A Shenzhen finale Murray-Robredo, Benneteau-Nishikori in Malesia

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A Shenzhen finale Murray-Robredo, Benneteau-Nishikori in Malesia

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TENNIS – Lo spagnolo liquida il colombiano Giraldo in due set (6-1 6-4) e conquista la 21° finale in carriera. Affronterà Andy Murray alla sua prima finale stagionale. Il francese sorprende il solito imprevedibile Gulbis e domani proverà a conquistare il suo primo titolo al 10° tentativo (3° finale consecutiva in Malesia). Per spezzare la maledizione dovrà superare Nishikori che ha piegato Nieminen in 3 set,

Il primo set tra Robredo e Giraldo è un “massacro” (sportivamente parlando), Robredo è disarmante al servizio e nelle accelerazioni, Giraldo sembra un pugile all’angolo che le prende di santa ragione, lo spagnolo sale 5-0 e in 24 minuti chiude 6-1 cedendo appena 3 punti quando serve. Il secondo set vede finalmente la reazione di Giraldo, il colombiano (che sta comunque disputando un’ottima stagione) lascia andare il braccio, soprattutto di diritto. Robredo sembra come detto rifiatare, scendono le sue percentuali al servizio e così Giraldo ne approfitta per allungare. Il colombiano sale 3-0 e spreca anche una palla del 4-0 che probabilmente avrebbe segnato il set. Invece Robredo è bravissimo, non molla, tiene la battuta nel 4° game e centra il controbreak nel game seguente (scellerato Giraldo che spreca dal 40-15 e cede la battuta con un gratuito di diritto). Da qui ricomincia un’altra partita, lo spagnolo torna praticamente padrone del match, strappa la battuta all’avversario nel 9° game (palla corta sbagliata da Giraldo) e va a servire per il match sul 5-4. Giraldo prova a giocarsi il tutto per tutto, si procura anche una palla del controbreak per riaprire la partita, ma Robredo la annulla ed al terzo tentativo chiude la contesa.Tommy Robredo conquista a dispetto dei suoi 32 anni la 21° finale della sua lunghissima carriera battendo in due set il colombiano Giraldo con il punteggio di 6-1 6-4.

Un match che lo spagnolo ha dominato dall’inizio alla fine soffrendo solo ad inizio secondo set quando ha probabilmente tirato un attimo il fiato, lasciando per un attimo la scena al suo avversario, scappato avanti di un break.
Ma in un amen Robredo ha recuperato lo svantaggio e chiuso la semifinale a suo favore.

 

In finale per lui Andy Murray, che mantiene vive le speranze di qualificazione alle ATP World Tour Finals. Lo scozzese, attualmente undicesimo nella Race, vincendo Shenzhen scavalcherebbe Grigor Dimitrov al decimo posto salendo a quota 3405 punti, lontano soli 105 punti da Tomas Berdych al momento ultimo dei qualificati. Da qui a fine stagione, Murray giocherà Beijing, Shanghai e Parigi-Bercy con ancora la possibilità di guadagnare 2.500 punti dovesse fare bottino pieno. Questa la situazione nella ATP Race to London:

Qualificati: 1 Novak Djokovic (8,150 points), 2 Roger Federer (7,020), 3 Rafael Nadal (6,645)
Ancora non qualificati: 4: Stan Wawrinka (4,795), 5 Marin Cilic (3,935), 6 Kei Nishikori (3,675), 7 David Ferrer (3,535), 8 Tomas Berdych (3,510), 9 Milos Raonic (3,440), 10 Grigor Dimitrov (3,355), 11 Andy Murray (3,155)

Race a parte, Murray può essere contento per aver raggiunto la prima finale stagionale a 15 mesi dall’ultima giocata a Wimbledon nel 2013. Anche in quell’occasione incrociò Tommy Robredo nel suo percorso verso la vittoria e chissà che lo spagnolo non gli porti bene anche questa volta. Negli scontri diretti sono 3 pari e Robredo è uno dei sette tennisti ad aver sconfitto lo scozzese in una finale ATP, a Metz nel 2007.

