WTA Tokyo: Radwanska fa 15, concessi solo quattro giochi a Bencic!

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WTA Tokyo: Radwanska fa 15, concessi solo quattro giochi a Bencic!

La 32esima finale del WTA Premier “Toran Pan Pacific Open” di Tokyo è senza storia: Agnieszka Radwanska, No.7 del seeding, supera nettamente la giovane Belinda Bencic, testa di serie No.8, concedendole solo quattro giochi. 15° titolo per la polacca in carriera, il secondo nella capitale giapponese

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[7] A. Radwanska b. [8] B. Bencic 6-2 6-2

Nella domenica mattina giapponese (5 italiane) è andata in scena la finale del WTA Premier di Tokyo 2015 che, alla vigilia, visto il percorso praticamente perfetto di entrambe le finaliste, si pensava potesse essere estremamente equilibrata: niente di meno vero. Agnieszka Radwanska, 26enne testa di serie No.7, grazie ad una performance tattica, tecnica e atletica di livello eccelso, concede solo quattro giochi a Belinda Bencic, data leggermente favorita dai bookmakers nel pre-partita, conquistando così il 15° alloro WTA in carriera, 13 mesi e mezzo dopo l’ultimo (senza perdere un set, per un totale di soli 27 giochi concessi alle proprie avversarie), il secondo nella capitale giapponese dopo quello del 2011 (con finale persa nell’anno seguente), quando il torneo era ancora un Premier 5, vendicando la sconfitta patita in finale ad Eastbourne nel luglio scorso, in quello che era l’unico precedente fra le due giocatrici.
Grazie a questo successo Radwanska, da lunedì prossimo, tornerà in top ten, alla posizione No.7 nel ranking annuale, mentre sarà No.9 della Race. La svizzera, invece, alla quinta finale in carriera (quattro negli ultimi 4 mesi, la terza perduta) diventerà No.1 del proprio paese, superando Timea Bacsinszky e raggiungendo la 14esima piazza (No.12 nella Race), rendendo così la corsa alle WTA Finals sempre più intricata ed incerta, con ben 7 giocatrici fra la sesta (occupata da Pennetta) e la 12esima posizione racchiuse in soli 199 punti.

L’incontro, iniziato con Radwanska alla battuta, presenta da subito, nitide, le difficoltà che incontrerà Bencic: la polacca, infatti, è bravissima, grazie alla sua grande sagacia tattica, nel creare confusione nel gioco di Belinda con le soliti, sapienti variazioni di tagli e velocità dei colpi, abbinandole con ottime accelerazioni di rovescio in lungolinea e la consueta straordinaria fase difensiva, costringendo la svizzera molto spesso al “colpo in più”: a dimostrazione di ciò, nel secondo gioco l’elvetica è già costretta a salvare due palle break, facendosi rimontare da 40-15, ma annullandole con grande classe, grazie ad un ace e uno splendido dritto in corsa lungolinea; Bencic fa fatica, non riesce a trovare il ritmo e le sensazioni giuste in campo, commettendo errori non forzati inconsueti per i motivi sopracitati, cercando di impostare gli scambi sulla bisettrice destra ma, alla fine, sempre costretta a cambiare diagonale, a causa dei precisi cambi con il dritto lungolinea della sua avversaria, finendo per impattare sul colpo di maggior pericolosità della nativa di Cracovia: dopo tre giochi piuttosto interlocutori, infatti, arriva il primo break dell’incontro, con l’elvetica che perde il servizio a 15, a causa di tre errori di rovescio piuttosto gravi, soffocata dalla ragnatela tessuta da Aga. Il primo set di Radwanska è perfetto, anche al servizio: se ieri con Cibulkova aveva sofferto sulla seconda, ricavando un misero 1 su 12, quest’oggi anche in questo settore viaggia al meglio (complice anche la confusione di Belinda, oltre che di una probabile giornata storta), con un ottimo 5 su 9 (56%), seppur la percentuale di prime, 57%, non sia straordinaria, perdendo solo 5 punti in totale nel parziale. Frazione che chiuderà in maniera sontuosa, dopo aver mantenuto a zero la battuta sul 4-2, strappando ancora una volta il break alla propria avversaria, chiudendo al secondo set point con un precisissimo rovescio lungolinea.

