ATP Cincinnati: Raonic stende Fognini, Federer supera Murray

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ATP Cincinnati: Raonic stende Fognini, Federer supera Murray

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TENNIS – Nei quarti di Cincinnati, senza storia la partita di Fabio Fognini che raccimola un solo game contro il canadese Raonic. Federer batte Murray in due set rimontando due break nel secondo. Julien Benneteau recupera un set di svantaggio e poi lascia appena tre giochi a Stan Wawrinka. David Ferrer batte Tommy Robredo in 3 set e sfiderà il francese in semifinale.

J. Benneteau b S. Wawrinka (3) 1-6 6-1 6-2 (Francesco Rio)

Un grande Julien Benneteau batte per la terza volta in quattro sfide Stan Wawrinka e per la prima volta in carriera raggiunge le semifinali di un Masters 1000. Partita piuttosto anomala quella che ha aperto il programma dei quarti di finale a Cincinnati con Wawrinka che dopo aver dominato il primo set primo è notevolmente calato dal punto di vista fisico, consentendo al suo avversario di rientrare in partita e vincere l’incontro.

 

Nel primo set lo svizzero, numero 3 del seeding, è inarrestabile. Strappa il servizio a Benneteau nel quarto e nel sesto gioco e chiude il primo parziale in soli 20 minuti con una percentuale altissima di punti vinti con la prima (91%) e con la seconda (86%). Complessivamente il campione degli Australian Open ha concesso al francese solo due punti nei turni di risposta.

Nel secondo set però la situazione si ribalta completamente. Wawrinka inizia a commettere tanti errori soprattutto con il dritto in fase di spinta e Benneteau ne approfitta strappandogli il servizio nel secondo e nel sesto game. Il secondo parziale termina dopo 28 minuti. Il francese ha notevolmente ridotto i gratuiti e aumentato sensibilmente la percentuale di prime in campo ricavandone il 93% dei punti. Lo svizzero chiude il set con un bilancio di 6 vincenti e 15 gratuiti.

Anche nel terzo set la musica non cambia. Benneteau appare sempre più sicuro e padrone del campo, mentre Wawrinka inizia a sbagliare tantissimo anche con il rovescio, il suo colpo migliore. Il francese quindi chiude agevolmente il set con il punteggio di 6-2.

Ad attendere Benneteau in semifinale c’è David Ferrer che ha superato nel derby spagnolo, Tommy Robredo col punteggio di 6-4 3-6 6-3 in 2h06 di gioco.

Ferrer ha vinto 4 dei 5 giochi nel terzo set andati ai vantaggi incluso quello sul 4-3 che gli ha regalato il break decisivo. Si è arrivati al terzo set dopo che i primi due si erano decisi in maniera speculare con una serie di tre break consecutivi ciascuno. Ferrer ha breakkato due volte nel primo set e Robredo ha fatto altrettanto nel secondo.

Il bilancio finale di entrambi é negativo ma quello di Robredo in maniera nettamente peggiore con 22 vincenti e 51 errori contro i 34 vincenti e 43 errori del suo avverarsario. Ferrer ha difeso in maniera migliore la sua prima di servizio ottenendo il 75% dei punti contro il 63% del suo connazionale.

Ci sono ben 9 precedenti tra Benneteau e Ferrer con lo spagnolo che conduce 5-4 avendo vinto l’ultima sfida sul cemento di Valencia sul finire della stagione scorsa. L’iberico parte favorito ma attenzione a dare il francese per spacciato.

(5) M. Raonic b F. Fognini (15) 6-1 6-0 (Vanni Gibertini)

Purtroppo non è stata nemmeno una partita quella che ha visto in campo Fabio Fognini contro Milos Raonic nel suo primo quarto di finale in un Masters 1000 fuori dalla terra battuta. L’incontro è iniziato male e finito peggio per il ligure, che alla fine del primo set ha anche dovuto chiedere un “medical time-out” per farsi massaggiare la coscia sinistra. Troppo solido Raonic e troppo inconsistente Fognini perché ci potesse essere partita.

