WTA Norimberga: finale tutta azzurra, Roberta Vinci sfiderà Karin Knapp

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WTA Norimberga: finale tutta azzurra, Roberta Vinci sfiderà Karin Knapp

Sarà una finale tutta azzurra quella del torneo WTA di Norimberga: Roberta Vinci, che ha approfittato del ritiro di Angelique Kerber per un problema alla schiena, affronterà nella finale di domani Karin Knapp, che ha invece travolto Lara Arruabarrena con il punteggio di 6-0 6-2. Sarà la sesta sfida tra le due (Knapp conduce per 3-2) e la decima finale fra due tenniste italiane

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Al torneo tedesco il cielo si tinge di azzurro: domani in finale si affrontano Roberta Vinci (numero 42 WTA) e Karin Knapp (numero 48). La tennista tarantina era attesa al match più impegnativo di giornata, utile per dare indicazioni attendibili anche sullo stato di forma tecnico e fisico di Roberta in vista dell’imminente inizio del Roland Garros. Il ritiro della Kerber dà tuttavia il via libera alla Vinci che risparmia preziose energie in vista dell’atto conclusivo di domani contro la Knapp. La tennista di Brunico, dal canto suo, impiega solo 67’ per aver ragione della spagnola Arruabarrena (numero 98 WTA): nel primo set Karin strappa tre volte il servizio alla sua avversaria che, talora, riesce anche a guadagnarsi qualche palla break, ma nei momenti decisivi la maggior qualità tecnica dell’azzurra impedisce ogni tentativo di recupero da parte della spagnola. Il perentorio 6-0 con cui si chiude il primo set introduce al secondo che presenta un andamento analogo. La spagnola conquista il suo primo gioco dopo otto consecutivi della sua avversaria ma è incapace di ritrovare gli spunti adeguati a rimettere in equilibrio il match. Dal 2-2 la Knapp, pur costretta ad annullare otto palle break, realizza una striscia di quattro giochi consecutivi e conquista meritatamente la finale del torneo.

Sarà la terza finale in carriera per Karin Knapp dopo quella vinta dello scorso anno a Tashkent contro Bojana Jovanovski e quella persa nel 2008 contro Justine Henin ad Anversa. Per Roberta Vinci, invece, 13esima finale in carriera: 9 i titoli conquistati dalla tarantina, l’ultimo dei quali nel 2013 a Palermo battendo in finale, in un altro derby azzurro, Sara Errani. Nei precedenti confronti diretti fra le due giocatrici, Knapp conduce con 3 vittorie a fronte di 2 sconfitte, ed ha vinto l’ultimo match disputato fra le due poche settimane fa a Marrakech (6-7, 6-2, 6-2). Sesta finale per il tennis azzurro in questo 2015: Sara Errani ha vinto a Rio de Janeiro; finali invece per Fabio Fognini sempre a Rio de Janeiro, per Andreas Seppi a Zagabria, per Luca Vanni a San Paolo e per Camila Giorgi a Katowice. Sarà la decima finale femminile tutta italiana. Ecco qui i precedenti:

1985 Barcellona: S. Cecchini b. R. Reggi 6-3 6-4
1990 Estoril: F. Bonsignori b. L. Garrone 2-6 6-3 6-3
1991 San Marino: K. Piccolini b. S. Farina 6-2 6-3
2003 Casablanca: R. Grande b. An. Serra Zanetti 6-3 7-5
2007 Bogotà: R. Vinci b. T. Garbin 6-7(4) 6-4 0-3 rit.
2009 Palermo: F. Pennetta b. S. Errani 6-1 6-2
2010 Barcellona: F. Schiavone b. R. Vinci 6-1 6-1
2012 Acapulco: S. Errani b. F. Pennetta 5-7 7-6(2) 6-0
2013 Palermo: R. Vinci b. S. Errani 6-3 3-6 6-3

 

Risultati:

[4] R. Vinci b. [2] A. Kerber W/O
[6] K. Knapp b. L. Arruabarrena 6-0 6-2

Pierluigi Maienza

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Race WTA: corsa apertissima per cinque posti. Pegula vicina alla qualificazione aritmetica

Solo Swiatek e Jabeur sono già sicure di volare in Texas. L’americana quasi. Almeno dieci giocatrici in lizza per gli ultimi pass

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Jessica Pegula – US Open 2022 (foto via Twitter @usopen)

Quando il circuito ATP farà tappa a Parigi Bercy per l’ultimo ‘mille’ dell’anno, nonché ultimo torneo prima delle Finals, le otto migliori giocatrici della stagione femminile saranno invece già negli Stati Uniti pronte per concludere al meglio l’anno. Ciò significa che il calendario WTA è veramente agli sgoccioli. Eppure, quando mancano solo due settimane di tornei (a cui va aggiunta quella in corso e un evento 125 in Messico proprio a ridosso delle Finals), la situazione della Race è tutt’altro che definita. Solo Iga Swiatek e Ons Jabeur hanno già il posto assicurato a Fort Worth, in Texas, e quindi per gli altri sei posti è e sarà battaglia aperta. In realtà, gli spazi realisticamente ancora disponibili sono cinque: al terzo posto della classifica annuale c’è infatti Jessica Pegula a cui mancano poco più di 200 punti per non dover preoccuparsi dei risultati altrui.