Con Monaco, Murray ha incominciato male sbagliando punti facili e incappando in diversi errori soprattutto dal lato del dritto. E’ andato sotto 4-1, ha recuperato uno dei due break di svantaggio ma lo ha restituito cedendo il primo set per 6 giochi a 2. In vantaggio 2-0 ad inizio secondo parziale, complice anche una fortunosa deviazione del nastro ed un doppio fallo dell’argentino, ha ceduto nuovamente la battuta. Sul 3-3, con un break point da fronteggiare, Murray ha lasciato spazio all’altro Murray, quello che ha vinto Us Open e Wimbledon e a lungo ha battagliato contro gli altri tre del quartetto Fab: Djokovic, Federer e Nadal. “Il punto di svolta è arrivato sul 3-3 del secondo set”, ha ammesso l’ex numero due del mondo. “Prima lui stava dominando il match”. Da quel momento in poi lo scozzese ha infilato nove game consecutivi, concedendo solamente quattro punti al servizio nella terza frazione e chiudendo l’incontro con dieci ace e sei palle break su nove sfruttate.

ATP Shenzhen, semifinali:
[2] Andy Murray (Britain) beat Juan Monaco (Argentina) 2-6 6-3 6-0
[4] Tommy Robredo (Spain) beat [6] Santiago Giraldo (Colombia) 6-1 6-4

ATP Kuala Lumpur, Semifinali

J.Benneteau (4) b. E.Gulbis (2) 6-4 6-4

Il solito volenteroso lottatore, Julien Benneteu, il solito talentuoso, imprevedibile, folle, Ernsts Gulbis dall’altra.
Se il più talentuoso dei due gioca una partita sciatta e mediocre, piena zeppa di errori, ecco che alla fine la spunta il giocatore forse meno dotato tecnicamente ma che se in giornata non molla una palla e porta a casa la sua onesta partita.
Così Julien Benneteau approda alla finale del torneo di Kuala Lumpur, per lui la terza consecutiva in quello che sembra il suo torneo preferito, la decima in carriera dove non ha ancora raccolto un successo.
Sarà la volta buona domani? Speriamo per lui di si, lo attende il vincitore dell’altra semifinale tra Kei Nishikori ed il finlandese Jarko Nieminen (i precedenti purtroppo non sono dalla sua parte, sotto 0-6 con Nieminen e 1-2 con il giapponese).

Cosa dire di Gulbis, il lettone non era assolutamente in giornata, molti gratuiti, mai capace di prendere le redini del match in mano.
Così a Benneteau è bastato punirlo nei momenti cruciali del match per guadagnarsi la finale.

Il primo set fila via abbastanza liscio, nessuno dei due contendenti concede nulla al servizio sino al 4 pari.
Solo Benneteau rischia nel 7° game ma recupera dal 15-30.
Il francese gioca un match solido e ordinato, quando può viene a rete a prendersi il punto.
Un po’ più incostante Gulbis, il lettone mostra alcune ottime soluzioni ma commette anche molti gratuiti.
Il nono gioco del set è quello degli orrori di Gulbis, il quale commette un doppio fallo (il 1° del match) sul 30 pari e poi da metà campo spara un comodo diritto in mezzo alla rete.
Il lettone si fa prendere dal nervosismo, rompe la racchetta e calcia la pallina sulle tribune, il tutto condito dall’ovvio warning del giudice di sedia.
Benneteau va per la sua strada, tiene il game seguente con relativa tranquillità e chiude il parziale 6-4.

Il lettone prova a scuotersi, ma nonostante ben 11 ace alla risposta non riesce a creare pericoli.
Così, ancora una volta, Benneteau non concede nessuna palla break ed aspetta il classico passaggio a vuoto dell’avversario che arriva ancora sul 4 pari.
Il francese non trema, doppio 6-4 e finale in tasca alla ricerca del suo primo e agognato successo.

(1) Kei Nishikori b Jarkko Nieminen 6-3 4-6 6-2

Kei Nishikori è il secondo finalista del torneo malese di Kuala Lumpur. Il tennista giapponese, N.1 del seeding, ha piegato la solidità e l’esperienza Jarkko Nieminen in 3 set dopo 1h38 per ottenere la sua decima finale della carriera, la quinta del suo grandioso 2014.

Il primo set in realtà è dominato dal giapponese in maniera più netta di quanto non dica il punteggio, poiché esso contiene 3 break. Nishikori ha mancato la possibilità di chiudere il set sul 5-2 e servizio in cui ha sprecato un primo set point. Ha poi chiuso comunque strappando il servizio per la terza volta al finlandese per fissare il 6-3 conclusivo.