Fognini ha avuto una partenza “diesel” come in tutte le altre sue apparizioni in questo torneo, perdendo il servizio in apertura e concedendo un secondo break due giochi più tardi. Purtroppo per lui, però, l’avversario di oggi è di ben altra caratura: dimostra di appartenere meritatamente al club dei Top 10 non concedendo nulla al taggiasco, scappando subito 4-0 e difendendo un turno di battuta complicato sul 4-1 con grande determinazione.

Non si è mai avuta la sensazione che il match potesse girare: Raonic ha messo subito in cascina due break in entrambi i set, costruendosi un confortevole margine che ha amministrato con grande mestiere, riuscendo sempre a trovare aiuto nel suo servizio anche quando ha dovuto affrontare le sette palle break faticosamente ottenute da Fognini. Ventuno minuti il primo set, trentacinque il secondo, cinquantasei minuti di partita che consegnano a Raonic la sua prima semifinale in carriera a Cincinnati e la diciassettesima vittoria della stagione nei tornei Masters 1000 (solo Djokovic lo supera in questa classifica), a dimostrazione della continuità che sta dimostrando in questa annata.

Al prossimo turno Raonic affronterà il vincente della sfida tra Murray e Federer, in quella che sicuramente sarà la semifinale “nobile” del torneo e che consegnerà all’atto finale il favorito sulla carta.

(2) R. Federer b. (8) A. Murray 6-3, 7-5 (Vanni Gibertini)

Era sicuramente sulla carta il più succulento dei quarti di finale maschilli di questo Western&Southern Open di Cincinnati, e non ha tradito le attese. Davanti ad un centrale gremito Federer e Murray hanno dato vita ad una partita che probabilmente non ha fatto vedere il miglior tennis che questi due grandi campioni possono esprimere, ma la qualità del match è stata sicuramente di alto livello, con colpi spettacolari, scambi mozzafiato e grande tatticismo condito da una grande varietà di colpi.

Alla fine l’ha spuntata Federer in due set, dopo un primo parziale quasi dominato, nonostante il punteggio di 6-3, ed un secondo set nel quale è riuscito a rimontare uno svantaggio di due break grazie alla perseveranza nella sua strategia aggressiva alla ricerca della rete e ad un migliore uso del rovescio slice per tamponare una preoccupante serie di errori gratuiti.
Dei cinque turni di battuta avuti da Murray nel primo set, ben quattro hanno visto palle break. La sua bassa percentuale di prime palle (47%) e l’attitudine offensiva di Federer hanno consentito allo svizzero di comandare gli scambi quasi sempre con i piedi dentro il campo, costringendo Murray ad un gioco principalmente difensivo. Dopo ben sei palle break salvate nei primi due turni di servizio, tre gratuiti di diritto costano allo scozzese il primo break al quinto game. Federer è molto efficace a rete (8 punti su 12 discese) anche se qualche pasticcio di troppo non gli consente di concretizzare in maniera ancora più pesante il vantaggio che palesa in termini di gioco. Il primo set finisce con un 6-3 pesante in 41 minuti dopo che Murray cede a 15 il suo ultimo turno di battuta.

Il “vento” del match cambia all’inizio del secondo set quando Murray inizia a trovare maggiore continuità in risposta ed i suoi diritti anomali, alti ed arrotati sul rovescio di Federer cominciano a dare i frutti sperati. Il rovescio slice dello svizzero veleggia oltre le righe del campo un con maggiore frequenza e Murray riesce ad aggredirlo con i suoi fondamentali da fondo. Sull’1-1 Federer si trova quasi senza accorgersene 0-40, e dopo aver annullato le prime due palle break mette un banale diritto in rete. Due giochi più tardi si fa rimontare da 40-15 da un Murray sempre più ringalluzzito, e sul 4-1 pesante tutti i presenti sono pronti ad assistere ad un succulento terzo set. Federer però ha altri piani. Un delizioso passante di rovescio incrociato in back ed un serve and volley poco convinto di Murray danno il via alla rimonta dell’elvetico, che approfittando della prima di servizio dello scozzese tornata latitante, mette il turbo conquista quattro giochi consecutivi portandosi ad un passo dalla semifinale. Sul 4-5 Murray non trema, ma sul 5-6 si fa riagganciare dal 30-0, subisce uno schema drop-shot e volée, e sul primo match point finisce per appoggiare malamente un diritto in rete dopo 1 ora e 33 minuti di gioco.