Finita questa settimana in cui si sta giocando un 500 ad Ostrava e un 250 a Monastir, la quota massima di punti raggiungibili scenderà a 1500. Da lunedì si replicherà lo schema 500 + 250 con i tornei di San Diego e Cluj-Napoca. Seguirà poi il ‘mille’ di Guadalajara, città che l’anno scorso ospitò proprio le Finals. Insomma, siamo sì allo sprint ma una volata a partire dalle retrovie potrebbe ancora risultare efficace.

Chi sicuramente non sarà della partita in Texas è Simona Halep che è attualmente ottava nella Race ma ha annunciato di aver già concluso la sua stagione dopo un’operazione al naso. Le speranze sono ancora vive, invece, per almeno dieci giocatrici. Le cinque, oltre a Pegula, che ad oggi sarebbero qualificate sono Gauff, Garcia, Kasatkina, Sabalenka e Sakkari. Le prime quattro sono riunite nel giro di poco più di 100 punti, mentre Maria è leggermente più staccata. La greca è però in gara ad Ostrava a differenza di Coco, Caroline e Aryna e proverà quindi a sfruttare l’occasione anche per staccare chi ha messo il mirino su di lei in quanto all’ultimo posto disponibile: una necessità visto che sarà una delle poche tra le giocatrici in lizza per la qualificazione a fermarsi la prossima settimana. Anche per Kasatkina il torneo in corso rappresenta una grande opportunità per mettere un’ipoteca sulla qualificazione. Sulla sua strada, però, potrebbe incrociare la numero uno Swiatek.

 

In Repubblica Ceca sono ancora in tabellone anche Bencic, Kontaveit e Kvitova. Quest’ultima è la più lontana (15esima posizione, senza considerare Halep) ma comunque a soli 500 punti da Sakkari. Chiunque dovesse ottenere un buon risultato, insomma, potrebbe scavalcare diverse posizioni o addirittura portarsi momentaneamente tra le prime otto. Dovranno rimandare queste velleità alla prossima settimana, invece, Badosa e Keys, rispettivamente 11esima e 12esima nella Race e a un distacco dalla greca che si aggira attorno ai 300 punti.

Madison è stata eliminata al primo turno dalla campionessa di Wimbledon Rybakina. Proprio lei – attualmente 22esima – rischia, a meno di una striscia di vittorie ai limiti dell’impossibile, di essere tra le escluse più eccellenti di queste Finals e per via di una doppia beffa. Con i 2000 punti che non le sono stati assegnati dopo il trionfo ai Championships, Elena avrebbe infatti già prenotato volo e albergo per la trasferta texana. Inoltre, a differenza di quanto prevede il regolamento ATP, non ci sono privilegi per i campioni Slam stagionali: mentre Djokovic potrà essere a Torino pur non figurando tra i primi otto della Race se rimarrà, come ampiamente pronosticabile, entro la 20esima posizione, la kazaka, invece, non otterrebbe la qualificazione nemmeno se riuscisse a scavalcare un paio di colleghe.

Tra le altre giocatrici che invece sono ancora ampiamente in corsa ci sono Kudermetova – la più vicina a Sakkari (soli 11 punti le dividono) ed impegnata nel 250 di Monastir dove c’è sicuramente meno concorrenza (è infatti numero 2 del seeding) ma anche un bottino di punti in palio meno sostanzioso – Haddad Maiaeliminata al primo turno a Ostrava e 14esima nella Race – e Collins che punterà quasi tutte le fiche che le rimangono sul torneo di casa di San Diego.

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WTA Ostrava: Kvitova deluxe, incanta il pubblico di casa e schianta Badosa. Ai quarti c’è Rybakina

Dopo sette match point non sfruttati, all’ottava occasione Petra Kvitova trionfa su Paula Badosa, ottenendo il suo secondo quarto di finale consecutivo ad Ostrava

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Petra Kvitova – WTA Cincinnati 2022 (foto via Twitter @CincyTennis)

Dopo la vittoria della numero 1 del seeding Iga Swiatek, che ha sfruttato il ritiro Ajla Tomljanovic, l’AGEL Open 2022 perde la seconda testa di serie. Paula Badosa infatti, numero 4 del mondo, si arrende in poco più di due ore di grande tennis ad una scintillante Petra Kvitova, che spinta da un pubblico entusiasmante riesce a spuntarla 7-6 (4) 6-4 e a raggiungere la vittoria numero 480 nel circuito maggiore. Ai quarti di finale per la ceca ci sarà Elena Rybakina: la campionessa di Wimbledon è riuscita ad imporsi in una partita durissima, sconfiggendo 6-7 (5) 6-4 7-5 Aliaksandra Sasnovich. I rimpianti della bielorussa non sono certamente pochi, dato che nel terzo set ha servito per il match sul 5-3 (senza però riuscire ad arrivare a match point).

