ATP Cincinnati: Raonic stende Fognini, Federer supera Murray

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ATP Cincinnati: Raonic stende Fognini, Federer supera Murray

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TENNIS – Nei quarti di Cincinnati, senza storia la partita di Fabio Fognini che raccimola un solo game contro il canadese Raonic. Federer batte Murray in due set rimontando due break nel secondo. Julien Benneteau recupera un set di svantaggio e poi lascia appena tre giochi a Stan Wawrinka. David Ferrer batte Tommy Robredo in 3 set e sfiderà il francese in semifinale.

J. Benneteau b S. Wawrinka (3) 1-6 6-1 6-2 (Francesco Rio)

Un grande Julien Benneteau batte per la terza volta in quattro sfide Stan Wawrinka e per la prima volta in carriera raggiunge le semifinali di un Masters 1000. Partita piuttosto anomala quella che ha aperto il programma dei quarti di finale a Cincinnati con Wawrinka che dopo aver dominato il primo set primo è notevolmente calato dal punto di vista fisico, consentendo al suo avversario di rientrare in partita e vincere l’incontro.

 

Nel primo set lo svizzero, numero 3 del seeding, è inarrestabile. Strappa il servizio a Benneteau nel quarto e nel sesto gioco e chiude il primo parziale in soli 20 minuti con una percentuale altissima di punti vinti con la prima (91%) e con la seconda (86%). Complessivamente il campione degli Australian Open ha concesso al francese solo due punti nei turni di risposta.

Nel secondo set però la situazione si ribalta completamente. Wawrinka inizia a commettere tanti errori soprattutto con il dritto in fase di spinta e Benneteau ne approfitta strappandogli il servizio nel secondo e nel sesto game. Il secondo parziale termina dopo 28 minuti. Il francese ha notevolmente ridotto i gratuiti e aumentato sensibilmente la percentuale di prime in campo ricavandone il 93% dei punti. Lo svizzero chiude il set con un bilancio di 6 vincenti e 15 gratuiti.

Anche nel terzo set la musica non cambia. Benneteau appare sempre più sicuro e padrone del campo, mentre Wawrinka inizia a sbagliare tantissimo anche con il rovescio, il suo colpo migliore. Il francese quindi chiude agevolmente il set con il punteggio di 6-2.

Ad attendere Benneteau in semifinale c’è David Ferrer che ha superato nel derby spagnolo, Tommy Robredo col punteggio di 6-4 3-6 6-3 in 2h06 di gioco.

Ferrer ha vinto 4 dei 5 giochi nel terzo set andati ai vantaggi incluso quello sul 4-3 che gli ha regalato il break decisivo. Si è arrivati al terzo set dopo che i primi due si erano decisi in maniera speculare con una serie di tre break consecutivi ciascuno. Ferrer ha breakkato due volte nel primo set e Robredo ha fatto altrettanto nel secondo.

Il bilancio finale di entrambi é negativo ma quello di Robredo in maniera nettamente peggiore con 22 vincenti e 51 errori contro i 34 vincenti e 43 errori del suo avverarsario. Ferrer ha difeso in maniera migliore la sua prima di servizio ottenendo il 75% dei punti contro il 63% del suo connazionale.

Ci sono ben 9 precedenti tra Benneteau e Ferrer con lo spagnolo che conduce 5-4 avendo vinto l’ultima sfida sul cemento di Valencia sul finire della stagione scorsa. L’iberico parte favorito ma attenzione a dare il francese per spacciato.

(5) M. Raonic b F. Fognini (15) 6-1 6-0 (Vanni Gibertini)

Purtroppo non è stata nemmeno una partita quella che ha visto in campo Fabio Fognini contro Milos Raonic nel suo primo quarto di finale in un Masters 1000 fuori dalla terra battuta. L’incontro è iniziato male e finito peggio per il ligure, che alla fine del primo set ha anche dovuto chiedere un “medical time-out” per farsi massaggiare la coscia sinistra. Troppo solido Raonic e troppo inconsistente Fognini perché ci potesse essere partita.

Fognini ha avuto una partenza “diesel” come in tutte le altre sue apparizioni in questo torneo, perdendo il servizio in apertura e concedendo un secondo break due giochi più tardi. Purtroppo per lui, però, l’avversario di oggi è di ben altra caratura: dimostra di appartenere meritatamente al club dei Top 10 non concedendo nulla al taggiasco, scappando subito 4-0 e difendendo un turno di battuta complicato sul 4-1 con grande determinazione.

