Australian Open: comincia male l’avventura italiana

Di Roberto Salerno
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Primo turno di qualificazione a Melbourne e pattuglia maschile già più che dimezzata. Domani l’esordio delle ragazze, per noi in cambo ci saranno Alberta Brianti e Gioia Barbieri

Non sono cominciati certo sotto i migliori auspici questi Australian Open per i colori azzurri. Dei nostri sette rappresentanti ne sono rimasti in gara soltanto tre, Cecchinato, Arnaboldi e Vanni, che hanno sconfitto rispettivamente lo slovacco Andrej Martin (6-3 6-2); il francese Jonathan Eysseric (6-2 7-6, cl tiebreak vinto a 0); e il serbo Pedja Krstin (7-6(5) 6-2). I tre affronteranno nel secondo turno il 24enne statunitense Jarmere Jenkins (Cecchinato); lo spagnolo testa di serie numero 16, Adrian Menendez-Maceirsa, che ha già sconfitto Stefano Travaglia; e il belga Maxime Authom (Vanni). Sembra lecito attendersi buone notizie in almeno 2 casi su 3.

Detto di Travaglia, gli altri tre italiani sono usciti al termine di partite combattute – Roberto Marcora, sconfitto 7-6(5) 7-5, dallo statunitense Chase Buchanan – o combattutissime. Sia Matteo Viola, contro la testa di serie numero 8, Jimmy Wang, che Thomas Fabbiano, contro il veterano russo Kostantin KravchuK, hanno lottato fino alla fine del terzo set. Il primo, Viola, ha finito col perdere 7-5 (6-3 3-6 i primi due set); il secondo, Fabbiano, addirittura per 8-6 (6-4 4-6).

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