Il giapponese si distrae cedendo addirittura a 0 il servizio nel gioco di apertura del secondo set, un break che recupera nel sesto gioco rimontando da 40-15. Sul 4-4 però arriva un ulteriore break di Nieminen che stavolta non si fa pregare e tiene il servizio a 0 per forzare il terzo e decisivo set.

Nishikori sale di nuovo in cattedra e parte fortissimo nel terzo parziale prendendo subito un break di vantaggio che lo porta avanti rapidamente prima 3-0 e poi 4-1. Il finalista dello US Open non concede nemmeno un break point nel set decisivo e cedendo in tutto appena 4 punti al servizio nel parziale.
Sul 5-2 arriva un altro break che chiude la pratica. In totale sono stati 6 i break del giapponese nel match. Diventa dunque facilmente spiegabile il pessimo 38% di punti conquistati sulla seconda di servizio dal finlandese contro il 58% di Nishikori. Assolutamente identica invece è stata la trasformazione della prima palla (68%).
Considerando la relativa debolezza del servizio del giapponese, sono assolutamente notevoli gli 8 ace con cui ha chiuso il match.

Come detto, Nishikori giocherà domani la sua quinta finale del 2014, avendo perso però le 2 più importanti, quella di Madrid a Maggio contro Rafael Nadal, e soprattutto la recente finale dello US Open contro Marin Cilic.

I precedenti contro Benneteau dicono 2-1 per lui, avendo vinto le ultime 2 sfide, l’ultima a Parigi Bercy lo scorso anno.
Il francese spezzerà la maledizione delle finali perse (9) o sara trionfo asiatico in Malesia? Tra poche ore sapremo la verità…

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Australian Open, tabù Slam per Zverev: Shapovalov passa in tre set, ora Nadal

Sorpresa a Melbourne: il tedesco vittima dei suoi demoni, il canadese conferma di essere pronto per puntare in alto

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Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

[14] D. Shapovalov b. [3] A. Zverev 6-3 7-6 6-3

Clamorosa sorpresa all’Australian Open, che saluta uno dei principali favoriti. Alexander Zverev cade fragorosamente agli ottavi di finale per mano di un Denis Shapovalov che appare ormai maturo per puntare a qualcosa di importante. Sulla Margaret Court Arena passa il canadese in tre set (6-3 7-6 6-3) al termine di una partita che ha visto il tedesco rimanere vittima dei suoi demoni: qualcosa non va negli Slam per Sascha, che era accreditato come uno dei pretendenti al trono di Melbourne dopo quanto accaduto a Novak Djokovic. Dall’altra parte, Shapovalov si è fatto forza dei dubbi dell’avversario, gestendo bene i suoi momenti complicati e rimanendo lucido anche quando, nel terzo set, Zverev è apparso faticare più del dovuto dal punto di vista fisico.

IL MATCH – E dire che Sascha aveva avuto due palle break subito, nel primo game dell’incontro. Denis però le ha salvate e ha finito per togliere il servizio all’avversario nel quarto game (3-1). Il canadese è stato bravo a portare fino in fondo il break, senza concedere l’opportunità del contro-break: la saetta col servizio mancino slice ha messo spesso in difficoltà Zverev, che è finito ben presto in preda alla frustrazione. Il secondo set è proseguito sulla scia del primo, con il canadese che ha strappato al primo gioco il servizio a Zverev (molto deludente il rendimento del tedesco col suo punto migliore: a fine partita avrà solo il 69% di punti vinti con la prima e addirittura solo il 29% di punti vinti con la seconda). Poi però Denis ha accusato un calo, subendo prima il contro-break (2-2) e poi il break all’ottavo gioco (5-3). Ma Zverev è incappato in un game negativo quando è andato a servire per il secondo set permettendo a Shapo di agganciarlo sul 5-5. Il tiebreak è stato vissuto come sulle montagne russe. Il canadese si è portato sul 5-1, Zverev ha accorciato le distanze sul 5-4, Shapovalov ha commesso un doppio fallo sul primo set point sul 6-4, ma ha concretizzato il secondo il punto successivo grazie a una clamorosa stecca di diritto del tedesco e si è portato in vantaggio due set a zero. A quel punto l’inerzia del match era tutta dalla sua parte. Uno Zverev in rottura prolungata ha ceduto il servizio alla prima palla break del terzo set (2-0) e solo nel sesto gioco è riuscito ad arrivare a parità sul servizio di Shapovalov, che però è riuscito a tenere il servizio e poi a chiudere al secondo match point.