Non si è mai avuta la sensazione che il match potesse girare: Raonic ha messo subito in cascina due break in entrambi i set, costruendosi un confortevole margine che ha amministrato con grande mestiere, riuscendo sempre a trovare aiuto nel suo servizio anche quando ha dovuto affrontare le sette palle break faticosamente ottenute da Fognini. Ventuno minuti il primo set, trentacinque il secondo, cinquantasei minuti di partita che consegnano a Raonic la sua prima semifinale in carriera a Cincinnati e la diciassettesima vittoria della stagione nei tornei Masters 1000 (solo Djokovic lo supera in questa classifica), a dimostrazione della continuità che sta dimostrando in questa annata.

Al prossimo turno Raonic affronterà il vincente della sfida tra Murray e Federer, in quella che sicuramente sarà la semifinale “nobile” del torneo e che consegnerà all’atto finale il favorito sulla carta.

(2) R. Federer b. (8) A. Murray 6-3, 7-5 (Vanni Gibertini)

Era sicuramente sulla carta il più succulento dei quarti di finale maschilli di questo Western&Southern Open di Cincinnati, e non ha tradito le attese. Davanti ad un centrale gremito Federer e Murray hanno dato vita ad una partita che probabilmente non ha fatto vedere il miglior tennis che questi due grandi campioni possono esprimere, ma la qualità del match è stata sicuramente di alto livello, con colpi spettacolari, scambi mozzafiato e grande tatticismo condito da una grande varietà di colpi.

Alla fine l’ha spuntata Federer in due set, dopo un primo parziale quasi dominato, nonostante il punteggio di 6-3, ed un secondo set nel quale è riuscito a rimontare uno svantaggio di due break grazie alla perseveranza nella sua strategia aggressiva alla ricerca della rete e ad un migliore uso del rovescio slice per tamponare una preoccupante serie di errori gratuiti.
Dei cinque turni di battuta avuti da Murray nel primo set, ben quattro hanno visto palle break. La sua bassa percentuale di prime palle (47%) e l’attitudine offensiva di Federer hanno consentito allo svizzero di comandare gli scambi quasi sempre con i piedi dentro il campo, costringendo Murray ad un gioco principalmente difensivo. Dopo ben sei palle break salvate nei primi due turni di servizio, tre gratuiti di diritto costano allo scozzese il primo break al quinto game. Federer è molto efficace a rete (8 punti su 12 discese) anche se qualche pasticcio di troppo non gli consente di concretizzare in maniera ancora più pesante il vantaggio che palesa in termini di gioco. Il primo set finisce con un 6-3 pesante in 41 minuti dopo che Murray cede a 15 il suo ultimo turno di battuta.

Il “vento” del match cambia all’inizio del secondo set quando Murray inizia a trovare maggiore continuità in risposta ed i suoi diritti anomali, alti ed arrotati sul rovescio di Federer cominciano a dare i frutti sperati. Il rovescio slice dello svizzero veleggia oltre le righe del campo un con maggiore frequenza e Murray riesce ad aggredirlo con i suoi fondamentali da fondo. Sull’1-1 Federer si trova quasi senza accorgersene 0-40, e dopo aver annullato le prime due palle break mette un banale diritto in rete. Due giochi più tardi si fa rimontare da 40-15 da un Murray sempre più ringalluzzito, e sul 4-1 pesante tutti i presenti sono pronti ad assistere ad un succulento terzo set. Federer però ha altri piani. Un delizioso passante di rovescio incrociato in back ed un serve and volley poco convinto di Murray danno il via alla rimonta dell’elvetico, che approfittando della prima di servizio dello scozzese tornata latitante, mette il turbo conquista quattro giochi consecutivi portandosi ad un passo dalla semifinale. Sul 4-5 Murray non trema, ma sul 5-6 si fa riagganciare dal 30-0, subisce uno schema drop-shot e volée, e sul primo match point finisce per appoggiare malamente un diritto in rete dopo 1 ora e 33 minuti di gioco.

Non ci sono scuse per aver sprecato un vantaggio come quello nel secondo set – ha esordito un Murray molto deluso in conferenza stampa – non ho più 18 anni, ho giocato questo torneo nove volte, non posso permettermi di avere questi cali. E’ l’aspetto del mio gioco che al momento è più deficitario: la continuità. A questi livelli non puoi permetterti più di un paio di game al di sotto dei tuoi standard, ma qui dal 4-1 nel secondo set non ricordo di aver giocato un solo colpo decente, e ne ho sbagliati alcuni di quasi dieci metri”.