 

Nel secondo parziale la musica non cambia: continuano le enormi difficoltà di Bencic, che non riesce ad essere incisiva e fare male come nei giorni precedenti, letteralmente ingabbiata da Aga: dopo aver mantenuto, ancora una volta agevolmente, il proprio turno di battuta, grazie ad un meraviglioso drop incrociato di dritto, Radwanska breakka ancora, questa volta a 30, per la terza volta consecutiva la 18enne di Flawil, con l’ennesimo errore nel cambio in lungolinea con il rovescio. Le cose si mettono malissimo per Belinda, la quale prova a rientrare nel gioco successivo, complice anche un leggero calo al servizio della polacca, procurandosi la prima palla break dell’incontro, annullata però da un’eccellente prima esterna con dritto al volo a campo aperto conseguente.

La mazzata psicologica è pesante da digerire da Bencic, la quale, nel quarto gioco del secondo parziale, si ritrova immediatamente sotto 15-40, ad un passo dal baratro: riesce a salvarsi con la consueta classe, allungando il game ai vantaggi, ma alla fine è costretta a capitolare con l’ennesimo non forzato di rovescio in rete, consegnandosi nelle mani della propria avversaria. La quale, però, subisce un piccolo calo di tensione e, grazie anche uno sprazzo di orgoglio della svizzera, perde per la prima volta nel match la battuta, grazie ad un grande passante di rovescio in cross. Prova a rientrare Belinda, lasciando completamente andare il braccio, deresponsabilizzata, conquistando il gioco successivo (interrompendo una serie di 4 turni di servizio persi consecutivamente) con agio, a 15, portandosi sotto 2-4: ma Radwanska è davvero bravissima a tenere il sesto game, il più importante dell’incontro, ai vantaggi, dopo esser stata sotto 0-30, grazie (manco a dirlo) ad un errore di rovescio di Bencic, anche se stavolta provocato dall’eccellente difesa in allungo di Aga.

Il game successivo è emblematico: per l’ennesima volta, l’elvetica si fa recuperare, questa volta da 40-0, consegnando game, set ed incontro ad Agnieszka Radwanska, dopo un’ora e 27 minuti di gioco, grazie ad un gran dritto lungolinea della polacca, la quale libera la propria gioia alzando le mani al cielo di Tokyo, unico torneo vinto più di una volta da Aga.

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Australian Open

Shelton e McNally vincono la Wild Card Challenge per l’Australian Open 2023

Se entrambi saranno qualificati per il tabellone principale, l’invito sarà assegnato a chi li segue nelle rispettive classifiche dell’Australian Open Wild Card Challenge

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Ben Shelton - Cincinnati 2022 (foto Twitter @atptour)

Le classifiche finali dell’Australian Open Wild Card Challenge maschile e femminile hanno decretato vincitori Ben Shelton e Caty McNally. Entrambi hanno conquistato la wild card per partecipare al primo Slam dell’anno secondo gli accordi che ci sono tra la federazione tennis australiana e quella statunitense. Se i due tennisti statunitensi dovessero ottenere l’accesso diretto al tabellone principale dell’edizione 2023 dell’Australian Open (cosa alquanto probabile dato che sono rispettivamente numero 97 e 94 del mondo), le wild card verranno assegnate a chi li segue nella classifica generale di questo avvincente e particolare “Challenge”.

Per l’ottavo anno di fila, la USTA e l’Australian Open hanno trovato un accordo finalizzato al reciproco scambio di wild card per il tabellone principale degli Australian Open e degli US Open 2023. L’Australian Open Wild Card Challange riguarda i punti conquistati dai tennisti dell’USTA in tre tornei disputati dal 24 ottobre al 14 novembre per gli uomini, fino al 24 ottobre e per cinque settimane per le donne.

Inseriti nel Challenge maschile, tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello M25 e superiore, inclusi gli eventi ATP e Challenger. In quello femminile invece sono inclusi stati tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello W25 e superiore. I destinatari di wild card dovranno ovviamente seguire tutti i protocolli dell’Australian Open in relazione alla quarantena o alla vaccinazione.

 

L’Australian Open comincerà il 16 gennaio per terminare domenica 29: Rafa Nadal dovrà difendere il torneo maschile, mentre in ambito femminile si cercherà colei che succederà ad Ashleigh Barty.