 

LE PAROLE – Shapovalov, dopo aver vinto la ATP Cup a inizio anno, arriva per la prima volta ai quarti a Melbourne e conferma che questo potrebbe essere l’anno della sua definitiva consacrazione come tennista di livello massimo: è il terzo canadese ad arrivare ai quarti di finale dell’Australian Open dopo Belkin (1968) e Raonic (2019). Potrebbe essere raggiunto da Auger-Aliassime, che domani sfiderà Cilic. “Adoro giocare in Australia, strafelice di aver vinto e giocato bene in una atmosfera fantastica come questa – ha detto Shapovalov nell’intervista post partita -. Non mi aspettavo di poter vincere in tre set. Ho giocato bene in tutte le zone del campo, colpito bene su entrambi i lati e sono stato intelligente. Ho gestito bene momenti complicati e sono riuscito a venirne fuori”. Ora per Shapovalov il quarto di finale contro Nadal: “Sarà un onore. Abbiamo giocato non troppo tempo fa ad Abu Dhabi, sarà ovviamente un’altra partita, sarà una grande battaglia, ma credo proprio che ci divertiremo”.


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Australian Open 2022, un grande Nadal supera un buon Khachanov: 15° ottavo a Melbourne [VIDEO]

Vittoria in quattro set per il n. 5 del mondo: “Senza dubbio il mio miglior match quest’anno”. Ora per lui c’è Mannarino, che ha sconfitto Karatsev

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Rafael Nadal all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

[6] R. Nadal b. [28] K. Khachanov 6-3 6-2 3-6 1-6

Nel match di chiusura della sessione serale della Rod Laver Arena, Rafael Nadal supera Karen Khachanov per 6-3 6-2 3-6 6- 1in 2 ore e 50 minuti con una prestazione decisamente in crescita rispetto ai match disputati finora in questo torneo. La lontananza dal circuito nella parte finale del 2021 per il 35enne spagnolo non è stata una pausa particolarmente debilitante e ora a Melbourne sta continuando ad ingranare sempre di più. Di solito un’assenza prolungata di quasi 6 mesi può lasciare strascichi nel momento del ritorno alle competizioni di alto livello ma non se disponi dell’esperienza di Rafa, che con questa vittoria si è qualificato per la quindicesima volta alla seconda settimana dell’Australian Open; ricordiamo che in una situazione simile, proprio cinque anni fa e alla stessa età, Roger Federer tornò in campo e trionfò agli Australian Open.

Nadal per il momento ha superato l’ostacolo Khachanov – battuto 9 volte su 9 in carriera – con una prestazione a dir poco brillante per larghi tratti dell’incontro, di tutt’altra pasta rispetto a quella vista contro Hanfmann nel turno precedente. Del resto lo spagnolo non perde in questa fase di torneo dal suo debutto nel 2004 contro Lleyton Hewitt, e ora agli ottavi di finale trova Adrien Mannarino. Il n. 30 del mondo Khachanov invece, che aveva raggiunto i quarti di finale a Wimbledon nel 2021, arriva a quattro sconfitte consecutive nel terzo turno degli Australian Open senza aver mai superato questa fase a Melbourne.

 

IL MATCH – Blackout iniziale di Khachanov, con grande contributo dello spagnolo, che perde i primi sette punti del match e, nonostante le prime di servizio, si ritrova subito sotto di un break. Nadal non ci mette molto a saper sfruttare i momenti di incertezza dell’avversario e non toglie il piede dall’acceleratore facendo leva su angoli improponibili trovati sia col dritto che col rovescio. Magari l’uncino non avrà la stessa rotazione di un tempo ma l’efficacia non è scemata. Inizio di partita davvero travolgente per la testa di serie n. 6 che perde il primo punto alla battuta addirittura sul 5-3 nel momento di servire per il primo set. Con percentuali che sfiorano la perfezione, Nadal continua a pungere col dritto e poi una risposta lunga sancisce la fine del primo set per 6-3 dopo un monologo di 36 minuti.