In semifinale Federer se la dovrà vedere con Milos Raonic ed il suo servizio supersonico. I due si sono già incontrati cinque volte, l’ultima delle quali poco più di sei settimane fa in semifinale a Wimbledon, ed in tutte le precedenti occasioni è sempre stato Federer ad uscire dal campo vincitore.

 

 

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Anversa italiana: Sinner spazza via Monfils e Berrettini ringrazia

Exploit del 18enne azzurro che infligge una lezione al N.1 del seeding. Un posto nel main draw dell’Australian Open 2020 è sempre più vicino. Bene per Matteo il KO di Goffin

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Jannik Sinner - Anversa 2019 (foto da Twitter, @EuroTennisOpen)

La vittoria più importante della giovane carriera di Sinner. Questo è il riassunto migliore per la ‘carneficina’ che si è svolta al torneo di Anversa. Un’ora e un minuto di partita in cui Jannik Sinner ha smantellato il tennis brioso di Gael Monfils con il netto risultato di 6-3 6-2.

Pronti, via e palla break per Sinner, convertita con un rovescio imperioso, una costante di tutta la partita. Il francese sembra veramente colpito dal livello del suo giovane avversario, che da fondocampo è ancora più rapido e solido di quanto sappia essere Monfils stesso. Sinner però non è solo difesa e solidità; le sue accelerazioni, soprattutto di rovescio, sono letali e inducono quasi sempre Monfils all’errore o al colpo corto. Soprattutto in risposta c’è una grande differenza di efficacia, quest’oggi, con Monfils completamente incapace di rispondere in maniera efficace quando Jannik dirige il servizio al corpo. Proprio il servizio di Sinner, che ancora paga un certo scarto rispetto ad altri settori del suo tennis, ha comunque evidenziato dei miglioramenti tanto da permettere al 18enne di chiudere la partita con l’84% di punti con la prima e il 71% con la seconda, nonostante un misero 48% di prime in campo.

Di contrasto, Monfils soffre particolarmente i suoi turni di servizio a causa delle grandi capacità di Sinner di rispondere profondo e preciso. A inizio partita Gael prova a forzare molto le seconde e la tattica all’inizio sembra funzionare, ma con il passare dei minuti diventa inefficace scoraggiando il francese. Sinner chiude il primo set sfruttando un dritto in rete del francese e va a condurre 6-3.

L’inizio del secondo set presenta le uniche difficoltà del match del giovane italiano, con la prima e unica palla break salvata senza problemi. Monfils prova a guadagnare di più a rete ma compie degli errori marchiani, e proprio una pessima volée che si affloscia sul net vale il break decisivo di Sinner per il 3-1. Sinner è intoccabile al servizio, complice la pigrizia del tennista francese nella ricerca della palla, e Monfils sembra aver perso le speranze. A dispetto dei pronostici di inizio partita, che il numero 13 del mondo perda il match sul suo servizio è solo una conseguenza naturale della dinamica dell’incontro. Il quinto doppio fallo di Monfils porta in dote tre match point a Sinner, l’ultimo dei quali convertito con il dritto, che tanto bene ha funzionato oggi, ma creato e propiziato dal suo colpo migliore, il rovescio.

Sconfitta senza appello per Monfils, che non è mai stato in partita. Ora la corsa del tennista francese verso le Finals si fa sempre più dura e a goderne è un altro italiano, Matteo Berrettini, che grazie alla sconfitta di David Goffin – proprio qui ad Anversa – manterrà l’ottavo posto nella Race almeno fino ai tornei di Vienna e Basilea. Il belga ha ceduto nettamente in due set a Ugo Humbert in poco più di un’ora (6-3 6-1) e rimane dunque al decimo posto della Race. Sinner invece accede ai quarti dove incontrerà Frances Tiafoe, e soprattutto s’invola verso la posizione 108 del mondo e il main draw degli Australian Open 2020. E l’impressione è che il meglio debba ancora venire.

