Wimbledon: Djokovic fa tris e spegne il sogno (l'ultimo?) di Federer

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Wimbledon: Djokovic fa tris e spegne il sogno (l’ultimo?) di Federer

Novak Djokovic eguaglia il suo coach Boris Becker vincendo il suo terzo Wimbledon (2011, 2014, 2015) contro Roger Federer per 7-6 6-7 6-4 6-3. Per lui è la 200esima vittoria nei tornei dello Slam. Per Federer è la terza finale persa ai Championships, il sogno degli otto titoli sfuma ancora

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Il resoconto della finale di Wimbledon 2014 vinta da Djokovic
I numeri di questa finale di Wimbledon

[1] N. Djokovic b. [2] R. Federer 7-6(1) 6(10)-7 6-4 6-3

 

Stamattina allo Speaker’s Corner di Hyde Park il reverendo Spencer Gore ha a lungo inveito contro la polizia, il governo, la troika e “tutti i fondatori di false religioni che allontanano gli esseri umani dalla via della verità e dalla comunione con la bellezza”. Dopo un quarto d’ora, intervallato da qualche cicchetto, ha concluso, “e adesso preghiamo tutti per Roger Federer”. Immaginate un po’ con quale stato d’animo ci si è avviati verso la vicina fermata di Marble Arch per dirigerci verso l’All England Lawn Tennis and Croquet Club dove un paio d’ore dopo il destinatario di tante attenzioni avrebbe affrontato un comune e semplice numero 1 del mondo, Novak Djokovic.

Diciamo subito che non è stata una gran partita. Federer aveva iniziato come con Murray tenendo il servizio a 0 e rispetto all’anno scorso sembrava leggere meglio la risposta di Djokovic. Ma quando si portava avanti di un break (a 0, dopo un game disastroso del serbo) serviva molto male, permettendo al numero 1 del mondo di tornare in partita. Federer sembrava ugualmente in grado di tenere meglio il proprio servizio mentre Djokovic faticava. Nessuna sorpresa quando sul 6-5 lo svizzero riusciva a procurarsi due set point annullati da due grandissime prime del serbo. Qui succedeva qualcosa perché Djoko infilava un clamoroso parziale di 14 punti a 1 e persino di 14 punti di fila tenuti col servizio. Federer cedeva il tiebreak con un doppio fallo e sembrava che il serbo potesse entrare in controllo del match. Adesso Federer non teneva più i turni di servizio con la stessa facilità – settimo game escluso – del primo set e Djoko rischiava qualcosina di meno. I due tornavano al tiebreak e nonostante stavolta Federer partisse benissimo con una gran riposta sull’ultimo quadratino del campo Roger smarriva del tutto la prima di servizio permettendo a Djokovic di girare sul 4-2. Si arrivava al 6-3 con Federer che annullava i primi due set point giocati sul proprio servizio e sul terzo faceva una specie di miracolo in difesa, riuscendo ad agganciare il serbo. Ma era ancora Djokovic a procurarsi una grande occasione con una splendida risposta sul 9-9 ma quando andava a servire Federer riusciva a tirarsi fuori dalla buca per poi chiudere lui, clamorosamente e in mezzo al delirio dei vip in tribuna il secondo set.

Il terzo set iniziava con delle novità e cioè con delle palle break nei primi 3 turni di servizio. I problemi erano i soliti: Djokovic riusciva a trovare la prima quando doveva fronteggiarla e Federer no. Ma ci voleva un clamoroso errore di Federer sulla terza palla break per Djokovic per mandare il serbo in vantaggio di un break. I dieci minuti di interruzione per una lieve pioggia dopo il quinto game cambiavano di poco le cose: al rientro i servizi tornavano a funzionare e Djokovic chiudeva – a zero – sul 6-4.

Terzo set senza sussulti fino al quinto game, quando Federer improvvisamente mollava. Ancora prima smarrita, un passante non certo complicato in rete e infine due grandi risposte di Djokovic confezionavano il break decisivo. Federer non riusciva più ad impensierire il serbo sul proprio servizio e finalmente qualche sparuto “Ajde Nole” prendeva consistenza. La partita non cambiava più direzione; Djokovic recuperava l’ottavo game da 0-30, ancora aiutato dallo svizzero un po’ in bambola, e vinceva così il suo terzo Wimbledon, raggiungendo il suo allenatore Boris Becker.