La lotta e l’equilibrio del secondo set si condensa tutta nel primo game durato più di 10 minuti con il russo alla battuta. Khachanov prova a spingere portandosi quasi al limite delle sue abilità ma le potenti accelerazioni tornano indietro troppo spesso e alla fine il break in apertura è inevitabile. Poco più tardi c’è un altro game lottato dall’elevato tasso adrenalinico in cui Karen conquista la prima palla break della sua partita, occasione in cui ovviamente Nadal trova il modo per salvarsi con la battuta mantenendo il vantaggio, e conseguentemente il set per 6-2.

Sotto di due set Khachanov ha il grande merito di non abbandonare la partita anzitempo, anzi, inizia a sfoderare le sue potenti bordate di dritto con ancor maggiore convinzione; affinché l’andamento di un match si ribalti però ci vuole la complicità di entrambi i tennisti e dunque è anche Nadal ad avere un evidente calo di prestazione nel terzo set e anche un evidente arretramento nella posizione in risposta. Il maiorchino perde la battuta dopo esser stato sopra 40-0 e, nonostante le chance immediate di contro-break, Khachanov trova sempre il modo di salvarsi galvanizzandosi col passare del tempo. Il pubblico apprezza decisamente questo ravvivamento dell’incontro e in 57 minuti Karen vince il set per 6-3.

Nel quarto parziale Nadal torna ad indossare i panni del cannibale e neanche la bottiglietta meticolosamente poggiata a terra che cade e rovescia tutta l’acqua può distrarlo. Il calo registrato nel set precedente viene rapidamente smaltito e, continuando ad adottare una posizione in campo estremamente difensiva, il suo gioco mostra tutt’altri connotati; a suon di passanti vincenti arriva il break di Rafa già al secondo game. Il n. 5 del mondo è una roccia e di lì a poco arriva un altro allungo che permette a Nadal, dopo 2 ore e 50 minuti, di chiudere 6-1 con un servizio vincente al primo match point.

LE PAROLE A CALDO“Ho giocato contro un gran giocatore e un mio amico. Senza dubbio è il mio miglior match da quando ho ripreso a giocare quest’anno e colgo l’occasione per augurare Karen buona fortuna per il resto della stagione – ha iniziato Rafa nell’intervista in campo a fine partita -. Giocare una partita del genere significa avere dentro grande energia e voglio ringraziare il mio team e la mia famiglia perché abbiamo fatto un grande lavoro”.

A. Mannarino b. [18] A. Karatsev 7-6 6-7 7-5 6-4

L’avversario di Nadal negli ottavi a sorpresa sarà Adrien Mannarino, che nei pressi delle 02:30 australiane ha sconfitto dopo una battaglia di quattro ore e 39 minuti (un’infinità di tempo per soli quattro set) la testa di serie numero 18 Aslan Karatsev, che a Melbourne Park difendeva la semifinale del 2021. Karatsev, probabilmente provato dal fatto che aveva giocato già per cinque ore al primo turno contro Munar e altre due ore e mezza al secondo turno con McDonald, si è arreso ai colpi piatti e filanti del francese, che a 33 anni si è tolto la soddisfazione di arrivare per la prima volta al quarto turno dell’Australian Open. Il russo quest’oggi non è apparso certo nella sua miglior versione: particolarmente impressionante il numero degli errori non forzati (86).


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Australian Open, Medvedev piega il solito spettacolare Kyrgios. Daniel manda a casa Murray [VIDEO]

Nick, spinto da pubblico della Rod Laver Arena, fa il massimo, ma perde in 4 set. Sconfitta in 3 invece per Murray da un ottimo Daniel. Si ritira Gasquet

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Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)
Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Altro resoconto dei match maschili del Day 4 all’Australian Open 2022, quelli della tarda mattinata (qui per leggere cosa è accaduto nella notte, qui per la cronaca dei match della prima mattinata).