Non ci sono scuse per aver sprecato un vantaggio come quello nel secondo set – ha esordito un Murray molto deluso in conferenza stampa – non ho più 18 anni, ho giocato questo torneo nove volte, non posso permettermi di avere questi cali. E’ l’aspetto del mio gioco che al momento è più deficitario: la continuità. A questi livelli non puoi permetterti più di un paio di game al di sotto dei tuoi standard, ma qui dal 4-1 nel secondo set non ricordo di aver giocato un solo colpo decente, e ne ho sbagliati alcuni di quasi dieci metri”.

In semifinale Federer se la dovrà vedere con Milos Raonic ed il suo servizio supersonico. I due si sono già incontrati cinque volte, l’ultima delle quali poco più di sei settimane fa in semifinale a Wimbledon, ed in tutte le precedenti occasioni è sempre stato Federer ad uscire dal campo vincitore.

 

 

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ATP Dubai, l’entry list: torna Djokovic. Presente anche Sinner

Il numero uno del mondo dovrebbe esserci per l’ATP 500 in programma negli Emirati dal 14 febbraio

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Novak Djokovic con il trofeo - Dubai 2020 (via Twitter, @NatSportUAE)

Continua la stagione del tennis sul cemento dopo l’Australian Open, e le entry list ci forniscono informazioni interessanti sul futuro di Novak Djokovic. Il numero uno del mondo non ha più rilasciato dichiarazioni pubbliche dopo il fiasco dell’Australian Open ma ha fatto sentire la sua presenza nell’entry list dell’ATP 500 di Dubai, in programma dal 14 febbraio sul cemento degli Emirati. Non è la prima volta per Djokovic nel torneo arabo: Nole l’ha infatti vinto per sei volte, di cui tre consecutive tra il 2009 e il 2011 e una nell’ultimo torneo disputato pre-lockdown (vinse una semifinale tiratissima con Gael Monfils prima di battere Tsitsipas in finale). Negli Emirati Arabi Uniti non è richiesto l’obbligo vaccinale, fattore che favorisce sicuramente la presenza di un Djokovic che vorrà ritrovare ritmo partita in attesa di capire a quali tornei potrà partecipare nel prossimo futuro, se continuerà nella sua decisione di non vaccinarsi.

Non mancheranno i tennisti di alto profilo oltre a Djokovic. Fra questi il campione in carica Aslan Karatsev, che proprio qui l’anno scorso concluse al meglio in finale contro Lloyd Harris una prima parte di stagione fantastica per gioco e risultati. Presenti anche tre Top 10, tra cui il canadese Felix Auger-Aliassime, Andrey Rublev e il nostro Jannik Sinner, che nel 2021 uscì ai quarti proprio contro Karatsev.

 

Anche fuori dai primissimi ci saranno tanti tennisti di alto profilo come Gael Monfils, Roberto Bautista-Agut e Marin Cilic, tutti reduci da buone prestazioni all’Australian Open, e il croato Borna Coric, al ritorno nel Tour dopo mesi di assenza per un infortunio alla spalla. Poca la presenza degli italiani, che oltre Sinner vedranno soltanto Lorenzo Musetti ai nastri di partenza. Il tennista di Carrara ha deciso di saltare lo swing sudamericano su terra per migliorare il suo gioco sul veloce ma si trova a sei ritiri di distanza dall’entrare nel tabellone principale e per ora dovrà disputare le qualificazioni (Dubai fu peraltro il suo primissimo main draw ATP).

