ferma Ostapenko, in finale trova Badosa

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Victoria Azarenka - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[27] V. Azarenka b. [24] J. Ostapenko 3-6 6-3 7-5

Grandi emozioni, se non proprio grande spettacolo, nella prima semifinale femminile del BNP Paribas Open di Indian Wells che ha visto di fronte Victoria Azarenka e Jelena Ostapenko. Due ore e 20 minuti che per buona parte sono stati caratterizzati da una giocatrice (Ostapenko) che sparava a tutto braccio senza troppo discernimento tattico e un’altra (Azarenka) che invece cercava di resistere al bombardamente cercando di far perdere il ritmo dei colpi all’avversaria.

Per i primi 40 minuti di gioco non c’è stata molta partita: Ostapenko sembrava aver trovato il tennis dei giorni migliori e i vincenti piovevano da tutte le parti. “Ero la migliore giocatrice in campo oggi – ha detto Ostapenko dopo il match – i miei colpi erano troppo veloci per lei. Giocavo solo contro me stessa”. Poi, come spesso accade, come troppo spesso accade, l’incantesimo si è spezzato e i colpi della lettone hanno iniziato a finire fuori dalle righe. Dal 6-3 2-0 Azarenka è riuscita a rientrare in partita ribaltando il risultato nel secondo set e trascinando la partita al terzo.

 

Lì la giocatrice bielorussa ha forse commesso l’errore di non aver insistito abbastanza sul diritto di Ostapenko, che era molto in difficoltà, permettendo alla sua avversaria di ritrovare il suo gioco quanto bastava per tornare in parità sul 3-3 e giocare il match fino alla fine.

Jelena Ostapenko – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Sul 5-5 per Azarenka è stato sufficiente aspettare gli errori di Ostapenko, che puntualmente sono arrivati: quattro gratuiti consecutivi completamente senza senso dal 30-0 hanno concesso il break ad Azarenka, che ha chiuso il match al servizio non senza aver annullato tre palle del sei pari, una delle quali con uno splendido schema di palla corta seguita a rete con volée vincente. “Mi ero promessa di fare una sola palla corta, e l’ho fatta su quel punto” ha scherzato Azarenka con chi le ha chiesto di come avesse pensato a una soluzione simile.

Credo che la cosa più importante di oggi, ciò di cui sono più orgogliosa, è stato il mio spirito combattivo. Ci sono alcune cose che avrei potuto fare meglio, ma lei nel primo set ha giocato davvero bene, per cui ho cercato di trovare occasioni per rientrare nel match, combattendo su ogni palla,” ha dichiarato Azarenka alla fine.

[21] P. Badosa b. [12] O. Jabeur 6-3 6-3

L’avversaria di Vika in finale sarà Paula Badosa, alla sua prima apparizione nella finale di Indian Wells (Azarenka ne ha già disputate due, nel 2012 e nel 2016, vincendo il titolo in entrambe le occasioni) e alla sua prima esperienza nel match decisivo di un WTA 1000. In semifinale ha battuti in un match a senso unico la tunisina Ons Jabeur che con la vittoria nei quarti di finale aveva celebrato l’ingresso nella Top 10 WTA, traguardo storico per un’atleta proveniente dal mondo arabo.

Paula Badosa (sinistra) abbraccia Ons Jabeur (destra) – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Evidentemente le emozioni di questa settimana hanno giocato un brutto scherzo a Jabeur, che ha disputato un incontro estremamente sconclusionato, senza alcun filo tattico e pieno zeppo di errori gratuiti.  Solo sul 6-3, 5-2 per l’avversaria Jabeur è riuscita ad annullare tre match point facendo infiammare per un attimo il pubblico sulle tribune che era rimasto a sostenere le protagoniste fino alla fine. Ci sono voluti altri tre match point nel game successivo perché Badosa potesse sdraiarsi a terra, mani sul viso, per festeggiare incredula questo grande risultato.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

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WTA Indian Wells: Jabeur realizza il sogno della Top 10

Battendo Kontaveit nei quarti di finale, Ons Jabeur irrompe nella Top 10. Affronterà Paula Badosa in semifinale

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Ons Jabeur - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[12] O. Jabeur b. [18] A. Kontaveit 7-5 6-3

Dopo la falsa partenza di mercoledì, quando la WTA aveva precipitosamente anticipato i tempi e aveva inviato le sue congratulazioni prima del dovuto, ora è ufficiale: da lunedì prossimo Ons Jabeur sarà nella Top 10 della classifica WTA, sarà la prima giocatrice proveniente da un Paese arabo a raggiungere questo prestigioso obiettivo.