[2] D. Medvedev b. N. Kyrgios 7-6(1) 6-4 4-6 6-2

Alla fine il match più atteso del day 4, quello tra il numero 2 Medvedev e lo showman Kyrgios, è andato come la maggior parte degli appassionati si aspettava. Il pubblico della Rod Laver Arena ha sospinto un Kyrgios ancora imperfetto fisicamente al massimo delle sue capacità, ma alla lunga la forza mentale e atletica di Medvedev ha annullato il tennis spettacolare dell’australiano, che ha comunque regalato un’emozionante sessione serale ai suoi sostenitori e un set vinto. L’unica nota negativa di un match che è stato godibilissimo per tutto l’arco delle tre ore di gioco, è il continuo ululare del pubblico australiano, che nell’imitare l’esultanza di Cristiano Ronaldo (urlando ‘Siu’) letteralmente dopo ogni punto, pareva che urlasse ‘buu’ ai giocatori in campo.

 

Per quanto riguarda l’andamento del match invece, i fuochi d’artificio sono iniziati già dalle prime fasi, quando Medvedev si è portato avanti di un break ed è poi stato riacciuffato da Kyrgios grazie a qualche sbavatura del russo e un paio di ottime soluzioni con il rovescio di Nick a infiammare il campo principale di Melbourne Park. A sostenere l’australiano non c’è stata solo la folla che riempie lo stadio per un… abbondante 50%, ma anche un servizio straordinario: per i primi tre parziali ha mantenuto la percentuale di prime in campo vicina – o spesso superiore – al 70%. La risposta del campione dello US Open è stata però impeccabile e lo dimostra il fatto che abbia chiuso con 31 ace contro i 17 di Kyrgios, quasi il doppio.

Non è solo la fase di contenimento che ha dato la vittoria a Medvedev: sono 24 i colpi vincenti messi a segno in un cruciale primo set vinto al tie-break, dove dall’1-0 per Nick ha infilato 7 punti consecutivi, 4 dei quali grazie a vincenti. C’è stata anche la non quotata polemica continua da parte dell’australiano, che ha spesso battibeccato con Carlos Bernardes (giudice di sedia), reo secondo Kyrgios di far partire lo shot clock troppo presto, così da non dargli tempo di raggiungere il box del suo asciugamano a bordo campo. Medvedev non si è fatto distrarre e nella seconda metà del secondo set ha aggredito la partita, riuscendo sul 5-4 a disinnescare il servizio avversario e forzare un break nel decimo game. Molto interessante la statistica sul numero dei colpi negli scambi: la superiorità di Medvedev negli scambi lunghi – fattore che ci si aspettava essere ben marcato nel match – non è riscontrata a livello generale nei primi due parziali, mentre c’è stata una tendenza del russo a vincere più punti sul servizio di Kyrgios (18-13) quando lo scambio superava i 5 tiri.

Il terzo set di Kyrgios andrebbe invece recuperato per intero se non si è avuto modo di seguirlo, soprattutto nella fase finale. Scriverne non rende giustizia all’atmosfera che i suoi colpi hanno creato in uno stadio pieno solo per metà. Il break è arrivato sul 3-3 con un susseguirsi di colpi estemporanei e anche di elevata qualità tecnica. Medvedev non ha potuto che accettare l’onda emotiva sulla quale Nick continuava a viaggiare e ha incassato un 6-4, rimandando tutto al quarto.

La sensazione che Medvedev ne avesse di più era chiara sin dall’inizio, ma ciò che è accaduto nel finale del terzo ha rischiato di compromettere il quarto e mettere in discussione una prevedibile vittoria finale del russo: Kyrgios ha trovato una risposta vincente nel primo game per arrivare a palla break, ma si è fatto ipnotizzare nel suo attacco. Passato il momento positivo, ha tenuto la battuta per due turni, ma anche lui ha avuto la sensazione che il break fosse imminente: “Gli sto tirando il lavandino ed è tutto quello che ho”, ha detto, citando una famosa frase di Andy Roddick. Le prime di servizio a 220 orari infatti non sono bastate. Medvedev ha trovato una risposta vincente di rovescio contro il serve&volley di Kyrgios per brekkare e lì il match si è concluso, dal momento che l’australiano non ne aveva davvero più. Medvedev ha superato lo scoglio più arduo della sua prima settimana e ora giocherà al terzo round contro van de Zansdschulp.