ANDY VINCE ANCORA – Destini in un certo senso intrecciati quelli di Sinner e Andy Murray. Non solo le similitudini tecniche che alcuni addetti ai lavori hanno evidenziato, anche un incrocio… di tabellone. Oggi il britannico è sceso in campo subito dopo Sinner, battendo in due set Cuevas, poco dopo aver comunicato la sua rinuncia all’invito riservatogli dal direttore dell’ATP 500 di Vienna che ha di fatto liberato un posto in tabellone proprio a Sinner, che quindi sarà ai nastri di partenza del torneo austriaco.

 

Tornando al quattordicesimo match dal ritorno dall’operazione all’anca, Murray ha vinto il terzo incrocio su tre e il settimo set su sette contro Cuevas. Il dritto di Murray è a pieni giri sin dalle prime battute del match ed è cruciale nelle trame d’attacco del tennista britannico, con la quasi totalità dei punti che nascono da accelerazioni notevoli dal lato destro. L’iniziativa è sempre di Murray e il linguaggio del corpo di Cuevas tradisce un po’ di insicurezza. L’uruguagio comincia a sciogliere il suo tennis in un quarto game infinito, con ben set palle break fallite da Murray: la resistenza di Pablo e si concretizza in un bel dritto inside-out dopo dieci minuti di lotta. Da quel momento i turni di servizio si fanno sempre più rapidi. L’equilibrio si spezza quando Cuevas va a servire per restare nel set, e Murray sfrutta la crepa giusta per passare in vantaggio accogliendo una difesa in slice di Cuevas a rete.

Il secondo set si apre con un improvviso calo di tensione di Murray al servizio, che in un game fotocopia del quarto del primo set – altri undici minuti – deve annullare ben quattro palle break. Come nel primo i servizi si assestano dopo lo stesso evento, ed è ancora Murray il primo a trovare la chiave per portare il parziale dalla sua parte. Sempre sfruttando il rendimento ottimo del suo dritto si procura due palle break e converte la seconda. La partita sostanzialmente finisce qui. Seguono due game al servizio interlocutori dopo i quali Murray non trema e chiude l’incontro con un ace. Netto passo avanti a livello di gioco rispetto alla partita con Coppejans per Murray, che adesso sfiderà per un posto in semifinale Marius Copil, che ha avuto bisogno di tre set e quasi tre ore per eliminare il numero 3 del seeding Schwartzman.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [1] G. Monfils 6-3 6-2
[PR] A. Murray b. [8] P. Cuevas 6-4 6-3
[Q] M. Copil b. [3] D. Schwartzman 6-4 5-7 7-6(6)
F. Tiafoe b. [7] J-L. Struff 6-4 6-4
U. Humbert b. [2] D. Goffin 6-3 6-1

Il tabellone completo – La Race to London aggiornata

Giorgio Di Maio

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Seppi accede ai quarti di Mosca, Fabbiano fuori all’esordio

Altra vittoria al terzo per Andreas, che dopo Garin rimonta anche Carballes Baena. Ora Khachanov che salva 5 MP Thomas parte bene ma si spegne presto contro Gerasimov

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Si risolve favorevolmente al terzo set la sfida tra Andreas Seppi e lo spagnolo Carballes Baena, di fronte per la prima volta in carriera nel secondo turno della Kremlin Cup 2019.

Dopo la maratona vittoriosa contro Garin, Andreas emerge da un’altra prova di resistenza nonostante un primo set sfuggito sul finale: sotto 6-5, in un game labirinto, il giocatore di Caldaro annulla ben quattro set point e non sfrutta due palle break, prima di consegnare il parziale allo spagnolo (avanti 8-0 negli ace) dopo ben 56 minuti. Inerzia completamente cambiata però da quel momento: nel secondo set – pur andando subito sotto di un break – Seppi sale in cattedra e lascia appena un gioco al suo avversario. La perdita d’efficacia delle prime di Carballes fa il paio con la crescente solidità in risposta del 72 del mondo.

Il trend positivo si protrae nel terzo e decisivo parziale, controllato in modo anche piuttosto vistoso da un Andreas capace di vincere 15 punti in risposta e di breakkare Carballes nel primo e nell’ultimo game del parziale. Saranno quarti di finale per la quarta volta in stagione nel tour maggiore, e Karen Khachanov, favorito nel suo match di ottavi su Philipp Kohlschreiber, promette di essere un test discretamente probante.