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Australian Open, sinfonia di un perfetto Tsitsipas: Sinner deve arrendersi in tre set [VIDEO]

Prestazione fantastica del greco, che rifila all’italiano una dura lezione. A un bravissimo Jannik non rimane che stringere la mano all’avversario e prendere spunto per migliorare

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Australian Open 2022 - Stefanos Tsitsipas (Twitter - Australian Open)
Australian Open 2022 - Stefanos Tsitsipas (Twitter - Australian Open)

[4] S. Tsitsipas b. [11] J. Sinner 6-3 6-4 6-2

Un favoloso Stefanos Tsitsipas rifila una dura lezione a Jannik Sinner. Netta vittoria in tre set del giocatore greco, che si dimostra campione di rara qualità qualificandosi per la terza volta alle semifinali dell’Australian Open. Il punteggio, netto, dice tutto: non c’è mai stato equilibrio a causa del livello stellare tenuto da Stefanos per tutta la partita. Tsitsipas ha dominato su tutti i fronti: ha sempre impedito all’italiano di entrare nello scambio, ha servito con altissime percentuali (senza concedere palle break: è solo la seconda volta in carriera che capita a Sinner), è stato puntuale in risposta e dal punto di vista fisico ha avuto una marcia in più. Sinner non ha molto da rimproverarsi: il primo quarto di sempre a Melbourne gli regala diversi spunti di riflessione al fine di capire cosa gli manca per salire ulteriormente di livello, ma in sostanza, quando si incontra un giocatore in stato di grazia come lo Tsitsipas di oggi, c’è solo da stringergli la mano e augurargli buona fortuna per la semifinale, dove incontrerà Medvedev o Auger-Aliassime.

LA PARTITA – Nel primo set, parte subito molto bene dai blocchi Tsitsipas, che fa subito il break al secondo game (pur con la collaborazione di Sinner). Si capisce fin dalle prime battute che il greco non è nella versione combattiva ma fallosa vista contro Taylor Fritz due giorni prima. Stefanos è una vera e propria furia: il servizio efficiente impedisce a Sinner di entrare nello scambio, e la capacità di comandare il gioco con il diritto – soprattutto dall’angolo sinistro – permette al greco di scappare via nel primo set e di chiuderlo 6-3 senza permettere mai all’italiano di arrivare a parità. Nel terzo game del secondo set, con uno splendido rovescio dal centro del campo, si guadagna una palla break. Aggressivo con la risposta, Stefanos mette subito il piede avanti strappando subito il servizio all’italiano. A quel punto inizia a piovere e la partita viene sospesa per una ventina di minuti, il tempo di chiudere il tetto della Rod Laver Arena.

 

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L’interruzione non deconcentra Tsitsipas, sospinto anche da una gran quantità di tifosi greci sugli spalti. Impressionante il dinamismo e il timing sulla palla, il quale toglie sempre il tempo a Sinner, che sul ritmo da fondocampo di certo non è l’ultimo arrivato. Stefanos rifiuta regolarmente lo scambio lungo e impedisce a Jannik di entrare in partita veramente. Sinner prova a rimanere attaccato tenendo il servizio, sperando in un calo del greco che però non arriva. Stefanos serve per il secondo set sul 5-4 due prime palle vincenti, poi una risposta di rovescio in rete a una seconda porta Stefanos a due set point. Sinner ha una fiammata con il diritto per cancellarne una; poi commette uno dei pochissimi errori forieri di qualche rimpianto, mettendo fuori un diritto dopo aver risposto ottimamente. Tsitsipas sale quindi due set a zero ed è sempre in controllo del match grazie anche alla sua qualità in risposta: quando Jannik non mette la prima, il greco divora la pallina e mette in difficoltà il nostro. Nel terzo game del terzo set, Tsitsipas arriva a due palle break con questo passante di rovescio lungo linea da cineteca.