La vittoria che ha sancito il risultato è stata quella arrivata nei quarti di finale del BNP Paribas Open contro una delle giocatrici più in forma del momento, Anett Kontaveit. Il match è stato controllato da Jabeur dall’inizio alla fine, se si eccettua quel momento nel primo set nel quale la giocatrice tunisina si è fatta riprendere dal 5-1 al 5-5. “Onestamente ho giocato una grande partita – ha detto Jabeur – è sempre difficile giocare contro Anett, mi conosce molto bene, è stato difficile eseguire le palle corte. Sono molto contenta di essere rimasta calma quando ne avevo bisogno. Alla fine è stato complicato chiudere, ma ora perché fermarsi alla semifinale? Perché non andare fino in fondo?

 

Arrivare nelle prime 10 del ranking è una di quelle tappe che tutti i giocatori professionistici sognano quando iniziano a fare questo mestiere: il primo punto, l’ingresso nei primi 100, il primo titolo, sono tutti passaggi di una carriera che rimangono indelebili nella mente di chi gira il mondo inseguendo una pallina gialla: “Non guardavo tanto il ranking prima dell’inizio del torneo, guardavo più alla race. È quasi come un sogno che si avvera, qualcosa che aspettavo da quando avevo 16 anni. Ma la Top 10 è solo l’inizio, il traguardo finale è la prima posizione mondiale. So di meritarmi la Top 10, è un po’ che gioco a questo livello, ma voglio dimostrare di meritarmi questa posizione”.

Per Ons è stato certamente più difficile che per altre giocatrici: chi cresce in Tunisia non ha il supporto di una federazione ricca, deve arrangiarsi con i propri mezzi e lavorare ancora più duro per superare quei piccoli ostacoli che gli altri giocatori magari non conoscono neppure. Viaggiare con il passaporto tunisino vuol dire dover richiedere visti su visti per qualunque posto si debba raggiungere per il prossimo torneo. E quando si è soltanto una giovane armata di racchetta e speranze non è facile ottenere quei visti. “ Chi è americano, francese o australiano ha tanti esempi di altri giocatori da seguire, tanti tennis club, tanti tornei. Sono stata messa da parte da potenziali sponsor per il Paese da cui provengo, e non è giusto. L’ho accettato, l’ho superato, e sono orgogliosa della persona che sono diventata oggi.”

Tutti, in un modo o nell’altro, hanno dovuto superare delle difficoltà nella propria carriera, non voglio dire che le mie sono state superiori a quelle di altri. Volevo farcela, volevo realizzare il mio sogno senza dipendere da uno sponsor o da qualcuno a cui magari il tennis non interessa nemmeno”.

Dopo uno US Open abbastanza deludente, terminato con la sconfitta al terzo turno per mano di Elise Mertens, Jabeur e il suo team hanno fatto una scelta coraggiosa: sono rimasti negli Stati Uniti ad allenarsi e hanno fatto una mini pre-season per preparare la fine della stagione. “Siamo lontani da casa dal torneo di Montreal – ha spiegato la tunisina – ma sono molto contenta della decisione che abbiamo preso, evitando di tornare in Europa. Fortunatamente il mio fisio è mio marito, il mio coach Issam è una persona che conosco da tantissimi anni, ci capiamo a meraviglia. Siamo tutti una sola famiglia e ci vogliamo bene. E soprattutto mi capiscono, e questa per me è la cosa più importante”.

Nel corso della stagione aveva ricevuto diverse critiche per questa sua scelta autarchica nella composizione del suo entourage. “Sono dovuta intervenire per difendere il mio team dagli attacchi, arrivati principalmente in Tunisia. Lavoriamo duro, è davvero duro essere attaccati da chi non sa tutto il lavoro e i sacrifici che ci sono dietro. Non è giusto nei loro confronti, prima ancora che nei miei. E quando qualcuno attacca la mia famiglia divento molto aggressiva”.

In semifinale Jabeur affonterà Paula Badosa, che nella sessione serale ha disposto in due set di Angelique Kerber con il punteggio di 6-4, 7-5.Paula gioca davvero bene, è una giocatrice molto aggressiva. Ha raccolto vittorie molto prestigiose contro Gauff, Pliskova, è incredibile quello che ha fatto. Sarà un match molto complicato”.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

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