[WC] P. Kvitova b. [2] P. Badosa 7-6 (4) 6-4

I primi scampoli di partita sono molto equilibrati, con entrambe le giocatrici che tentano di imporre il proprio ritmo da fondo, pur commettendo qualche errore. Kvitova è la prima a concedere chance di break, finendo sotto 15-40 per via di due doppi falli consecutivi. Con altrettanti vincenti la ceca risale ai vantaggi e, cancellando egregiamente altre tre opportunità di allungo alla sua avversaria e mantiene la leadership dopo un game da 16 punti: 2-1. Quelli che Badosa è riuscita a procurarsi nel terzo game saranno gli unici break point di tutto il parziale. È la spagnola a rischiare grosso nel sesto gioco, quando la sua rivale si porta rapidamente sullo 0-30 ma sbaglia un facile schiaffo al volo di dritto, che le impedisce di procurarsi tre palle break consecutive.

 

La testa di serie numero 2 riesce quindi a rimontare e ad operare l’aggancio prima sul 3-3, quindi sul 4-4 (anche in quel caso rimontando da 0-30). La prima frazione continua a distaccarsi per il suo grande equilibrio, prova ne è anche il fatto che, a fine set, i punti conquistati dalle due protagoniste saranno gli stessi: 47. Nel tennis, tuttavia, non tutti i quindici pesano allo stesso modo. Ad ottenere quelli più importanti nel primo parziale è Petra Kvitova, che dopo aver perso il primo punto al tie-break vince i successivi sei, procurandosi con ampio merito 5 set point. Badosa è brava a sventare i primi tre – con due risposte vincenti fulminanti, unici acuti del suo tie-break – ma al quarto tentativo la wild card di casa si prende 7-6 (4) la prima frazione.

In avvio di secondo set la numero 20 WTA è decisamente pimpante, conquistando un terzo gioco pesantissimo. La 32enne di Bilovec, infatti, recupera la sua avversaria da 40-15, infila quattro punti consecutivi e, alla prima occasione in assoluto, trova il primo break dell’incontro. Al momento di allungare, tuttavia, sembra riproporsi quanto accaduto nel terzo gioco del primo set. Kvitova concede quattro palle break, ma con tutta la pressione sulle spalle gioca divinamente e le salva una dopo l’altra. Alla quinta chance del game – addirittura la decima in totale – Badosa riesce finalemente a strappare la battuta alla sua avversaria, impattanto sul 2-2.

La numero 4 del mondo fa di tutto per rimanere in vantaggio, ma quando la due volte regina di Wimbledon spinge sono dolori. Nel settimo game, in stato di grazia, la ceca riesce a rimettere la testa avanti, ottenendo un nuovo break e confermandolo poco dopo sul 5-3, al termine di un game impressionante di soli vincenti. Per chiudere, però, l’ex numero 2 del mondo ha bisogno di ben otto match point. Ne ha ben sei in risposta, ma la 24enne nata a Manhattan non demorde, risale da 0-40 e riesce a neutralizzarli tutti senza mai tirare indietro il braccio. Kvitova ha allora bisogno del servizio (e di due drittoni devastanti) per chiudere definitivamente, manca un altro match point ma all’ottava occasione, grazie all’ennesima prima vincente, riesce finalmente a mettere il punto esclamativo. Finisce 7-6 (4) 6-4 in favore della ceca, che festeggia così la vittoria numero 480 in carriera, che le consegna il 95esimo quarto di finale a livello WTA (il secondo consecutivo ad Ostrava). Qui troverà la vincente del match tra Aliaksandra Sasnovich e la campionessa di Wimbledon Elena Rybakina.

E. Rybakina b. A. Sasnovich 6-7 (5) 6-4 7-5

Il precario equilibrio del match si spezza subito in avvio, con Rybakina che impone il suo ritmo e trova per prima il break, salendo 3-1. Al momento di allungare, però, la campionessa dell’ultimo Wimbledon si rilassa e concede tre opportunità consecutive alla sua avversaria per rientrare subito nel match. Sasnovich non le sfrutta, si fa rimontare da 0-40 ma riesce comunque a costruirsi una quarta chance, questa volta concretizzata. La bielorussa entra pian piano in partita, anche se in risposta non riesce ad incidere più di tanto, vincendo appena quattro punti nei cinque game in cui ha servito la sua rivale (break escluso). La numero 31 del mondo ha qualche difficoltà in più a tenere il servizio, ma l’incontro si fa via via più stabile ed è solo il tie-break a poter decidere l’esito del primo set, rispecchiandone fedelmente l’andamento. Rybakina vola subito sul 3-0 e due servizi, ma da quel momento spegne la luce e perde sette degli ultimi nove punti. Sasnovich approfitta del mezzo disastro e si porta avanti 7-6 (5).