Jannik, tramortito, mette in rete un diritto ed è subito break per il greco (2-1). Nel game successivo, l’altoatesino prova una disperata reazione e per la prima volta arriva a parità sul servizio dell’avversario; ma quello gioca una volée di rovescio sulla linea e poi è ingiocabile con servizio e diritto per salire 3-1. Da lì in poi la partita si chiude in un amen, con Sinner che perde nuovamente il servizio e Tsitsipas che si invola verso la vittoria.

LE PAROLE A CALDO – Queste alcune dichiarazioni rilasciate da Tsitsipas a caldo intervistato da Jim Courier sulla Rod Laver Arena. “Ho cercato di concentrarmi sui miei colpi migliori. Sono felicissimo di come ho servito, di come ho giocato a rete. La tattica ha funzionato. Sarà meraviglioso tornare in campo su questa arena e poter godere del supporto di questo pubblico. L’interruzione per il meteo? Sono rimasto concentrato. Col tetto chiuso sono cambiate le condizioni, più veloci, la palla non rimbalzava più come prima ma mi sono adattato e ha funzionato. Il gomito? Il medico mi ha detto che non si aspettava di vedermi giocare in Australia, sono contento di aver dimostrato che si sbagliava, ma lo devo ringraziare per avermi rimesso in sesto”.


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Australian Open: Berrettini ritrova Monfils, il compasso per chiudere il primo grande cerchio

Per i bookmakers favorito l’azzurro: il suo successo quotato a 1.55 contro il 2.45 che premia la vittoria del francese E anche Sinner con Tsitsipas è dato per favorito

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Matteo Berrettini all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Matteo Berrettini è chiamato all’appuntamento con la storia. C’è da dire, a onor del vero, che in questi ultimi tempi il telefono del venticinquenne romano ha metaforicamente squillato diverse volte, al punto che la “storia” sembra quasi diventata routine.

Al raggiungimento del suo quinto quarto di finale in uno Slam, infatti, Berrettini è diventato il primo italiano nella storia a tagliare questo traguardo nei quattro major: nessuno prima di lui c’era riuscito. Nel suo primo quarto di finale slam, ironia della sorte, il romano aveva di fronte proprio Gaël Monfils. Erano gli US Open 2019: fu una partita con diverse storie da raccontare al suo interno, emozione contro esperienza, potenza contro talento. Vinse Matteo, che si impose al tiebreak del quinto set con lo score di 3/6, 6/3, 6/2, 3/6, 7/6 (5).

Da quella partita si aprì un cerchio, che allora nessuno sapeva quanto grande potesse rivelarsi e di cui oggi, certamente, abbiamo una forma più nitida. L’eventuale terza semifinale slam in carriera rappresenterebbe per Berrettini la chiusura dello stesso cerchio, che ha probabilmente iniziato a farsi più stretto e limitato. Andrà tracciata una nuova prima curva, quella di un nuovo cerchio delle ambizioni, che si fa sempre più grande.

 

Una vittoria domattina (l’inizio del match è previsto per le 11 circa) sarebbe ancora più soddisfacente per Berrettini, che diventerebbe il primo italiano di sempre a raggiungere una semifinale agli Australian Open. Per lui sarebbe la terza in totale, dopo quella gli US Open 2019 e Wimbledon 2021: andrebbe ad eguagliare Adriano Panatta (che le ha raggiunte tutte al Roland Garros), issandosi dietro solo a Nicola Pietrangeli (5 semifinali slam).

Oltre al già citato successo nei quarti dello US Open 2019, Berrettini ha vinto un’altra volta contro Monfils, nella fase a gironi dell’ATP Cup 2021 (6/4, 6/2 il punteggio). I quarti di finale nel primo slam dell’anno sono il miglior risultato ottenuto da entrambi, con il francese che va alla ricerca della sua prima semifinale in Australia. Inoltre, il transalpino non ha mai battuto un top10 agli Australian Open (e arriva da nove sconfitte consecutive nei major contro i primi dieci giocatori del mondo), motivo per cui sarà certamente un match imperdibile.