Si spegne qui una finale forse non all’altezza delle aspettative. Bravo Djokovic a tenere un livello medio abbastanza alto e a trovare sempre una gran concentrazione nei momenti determinanti della partita, tiebreak del secondo set escluso. La sensazione rimane che la partita l’abbia persa Federer. Allo Speaker’s Corner non hanno pregato abbastanza, chissà se avranno un’altra occasione.

 

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Marion Bartoli sta con Kyrgios: “C’è bisogno di gente come lui nel tennis. Tsitsipas si doveva aspettare certe cose”

In esclusiva a Ubitennis.net, la campionessa di Wimbledon 2013 si è schierata dalla parte dell’australiano: “Porta qualcosa di diverso nel nostro mondo”

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Marion Bartoli - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Per Marion Bartoli non ci sono dubbi: “Nikc Kyrgios fa bene al tennis”. Sono passati ormai quattro giorni dal match forse più entusiasmante – almeno fin qui – di questo Wimbledon, quello tra Kyrgios e Tsitsipas. Negli ultimi giorni di torneo potrebbero esserci incontri in grado di superare in bellezza e intensità la partita di sabato scorso, ma è piuttosto probabile che quest’ultima rimanga la più discussa di questa edizione dei Championships. Se ne parla e se ne parlerà ancora, a proposito dell’esigenza di nuove regole, della poca intraprendenza degli arbitri nel richiamare i giocatori e infine della domanda da un milione di dollari: Kyrgios è un bene o un male per il tennis?

Per il torneo che sta disputando, è onestamente difficile sostenere che si starebbe meglio senza l’australiano. È anche vero che la sua carriera è spesso stata più all’insegna della sregolatezza che del genio e che altrettanto di frequente Nick ha valicato i limiti della buona educazione e del buon senso, ma almeno secondo la Campionessa di Wimbledon 2013, intervistata in esclusiva da Adam Addicott per Ubitennis.net, giocatori come Kyrgios portano una ventata di novità, “un qualcosa che fa crescere l’entusiasmo per il gioco.

“Non credo sia un bene avere tutti che si comportano alla stessa maniera. C’è bisogno di elementi dirompenti con un carattere diverso”, dice Marion che ha comunque sottolineato che sarebbe preferibile non superare il limite che per lei consiste nel non “andare sistematicamente al faccia a faccia con l’arbitro”. Bartoli ha anche parlato di come ha reagito Tsitsipas ai comportamenti dell’australiano nel corso del match e, a parole, in conferenza stampa: “Ha riferito quello che ha provato ed è giusto così, va rispettato. Tuttavia, in fondo tutti sappiamo cosa può fare Kyrgios in campo, non è stato sorprendente. Mentre è sembrato che Stefanos fosse sorpreso e non me lo sarei aspettato”. Insomma, il greco doveva essere pronto e invece si è fatto distrarre e trascinare nei mental games dell’avversario.

 

La francese ha anche evidenziato la capacità di Nick di riuscire a controllarsi e di rimanere concentrato nell’arco di un intero match: è quanto successo con Nakashima. “È girato tutto attorno al tennis: non è stato estremo come al solito. Si vede che tiene molto a questo torneo.

Marion, infine, è stata anche interpellata a proposito del tabellone femminile. Per lei le favorite sono Jabeur, che ieri ha rimontato senza troppi problemi un set di svantaggio con Bouzkova, e Halep che ha dimostrato di essere in gran forma anche oggi contro Anisimova, battuta in due set: “Ma in questo torneo ci sono state tante sorprese, mai dire mai.

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Wimbledon, Day 10 LIVE: Nadal è malconcio, ma sale un set pari contro Fritz! Kyrgios avanti di due set su Garin

La diretta scritta dei Championships di mercoledì 6 luglio: in programma gli ultimi quarti di finale in singolare. Prima in campo i match femminili, a seguire Nadal e Kyrgios

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18.05 – Nadal sale 3-2 ma è sotto di un break. Appena può, tira il dritto a tutto braccio, e spesso fa il punto. Ma la strada resta tutta in salita.