Di seguito sono riportati il ​​totale dei punti di ogni giocatore e la classifica attuale (tra parentesi):

Uomini

1. Ben Shelton (n. 97) — 240

2. Chris Eubanks (n. 124) — 130

3. Tennys Sandgren (n. 272) — 107

4. Michael Mmoh (n. 110) — 87

Donne

1. Caty McNally (n. 94) — 189

2. Madison Brengle (n. 59) — 161

3. Taylor Townsend (n. 131) — 130

4. Alycia Parks (n. 150) — 126

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Nuovo coach per Bianca Andreescu: è Christophe Lambert

Ritorno alle origini per Bianca Andreescu: la canadese sceglie uno dei suoi primi allenatori. “Sono felice di poterle dare il mio contributo”

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Bianca Andreescu - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

Bianca Andreescu ha un nuovo coach: si tratta di Christophe Lambert, che in passato ha ricoperto il ruolo di responsabile tecnico della Nuova Zelanda. Adesso torna a fare il coach e comincerà la collaborazione con Andreescu dal prossimo anno. Julie Paterson, CEO della federazione tennis della Nuova Zelanda, si è così espressa: “Si tratta di un’opportunità importante per Christophe e siamo contenti per lui. Quando me ne ha parlato sapevo che si trattava di un grande passo in avanti per la sua carriera”. Andreescu è al terzo cambio di allenatore in altrettante stagioni: a metà 2021 infatti era arrivata la separazione dopo quattro anni col suo storico allenatore Sylvain Bruneau mentre il mese scorso si era separata da Groeneveld.

Per Lambert si tratta di un ritorno al passato in quanto aveva già seguito Andreescu durante il suo percorso giovanile: “Bianca mi ha chiesto di diventare il suo allenatore e ho accettato di buon grado. Era un’offerta che non potevo rifiutare. Sono felice di poterle dare il mio contributo”. L’ultima apparizione della tennista canadese è stata a Glasgow in occasione delle finali della Billie Jean King Cup dove ha prima vinto un match difficile contro Cocciaretto e poi si è arresa in semifinale alla Svizzera (in particolare da Golubic)

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Flash

Dopo due anni di assenza a febbraio 2023 torna il Thailand Open

Si giocherà, come nel 2019 e nel 2020, a Hua Hin a inizio febbraio. L’ultima vincitrice è stata Magda Linette

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Magda Linette - Hua Hin 2020 (via Twitter, @ThailandOpenHH)

Se sul futuro del tennis (in particolare quello femminile) in Cina rimane un enorme grosso punto interrogativo, è tempo di annunci per il ritorno della WTA in Thailandia. Come i più attenti avranno già notato osservando il calendario ufficiale, pubblicato martedì 15 novembre, nella prima parte della prossima stagione troverà infatti spazio il 250 di Hua Hin. Più precisamente si tornerà a giocare nella città che è una delle mete turistiche più note (e ricche) della Thailandia tra il 30 gennaio e il 5 febbraio, ovvero nella quinta settimana dell’anno, una volta conclusa la tradizionale trasferta in Australia.

A Hua Hin, che dista 150 chilometri dalla capitale Bangkok, non si vedeva tennis internazionale dal 2020, quando il Thailand Open fu uno degli ultimi tornei prima dello stop imposto dalla diffusione mondiale del Covid. Era quella la seconda edizione del torneo nelle vesti di un 250 e a vincere fu Magda Linette (in finale su Leonie Kung), mentre nel 2019 il titolo andò nelle mani di Dayana Yastremska.

Sebbene l’evento si collochi subito dopo l’Australian Open e non ci si possa quindi aspettare un campo di partecipanti arricchito dalle primissime giocatrici del mondo, è facile preventivare comunque un torneo di buon livello. La spiaggia di sabbia dorata, il Cicada Night Market e il lussuoso hotel ufficiale del torneo, l’Holiday Inn Resort Vana Nava, hanno reso l’evento uno dei preferiti dalle giocatrici WTA. Non a caso nel 2020 la prima testa di serie era Elina Svitolina e nel 2019 una campionessa Slam come Garbine Muguruza.

 

Il Presidente onorario del Lawn Tennis Association of Thailand, Mr. Suwat Liptapanlop,ha commentato così l’ufficialità della notizia: “Con il ritorno alla normalità dopo le restrizioni di viaggio del 19 febbraio, gli organizzatori, Proud Group e True Arena Hua Hin Sports Club, la Lawn Tennis Association of Thailand e gli sponsor hanno deciso all’unanimità di riportare il torneo per attirare a Hua Hin giocatrici di livello mondiale e per offrire alle tenniste thailandesi l’opportunità di affinare le proprie capacità. Ci auguriamo di cogliere questa opportunità per promuovere il turismo tailandese e allinearci così alla politica del governo che punta a stimolare l’economia locale e a raggiungere l’obiettivo di 40 milioni di turisti all’anno”.

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