 

Si ferma invece all’esordio la corsa moscovita di Thomas Fabbiano. Il tarantino, 89 del ranking, è stato battuto in due set da Egor Gerasimov, proveniente dalle qualificazioni. Il bielorusso, 98 del mondo, ha fatto affidamento sugli 11 ace (a 1) messi a segno per garantirsi al secondo turno l’incrocio con la sesta testa di serie Andrey Rublev. Nel primo set l’azzurro si era trovato anche avanti di un break, vantaggio che però si è visto subito sfuggire dalle mani non capitalizzando i due successivi suoi turni in battuta. A penalizzarlo, anche i cinque doppi falli complessivi e il litigio con la prima di servizio nel secondo set (dentro appena nel 52% dei casi). Nel post US Open, Fabbiano è stato sconfitto in cinque dei sei incontri disputati.

Negli altri incontri incredibile vittoria di Karen Khachanov che nel terzo set annulla 5 match point a Philipp Kohlschreiber prima di chiudere 9 punti a 7 il tie-break decisivo alla prima occasione. Sarà lui ad affrontare Seppi nei quarti venerdì.

Risultati primo turno:

[Q] E. Gerasimov b. T. Fabbiano 6-3 6-4
[WC] A. Avidzba b. [WC] A. Kachmazov 6-1 4-6 6-1

Risultati secondo turno:

A. Seppi b. R. Carballes Baena 5-7 6-1 6-3
[7] A. Mannarino b. M. Kukushkin 7-6(4) 6-2
[4] D. Lajovic b. [Q] L. Rosol 6-4 6-7(6) 6-3
[2] K. Khachanov b. P. Kohlschreiber 3-6 6-3 7-6(7)

Il tabellone completo

a cura di Pietro Scognamiglio ed Emmanuel Marian

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Sinner brillantissimo, ad Anversa arriva la quarta vittoria nel tour. OK Murray

La rivincita su Majchrzak vale a Jannik il secondo turno contro Monfils. Murray non brilla ma vince

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Jannik Sinner - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

CHE SINNER! – In finale al Challenger di Ostrava il 5 maggio scorso, Kamil Majchrzak lo aveva annichilito. In quell’occasione autore di un match perfetto, al primo turno di Anversa il qualificato polacco non ritrova però lo stesso avversario un po’ a corto di energie, bensì la versione migliore di Jannik Sinner che onora la wild card superandolo in due set. Il sipario si apre su un Sinner davvero centrato e reattivo che comanda lo scambio, nel palleggio a ritmo sostenuto si dimostra più solido e capace di muovere il gioco, oltre che di chiudere con accelerazioni puntuali. Majchrzak, nei primi 100 dallo scorso luglio, è stordito da una partenza tanto aggressiva e muove finalmente il punteggio tenendo la battuta al quinto game.

Jannik concede qualche errore con il dritto, ma i suoi piedi sono sempre vicinissimi al campo e si guadagna un set point in risposta sul 5-1. Kamil però lo annulla, prende fiducia e brekka al gioco successivo approfittando di un paio di imprecisioni a rete del giovane azzurro che, viceversa, si irrigidisce un po’ e regala qualche errore di troppo. Di nuovo con la battuta a disposizione, al quarto set point Sinner riesce mettere al sicuro un parziale che si stava complicando.

L’essere arrivato così vicino a girare una partita dalla quale non vedeva via d’uscita fa perdere un po’ di grinta a Majchrzak, quanto basta perché praticamente regali il turno di battuta in apertura a uno Jannik che ritrova invece la tranquillità necessaria e delle percentuali con il servizio migliori rispetto a quelle del primo set. Con una splendida chiusura lungolinea di rovescio, Sinner si prende un altro break al settimo game e, stavolta senza affanni, vola al secondo turno dove lo attende la prima testa di serie, Gael Monfils. Dopo la semifinale Challenger della scorsa settimana, arriva la quarta vittoria nel circuito maggiore per Jannik che ha dominato l’incontro, con solo una piccola flessione nella seconda parte del primo parziale in cui era peraltro ampiamente in vantaggio. Una vittoria che, almeno virtualmente, gli vale un altro piccolo passo verso la top 100 (per ora, sarebbe n. 114) e al cut off dell’Australian Open.