17.56 – Con un doppio fallo, Nadal cede il servizio: Fritz avanti 2-1 nel terzo set.

17.52 – Siamo 1-1 nel secondo set

 

17.50 – SET KYRGIOS – Kyrgios sale due set a zero contro Garin facendo suo il secondo parziale: 6-3

17.45 – SET NADAL – E Rafa vince il secondo set! Lo aiutano un paio di errori di Fritz, ma lo spagnolo ora sembra stare un po’ meglio. Gioca e fa il break, dando uno sguardo verso il suo angolo.

17.39 – Nadal 6-5: tiene il servizio con un buon game, e qualche punto è di ottima fattura.

17.36 – Fritz sale 5-5 ma Nadal sembra aver tutta l’intenzione di proseguire. Nonostante gli evidenti problemi.

17.31 – Il dritto di Nadal continua a funzionare: Rafa tiene il servizio, sale 5-4. Per ora si prosegue.

17.30 – Le telecamere inquadrano ripetutamente papà Nadal, che continua a dire al figlio di ritirarsi. Rafa per ora non ne vuole sapere e va a servire sul 4-4

17.27 – Nadal tira a tutto braccio appena può, palesemente non può giocare, ma sembra voler fare di tutto per continuare.

17.26 – Nadal per il momento non si ritira, torna in campo e prova a giocare

17.21 – Confermato che il problema è agli addominali. Nadal ora abbandona il campo per un massaggio negli spogliatoi ma la situazione assolutamente non promette bene

17.19 – Nadal tiene un servizio salvando una palla break e tirando sempre da fermo: 4-3 a suo favore. Ora probabilmente arriva il fisioterapista.

17.16 – Problemi fisici evidenti per Nadal, probabilmente agli addominali

17.14 – Fritz sale 3-3. Nadal sembra nervoso, tende a buttare via dei punti.

17.13 – SET KYRGIOS – Nick Kyrgios parte male cedendo il servizio, ma cammin facendo rimonta e si aggiudica il primo set contro Garin. 6-4

17.08 – Controbreak di Fritz. Nadal non sembra al meglio e si intuisce che c’è qualcosa che non va dal linguaggio del corpo.

16.55 – Ora Nadal fa il break, complice un Fritz sicuramente non perfetto, e sale 2-0 e servizio nel secondo set.

16.52 – Per ora nulla da segnalare riguardo Nadal, che ha tenuto il servizio nel game di apertura del secondo set.

16.46 – SET FRITZ – Qualcosa non va per Nadal, che lascia andare due servizi di Fritz: l’americano fa suo il primo set, 6-3. Era sotto 3-1.

16.44 – La partita è cambiata, passaggio a vuoto di Nadal e ora Fritz fa il break: 5-3 e servizio, può chiudere il primo set

16.34 – Controbreak di Fritz! 3-3.

16.26 – Inizia intanto, sul Court 1, il match tra Kyrgios e Garin sul Court 1.

16.24 – Nadal va veloce in questo inizio di partita, è avanti 3-1.

16.11 – Subito break Nadal al primo gioco. 1-0 e servizio per lo spagnolo.

16.08 – Ci siamo, inizia il quarto di finale tra Rafael Nadal e Taylor Fritz sul Centre Court

16:00 – MATCH RYBAKINA – Con il 15esimo ace, Elina Rybakina batte 4-6 6-2 6-3 l’australiana Alja Tomljanovic. La 23enne kazaka diventa la prima del suo paese a raggiungere una semiginale Slam, dove affronterà Halep

15:50 – Rybakina serve per il match ma non chiude. Tomljanovic accorcia le distanze ma resta comunque indietro 2-5

15:41 – MATCH HALEP – La 2 volte campionessa Slam, Simona Halep aggiunge un po’ di pepe in un match fin qui monocorde, e concede tre palle break consecutive al momento di servire (di nuovo) per il match. La statunitense Anisimova non ne approfitta e dunque la romena, per 6-2 6-4, torna in semifinale a Wimbledon dopo tre anni

15:33 – Si inceppa nel momento di servire per il match Halep. Anisimova dimezza lo svantaggio e brekka per la prima volta oggi la sua avversaria; comunque ancora 5-3 per Simona