Nell’intervista post-match il numero 2 del mondo ha detto che “Stare calmi è l’unica cosa che si può fare quando il pubblico grida ‘buu’ tra prima e seconda di servizio“, non capendo che urlassero invece ‘Siu’, come Cristiano Ronaldo. Jim Courier ha provato a spiegarlo a Medvedev, mentre chi ancora era presente sulla Rod Laver Arena continuava a ululare. Il russo li ha rimproverati ancora “Non riesco a sentire Jim Courier, abbiate rispetto, ha vinto qui. Rispettate almeno lui, perché sta parlando”. Ricevuta la spiegazione ha ribadito che è comunque fastidioso, soprattutto mentre si serve. Ha comunque chiuso tra gli applausi del pubblico, nonostante la doverosa polemica.

[Q] T. Daniel b. [WC] A. Murray 6-4 6-4 6-4

È un Andy Murray molto frustrato quello che si è presentato in conferenza stampa dopo essere stato eliminato dall’Australian Open al secondo turno. Taro Daniel ha superato il cinque volte finalista di Melbourne con un triplo 6-4, al termine di una partita in cui Andy avrebbe potuto anche vincere un set, ma non ha mai dato la chiara impressione di poter far girare l’incontro in suo favore. Si pensava che le fatiche del primo turno contro Basilashvili (e anche del torneo di Sydney la settimana precedente) le avrebbe probabilmente pagate contro Jannik Sinner in un possibile terzo turno. Invece è stato Daniel a mandare a casa Murray.

Lo scozzese avrebbe dovuto vincere il primo parziale per poter gestire meglio le energie, invece dopo aver livellato il set con un contro-break sul 3-3, ha ceduto di nuovo il servizio commettendo un paio di errori non da Andy Murray. Saranno 16 i non forzati al termine del primo set, uniti alla grande difficoltà del britannico nel gestire l’aggressività in risposta di Daniel (4/13 con la seconda in campo). La partita potrebbe cambiare a inizio secondo set, quando Murray ha mancato quattro chance di portarsi 2-0 e servizio, guadagnate mentre comandava il gioco e riusciva a prendere la rete. Il giapponese ha però salvato il turno di battuta e nel game successivo ha sfoderato un game eccezionale, con due risposte di rovescio e un dritto vincenti per conquistare il break, decisivo per la vittoria finale del set.

Il break che doveva arrivare a inizio secondo parziale, il tre volte campione Slam se l’è preso nel terzo, ma l’ha subito restituito. A questo punto ha iniziato a credere sempre meno nella vittoria, consapevole anche che nel suo serbatoio forse non ci fosse benzina a sufficienza per una rimonta da due set di svantaggio. Ma non solo. Daniel ha giocato un match quasi perfetto in tutte le sue componenti, come conferma l’invidiabile bilancio vincenti-errori (46-21). Dall’altro lato Murray ha chiuso sfiorando quota 50 non forzati e con un brutto gesto che da lui non si vede spesso, la racchetta scagliata a terra dopo aver subito – sul 4-4 – il break che ha mandato Daniel al terzo turno Slam per la prima volta in carriera.

B. van de Zandschulp b. R. Gasquet 4-6 6-0 4-0 rit.

Nella sezione più bassa del tabellone, si è deciso l’avversario di Daniil Medvedev nel terzo round. Sarà Botic van de Zandschulp, protagonista di una grande cavalcata allo US Open dove si fermò proprio contro il russo nei quarti di finale del torneo. Van de Zandschulp fu l’unico a togliere un set al numero 2 del mondo in occasione dello Slam di Flushing Meadows, vinto poi dal russo in finale contro Djokovic. Il giocatore olandese sfidava nel secondo round Richard Gasquet, autore di una grande partita all’esordio contro il connazionale Ugo Humbert, battuto in quattro set. Il 35enne ha pagato tutti gli sforzi del primo round quando van de Zandschulp ha alzato l’intensità del match, finendo per infortunarsi e lasciare il campo senza completare la partita.

Il francese ha comunque vinto un bel primo set, grazie a un break nel terzo game conquistato con il suo magistrale rovescio. Dopo il 6-4 in tre quarti d’ora, Gasquet non ha vinto più nemmeno un game. Prima ha ceduto un secondo set lampo, 6-0, poi a inizio terzo parziale ha avuto sempre più difficolta a servire, non riuscendo a incidere nemmeno con i colpi da fondocampo: al momento non ha però comunicato la causa dell’infortunio, né la parte del corpo infortunata.


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