MURRAY SENZA LODE – Rispetto alle ultime incoraggianti apparizioni, è una versione di Andy Murray decisamente sottotono quella che supera 6-4 7-6 la wild card Kimmer Coppejans. Andy arriva ad Anversa forte di una condizione in costante crescita e, per batterlo, ormai c’è bisogno di mettere in campo una prestazione di alto livello, come hanno recentemente dovuto fare Dominic Thiem e Fabio Fognini. Ecco, allora, che la sfida inedita contro il n. 158 ATP rischia di diventare quasi un allenamento per l’ex numero uno del mondo. Un rischio che sembra concretizzarsi dopo il 3-0 iniziale, ma tre doppi falli scozzesi rimettono subito in corsa l’avversario e diventa chiaro in fretta che non assisteremo a un incontro entusiasmante.

Coppejans mette in campo oltre l’80% di prime battute su cui però perde quasi la metà dei punti, il contrario di quello che avviene sul servizio di Andy, prefetto con la prima tranne la parte in cui ne mette dentro una ogni cinque minuti (sarà il 44% alla fine del primo set, per essere più precisi). Concede anche qualche errore di troppo nel palleggio con il dritto, ma resta comunque il più solido e, senza particolari emozioni, incamera il parziale brekkando al decimo gioco.

 

Il secondo set si apre con Kimmer che inizia a fare punti rispondendo al primo servizio e piazza vincenti tra dritto, rovescio e drop shot; insomma, non ci sono più certezze e arriva anche il doppio fallo di Murray sulla palla break. Il venticinquenne di Ostenda rientra in fretta nell’uniforme da Challenger cedendo subito il vantaggio; Andy non sa approfittarne per portare definitivamente l’inerzia dalla propria parte e, anzi, subendo nove punti di fila, deve ricorrere al servizio per evitare di finire sotto un 1-4 pesante. Tanti errori da parte di entrambi, pochi scambi tesi e qualche bella smorzata a catturare temporaneamente l’attenzione.

Il belga non ha le armi per fare davvero male e il suo gioco mal si sposa con quello di Murray che, in una serata tutt’altro che brillante, riesce ad alzare il livello quanto basta per arrivare al tie-break. Lì, un bel punto per uno e il resto sono errori, compreso lo smash finale di Coppejans su una difesa di Andy degna del suo nome. In ogni caso, per l’uomo dall’anca artificialmente rivestita si trattava come sempre di mettere nelle gambe un altro match e guadagnarsi l’opportunità di giocare ancora: missione compiuta. Un giorno di riposo e giovedì gli toccherà il vincente fra Pablo Cuevas e Hugo Dellien, non due assidui frequentatori del duro indoor.

GLI ALTRI MATCH – Passo falso di Richard Gasquet che si fa rimontare il 6-1 iniziale da Soonwoo Kwon, n. 88 ATP in rapida ascesa (era fuori dai 200 a febbraio). L’esperienza non mette Richard al riparo dalla classica reazione di inizio secondo set, ma il francese recupera sul 2 pari. Il ventunenne coreano ha però trovato il tempo sulla risposta e il suo rovescio bimane, piuttosto compatto, è solido ed efficace, come in occasione della palla break che gli permette poi di chiudere con il servizio. Gasquet perde la battuta all’inizio della partita decisiva aprendo con un doppio fallo – come se l’altro non fosse già abbastanza in fiducia – e Kwon mantiene senza problemi il vantaggio fino alla stretta di mano.

Feliciano Lopez torna in campo dopo il match teso con Daniil Medvedev allo US Open. Il trentottenne di Toledo salva tutte le sei palle break concesse e supera 7-6 6-4 Cameron Norrie, pareggiando così il risultato della sfida a Los Cabos dello scorsa anno. Al prossimo turno, se la vedrà con Stan Wawrinka, anch’egli al rientro dopo la sconfitta newyorchese patita dal russo del momento. Dopo quattro sconfitte consecutive, torna alla vittoria Jan-Lennard Struff; a pagare la voglia di riscatto tedesca è il qualificato Gregoire Barrere che raccoglie tre giochi.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [Q] K. Majchrzak 6-4 6-2
[7] J.L. Struff b. [Q] G. Barrere 6-2 6-1
F. Lopez b. C. NOrrie 7-6(2) 6-4
G. Simon b. S. Darcis 6-1 6-2
A. Murray b. [WC] K. Copejans 6-4 7-6(4)
[Q] M. Copil b. F. Delbonis 6-4 7-6(3)
S. Kwon b. R. Gasquet 1-6 6-3 6-4
U. Humbert b. J. Kovalik 6-4 7-5

Il tabellone di Anversa completo e aggiornato

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