15:26 – Tomljanovic sempre più in difficoltà, viene messa sotto pressione sul lato del dritto e concede un break anche in apertura di terzo set. Rybakina avanti 2-0 e servizio

15:23 – Totale controllo di Simona Halep che si prende il doppio vantaggio anche nel secondo set: è 4-1 per lei e servizio

15:19 – SET RYBAKINA – Il secondo set se lo aggiudica la kazaka Rybakina per 6-2, mettendo a segno tre break, contro una Tomljanovic in evidente difficoltà rispetto alla parte iniziale del match

15:15 – Rybakina ci riprova: la kazaka va di nuovo avanti di un break e sale 5-2 su Tomljanovic; intanto passa in vantaggio Halep subito anche nel secondo. La romena è avanti 2-1 e servizio su Anisimova

15:07 – SET HALEP – Il dominio di Halep in questo quarto di finale contro Anisimova viene certificato dal risultato del primo set: 6-2 in favore della n.18 del mondo

15:06 – Rybakina continua a peccare di continuità e, a sorpresa, viene contro-brekkata. 2-2

14:57 – Con un po’ di complicità da parte di Tomljanovic, Rybakina parte bene nel secondo set ottenendo un break e salendo 2-0

14:54 – L’esperta Halep prosegue agevolmente il suo match raddoppiando il vantaggio, salendo 4-1 sulla 20enne Anisimova

14:48 – SET TOMLJANOVIC – Alja Tomljanovic si aggiudica il primo set nel quarto di finale contro Elena Rybakina. Nell’ultimo game grande contributo della prima di servizio, che le ha permesso di risalire da 15-30

14:44 – La n.44 Alja Tomljanovic al servizio per portare a casa il primo set, avanti 5-4; break nel terzo game per Halep ai danni di Anisimova

14:42 – Nonostante le prestazioni alla battuta inizino a calare, Tomljanovic resta avanti 5-3 di fronte ad una Rybakina che non riesce ad essere incisiva in risposta (quasi ingiocabile invece alla battuta la kazaka)

14:35 – Sul campo centrale sta per iniziare la sfida tra Simona Halep e Amanda Anisimova. La romena, campionessa qui nel 2019 si presenta come testa di serie n.16, invece l’americana è n.20

14:36 – Ora si procede spediti con le tenniste alla battua, sempre l’australiana avanti 4-2 sulla kazaka

14:28 – Mantiene il servizio Tomljanovic, 3-1

14:23 – Facendo leva sulla sua maggior resistenza da fondo, Tomljanovic arriva a guadagnarsi le prime palle break. Dopo un game lottato finito ai vantaggi, alla terza chance l’australiana passa avanti 2-1 e servizio. Rybakina in controllo quando mette la prima palla ma in difficoltà sulla seconda

14:13 – Agevolmente e con l’aiuto del servizio, le due tenniste mantengono i loro rispettivi turni di battuta, 1-1

14:05 – La 29enne Tomljanovic è al secondo quarto consecutivo a Wimbledon, dopo che lo scorso anno venne sconfitta dalla sua connazionale Ashleigh Barty. La 23enne Rybakina invece, cinque anni fa vinse il trofeo Bonfiglio e ora, da n.23 del mondo, parte favorita al primo quarto di finale Slam, contro la n.44

14:00 – Si apprestano a scendere sul campo 1, l’autraliana Ajla Tomljanovic e la kazaka Elena Rybakina per il primo quarto di finale di giornata

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Wimbledon: Halep travolge Anisimova, resta imbattuta ai Championships dal 2019

Prestazione pressoché perfetta della ex n. 1 del mondo che raggiunge la semifinale senza aver mai perso un set. Ora se la vedrà con Rybakina

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Simona Halep - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

[16] S. Halep b [20] A. Anisimova 6-2 6-4

Una granitica Simona Halep non lascia scampo alla 20enne americana Amanda Anisimova, n. 21 del mondo, e va alle semifinali di Wimbledon 2022 dominandola 6-2 6-4 in poco più di un’ora. Dopo il primo parziale perso in un baleno, nel secondo Anisimova recupera da 1-5 a 4-5 ma la rumena è estremamente solida nel momento cruciale, mentre l’americana commette sul più bello gratuiti sanguinosi. L’ex n. 1 del mondo finora è imbattuta ai Championships dall’edizione 2019, anno in cui ha sollevato il trofeo (il torneo è stato annullato nel 2020 causa Covid e l’anno successivo Simona era assente per infortunio). Un rullo compressore la romena, che conferma una grande forma atletica e solidità mentale, raggiungendo la sua nona semifinale in un major senza aver mai concesso un set.

