WTA Berlino: Sabalenka ancora in confusione, perde di nuovo 6-0 al terzo. In finale va Pegula

Come contro Shnaider, la bielorussa crolla nel parziale decisivo. Molto meglio l'americana, sfiderà Eala o Noskova. Aryna arriverà a Wimbledon senza certezze

Di Pietro Sanò
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[3] J. Pegula b. [1] A. Sabalenka 6-4 6-7(4) 6-0

La mega rimonta inflitta a Bartunkova ai quarti di finale, sembrava potesse definitivamente scuotere Aryna Sabalenka in quest’avventura nel Vanda Pharmaceuticals Berlin Tennis Open. Invece, la numero uno del mondo, ha confermato di non essere particolarmente a suo agio sul manto green, dove non ha mai conquistato un trofeo nel corso della propria carriera. Due finali disputate, due perse. Questa volta, nella capitale tedesca, ha salutato il torneo in semifinale, arrendendosi in tre parziali ad una coraggiosa e arrembante Jessica Pegula, che invece di titoli sull’erba ne vanta due.

La numero tre del seeding, dilagando nel terzo set, conquista dunque l’accesso alla sua terza finale sul prato verde, la 23^ a livello tour. Sfiderà una tra Noskova e Eala per laurearsi – nuovamente – campionessa a Berlino.

Primo set: poco feeling per Sabalenka. Pegula dilaga

Aryna Sabalenka varca l’ingresso dello Steffi Graf Stadion con le idee ben chiare. Picchiare la palla in modo più piatto possibile, cercando profondità, senza troppo angolo. Le velocità imposte dalla bielorussa mettono in difficoltà Pegula, che si ritrova una piccola sfera gialla praticamente tra i piedi, senza possibilità di replicare. La numero uno del mondo affronta una duplice palla break in suo favore, ma la statunitense si aggrappa al servizio e alla rapidissima erba teutonica, che viene in suo soccorso. Dopo pochi istanti, la tattica estrema adottata da Sabalenka incomincia a creare qualche problema alla bielorussa.

Troppa foga nell’impatto con la pallina, e Aryna stecca un paio di colpi che le costano il break. Pegula acquisisce sicurezza, e col dritto rischia di creare dei solchi sul manto green di Berlino. Aryna è in grande difficoltà in uscita dal servizio, impatta in ritardo e spalanca praterie, delle quali la statunitense usufruisce senza indugio. Performance eccellente della numero tre del seeding, che si assicura il primo set per sei giochi a quattro.

Secondo set: Aryna sfrutta l’interruzione

Cambiano le carte in tavola. Il pallido e anonimo tennis di Sabalenka riacquisisce vigore e brillantezza. I colpi da fondo – imprecisi nel primo parziale – finalmente incidono, tornando a far dubitare Pegula, indisturbata dal secondo game del match. Il suono dei colpi di Aryna cambia notevolmente, e la statunitense incomincia a pagar dazio. Si rivedono anche le palle break in favore della numero uno del mondo, cha approfitta di un sanguinoso doppio fallo commesso dall’avversaria per acquistare ossigeno. Sabalenka scappa sul 4-1, ma Pegula sa di star affrontando una versione traballante della numero 1, così, la statunitense resta in scia, non mollando la presa. Nel settimo game, infatti, la bielorussa concede qualcosa, tra una volée imprecisa e un colpo a rete, regalando a Jessica uno 0-30 intrigante.

In un momento così delicato, la tigre di Minsk tira fuori gli artigli, riparando il danno fatto con autorità. Aryna si accinge a sigillare il secondo set, ma durante il turno di battuta decisivo, Pegula si trasforma, scheggiando le righe dello Steffi Graf Stadion. Aryna si complica le cose, fallendo miseramente uno smash, e con un rovescio lungolinea la statunitense riacciuffa la parità. Le due protagoniste giungono al tiebreak, e qui è Pegula a dettare il passo, fino a quando uno scroscio di pioggia non interrompe l’incontro, con l’americana avanti 3-1. Alla ripresa, dopo circa due ore, Sabalenka fa però la voce grossa, vince sei punti su sette giocati, di potenza pura, e prova a riprendersi l’inerzia del match. Ma è un fuoco fatuo.

Terzo set: troppi dubbi per Sabalenka

Sul tennis, nel terzo set, c’è poco da dire. Sabalenka di fatto non scende in campo, Pegula è padrona assoluta dall’inizio alla fine. Non accusa il colpo della mini rimonta subita, anzi gioca ancora meglio, e rapidamente vince il set 6-0. Per la seconda sconfitta consecutiva, dopo quella contro Shnaider al Roland Garros, la bielorussa subisce un brutto bagel al parziale decisivo. Arriverà a Wimbledon piena di dubbi e con poche certezze, senza neanche la consolazione dei numeri: 1-4 sull’erba contro top 10. L’ultima vittoria risale addirittura al 2018, contro Karolina Pliskova a Eastbourne.

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