Per Monflis si tratta del decimo quarto di finale in carriera a livello slam (quattro al Roland Garros e quattro agli US Open completano il quadro). Tuttavia, il francese ha raggiunto le semifinali solo in due occasioni (Roland Garros 2008 e US Open 2016).

Berrettini stando ai bookmakers parte favorito: i betting analyst di Snai vedono un suo successo a 1,55, mentre il passaggio in semifinale del francese è visto a 2,45. Tuttavia, potrebbero avere un peso le dodici ore e venti trascorse sul campo nei primi quattro turni. Rispetto all’allievo di Vincenzo Santopadre, Monfils è stato impegnato più di cinque ore in meno (per la precisione sette ore e trentanove minuti). Ma il trentacinquenne francese ha dieci anni in più rispetto a Matteo (è il secondo giocatore più anziano tra gli otto rimasti in tabellone dopo Rafael Nadal). Tra l’altro, l’unico match vinto in tre set da Berrettini è poi proprio l’ultimo disputato (7/5, 7/6, 6/4 a Carreño Busta), in cui è rimasto in battaglia meno di due ore e mezza.

Il numero uno italiano dovrà necessariamente affidarsi al suo gran servizio: emblematici, da questo punto di vista, gli 80 ace messi a segno in quattro match, il numero più alto di ace messi a segno tra i tennisti rimasti (Berrettini è terzo in questa speciale classifica, dietro ai 95 di Cressy e gli 85 di Cilic, ma entrambi sono già stati eliminati). Monfils non spicca in questa speciale classifica, posizionandosi in undicesima posizione (53 ace realizzati).

Attualmente numero sette del mondo, Berrettini potrebbe arrivare al best ranking di numero sei a fine torneo, a meno che Sinner o Auger-Aliassime vincano il titolo. Il francese, invece, ha iniziato la rassegna australiana da ventesima forza della classifica mondiale (peggior classificato tra i tennisti ancora in corsa), ma anche lui può vantare un best ranking di numero sei. La scorsa stagione, inoltre, il romano ha messo in bacheca due titoli – Belgrado 1 e Queen’s – mentre Monfils si è spinto al massimo fino alla finale di Sofia, sconfitto da Jannik Sinner. Ma quest’anno ha iniziato molto bene il 2022 vincendo il titolo ATP ad Adelaide 1.

Proprio l’altoatesino, come Berrettini, può ambire a raggiungere la semifinale. E anche lui è ritenuto favorito contro Tsitsipas: un successo del giovane altoatesino paga 1,72 su Planetwin365, mentre la vittoria del classe 1998 greco è in quota a 2,09. Se entrambi dovessero riuscire nel loro intento rappresenterebbero la quinta “coppia italiana” nella storia a centrare un simile traguardo, dopo Gianni Cucelli e Rolando Del Bello (Roland Garros 1948), Beppe Merlo e Nicola Pietrangeli (Roland Garros 1956), Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola (Roland Garros 1960) e Paolo Bertolucci e Adriano Panatta (Roland Garros 1973). Berrettini e Sinner, eventualmente, sarebbero dunque i primi a raggiungere le semifinali “in coppia” al di fuori del major parigino.

Tra le altre cose, il duello tra Monfils e Berrettini mette di fronte due tennisti le cui compagne sono di nazionalità diversa. Il francese, infatti, è sposato dal 16 luglio 2021 con l’ucraina Elina Svitolina, mentre l’italiano è innamorato di Ajla Tomljanovic – nata a Zagabria ma cittadina australiana – dal 2019.

Sarà una partita tutt’altro che facile per Berrettini. Monfils è un avversario ostico per chiunque e ha, tra le sue caratteristiche, alcuni momenti di lucida follia in cui gli riesce qualunque cosa. Matteo dovrà essere bravo ad arginare queste situazioni e a prendere il sopravvento nelle poche occasioni che avrà a disposizione. Difficile, infatti, che si verifichi una pioggia di palle break: fondamentale sarà la concretezza. E, perché no, anche la voglia di chiudere finalmente un cerchio per tracciarne uno nuovo, iniziando a guardare verso nuovi orizzonti.

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