IL MATCH – La campionessa del 2019 ed ex n. 1 del mondo (ora 18 WTA) si scontra con una delle stelline della nuova generazione del tennis mondiale, anche se Amanda Anisimova calca i palcoscenici del tour già dall’età di 15 anni. A 20 anni, l’americana (oggi 21 WTA) ha già disputato una semifinale slam nel 2019 al Roland Garros; quest’anno, all’All England Club, ha estromesso la finalista dell’anno scorso Karolina Pliskova e, a parte nel match contro la Boulter, vinto in tre set, ha sempre superato il turno in due parziali. Presenti nel Royal Box, ad assistere al quarto di finale di Simona e Amanda,  nientemeno che Stefan Edberg, Rod Laver, Stan Smith e David Beckham.

 

Parte di gran carriera Anisimova che si aggiudica il primo game a zero,  scaricando bei fendenti profondi: anche Halep gestisce bene il proprio turno di servizio, nonostante un doppio fallo. Punto dopo punto, la romena però si rivela più concreta e ordinata, senza tralasciare l’aggressività. Induce così a diversi errori Amanda che perde il proprio game al servizio.

Halep è solida da fondo, manovra gli scambi da maestra, anche se l’avversaria non esita a spingere, cercando di sfondare con il dritto. I colpi della tennista della Florida sono tesi, fulminei e sempre alla ricerca del punto, tipici del tennis contemporaneo delle Academy americane e, infatti, nei quattro match precedenti, ha superato il centinaio di vincenti, mettendone a segno ben 108 (ma incappando anche in 109 gratuiti, tipico effetto collaterale del tennis sempre in spinta).

La rumena argina molto bene le martellate da fondo e si allontana sul 4-1. Perfettamente in controllo, la ex n. 1 del mondo spreca pochissimo, commettendo solo un gratuito. Ora però sbaglia malamente un colpo al volo semplicissimo, concedendo una palla break all’avversaria la quale, tuttavia, la spreca a sua volta.

Nel gioco monocorde dei lunghi scambi dalla linea di fondo ha ancora la meglio Simona, abile nel gestire il palleggio profondo; Amanda persiste con i colpi piatti provocando alcuni errori in più da parte della Halep. Ma non basta, in 30 minuti esatti, la rumena chiude il primo parziale per 6-2.

Nel game di apertura del secondo set, Anisimova parte decisa, come in avvio di match. Continua però a sparacchiare consentendo così alla Halep di vincere a zero anche il proprio turno di servizio. Ora Amanda prova ancora con la smorzata (una era stata perfetta nel primo set), ma questa volta è troppo alta e offre un calcio di rigore all’avversaria che corre rapida sul 2-1. Niente da fare. Halep è granitica nel testa a testa, si muove alla perfezione e l’americana non ha il piano B per scardinare la regolarità della rumena, che prende il largo sul 5-1. Ma attenzione, perché Amanda gioca il tutto per tutto, spinge all’impazzata sorprendendo l’avversaria che comincia a controllare di meno i suoi fendenti. L’americana accorcia le distanze sul 3-5 e poi fino al 5-4. Negli ultimi 16 punti ne conquista 13, lasciandone solo 3 alla Halep. Ma è un fuoco di paglia perché Anisimova le “regala” ancora due palle facili e, aiutata nuovamente dal servizio (leggermente in calo nel corso del set), Halep chiude l’incontro per 6-2 6-4. Tanti, troppi gratuiti per la statunitense che ne commette ben 28, a fronte dei 6 di Simona.

Una notevole prova di solidità fisica e mentale da parte della rumena che rimane imbattuta a Wimbledon dal 2019, anno in cui ha conquistato il trofeo. Nella sua nona semifinale slam, affronterà la 23enne kazaka Elena Rybakina che ha estromesso in tre set Ajla Tomljanovic. Simona è avanti 2-1 nei precedenti ma le due si sono incontrate solo sul duro.

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