Nella seconda frazione, però, è la kazaka a partire decisamente meglio. Prima non sfrutta due break point di fila in avvio, ma nel terzo gioco non può che ringraziare la sua avversaria, che commette due doppi falli consecutivi dal 30-30 e la spedisce sul 3-1. Lo strappo sarà decisivo nell’economia di un altro set molto tirato, in cui Sasnovich annulla anche una possibilità di doppio break nel quinto game, tentando di rimanere aggrappata al parziale. Sotto 3-4 ha una palla break importantissima, ma non riesce a concretizzarla. Rybakina si salva e pareggia i conti: 6-4.

Il set decisivo scivola via rapido, con entrambe le giocatrici abili a concedere le briciole nei propri turni di servizio. La prima palla break arriva solo nel settimo gioco, ma la bielorussa la cancella con autorità e sale 4-3. Nel gioco successivo è Sasnovic a procurarsi un break point, finalizzato con una difesa estenuante che lascia sulle ginocchia la campionessa di Wimbledon. Da quando va a servire per il match sul 5-3, però, la luce della bielorussa si spegne improvvisamente. Senza fare nulla di eccezionale – semplicemente provando a rimanere attaccata alla partita – Rybakina vince gli ultimi quattro game del match, trionfando 6-7 (5) 6-4 7-5 dopo oltre due ore e mezza di gioco. Ai quarti di finale, meta raggiunta per il secondo anno consecutivo ad Ostrava, troverà Petra Kvitova.

Il tabellone completo del WTA500 di Ostrava

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WTA Ostrava: Swiatek soffre ma Tomljanovic poi si ritira. Avanti Muchova e Krejcikova

La numero uno del mondo combatte per un set e mezzo ma Tomljanovic si deve ritirare per un infortunio al ginocchio

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Iga Swiatek - US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Grande giornata per la Repubblica Ceca nel torneo WTA 500 di Ostrava, a dimostrazione ulteriore del momento fantastico del tennis ceco al femminile, forse il migliore al mondo per profondità e qualità. A dare il via alle partite è l’ex campionessa del Roland Garros Barbora Krejcikova, che davanti al pubblico di casa lascia solo quattro game all’americana Shelby Rogers, numero trentacinque del mondo e buona giocatrice sul cemento. La tennista ceca ha vissuto una stagione complicata per via degli infortuni, ma con questa vittoria conferma il momento di ritrovata forma iniziato la scorsa settimana a Tallinn, dove Krejcikova ha vinto il torneo battendo in finale la padrona di casa Kontaveit. C’è gioia anche per Karolina Muchova, anche lei fermata nella sua ascesa dagli infortuni. La numero 73 del mondo ha tirato fuori una grandissima partita contro una delle tenniste più in forma del momento, Bia Haddad Maia, che con questa sconfitta vede complicarsi le WTA Finals.

Il match copertina di Ostrava se lo prende invece Iga Swiatek, che supera l’ostacolo Alja Tomljanovic per il ritiro della sua avversaria, sul punteggio di 7-5 2-2. Una sfida estremamente equilibrata che ha visto sette palle break da entrambe le parti nel primo set. La tennista polacca ha mostrato tutti i miglioramenti sul cemento che l’hanno portata alla vittoria dello US Open, ma l’australiana ha posto una grandissima opposizione, sfruttando una prima di servizio in particolare spolvero e una Swiatek più fallosa del solito da fondocampo. Tomljanovic è stata brava a recuperare sotto 4-1, mancando anche l’appuntamento con le due palle break sul 4-4 che l’avrebbero portata a servire per il set.

A cavallo tra di due set Swiatek ha dimostrato perché è numero uno del mondo, prima breakkando Tomljanovic nel dodciesimo game che le è valso il primo set e poi recuperando il break subito in avvio, arrivato con un nastro beffardo, con un passante di rovescio di altissimo livello. Piove sul bagnato per la tennista australiana, che nel secondo game si fa male al ginocchio e, nonostante riesca a tenere il servizio nel game successivo, è costretta al ritiro per evitare di aggravare l’infortunio. Ora per Swiatek ci sarà nei quarti una tra l’americana Cathy McNally e Karolina Muchova.

QUI IL TABELLONE DEL WTA 500 DI OSTRAVA

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